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Archivio per maggio, 2011

CONCERTI NEL CHIOSTRO 2011. Ciclo di concerti dell’Accademia Reale di Spagna

 CONCIERTOS EN EL CLAUSTRO. CICLO DE MUSICA REAL ACADEMIA DE ESPAÑA  EN ROMA.

Un’altro anno ancora, l’Accademia si prepara a presentare al pubblico un interessante ciclo di concerti nel chiostro del XVI secolo, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è bello e la sonorità eccellente. Questo anno, una parte importante dei concerti sarà dedicata alla musica contemporanea (il concerto di Jazz di giovedì prossimo appartiene senz’altro a questo capitolo), rendendo in questo modo omaggio agli importanti compositori che sono stati i nostri borsisti. I concerti dei giorni 1, 10, 16 e 25 sono stati organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Iñaki Estrada (borsista di composizione musicale 2008-2009) e Aurelio Edler (che finirà presto il suo lavoro di composizione). Direttore dell’Accademia Reale di Spagna. D. Enrique Panes

Tutti i concerti sono a ingresso libero nel chiostro dell’Accademia.

Tutti i concerti iniziano alle ore 20.30.

CICLO MUSICA NEL CHIOSTRO 2011.

CHIOSTRO ACCADEMIA REALE DI SPAGNA.  Alle ore 20.30.

Scarica il programma Musica nel chiostro: conciertos en el claustro 2011 programa

 PRIMO CONCERTO:

26 MAGGIO 2011. ore 20.30

TRIO CHAKATAGA JAZZ

CHAKATAGA TRIO

 

 Jean Jack Tarradellas Escoude. Percussione e voce.

Nato a barcellona nel 1984. Suona diversi istrumenti ed e voce di Moncho (gitano del bolero) durante il suo giro di concerti in Latinoamerica nel 2006. Ha lavorato con Sicus,Som la Rumba,Chipen,Patriarcas,Chipimaya, Albert Pla (per l’album di 1992 “No solo de rumba vive el hombre”. Nell’attualità suona la precussione di Rumba Vella, Rumbamazigha e Achilifunk Band

Miguel Serna. Basso

1983, Vitoria (Alava)

Inizia suoi studi di musica presso il Conservatorio di Alicante, nel cui studia chitarra classica. Fa parte di diversi progetti come: Chakataga, Amanda Jayne, Marc Mena Quartet, Dácil Sexy Sextet, Dodó, Nou Nonet Nonitz e coordinatore della big band “Big Banana Reunion”. Anche ha lavorato come musico di studio per alcune case discografiche come Whatabout Music, dove lavora con musicisti come Melou, Leslie Herpbert, Dave Bianchi o Sam de Siena. Ha registrato pure il disco di Gabriel Amargant con Fresh Sound.

Iván Santaeularia. Pianoforte

 1975, Terrasa (Barcellona). Vincitore del primo premio di Jazz di Fuenlabrada nel 2008. Lavora con il giro dei concerti 2007/2008 di Santiago Auserón e la Orquestra taller de musics in spagna. Nell 2007-2008 insieme a Cris Juanico e la OJO registr 2 dischi per l’omaggio a Tete Montoliu presso il Palazzo della Musica di Barcellona.

Nel 2010 lavora insieme a Peret come pianista per i suoi concerti.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Ingresso libero fino esaurimento posti

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


XL Concorso Internazionale di Chitarra FERNANDO SOR. 23-25 maggio

XL CONCORSO INTERNAZIONALE DI CHITARRA FERNANDO SOR. 23-25 maggio.

Inaugurazione 23 Maggio alle ore 20.30.

CONCERTO-CONFERENZA Emilio Pujol e la Vihuela.

Conferenza a cura di Giuliano Balestra con la partecipazione della soprano Elisabetta Majeron.

scarica il programma: Programma XL Concorso Fernando Sor

Emilio Pujol, (Granadella , Lerida – 7 Aprile 1886 – Barcelona 15 novembre 1980 ) fu senza dubbio uno degli ultimi autentici esponenti dell’antica scuola spagnola. Artista estraneo ad ogni forma di divismo, di vastissima cultura che, come ben sanno tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, concepiva la musica una missione. La nobiltà del suo pensiero ha costantemente illuminato ogni espressione del suo percorso di concertista, didatta e musicologo. Interprete applaudito nei maggiori centri d’Europa e del Sud America ,Emilio Pujol si impose all’attenzione della critica per l’assoluta padronanza tecnica e l’ elegante raffinatezza del fraseggio. Determinante e di fondamentale importanza per la conoscenza della musica spagnola, è il suo apporto musicologico sulla “vihuela e i vihuelisti “ del Siglo de Oro. Le sue numerose trascrizioni, in notazione moderna, (Seis Libros de Delfin ( Valladolid 1538 ) di Luys de Narvaez , Tres Libros en cifra para vihuela ( Sevilla 1546 ) di Alonso Mudarra , Selva de Sirenas ( Valladolid 1547 )di Enriquez de Valderrabano) pubblicate per la collana “ Monumenti della Musica Spagnola”, sono una tangibile e preziosa testimonianza. Nella sua poliedrica attività di musicista, trova largo spazio l’insegnamento verso cui si sente istintivamente attratto. Nel 1940 è docente di vihuela presso il Conservatorio di Barcelona ,nel 1946 docente di chitarra al Conservatorio di Lisbona e nello stesso anno , all’ “École Normale de Musique” di Parigi (chiamato dal suo fondatore : Alfred Cortot ) Nel 1953 sostituisce il M° Andrès Segovia all’Accademia Chigiana di Siena. In questo privilegiato tempio della musica, dove operano maestri di assoluta eccellenza,la statura umana e artistica di Emilio Pujol ha modo di espandersi nella sua totalità tanto da indurre l’illustre fondatore e presidente dell’ Accademia Musicale Chigiana : il conte Guido Chigi Saracini ( ultimo mecenate in Italia ) ad istituire, nel 1955, il primo corso di “vihuela” in Italia a cui parteciparono allievi di straordinario talento quali :Alirio Diaz, John Williams, José Tomás e Elena Padovani.( Questa cattedra fu ricoperta ininterrottamente dal M° Pujol fino al 1963) Indubbiamente la presenza della vihuela in questa prestigiosa sede, favorì notevolmente la sua divulgazione in tutto il mondo e per meglio comprendere lo spirito dei vihuelisti, mi piace riportare il pensiero dello stesso Pujol: Per la loro naturale spiritualità, la profonda e vibrante emotività lirica drammatica, per l’ambiente poetico a cui si ispirano, per la loro personale inventiva, i vihuelististi furono i compositori più rappresentativi dell’arte spagnola del rinascimento” . Educati in seno alla più alta sfera , istruiti nella musica con ampiezza di orizzonte, con un bagaglio intellettuale di primo ordine, in uno spazio saturo di cultura religiosa e umanistica, vivono questo ambiente per esprimerlo attraverso la sonorità austera, armoniosa e affascinante della vihuela.

