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architettura

El arte de la Construcción en España. Fotografías de Ricardo Santonja

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                               Un viaggio di immagini alla scoperta dell’architettura spagnola

Mercoledì 15 gennaio, ore 19, si inaugura la mostra fotografica “El Arte De La Construcción En España” presso la Reale Accademia di Spagna a Roma, Piazza San Pietro in Montorio, 3.

La mostra resterà aperta dal 15 gennaio al 14 febbraio tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 19, ingresso libero.

Questo percorso fotografico, che ricostruisce e celebra gli aspetti più interessanti dell’architettura in Spagna, sceglie come prima tappa la capitale italiana per poi proseguire il suo itinerario in diversi paesi d’Europa fino ad arrivare in Asia e Medio Oriente.

La mostra nasce come risultato di un progetto seguito da Ricardo Santonja per più di 10 anni alla Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Madrid (ETSAM) dove è professore al dipartimento di  Ideazione Grafica. Questo studio, partendo dalla potenzialità della fotografia a diffondere l’architettura, ha lo scopo di costruire una propria identità di disciplina che ha come oggetto una immagine individuale non sovrapposta, ma affiancata all’opera stessa.

Siamo di fronte alla creazione di una nuova poetica visuale che, grazie al movimento della camera, si sviluppa in un’astrazione pseudo pittorica delle immagini (poemi luce).

Uno straordinario fenomeno di comunicazione artistica, capace di evocare emozioni nello spettatore e di avvicinarlo con maggiore sensibilità all’architettura d’avanguardia realizzata in Spagna dai più prestigiosi architetti, spagnoli e stranieri.

Per parlare di questi temi saranno presenti, oltre a Ricardo Santonja e Alberto Cubas, anche l’Arch. Luis Agustín (Architetto e Direttore del Dipartimento di Ideazione Grafica all’Università di Zaragoza) l’Arch. Aurelio Vallespin (Architetto e professore dell’Università di Zaragoza),  l’Arch. Alvaro Planchuelo e Pedro de la Peña (Architetto conservatore dell’Università Complutense di Madrid).


ESTACIÓN XV. STATION 15. MOSTRA FINALE ARTISTI E RICERCATORI DELL’ACCADEMIA REALE DI SPAGNA 2012-2013

DAL 17 GIUGNO AL 28 LUGLIO

INAUGURAZIONE 17 GIUGNO E DOPO FESTA PRESSO I GIARDINI DELL’ACCADEMIA

e presentazione del libro:

GUÍA PSICOGEOGRÁFICA DE ROMA: DIECISÉIS MAPAS PARA PERDERSE

(Guida psicogeografica di Roma: sedici mappe ove perdersi)

Anteprima stampa e incontro con gli artisti, 17 giugno dalle ore 11,30

 

INVITO MOSTRA BORSISTI

 

 

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione spagnolo e la Reale Accademia di Spagna in Roma presentano la mostra ESTACIÓN XV- STAZIONE XV. Diciassette artisti e ricercatori spagnoli, uno scrittore argentino e un incisore italiano sono i protagonisti del complesso monumentale di San Pietro in Montorio, Convento, Chiesa, Tempietto del Bramante ed Edificio della Reale Accademia di Spagna. Un grande laboratorio di ricerca artistica nel quale si potranno scoprire le soggettive, spertimentali, personalissime, sorprendenti e meticolose reinterpretazioni della città di Roma.

 La Reale Accademia di Spagna in Roma, fondata nel 1873, ha sede in uno dei luoghi più belli della città eterna, San Pietro in Montorio sul colle del Gianicolo. Il panorama dell’antica Roma è da qui straordinario. La Reale Accademia di Spagna racchiude ricchissimi tesori d’arte e, in particolare, il Tempietto del Bramante è edificato nello stesso punto dove la tradizione indica il martirio dell’apostolo Pietro, crocifisso a testa in giù per sua stessa volontà.

Un luogo così pregnante di storia diviene, chiaramente, oggetto di ispirazione per gli artisti e i ricercatori che tutti gli anni risiedono in Accademia e qui, a giugno, presentano i loro lavori finali.

