Accademia
La monarchia borbonica, restaurata in Spagna, mantenne un sostegno deciso all’istituzione e nel 1876 raggiunse un accordo con il governo italiano che prevedeva la transazione allo Stato Spagnolo della chiesa, del convento e delle parti annesse a San Pietro in Montorio, con lo scopo di installare un’Accademia di Belle Arti. Una volta conclusi i lavori di ristrutturazione dell’edificio, la sede definitiva dell’Accademia Spagnola fu inaugurata ufficialmente nel gennaio del 1881, durante il regno di Alfonso XII e venne diretta dal pittore José Casado del Alisal
La Reale Accademia di Spagna ha accolto numerose leve di borsisti e ha svolto un ruolo importante nella formazione di quegli artisti e intellettuali che, dalla fine del XIX secolo ad oggi, hanno scritto pagine importanti della storia della cultura spagnola. Dalla fondazione fino alla metà del XX secolo, l’Accademia ha avuto come obiettivo principale la formazione dei suoi praticanti pittori, scultori, architetti, incisori e musicisti. Questi giovani artisti, che ottenevano il pensionato dopo aver superato difficili prove di ammissione, dovevano trascorrere a Roma tre o quattro anni (a seconda del periodo storico o della specialità di ognuno) e avevano la possibilità di realizzare dei viaggi in altri paesi e città per migliorare la propria formazione. Alla fine di ogni anno i praticanti dovevano consegnare una serie di lavori obbligatori e presentare al pubblico romano il frutto delle loro fatiche esponendo le proprie opere o, nel caso dei musicisti, organizzando concerti.
Dopo una forzata parentesi imposta dal succedersi della Guerra Civile spagnola e della Seconda Guerra Mondiale, nel 1947 l’Accademia iniziò un importante processo di ricostruzione dell’edificio, di modernizzazione delle funzioni dell’istituzione e del carattere delle sue borse di studio. A partire dagli anni cinquanta la durata delle borse è stata ridotta ma il numero dei borsisti beneficiari è notevolmente aumentato, così come quello delle specialità presenti. Alle cinque discipline tradizionali se ne sono aggiunte altre di carattere umanistico come letteratura, teoria e storia dell’arte, estetica, storia e archeologia, museologia ma anche restauro, arti sceniche, cinematografia, fotografia e discipline affini. Parallelamente, nel corso di questi anni, l’Accademia si è consolidata come strumento essenziale della politica culturale estera spagnola, dando vita a una serie di manifestazioni culturali, principalmente esposizioni, concerti, conferenze e congressi, di volta in volta sempre più strutturate e radicate nell’ambiente culturale romano.
Attualmente la Reale Accademia di Spagna a Roma mantiene, come scritto nel Regolamento, l’obiettivo principale della formazione artistica e umanistica di creatori, restauratori e ricercatori, con il fine ultimo di ottenere una maggiore presenza culturale spagnola in Italia e di migliorare la comprensione delle culture di entrambi i paesi. Dal 2001 la Reale Accademia ha inoltre aperto le porte a artisti e studiosi dei paesi latinoamericani, facendo così da ponte tra i due continenti e rafforzando i legami culturali tra l’Europa e l’America latina.