CONCERTI A CURA DI:

Giuliano Balestra nato a Roma nel 1939 si è diplomatoin Chitarra da Concerto al Conservatorio S. Cecilia di Roma nel 1962 con il M° Benedetto Di Ponio. Di fondamentaleimportanza per la sua formazione artistica sono stati i Corsi di Perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena dal 1960 al 1962 con i Maestri Emilio Pujol e Andrès Segovia che ha seguito successivamente in Spagna, rispettivamente a Lerida e Santiago de Compostela. Il 21 Aprile del 1959 ha tenuto il suo primo concerto a Roma presso l’Associazione Artistica Internazionale di via Margutta e nel 1962 ha registrato, in prima assoluta , per la Radiotelevisione Italiana, il repertorio Rinascimentale Spagnolo per Vihuela su uno strumento opera del Liutaio Cesar Vera di Madrid. Con un recital alla Sala Chopin Pleyel di Parigi il 19 marzo 1968, ha iniziato una brillante carriera di concertista che lo ha portato ad esibirsi, anche in veste di compositore, nelle maggiori città di tutto il mondo. All’attività concertistica ha affiancato quella didattica insegnando, quale titolare di cattedra, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. E’ autore di varie pubblicazioni fra cui le Biografie di Fernando Sor , Emilio Pujol e Benedetto Di Ponio, nonché delle trascrizioni in notazione moderna, del Primo Libro di Napolitane che si Cantano et Sonano in Leuto di Jacomo Gorzanis ( Venezia 1570) e di Novi Capricci Armonici per chitarra, violino e basso di Gio Battista Granata ( Bologna 1674 ). Ha inciso per la Basf, Edipan e Tima Club. Nel 1972 ha fondato il Concorso Internazionale di Chitarra Fernando Sor di cui è tuttora Presidente

Elisabetta Majeron nata a Venzone (Udine) ha studiato canto presso il Conservatorio B. Marcello di Venezia con il M°Carlo Polacco,frequentando successivamente l’ Accademia Chigiana di Siena con il M° Giorgio Favaretto e il Curso International de Musica en Compostela (Spagna) con il soprano Conchita Badia. Vincitrice, nel 1967 di due Concorsi Internazionali, ha debuttato nell’opera Les Malheurs d’ Orphée di D. Milhaud, interpretando successivamente opere di C. Monteverdi, B. Galuppi,G. Donizzetti, E. W. Ferrari , A.Schönberg. Specializzatasi nel repertorio cameristico, ha eseguito numerose Cantate di J.S. Bach, A. Scarlatti, G.F. Haendel, A. Vivaldi. ( Roma – Accademia Nazionale Santa Cecilia, Venezia – Teatro La Fenice, Tokyo – Televisione Nazionale “NHK”, Pekino – Beijing Hall , Helsinki – Accademia Sibelius ) Nel 1983 ha ricevuto il Premio speciale Luigi Illica per la migliore interpretazione della Musica Vocale da Camera. In qualità di Docente, ha tenuto diversi Seminari sulla Tecnica e Prassi Esecutiva del Canto dal Rinascimento ai Contemporanei presso la Fondazione Giorgio Cini Venezia, l’University of Arts Osaka, Musashino Academia Musicae Tokyo , Accademia Sibelius Helsinki. Particolarmente intensa è la sua attività concertistica , oltre che in Italia si è esibita nelle maggiori città d’ Europa, Stati Uniti, Sud America, Australia , Cina e Giappone , registrando per le rispettive emittenti Televisive. Ha inciso per la Basf, Edipan e Timaclub.

Per saperne di più: www.fernandosor.it

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. 23 maggio, ore 20.30

Ingresso libero fino esaurimento posti


Prorogata Mostra Paralelo 40-41 fino all’8 giugno

PARALELO 40-41. SALA MOSTRE PROROGATA FINO ALL’8 GIUGNO 2011.


Simposio Ispano-italiano di Storia dell’Architettura del Barocco

II Seminario Ispano-italiano di Storia dell’ Architettura del Barocco. 19-20-21 maggio

Inaugurazione: Sala Conferenze 19 maggio dalle ore 17.

Organizzato da Juan Maria Montijano. Dottore Università di Malaga.

RELATORI:

Dott. Antonio Pugliano (Università degli Studi di Roma Tre)

Dott. Pedro Aliaga (Colegio Trinitario)

Dott.ssa Rosa Maria Subirana (Universitat de Barcelona)

Dott.ssa Rosario Camacho (Universidad de Malaga)

Dott. Diego Maestri (Università degli Studi di Roma Tre)

Dott.Diego Suarez Quevedo (Universidad Complutense de Madrid)

Dott.ssa Anna Gianetti (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Joan Maria Triado (Universitat de Barcelona)

Dott.ssa Rossanna Cioffi (Università degli studi di Napoli)

Dott.ssa Giose Amirante (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Jose Miguel Morales (Universidad de Malaga)

Dott.ssa Rosa Maria Giusto (Università degli Studi di Napoli Federico II)

Dott. Juan Antonio Sanchez Lopez (Universidad de Malaga)

Dott. Miguel Tain (Universidad de Santiago de Compostela)

Dott.ssa Concetta Lenza (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Rodolfo Strollo (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)

Dott.ssa Elena Manzo (Seconda Università degli Studi di Napoli)

Dott.ssa Carmen Gonzalez Roman (Universidad de Malaga)

Dott. Sergio Ramirez Gonzalez (Universidad de Malaga)

Dott.ssa Maria Gabriela Pezone (Seconda Università degli Studi di Napoli)

programma

BIO DEI RELATORI

Juan María Montijano García (Vic, Barcelona, 24-12-1960) es doctor en Historia del Arte por la Universidad de Málaga, en la que también se licenció en Geografía e Historia. Amplió su formación en diversas universidades e instituciones culturales y científicas españolas e italianas, como el Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico o la Real Academia de España en Roma. En la actualidad es Profesor Titular de Historia del Arte adscrito a la Universidad de Málaga y hasta 2009 fue director del Departamento de Historia del Arte de dicha universidad. Ha sido Profesor Visitante en las universidades de Roma Tor Vergata (2005) y Seconda di Napoli (2010). En 2006 la Presidencia de la República Italiana le concedió la Croce dell’Ordine della Stella, con título de Cavaliere. Ha dirigido diversos proyectos internacionales, entre los que destacan la Catalogación y digitalización de las fuentes documentales de San Carlino alle Quattro Fontane o la edición y traducción de Las Vidas de Giorgio Vasari al español. Sus principales investigaciones versan sobre difusión del patrimonio cultural, teoría del arte, arquitectura del Renacimiento y del Barroco  y terminología artística, tanto italianas como españolas, con más de 20 libros (San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini nella Relatione della fabrica di fra Juan de San Buenaventura, Milán, Il Polifilo,1999; La Academia de España en Roma, Madrid, Ministerio de AA.EE., 1998; Giorgio Vasari y la formulación de un vocabulario artístico, Málaga, Universidad, Academia de Bellas Artes de San Telmo, 2002; Cortijos, haciendas y lagares. Arquitectura de las grandes explotaciones agrarias de Andalucía. Provincia de Málaga, Sevilla, Junta de Andalucía, 2000).