L’inaugurazione, aperta al pubblico dalle ore 20,30, vedrà in particolare due artisti misurarsi con il complesso monumentale spagnolo in Roma, utilizzato quale luogo d’espressione per le loro opere. Così è per Julio Falagàn, la cui opera “Croce Capovolta” illumina una delle finestre dell’Accademia, una croce rossa a testa in giù ricorda l’episodio della crocifissione di San Pietro. Così è per Giuseppe Vigolo: Roma, che fu tragicamente teatro di guerra, diviene oggetto d’ispirazione per l’artista italiano che proporrà alle ore 20,30 una performance davvero straordinaria “Dark Shades (Ombre di guerra)”, nella quale ombre in movimento di elicotteri, aerei di combattimento e soldati verranno proiettate sulla facciata della Reale Accademia. Vigolo, pur rifacendosi alla memoria, pone l’accento sul rapporto quotidiano con la guerra che, in ogni momento, incombe dagli schermi televisivi da quegli angoli del mondo dove ancora vivono forti conflitti. Dunque una guerra che scuote le coscienze anche se non vissuta direttamente, una denuncia in chiave artistica di come queste “ombre nere, o ombre di guerra” sono sempre vive e attive.

 

Nelle sale espositive il percorso di tutti gli artisti e ricercatori dell’anno 2012/2013: Agustín Cócola Gant, Juan Agustín Mancebo Roca,  ,  Alejandro Genés, Miguel Cuba Taboada, José Noguero, José Luis Corazón Ardura, Begoña Zubero, Ana María Mogollón Naranjo, Cecilia Ardanaz Ruiz, Enrique Martínez Lombó, Julio Falagán, María Trénor, Marisa Brugarolas, Miguel Ángel Tornero, Oriol Saladrigues Brunet, Tamara Arroyo, Carlos Contreras Elvira. La serata inaugurale vedrà inoltre nel chiostro dell’Accademia una performance di danza integrata, con la coreografia di Marisa Brugarolas.

Evento di ulteriore interesse è la presentazione del libro Guía Psicogeográfica de Roma: dieciséis mapas para perderse (Guida psicogeografica di Roma: sedici mappe per  perdersi), in questa speciale pubblicazione gli artisti e i ricercatori mettono a disposizione del lettore una forma alternativa per scoprire Roma attraverso le loro personalissime esperienze. Il lettore, ad esempio, potrà vivere per mano di un artista la ricostruzione dell’incontro fra i suoi genitori negli anni ’60. Oppure ritrovarsi in alcuni luoghi con gli occhi chiusi immerso solo nelle note di un musicista nella città rumorosa per eccellenza; potrà addentrarsi nei luoghi dell’arte contemporanea seguendo però un percorso di negozi fittizi. Potrà vivere tutti e sedici tour accompagnato dall’App che riproduce gli archivi multimediali corrispondenti ad ogni itinerario.

Estaciòn XV, Stazione XV, è la mostra che pone l’accento su una inesistente stazione della Via Crucis, una “fermata” in San Pietro in Montorio. Ma potrebbe essere anche il nome di una immaginaria stazione spaziale su Roma, in cui artisti e ricercatori fluttuano nell’orbita di una ricerca estetica che, oggi, si contestualizza nella drammaticità della crisi economica europea cui sono coinvolte anche Spagna e Italia. Crisi che, purtroppo, coinvolge duramente anche il mondo dell’arte e della cultura.


QUALE SPAZIO PUBBLICO? LE INIZIATIVE CITTADINE

INCONTRO D’ARCHITETTURA

14 MAGGIO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Estudio SIC e Itinerant Office sono stati selezionati per realizzare l’esposizione inaugurale della seconda edizione della Biennale dello Spazio Pubblico 2013 a Roma. Il titolo dell’esposizione è “Spazio Pubblico 2.0” e si realizzerà sul materiale prodotto dalla piattaforma [VIC], Vivero de Iniciativas Ciudadanas, fondata da Estudio SIC nel 2008 a Madrid. L’allestimento è stato realizzato da Itinerant Office.
Durante la conferenza, a partire di questa mostra e altre esperienze lavorative, si confrontano gli ecosistemi di iniziative cittadine, spazi di innovazione e terminologia associata alle pratiche esistenti in diverse città europee.

L’incontro a ingresso libero, è realizzato in collaborazione con INARCH Lazio e prevede la partecipazione di:

Esaú Acosta (Estudio SIC)
Miguel Jaenicke (Estudio SIC)
Gianpiero Venturini (Itinerant Office)
Marco Burrascano (osa Architettura e paesaggio)

Moderato da:  Massimo Galletta Inarch Lazio

 PER SAPERNE DI PIÙ:

www.estudiosic.es
www.viveroiniciativasciudadanas.net
www.osaweb.it

la mostra: www.casadellarchitettura.it
Piazza Manfredo Fanti 47 – 00185 Roma
Inaugurazione: 16-19 Mayo 2013
Web Biennale: http://www.biennalespaziopubblico.it/


ANDATA E RITORNO. IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’

TAVOLA ROTONDA. PRESENTAZIONE ATTI CONVEGNO.