 

 

Rosario Camacho Martínez, Catedrática de Historia del Arte de la Universidad de Málaga, donde ejerce su docencia desde 1970, ha desarrollado una trayectoria de investigación en temas sobre la arquitectura barroca y los creadores andaluces de los siglos XVII y XVIII, su publicación sobre Málaga Barroca, se encuentra entre las grandes monografías que han contribuido a la valoración del barroco español en el ámbito internacional.

Su capacidad de sistematización metodológica se ha extendido a otras líneas de investigación, enfocando de forma objetiva y profunda el Modernismo en Melilla, los aspectos iconográficos y simbólicos de la arquitectura, la arquitectura efímera desarrollada durante la fiesta, la correspondencia de las artes y, más recientemente, los temas de género, con señaladas investigaciones y publicaciones en todas ellas. Además, en otros ámbitos, sus consideraciones en torno a la relación de Picasso con Málaga, han contribuido a la conexión del artista con sus orígenes.

Ha conectado también con el mundo contemporáneo a través de la crítica de arte y el Patrimonio, mostrando un gran interés por nuestro legado cultural, incidiendo en la relación entre historia del arte y patrimonio. Ha trabajado para dar a conocer los bienes culturales de Málaga, procurando la protección y tutela de ese patrimonio, demostrando, desde una postura independiente, un compromiso activo. La concepción del patrimonio histórico en su pensamiento ha calado no sólo en sus alumnos sino en la ciudad, creando una conciencia en pro de la tutela del patrimonio.

Carmen González Román, es Doctora en Historia del Arte y Profesora Contratada Doctora del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga. Es autora de varios  libros: Spectacula. Teoría, Arte y Escena en la Europa del Renacimiento; Arquitecturas literarias, metáforas edificadas. Gaspar de Tovar y la imagen poética de la Catedral de Málaga, con el Dr. Juan A. Sánchez; y Artes escénicas en Málaga -en prensa-. Asimismo ha colaborado en numerosas monografías, y tiene publicados estudios en revistas especializadas de ámbito nacional (Goya; Academia. Boletín de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando; Cuadernos de Arte de la Universidad de Granada, etc.), e internacional (Albertiana –S.I.L.B.A. L. Olschi, Florencia-, Quaderni Veneti -Univ. Venezia-).

Su trayectoria investigadora está ligada a la participación y/o dirección de varios proyectos del Ministerio de Ciencia e Innovación en España, tanto de ámbito nacional como internacional, a partir de los que ha desarrollado varias líneas de investigación: tratadística arquitectónica y edificios imaginarios en la literatura artística; visualidad e iconografía del teatro italiano y español de los siglos XVI-XVIII, y patrimonio artístico y devocional de la Orden Trinitaria en Andalucía (a partir de los fondos documentales conservados en la biblioteca borrominiana de San Carlo alle Quattro Fontane, Roma). Recientemente le ha sido concedido por el Ministerio de Ciencia e Innovación un proyecto de investigación sobre la teoría de la perspectiva en España, del cual es la Investigadora Principal: “La teoría sobre la perspectiva en España (siglos XVI-XVII): origen y fuentes conceptuales-terminológicas”.

Como docente viene impartiendo desde el 2004 una asignatura troncal de la antigua titulación y del actual Grado de Historia del Arte: Teoría del Arte, así como otras asignaturas también obligatorias: Historia de las Ideas Estéticas, Fuentes de la Historia del Arte; o bien optativas o Ad Hoc como Las Artes y el Teatro en los Siglos de Oro; Historia del dibujo y del Grabado... Ha dado clases en el anterior programa de Doctorado del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga: Correspondencia e integración de las artes, y actualmente imparte la asignatura Artes escénicas y cultura visual en el Máster Oficial del Departamento de Historia del arte: Desarrollos Sociales de la Cultura Artística.

José Miguel Morales Folguera realizó sus estudios de Filosofía y Letras en las Universidades de Granada y Sevilla de1968 a 1973, obteniendo el grado de Licenciado en esta universidad en el año 1974. El 11 de mayo de 1979 obtuvo el doctorado porla Universidad de Málaga, recibiendo el Premio Extraordinario del Doctorado. Es profesor del Departamento de Historia del Arte dela Universidad de Málaga desde el año 1975, habiendo accedido a la plaza de Profesor Titular de Facultad en el año 1984. De1985 a 1991 fue director del Departamento de Historia del Arte y en la actualidad es Director del Grupo de Investigación Tiedpaan-Málaga, reconocido por el Plan Andaluz de Investigación. En el año 2005 aprobó las oposiciones de Habilitación Nacional para Catedrático de Historia del Arte. Desde marzo del 2007  es Catedrático de Historia del Arte dela Universidad de Málaga.

Ha sido invitado y ha recibido numerosas becas para investigar, realizar estancias de investigación y dar cursos y conferencias en universidades españolas y extranjeras –Londres, Toulouse, París, Roma, Nueva Orleans, México, Santa Fe de Bogotá, Colegio de Michoacán en Zamora,- y para participar con ponencias en congresos nacionales e internacionales.

Es Ciudadano Honorario de las ciudades de Mobile y Nueva Orleans de los Estados Unidos de Norteamérica, Académico Correspondiente dela Real Academiade Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría de Sevilla, y vocal dela Sociedad Españolade Emblemática.

Sus actividades en el campo de la investigación son múltiples, organizando exposiciones y congresos de ámbito nacional e internacional, y publicando numerosos libros y artículos relacionados con la historia del arte y del patrimonio en Málaga, así como sobre Arte Hispanoamericano, la Fiesta Barroca en Europa y los Jardines Históricos europeos.