ANDATA E RITORNO.IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’

20 GENNAIO ore 19. SALA CONFERENZE

INGRESSO LIBERO.

 Presentazione del Libro “A Roma da Roma. Il Viaggio di studio degli architetti: 1900-1950″ relativo al convegno realizzato in Accademia nel gennaio 2011. Dopo la presentazione apriamo una tavola rotonda che propone l’argomento attorno all’importanza e la validità del viaggio a Roma nella formazione dell’architetto. Conterà sulla partecipazione di:

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Jesús Aparicio Guisado (Universidad Politécnica de Madrid), Héctor Fernández Elorza (Universidad Politécnica de Madrid),  Pablo Castro Estévez (American Academy in Rome), Francesco Careri (Università degli Studi di Roma Tre) Claudia Conforti (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Marzia Marandola (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”),  María Diez Ibargoitia (Universidad Politécnica de Madrid) e Carlos García Fernández (Universidad Politécnica de Madrid).

Il Viaggio di Studio a Roma, è stato storicamente considerato fondamentale nella formazione dell’Architetto. Dal tradizionale “Grand Tour” del XIX secolo sino ai nostri giorni, in tante sono state le testimonianze che ci sono arrivati sotto forma di scritti, disegni o fotografie e che parlano dell’importanza dell’Italia e in modo particolare della città di Roma in questa formazione.

Nell’attualità, Roma continua ad essere destinazione di viaggio per molti architetti, che raggiungono la città per cercare le fondamenta della nostra cultura. Col passare del tempo e con i  progressi culturali e tecnologici, il format del viaggio, i mezzi e metodi per rappresentare e riconoscere la realtà sono stati modificati, hanno cambiato ma, come influiscono questi cambiamenti sul viaggio di studio dell’Architetto attuale


CONFERENZA ARCHITETTURA. CUARTOS / STANZE

19 DICEMBRE ORE 19.

SALA CONFERENZE.

INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI

conferenza luis Martinez Santa-Maria. Cuartos-Stanze

La conferenza  STANZE di Luis Martínez Santa-María raccoglie alcune importanti stanze che appartengono alla storia dell’arte e all’architettura. Le stanze sono lo scenario dove si sviluppa la vita privata e pubblica degli uomini e lo studio  evidenzia ciò che gli uomini sono o hanno sognato di diventare. Le stanze sono lo specchio degli uomini, della propria vita. Questa chiacchierata o conferenza è già stata tenuta in passato presso le scuole di architettura di Madrid, di Saragozza e di Oporto.

Luis Martinez Santa- Maria –  professore Tirolare di Progetti Architettonici della  Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid. Premio Straordinario di Tesi Dottorale (2000). Premio di Architttura e  Urbanismo del Comune di Madrid (1991), Premio Manuel Oraa y Arcocha (1996), Premio Ascer (2005), Premio Habitat (2008) e Premio Hisplayt (2011). Autore di El arbol, el camino, el estanque, ante la casa (2000), Intersecciones (2004) e  El Libro de los cuartos (2011). Direttore della collezione di libri di architettura La cimbra, della Caja de Arquitectos.


MOSTRA FINALE BORSISTI 2011_2012

DAL 15 GIUGNO FINO AL 27 LUGLIO.

MOSTRA FINALE DEI BORSISTI DELL’ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. a cura di Rosa Olivares.

INGRESSO LIBERO.

Anche quest’anno la Reale Accademia di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da EnricPanés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo.

L’esposizione curata da Rosa Olivares sarà inaugurata il 15 giugno alle ore 19.