Sergio Ramírez González es licenciado en Geografía e Historia (1999) y doctor en Historia del Arte (2006) por la Universidad de Málaga, donde imparte docencia y trabaja vinculado a proyectos nacionales e internacionales, de entre los que cabría destacar el Inventario de los fondos documentales de San Carlino alle Quattro Fontane de Roma y el Inventario de bienes muebles de la Iglesia Católica en Melilla. Centra sus principales líneas de investigación en las artes plásticas del Renacimiento y Barroco andaluz, al tiempo que atiende otros aspectos relacionados con la historia, la antropología y la mentalidad de la Edad Moderna. Para ello, encuentra un marco idóneo en el estudio de las órdenes religiosas y los conjuntos conventuales. Ha publicado distintos estudios al respecto a modo de artículos y obras monográficas, destacando entre las últimas la dedicada a los conventos franciscanos de la provincia de Málaga (CEDMA, 2009). Otros títulos destacados de su currículum son El Monasterio de clarisas de Santa Isabel de Ronda (2006), el Templete de la Virgen de los Dolores en Ronda (2008), el monasterio de Caños Santos (2008), Catálogo de monumentos, placas, conjuntos ornamentales y heráldica de Melilla (2009) y más recientemente el de Arriate en el siglo XVIII (2009). El primero de éstos mereció el galardón de la Real Maestranza de Caballería al mejor trabajo de investigación sobre la historia de Ronda. +

Juan Antonio Sànchez Lopez Málaga, 1967. Doctor en Filosofía y Letras por la Sección de Historia y Profesor Titular del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga. Imparte docencia en las Facultades de Filosofía y Letras y hasta 2010 también en la de Ciencias de la Comunicación. Su labor investigadora se ha centrado, preferentemente,  en el estudio de la Iconografía y la Escultura, con especial atención a la Literatura Artística, la Arquitectura y las Artes Plásticas de la Edad Moderna en España, a cuyo discurso formal e ideológico ha dedicado diversas publicaciones. Entre ellas, la monografía Muerte y Cofradías de Pasión en la Málaga del siglo XVIII. (La imagen procesional del Barroco y su proyección en las mentalidades); su Memoria de Licenciatura Historia de una utopía estética: el proyecto de Tabernáculo para la Catedral de Málaga, que mereciese el Premio Extraordinario de Licenciatura en su convocatoria correspondiente al curso académico 1989-1990 y su Tesis Doctoral, publicada bajo el título El alma de la madera. Cinco siglos de Iconografía y Escultura procesional en Málaga, que obtuvo el Premio Extraordinario de Doctorado en su convocatoria del curso 1993-1994.

Recientemente, ha publicado Cesare Arbassia y la Literatura artística del Renacimiento, editada por la Universidad de Salamanca y que constituye la única monografía exhaustiva sobre este pintor y escenógrafo italiano. En 2005, ha salido a la luz la monografía La voz de las estatuas. Escultura, Arte público y paisajes urbanos de Málaga, donde se estudian las estatuas urbanas, los hitos y monumentos conmemorativos que definen la imagen de la ciudad desde el Barroco a nuestros días. Este libro sería continuado, a nivel divulgativo y práctico, en 2007, por la obra Paseos por la Escultura pública de Málaga. En 2008, ha publicado De Saulo a Paulo. Perspectiva iconográfica y dimensión artística del llamado “Apóstol de los Gentiles”. También ha participado, en 2006, en las obras colectivas El comportamiento de las Catedrales españolas. Del Barroco a los Historicismos promovida por la Universidad de Murcia y  Memoria de Granada. Estudios sobre el Cementerio, editada por EMUCESA y el Ayuntamiento de Granada, con un análisis sobre la significación social e iconográfica de los monumentos funerarios del Camposanto de San José.

Junto a esta faceta investigadora, actualmente desarrolla otras investigaciones acerca del valor y puesta en uso de las imágenes en el arte actual, el videoclip y los mass-media en el marco de la nueva cultura audiovisual. Precisamente, en esa línea, es Director del I Seminario de Historia del Arte y Creación Mediática que, bajo el título Estética e Iconografía del videoclip musical, tuvo lugar en marzo de 2006, en el marco de Titulaciones Propias de la Universidad de Málaga. Asimismo, se encuentra trabajando en una obra dedicada a la Cultura DJ que analiza el papel, la imagen y la trascendencia sociológica de los creadores de música techno, trance, house, dance y progressive en el ámbito de las subculturas juveniles urbanas. También ha tratado y trabajado en otras líneas de investigación relacionadas con la problemática arquitectónica de las Catedrales, la pintura mural, la Historia de Género, la Escultura pública y el monumento urbano y las formas simbólicas de la cultura renacentista y barroca. En el campo de la investigación y difusión del Patrimonio ha participado en la Catalogación e Inventario de los Patrimonios Culturales del Ayuntamiento de Málaga, de la Diputación Provincial y el Monasterio de Gracia de Vélez-Málaga, habiendo colaborado asimismo en la Catalogación de la Biblioteca Borrominiana de los Trinitarios Españoles en San Carlo alle Quattro Fontane, en Roma, y el montaje y puesta en valor del Museo de la Catedral de Málaga. Asimismo, es Secretario de la revista científica Boletín de Arte, del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga, colaborador de la Fundación Municipal-Casa Natal “Pablo Ruiz Picasso” y de la Asociación Hispánica de Estudios Franciscanos. También es Profesor de Arqueología y Arte Sacro en el Seminario Conciliar Diocesano de San Sebastián y Santo Tomás de Aquino y el Instituto Superior de Ciencias Religiosas “San Pablo”, dependiente de la Facultad de Teología de la Universidad de Granada.  Por último, ha sido Director Científico del Museo de Arte Sacro de la Abadía Cisterciense de Santa Ana, dedicado a la escultura del Barroco y a la figura de Pedro de Mena y Medrano en particular. También ha sido asesor científico de la National Gallery of Art de Londres para la exposición The Sacred Made Real. Spanish Painting and Sculpture 1600-1700.

 Diego Suárez Quevedo. Profesor Titular de Universidad, desde 1989, adscrito al Departamento de Historia del Arte II (Moderno). Facultad de Geografía e Historia. Universidad Complutense de Madrid.

Desde octubre de 2008, Director de dicho Departamento. Algunas de sus publicaciones:

“Aspectos del urbanismo de la Ilustraciónen la provincia de Jaén: las Nuevas Poblaciones de Sierra Morena”, Actas del Coloquio de Urbanismo Barroco (Archidona, 1986). Ed. Universidad de Málaga (Coord. M. Dolores Aguilar García) (Málaga, 1989),pp. 127-145; en colaboración con Carlos García Peña.

Arquitectura barroca en Toledo: siglo XVII. Ed. Universidad Complutense de Madrid. Colección Tesis Doctorales, núm. 489/ 88; 2 vols. Madrid, 1988.

“Notas sobre arquitectura y urbanismo en las Nuevas Poblaciones de Sierra Morena y Andalucía”, El Arte en tiempos de Carlos III (IV Jornadas de Arte, C.S.I.C., Dpto. de Historia del Arte “Diego Velázquez”) (Madrid, 1989), pp. 137-144; en colaboración con Carlos García Peña.