La mostra di quest’anno sarà curata  da Rosa Olivares (Madrid, 1955)  scrittrice,  giornalista, direttrice di EXIT Imagen & Cultura (in seguito di EXIT Book e EXIT Express) e critica d’arte che dal 1975 collabora con diversi media tra cui   “RNE”, “Comunicación XXI”, “Cuadernos para el Diálogo”, “La Calle”, “El Sol”, “La Vanguardia”, “El Independiente”, “Diario 16″, “Epoca”, “Arts Magazine”, “Paris Photo”, “Aena Arte”, “La Razón”, “ABC Cultural”, “El Cultural de El Mundo”. Ha pubblicato testi per moltissimi libri e cataloghi d’arte in tutto il mondo.  Nel 2001 vinse il concorso pubblico Proyecto de creación de un Museo de Arte Actual en la ciudad de Alcobendas (Madrid). Nel 2007  fu commissario dell’esposizione collettiva “Cazadores de sombras”, al MAMBO (Museo di Arte Moderna di Bogota) e negli anni successivi in molti paesi dell’America Latina.Nel 20120 invece fu commissario dell’Esposizione   “Diversidad. La diferencia como definición” nel  Centro Cultural de España a Santo Domingo  e nel 2011 di “Botánica. After Humboldt” prima nel Centro de Arte y Naturaleza (CDAN) a Huesca, alla Real Academia de Bellas Artes di San Fernando a Madrid e proprio all’Accademia Reale di Spagna a Roma.

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IN MOSTRA

 Paula Anta. Fotografia

Madrid 1977. Laureata in Belle Arti presso l’Universidad Complutense di Madrid. Il suo lavoro è stato esposto a livello nazionale tra cui a Photoespaña, Palma Photo, CCCB, Matadero, Círculo de Bellas Artes, Centro de Arte Moderno Hospital del Rey, Auditorio Nacional de Música di Madrid, Canal de Isabel II, Palacio Revillagigedo di Gijón, Centro Cultural de la Diputación di Ourense. Ha partecipato a numerose  Fiere nazionali ed internazionali come  Arco, Estampa, Loop, Foro sur, Arteba o Diva a New York. Ha vinto diversi Premi e Borse di studio di Aena, Comunidad de Madrid, Iniciarte, Purificación García e Injuve. Ha vissuto per diversi periodi in alcune città tedesche e negli ultimi quattro anni ha avuto il proprio studio nel AtelierFrankfurt grazie a una borsa di studio di  Linklaters. Prima di arrivare a Roma insegnava Fotografia presso la facoltà di Belle Arti di Cuenca nella  UCLM.

  

Il Viaggio, la Natura e l’Artificialità unite alle strutture create dall’uomo, la Storia, il Paesaggio, sono temi che configurano il cambiamento delle mie opere. Giardini Botanici, (bolle immaginarie della borghesia positivista del XIX sec), botteghe di vegetazioni in  plastica in Corea, timide piante nel centro di un ufficio a Francoforte, farfalle (unità di incertezze) riprodotte in maniera controllata nei lastrici solari dei quartieri marginali di Lima, antiche rotte orientali (cartografie dimenticate) che uniscono punti geografici tra oriente e occidente, circondano un vuoto o un cammino, nel quale io viaggio.

 

Laura Bisotti. Giovani Artisti Italiani – Incisione

Piacenza, Italia, 1985. Nel 2010 ottiene il Diploma di Secondo Livello Specialistico in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nell’anno 2008-2009 studia presso l’Università di Belle Arti del País Vasco grazie alla borsa di studio Erasmus. Nel 2010 realizza una residenza artistica di 10 mesi presso la Fondazione BilbaoArte a Bilbao (Spagna), dove, in settembre 2011, realizza la sua prima esposizione.

La proposta che sto sviluppando nasce da uno stato di osservazione attiva in cui il mio sguardo sulla città  di Roma si unisce all’azione quotidiana di salire sulla torre dell’Accademia in cui risiedo e scattare una fotografia. Osservazione oggettiva e memoria di un gesto ripetuto e silenzioso sono lo spunto da cui prenderà forma un’installazione, a parete, di piccole carte: stampe  realizzate con le tecniche tradizionali dell’incisione  su zinco.

 

Fefa Noia. Arti Sceniche

Laureata in  Filologia Tedesca – Università di Santiago de Compostela. Dottoranda in Scienze teatrali presso la Ludwig-Maximilian-Universität (Munich). Borsista della Fundación Barrié de La Maza. Formata come interprete presso la Scuola  Cristina Rota  e presso l’Università di Santiago (Postgrado in Arte Drammatica). Lavora come attrice, autrice, regista, drammaturga e traduttrice nel  Residenztheater de Munich, CDG, CDN e nel  Teatro de La Abadía. Nel 2011 crea la propria compagnia “Los Lunes” assieme all’attore David Luque.

Come Direttrice ha firmato le seguenti opere El Caballero, El coloquio de los perros, El amor enamorado, El libro infinito o Wild Wild Wilde.

 Tutte le strade portano a Roma, analisi del fenomeno della violenza subita, le sue manifestazioni e conseguenze nel presente. Ambito di ricerca scenica, in riferimento alla forma di teatro documentale e della Psicogeografia.

Prende come punto di partenza il concetto di violenza, disegna la mappa di Roma mediante una drammaturgia di quegli episodi, dei confronti che si sono delineati nella città dalla sua origine fino al presente.

Successivamente restituisce una forma scenica a questo materiale, rapportandolo con i luoghi della città dove sono avvenuti i fatti così che spazi e accadimenti si retro-alimentino.

In fine, si cerca un criterio per ognuno di questi interventi che permetta di percepire questo lavoro da una prospettiva differente da quella immediata.

 

Diana García Roy. Scultura

Laureata in Belle Arti – Università Complutense da Madrid in 1999. Di grande rilievo il lavoro svolto e apprendistato presso lo studio dello scultore Venancio Blanco nel 2010. Monumento alle vittive del terrorismo, scultura persso l’Università Rey Juan Carlos, Madrid, 2006. Monumento Omaggio  a Miguel Ángel Blanco, Comune di Ermua, Bilbao, 2010.  Monumento Paternidad ad Arrúbal, La Rioja, 2011.  Per saperne di più: www.deroyescultura.com

L’opera della scultrice nasce dalle diverse percezioni  dello spazio, lungo il percorso interiore di un’architettura.  Si formadalla ricerca di circuiti nascosti, di vuoti in movimento, da connessioni segrete. Spazi di mistero che traduce in sculture in bronzo.  Giochi di emozione per lo spettatore che li contempla. Il lavoro che sta realizzando a Roma parte da Villa Adriana. Le sculture saranno realizzate in cera, come processo preliminare prima di essere fuse in bronzo.

 

Irma Laviada. Arti plastiche

Gijón, 1978. Laureata in Belle Arti presso l’Università di Vigo nel 2001. Attualmente porta avanti il proprio lavoro di artista plastica insieme alla stesura della tesi dottorale El vacío como despliegue autorreflexivo de la propia obra, diretta da Juan Carlos Meana.

Partecipa a diverse fiere di  Arte Contemporanea come ARCO, Photo Miami, Madrid foto o CIRCA. Nel 2006 viene selezionata per  far  parte nella mostra “Muestra de arte INJUVE”, Círculo di BB.AA di Madrid e Interzonas. II Encuentros Europeos con el arte joven” a Zaragoza e per diversi anni partecipa alla mostra “UNIÓN FENOSA”. Finalista del “XXIX Premio Fundación Bancaixa”, del “I Premio de Arte Auditorio  de Galicia” o del “Certamen nacional de arte gráfico para jóvenes creadores”, fra gli altri. Ha ottenuto diverse borse di studio come Obra social y cultural de Cajastur para artistas, presso la Residencia de Estudiantes de Madrid e presso il Colegio de España a Parigi, città dove è stata premiata con una borsa di studio della Citè des Arts.

Ruth Morán Méndez. Arti plastiche

 Badajoz, 1976.Il lavoro di Ruth Morán è un invito ad entrare in uno spazio senza limite interiore. Concepisce l’espressione pittorica come un viaggio, una riflessione sul nostro posto nel mondo sull’l’esistenza. Il quadro `un gioco cumulativo un palinsesto, un labirinto di strade, una geografia sconosciuta, onde e profondi echi, trame, maglie nebulose, che disegnano i tratti delle cosa che abita. Il disegno acquista una maggiore importanza nelle sue opere con il carattere organico e di trasmissione dell’inconscio. Con il disegno scopre e ricerca nelle forme, presenze grafiche, accumulazioni di energie interdipendenti, suoni ed espansioni.

 

Sonia Navarro. Arti plastiche

 L’idea dei modelli è sempre stata presente come punto di partenza, unendo le mie opere all’universo femminile e acquisendo mille forme all’interno di un linguaggio pittorico che si serve della tessitura come elemento principale di espressione. Questo discorso non è estraneo alla dialettica di genere e all’uso che queste hanno intessuto come utensile formale legato a un passato di sottomissione domestica. Per saperne di più: www.sonianavarro.com

 

Jorge Yeregui. Fotografia

 Architetto laureato presso L’Università di Siviglia  (2003), dove ottiene  la Laurea di Estudios Avanzados (2010). Attualmente lavora contemporaneamente nella produzione artistica e nell’attività comedocente presso la scuola d’Architettura di malaga e partecipa in vari progetti di ricerca sull’urbanesimo. Le sue proposte sono state esposte in Spagna e all’estero, è da sottolineare la sua recente partecipazione alla VII biennale Iberoamericana de Arquitectura e Urbanismo tenutosi a Medellin (Colombia). La Sua opera fa parte d’importanti collezioni pubbliche e private.