Arquitectura barroca en Toledo: siglo XVII. Ed. Caja de Toledo: “Obra Cultural”. Toledo, 1990.

Arquitecturas de Toledo. Servicio de Publicaciones, Junta de Comunidades de Castilla-La Mancha. Toledo, 1991 (1ª ed.); 1992 (2ª ed.):”El período Barroco” (siglos XVII y XVIII), vol. II, pp. 171-290.

“Fiesta barroca y política en el reinado de Carlos II. Sobre el triunfal destierro a Toledo de Mariana de Austria (1677)”, Madrid (Revista de Arte, Geografía e Historia; Comunidad de Madrid), núm. 3 (2000), pp. 57-97.

“Donato Bramante, 1502: Tempietto de San Pietro in Montorio en Roma”, Anales de Historia del Arte, núm. 13 (2003), pp. 316-319.

Arquitectura y ciudad. Memoria e imprenta. Exposición enla Biblioteca Histórica Marqués de Valdecilla. Universidad Complutense de Madrid, marzo-julio de 2009. Comisario de la misma; catálogo de igual titulo. Madrid, Servicio de Publicaciones UCM, 2009.

Miguel Tain Guzman. Profesor Titular de Historia del Arte de la Universidad de Santiago de Compostela, especialista en arquitectura y urbanismo barroco, con numerosos trabajos sobre el Camino de Santiago y la catedral y la ciudad de Santiago de Compostela. Profesor invitado en la Academia de España en Roma y en las universidades de Perugia, Bari, Lecce, Federico II de Nápoles, Tor Vergata, Cagliari, Coimbra, Bahía, Saint Andrews, Kiel y la Sorbona. Autor de estudios como Domingo de Andrade, Maestro de Obras de la Catedral de Santiago (1639-1712), A Coruña, 1998; Trazas, Planos y Proyectos del Archivo de la Catedral de Santiago, A Coruña, 1999; La Casa del Cabildo de Santiago de Compostela: “Pro Commoditate ac Ornato Urbis”, Electa, Madrid, 2000; La Casa del Deán de Santiago de Compostela, A Coruña, 2004. Sus últimas publicaciones tratan sobre la metamorfosis barroca de la catedral compostelana y la literatura artística generada: “Possibili citazioni gerosolimitane nel baldacchino e nella pergola della Cattedrale di Santiago de Compostela”, Studi di Storia dell’Arte, diciembre 2006; “Prolegómenos de una excavación en tiempos del canónigo José de Vega y Verdugo: el mito de la cripta del Apóstol Santiago y el retablo del arzobispo Gelmírez”, Goya, 2008; “Il cardinale Gil Carrillo de Albornoz e il Conte Íñigo Vélez de Guevara: figure chiave del soggiorno romano e del gusto artístico del canonico José de Vega y Verdugo”, Studi di Storia dell’Arte, 2008; “Conservazione e distruzione dell’altare di Gelmírez in epoca moderna”, en Compostela e l’Europa. La storia di Diego Gelmirez, libro publicado con motivo de la exposición en el Braccio di Carlo Magno, Città del Vaticano, 3 giugno-1 agosto 2010, Milano, Skira, 2010,166-181.

Pedro Aliaga Asensio. Doctor en historia moderna.Religioso de la Orden de la Santísima Trinidad, Superior del Convento de San Carlino de las Cuatro Fuentes (Roma) entre 2003-2009. Doctor en Historia por la Pontificia Universidad Gregoriana; bachiller en filosofía y en teología por las correspondientes facultades de la Universidad Gregoriana; diplomado en teología de la vida religiosa por el Pontificio Instituto Claretianum de Roma. Conferenciante, articulista, escritor, entre sus obras destaca la monografía San Simón de Rojas. Un santo en la Corte de Felipe III y Felipe IV, Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 2009. Entre sus colaboraciones científicas más significativas en ámbito internacional se cuentan el «Diccionario Biográfico de Historia de España» (Real Academia de la Historia, Madrid);  el «Bollettino d’Arte» (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma), el «Dizionario dell’Età delle Riforme» (Città Nuova Editrice, Roma) en el que es uno de los autores con más voces, y la «Storia della Chiesa tra Medioevo ed Epoca Moderna» (CLV, Roma). 

Anna Giannetti. Professore Ordinario di Storia dell’Architettura. Si è occupata di storia dell’architettura e della città contemporanea, di storia del giardino e di architettura napoletana del Cinquecento e dell’Ottocento.

Dal 2008 è direttore del Dipartimento IDEAS, fino al 2004 è stata coordinatore del Dottorato di Ricerca in Storia e Critica dell’Architettura e dal 2004 al 2008 Presidente del Corso di Studi in Scienze dell’Architettura della Facoltà di Architettura , Seconda Università degli studi di Napoli.

Rosa Maria Giusto. Architetto, dottore di ricerca in “Storia e Critica dell’Architettura” è docente a contratto di Storia dell’architettura moderna e contemporanea presso la Facoltà di Architettura della Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ (a.a. 2010-2011) e di Storia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, presso cui ha svolto attività didattica dal 2000 al 2007 negli insegnamenti di Storia dell’Architettura Contemporanea e Storia dell’Architettura; nel 2009-2010 è docente di Storia dell’Architettura I presso il CdL in ‘Archeologia e Storia delle Arti’ della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’; dal 2006 è docente di Lineamenti di Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea presso la Facoltà di Lettere -C.d.L. in ‘Diagnostica e Restauro dei Beni Culturali’ – dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli, presso cui svolge dal 1996 attività di ricerca e formazione. Nel 2010 è Visiting professor presso l’Universidad de Malaga; assegnista di ricerca, cultore della materia, partecipa a convegni nazionali e internazionali sulla storia dell’architettura e pubblica diversi saggi in volumi collettivi e riviste. Vincitore del concorso nazionale “Progetto Giovani Ricercatori Agenzia2000” bandito dal C.N.R., è coordinatore con borsa di studio del gruppo di ricerca e curatore del volume contenente gli esiti della ricerca. Dal 2002 al 2005 partecipa all’unità di ricerca 7 – Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ – su “Ambienti storici della città e del territorio”, i cui esiti sono stati pubblicati nel 2009.

È autore dei volumi: Alessandro Galilei. Il Trattato di architettura, Argos, Roma 2010; Architettura tra Tardobarocco e Neoclassicismo. Il ruolo dell’Accademia di San Luca nel Settecento, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2003 e curatore del volume Tardogotico, barocco, art nouveau. Contaminazione di linguaggi nelle architetture del Mediterraneo, prefazione di Angela Marino, Clean, Napoli 2004.

Diego Maestri. Architetto, attualmente in pensione, è stato professore di ruolo di prima fascia (settore scientifico disciplinare ICAR/17 – DISEGNO), pressola Facoltà  di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre, dove ha  insegnato dall’anno accademico 1995-96.

In precedenza ha insegnato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila ed ha ricoperto, in quella sede, anche la carica di Direttore del Dipartimento di “Architettura e di Urbanistica”, e presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma –Tor Vergata-, dove è stato anche Direttore del Dipartimento di “Ingegneria Civile”.

Per vari anni è stato coordinatore di un Dottorato di ricerca in “Disegno e rilievo del patrimonio edilizio”, e responsabile nazionale di due ricerche pluriennali finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica –M.U.R.S.T.-, oltre che responsabile di Unità Locali di ricerca.

I suoi interessi variano dal rilevamento architettonico alla cartografia storica, dalla geometria descrittiva allo studio del Delta Padano e del rilevamento archeologico. Si è anche interessato di ceramica medioevale e rinascimentale, dei centri storici di Roma, Comacchio, Filadelfia e San Giovanni in Fiore in Calabria.

È autore di oltre centoventi pubblicazioni fra articoli, saggi e volumi.

Maria Gabriela Pezone. Nata a Napoli il 29 aprile del 1964, si laurea in architettura, con lode e dignità di stampa, presso la Facoltà di Architettura “Federico II” di Napoli. Nel 1998 consegue il titolo di Dottore di ricerca in “Storia e Conservazione dei Beni Architettonici” presso la Facoltà di Architettura della S.U.N. Tra il 1998 e il 2000 è professore a contratto di “Storia dell’architettura Medievale” presso il Corso di Laurea in Conservazione di Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia della S.U.N. Dal 2000 è ricercatore universitario e dal 2010 professore associato nel s.s.d. ICAR18 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della S.U.N, dove insegna “Storia dell’architettura medievale” nel corso di laurea triennale di Scienze del Turismo, “Storia dell’architettura moderna” nel corso di laurea triennale di Scienze dei BB. CC. (2000-2009) e “Storia dell’architettura” nel Corso di laurea magistrale interclasse di “Archeologia e storia dell’arte”. Dal 2000 è componente del Collegio di dottorato in storia e critica dell’architettura presso la facoltà di architettura della S.U.N. Dal 2001 è delegata della Facoltà nella Commissione di Ateneo per le disabilità e dal 2002 al 2005 nel Progetto di Ateneo Work in progress per l’alta formazione. Dal 2005 al 2010 è rappresentante dei Ricercatori nel Consiglio di Facoltà. Ha partecipato a diversi progetti di ricerca di Ateneo e ai PRIN Itinerari storico-artistici per le fondazioni benedettine dopo la riforma cluniacense (E.F. 2000-2002) e L’architettura del Classicismo tra Quattrocento e Cinquecento (E.F. 2003-2005) coordinatore nazionale prof. A. Gambardella. Autrice di saggi sull’architettura tardo barocca sia romana che napoletana, ha partecipato a convegni nazionali e internazionali con contributi anche su figure minori dell’ingegneria del Settecento, stampati su riviste specializzate, volumi collettivi, cataloghi di mostre.

Rosa Maria Subirana. Doctora en Historia del Arte. Profesora Titular de Universidad (2001). Anteriormente impartió docencia en la Tufts University-Skidmore College in Barcelona (1983-85) y en Centro Español de Nuevas Profesiones en Barcelona, donde ocupó el cargo de Coordinadora de Estudios (1985-87). Fue Profesora Invitada de la Université Lumière Lyon-2 (Campus de Bron), en Francia (1998) y de la Universitat Internacional de Catalunya en Barcelona (2000-06). La primera vinculación con la Universitat de Barcelona fue como Colaboradora de Cátedra (1984-86), continuó como Profesora Asociada Sustituta (1989-2000), Profesora Titular Interina (2000-01) y, desde el año 2001 ocupa la plaza de Profesora Titular del Departamento de Historia del Arte.

Formada en la Universitat de Barcelona, dedicó su tesis de licenciatura a la vida y obra del primer director de la Escuela Gratuita de Dibujo de Barcelona, el grabador de origen valenciano Pasqual Pere Moles. La calcografía catalana del siglo XVIII ocupó su investigación doctoral. Ambos trabajos fueron galardonados por el Institut d’Estudis Catalans, la primera con el Premio Puig i Cadafalch (1986) y la segunda con el Premio Josep Pijoan (1996).

Ha publicado varios libros sobre grabado, como Pascual Pere Moles Corones: València 1741-Barcelona 1797 (1990), Els Orígens de la litografía a Cataluña: 1815-1825 (1991), Josep March, un pioner de la litografía (1992), editados por la Biblioteca de Catalunya, así como El gravat i les arts del llibre (2000), y El taller dels “Francesc Via”, un paradigma dels argenters gravadors catalans al tombant del Set-cents” (2008), entre otros. Fue comisaria de la exposición monográfica Ricard Marlet, xilógrafo y pintor del Noucentisme (1996).

Joan Ramon Triadó es profesor titular de Historia del Arte de la Universidad de Barcelona. Anteriormente impartió docencia en la Tufts University-Skidmore College in Barcelona (1983-85)  

Doctorado el año 1982 con la tesis El bodegón en la pintura española del siglo XVII. Ha  participado en  el ciclo “El Bodegón” organizado por la Fundación Amigos del Museo del Prado el año 1999, con la conferencia Bodegón y pintura de bodegón, después publicado en el libro  El Bodegón  (Barcelona, 2000).

Es autor de diversos libros  sobre arte catalán de época Moderna ( siglos XVI  al  XVIII) entre los que destacan L’època del barroc. Segles XVII i XVIII  a “Història de l’art catala” (Barcelona, 1984), La Arquitectura Religiosa Moderna a “Art de Catalunya”  Barcelona, 1999); Escultura Moderna a “Art a Catalunya” (Barcelona, 2000) y, junto a Rosa M. Subirana, Pintura Moderna a “Art de Catalunya” (Barcelona, 2000). Son numerosos los artículos , ponencias y comunicaciones en revistas y congresos nacionales e internacionales, destacando En torno al Discurso sobre la Restauración de las Bellas Artes de España y la huella teórica de Isidoro Bosarte en el arte catalán (Malaga, 2002); El Palau Reial al “ Palau del Parlament(Barcelona, 2005);y Sicília e la Catalogna. (Palermo, 2008). Referido al ámbito catalán, de cronología más amplia, es su Arte en Cataluña (Madrid, 1994).

Entre las  obras de carácter más universal destacan La Pintura Española. El siglo de Oro (Barcelona, 1999); Carlos V y su época. Arte y Cultura (Barcelona,  1999); El bodegón (Madrid, 2003) i El espectáculo de las Formas. El arte manierista, barroco y rococó. 1527-1780 (Barcelona,  2006), El Paisaje (Barcelona, 2008)

Ha coordinado  las colecciones  Las Claves del Arte (Barcelona, 1986-1989); Historia del arte  (Barcelona, 1989-1991);Genios del arte ( Madrid, 2000-2003); Historia del Arte Universal (Madrid, 1992; Madrid,  2008) y  Grandes Museos del Mundo (Madrid, 2010).  

Ha dirigido el proyecto de investigación financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación: Clasicismo y academicismo en el arte catalán. 1750-1808. Dependencias e invariantes en relación a España, París y Roma (1998-2001). Ha participado en el proyecto de investigación  financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación, dirigido por German Ramallo: Reflejo de los nuevos cultos y devociones en las catedrales españolas durante el Barroco. Arquitectura, arte y devoción (2006-09); y en los proyectos tambien financiados  ACAF/ART1-Archivo crítico y analítico de las fuentes bibliográficas y documentales del arte en Cataluña en la época de los Áustrias: 1516-1714 (2006-09); ACAF/ART2-Análisis crítico y fuentes de la cartografía del entorno visual y monumental del área mediterránea en la edad moderna (2009-12), ambos dirigidos por Juan Sureda.

Actualmente junto a Rosa Maria Subirana Rebull; Rosa Creixell y Laura García Sánchez dedica su investigación a la arquitectura y programas decorativos de los palacios barceloneses del último cuarto del siglo XVVIII.

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA  

Piazza San Pietro in Montorio, 3. 00153 Roma

Tel: (0039) 06 581 28 06

Fax: (0039) 06 581 80 49

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L’arte dell’ospitalità III. Roma Città Aperta

Ciclo di performances L’arte dell’ospitalità III.

Roma Città aperta.

Azione conferenza di Domingo Sánchez Blanco e Fernando Castro Flórez. Giardini dell’Accademia Reale di Spagna alle ore 21.

 Sia il lavoro performativo e artistico di Domingo Sánchez Blanco che il progetto discorsivo di Fernando Castro Flórez seguono le stesse coordinate. Entrambi sono legati infatti ad uno spirito patafisico e generano spazi di disorientamento, la cui base intellettuale è presente in tutte le loro azioni-conferenze che sono, a dir poco, folgoranti. La loro curiosità li ha spinti a sperimentare diversi ambiti: una conferenza con accanto una tigre del Bengala, dei discorsi sussurrati all’orecchio, l’organizzazione di un numero da guinness dei primati di performance in un solo giorno (circa 500), una quantità incredibile di ore (12) per una conferenza e altri lavori.

In occasione del progetto L’arte dell’ospitalità, i due conferenzieri presenteranno un remake del celebre film Roma città aperta del regista Roberto Rossellini, che sarà proiettato nel giardino dell’Accademia, accompagnato da un’esecuzione musicale dal vivo della trombettista Elena Bianchi.

Fernando Castro Flòrez è uno dei più importanti critici d’arte in Spagna. Insegna Estetica e Teoria delle arti all’Università Autonoma di Madrid, così come al Master di Teoria e pratica dell’arte contemporanea all’Università Complutense di Madrid. Ha insegnato in corsi di dottorato, in lezioni e conferenze presso numerose università in tutto il mondo e in musei nazionali e internazionali. È membro del Patrocinio e della Commissione permanente del Centro del Museo Nazionale del Reina Sofia di Madrid. Come curatore Castro ha curato numerose mostre: è stato co-commissario al Padiglione spagnolo nell’Expo di Hannover, curatore della Bienniale del Fuoco nel Museo nazionale di Belle Arti di Caracas e co-curatore del Padiglione di Aragona nell’Expo di Saragozza. È stato insignito del premio spazio della critica d’arte per il migliore progetto curatoriale. Quest’anno è il curatore del Padiglione del Cile alla Biennale d’arte di Venezia.

 Domingo Sanchez Blanco è un artista audace e per certi versi impressionante. Così si è recato a Parigi per chiedere le ceneri del vecchio ma ancora vivo Klossowski. C’è di più: ha portato una tigre del Bengala in visita al museo d’arte contemporanea di Oviedo. Si è bastonato con il boxer Charles Juhashz nel Museo d’arte di Porto Rico. Si è trasformato in attore nel progetto Il (non) guidare o ha fatto la guardia del corpo del direttore del Museo del quartiere di New York. Il suo lavoro è enfatico, provocatore e non lascia mai lo spettatore indifferente.

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12 maggio. Incontro di Moda Raccontare la creatività.

12 MAGGIO dalle ore 18.30

SALA CONFERENZE. ACCADEMIA REALE DI SPAGNA.

Con la gentile partecipazione di Asociación de Creadores de Moda de España e Accademia del Costume e della Moda di Roma.

Incontro sulla moda presso la Accademia Reale di Spagna. Si parlerà sulle differenze e le coincidenze del sistema Moda in due potenze sulla materia come sono L’Italia e la Spagna, ringraziando la presenza dei principali protagonisti, gli stilisti: Rossorame, David Delfín, Bragia, Juanjo Oliva, Res Nullius e Juan Duyos. Inoltre ci accompagneranno due dei promotori essenziali della Haute Coture come risorsa culturale: Asociación de Creadores de Moda de España e l’Accademia del Costume e della Moda di Roma.

_PROGRAMA dalle ore 18.30

Explicando la creatividad – Dos visiones de la moda

Raccontare la creativitá– Due visioni della moda

Intervento di:

  LUCIA CORDEIRO Direttrice  LILIANA TUDINI Coordinatore e   Docente Moda Accademia di Costume e di Moda.

Argomenti:

 Moda in Italia, moda in Spagna:  industria, creatività, grandi firme e distribuzione

 Situazione attuale della creatività in Italia e Spagna: la formazione

La creatività nella moda ha futuro nelle grandi produzioni e nel lusso?

 Intervento degli stilisti: 

DAVID DELFÍN

ROSSORAME

JUANJO OLIVA

RES NULLIUS

JUAN DUYOS

BRAGIA

Moderatore:

CLARA TOSI PAMPHILI Consigliere ALTAROMA e Docente Accademia di Costume e di Moda


CONCIERTO HOMENAJE DELFÍN COLOMÉ. 12 Maggio

12 MAYO. Ore 18.30  CONCIERTO HOMENAJE DELFÍN COLOMÉ

Organizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia.

Sala Conferenze Accademia Reale di Spagna

S.R.C. Tel. 06 687 64 02

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6 Maggio.Seminario di storia. L’Infinito viaggiare e la vera vita.

L’INFINITO VIAGGIARE E LA VERA VITA.

Sala Conferenze. 6 maggio dalle ore 10.

Ingresso libero fino esaurimento posti.

Questo titolo è un chiaro omaggio a una delle menti più brillanti della letteratura italiana contemporanea: Claudio Magris. Nel suo libro “L’infinito Viaggiare”, una raccolta di quaranta cronache di viaggi pubblicate sul Corriere della Sera, afferma che vivere, viaggiare e scrivere sono facce di una sola esperienza. Se vivere vuol dire viaggiare, viaggiare vuol dire scrivere. Magris mette in contrapposizione due forme di intendere il viaggio nella cultura occidentale: la concezione classica del viaggio circolare, che implica il ritorno finale in patria o al focolare, e quella moderna nella quale il viaggio è rettilineo e ci trasforma man mano che ci allontaniamo.

In questo seminario parleremo di viaggiatori, archeologi, artisti e pellegrini, seguendo in un filo conduttore le diverse motivazioni che spingono a intraprendere un viaggio: religiose, politiche, filosofiche, artistiche, l’incontro con l’Antichità, l’assistere a prime operistiche, teatrali e concertistiche, problemi di salute, ecc. Ogni viaggio non solo ha una motivazione ma fa parte di un’esperienza individuale unica; da ciò nasce la varietà di ambiti e tematiche che saranno trattati durante questo seminario attraverso il quale cercheremo di riscattare il viaggio dalla sua attuale concezione legata al consumismo turistico.

SINOSSI

 JAVIER VILLALBA RUÍZ DE TOLEDO La visione dell’Oriente di Niccolò dei Conti nell’opera di Pedro Tafur (XV secolo)

Cattedratico di Storia Medievale. Università Autonoma di Madrid

Nel corso della conferenza analizzeremo il modo in cui un personaggio della bassa nobiltà castigliana descrive nelle sue “Peripezie e viaggi” il mondo, metà reale e metà immaginario, col quale il mercante italiano Niccolò dei Conti ammaliò l’Europa negli ultimi anni del Medioevo. Si tratta in realtà di un tentativo di adattare l’immagine dell’Oriente ai gusti e ai desideri della società castigliana, specialmente dopo l’impatto prodotto in tutto l’Occidente dalla caduta di Costantinopoli, momento nel quale Tafur redige la sua opera.

 

JOAQUÍN CÓRDOBA ZOILO. Avventura e fortuna in Iran dei due viaggiatori europei del XVII secolo: García de Silva y Pietro della Valle.

Cattedratico di Storia Antica. Università Autonoma di Madrid

L’idea è quella di narrare il viaggio di entrambi, il loro incontro in Iran e i contributi dell’uno e dell’altro alla riscoperta dell’Antichità e alle descrizioni dell’Iran safavì. E, ovviamente, la conseguente fortuna delle loro opere.

 

MANUEL ARIAS MARTÍNEZ Alonso Berruguete in Italia e il sogno di un quaderno di viaggio.

Vicedirettore del Museo Nazionale Collegio di San Gregorio. Valladolid

L’opportunità di studiare gli artisti da molteplici punti di vista che arricchiscano lo sguardo e forniscano nuove sfumature alla loro lettura passa, obbligatoriamente, attraverso l’analisi di quelli che furono i viaggi formativi. Nel XVI secolo l’Italia era un punto di riferimento imprescindibile non solo per la tangibile presenza dell’Antichità, che veniva ora riscoperta, ma anche per l’avanguardia creativa dei maestri che ivi si concentravano. Alonso Berruguete entrò in contatto con quella realtà risiedendo a Roma e a Firenze per un lungo e decisivo periodo, fino al suo ritorno in Spagna nel 1519. Durante la sua permanenza in Italia assimilò tutta una serie di influenze che avrebbe reinterpretato con personalità propria, come si può notare nella sua opera. Un’analisi della stessa, messa in relazione con le fonti, permette di scoprire i fili conduttori che componevano un quaderno di viaggio che presumibilmente lo accompagnò durante tutto il proprio percorso, e che serve a comprendere meglio il suo modo di lavorare.

 

FELICIANO NOVOA PORTELA Domenico Laffi, il suo viaggio verso la fine della terra

Responsabile del Servizio di Cooperazione Internazionale Multilaterale del Ministero dei Beni Culturali.

Dottore in Storia Medievale

Il chierico bolognese Domenico Laffi fu un appassionato del Cammino di Santiago. Giunse in questa città nel 1666, nel 1670 e nel 1673. Dalla sua esperienza pubblicò un libro dal titolo “Viaggio in Ponente a S. Giacomo di Galitia e Finisterrae per Francia e Spagna”. Di grande interesse per la storia del Cammino è, senza dubbio, il pellegrino italiano più conosciuto del Cammino. La conferenza verterà su di lui e su altri pellegrini italiani.

 

IDOIA ARGILLA Il libro di ‘Viaggio a Italia’ in Spagna: le Cartas familiares di Juan Andrés.

Dottoressa in Teoria della letteratura e letteratura comparata.

Il presente studio offre un’approssimazione alla tradizione letteraria del viaggio in Italia, viaggio culturale per eccellenza, e in particolare al genere letterario risultante dalla suddetta tradizione e alle sue ripercussioni in Spagna. Parimenti, si offre una dettagliata analisi del miglior esemplare spagnolo di tale genere, nonché uno dei più importanti di tutto l’Occidente: le cartas familiares di Juan Andrés.

 

ANDRÉS ÚBEDA DE LOS COBOS Commercio di dipinti di Luca Giordano tra Napoli e Madrid. Cripto-giudei, strategie commerciali e mercato dell’arte nel XVII secolo.

Conservatore di pittura italiana e francese. Museo Nazionale del Prado.

La ditta Cortizos, formata da cripto-giudei di origini portoghesi, era situata in Brasile, nelle Fiandre, a Madrid, a Napoli e a Venezia. Tra le sue molte attività commerciali troviamo il commercio di dipinti, soprattutto del pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705), del quale ne esportarono importanti quantità in Spagna e, forse, anche nel Nord Europa. Non è da escludersi che dei così magnifici clienti abbiano condizionato in qualche modo la produzione artistica del Giordano.

 

ANA SUÁREZ HUERTA L’equipaggiamento di alcuni viaggiatori con lo sguardo di Ulisse

Dottoressa in Storia dell’Arte

La Spagna, che è stata sempre esclusa dalla storiografia del viaggio attraverso l’Europa, non essendo una meta raccomandata, grazie alla scoperta di una collezione di oggetti artistici e di antichità che giunse in Spagna per volere del destino, entra nello studio del fenomeno del Grand Tour britannico in un modo unico e peculiare.

 

NIEVES SORIANO Le idee del viaggio in Oriente nel Romanticismo

Dottoressa in Filosofia. Professoressa di Storia allo IES

L’Italia perde il protagonismo come Mecca dei viaggi e l’attenzione, la curiosità e i luoghi comuni si spostano verso luoghi più esotici.


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