Per saperne di più: www.jorgeyeregui.com

 

Belén Rodríguez González. Arti plastiche

 Il lavoro di Belén Rodríguez González si occupa il modo nel quale cerchiamo di imporre ordine nel mondo. Evidenziando la nostra tendenza a classificare e categorizzare lo spazio intorno a noi, riflettendo su aspetti come il tempo e la  misura.

 Per saperne di più: www.blnrg.com 

    

 Plastica, rappresenta il recente interesse dell’artista verso il disordine, all’inaspettato, il caso. Ispirata dall’idealismo del movimento della Bauhaus – la fusione dell’arte, l’artigianato, giocattoli e funzionalità, l’artista Rodríguez  reagisce  verso alcuni piccoli pezzi di plastica, trovati sulla spiaggia, rendendo un’espressione artistica all’estetica casuale delle conseguenze osservate in fenomeni naturali.

Ana María Jiménez Jiménez. Architettura

 Architetto (ETSAS 2004) nata a Cordoba (Spagna) nel 1978. Master in Architettura e Patrimonio storico (ETSAS IAPH 2009) Master “Progettazione Architettonica per il Recupero dell´Edilizia e degli Spazi Pubblici” (La Sapienza Roma 2010). Attualmente realizza il dottorato internazionale.

Conventi francescani dell’Italia centrale. Tipologie. Ricerca sullo studio dell’architettura dei conventi francescani nell’Italia centrale. Valutazione critica dei conventi in chiave architettonica e urbana, sviluppo di diverse analisi o approssimazioni architettoniche ad ognuno dei modelli studiati e raccolta di adeguata documentazione, soprattutto grafica. Questo lavoro potrebbe permettere l individuazione delle invarianti architettoniche, tipologiche, ecc contemporaneamente apporterà una maggiore conoscenza per una migliore diagnosi per la conservazione, consolidamento, riabilitazioni o possibili interventi futuri.

Efraín Rodríguez Santana. Letteratura

Scrittore cubano, autore dei romanzi La cinta métrica, La mujer sentada, e di libri di poesia, fra cui El hacha de miel, Otro día va a comenzar, Un país de agua, Arqueros, Máquina final.

Le sue opere sono state pubblicate a: Cuba, Spagna, Colombia, Brasile, Francia e in Germania. Critico letterario. Ha scritto saggi sulla poesia cubana contemporanea.

Fernando Buide del Real. Musica

 Santiago de Compostela, 1980. Formatosi nei conservatori di Santiago de Compostela, Oviedo e nell’Università Carnegie Mellon. È dottorando presso l’Università di Yale dove ha lavorato come professore. È stato professore nel conservatori superiori di A Coruña e Vigo. Le sua composizioni sono state interpretate da orchestre come quella Sinfonica di Pittsburgh, Minnesota, Yale o l’orchestra sinfonica di Galizia.

 Lo studio dell’opera vocale di diversi compositori italiani, soprattutto di Giacinto Scelsi,  la cui fondazione si trova a Roma, serve da  impulso per il lavoro compositivo finale del progetto. Questa composizione tratta di un monodramma per soprano e piccolo gruppo strumentale basato nel testo dello scrittore Efraín Rodríguez (borsista di letteratura) sul mito di Elettra.

 

Manuel Alejandro Contreras Vázquez. Musica

 Cile, 1977. Studia architettura presso la Pontificia Universidad Católica de Chile, successivamente studia Musica presso la stessa Università, completando gli studi in composizione musicali presso il Conservatorio di Milano e l’Accademia Santa Cecilia a Roma. Le sue composizioni sono state presentate in diversi festival e concerti in Cile, Italia, Francia e Germania. Professore di materie musicali nelle Università cilene. Ha approfondito attraverso diverse composizioni  i rapporti tra spazio acustico e spazio fisico.

Il progetto Ha Lugar evidenzia il rapporto tra composizione musicale e “luogo”. Basato nell’osservazione di un luogo caratteristico della città dove è situato il progetto: il Pantheon di Roma, opera essenziale dell’architettura antica. Questa osservazione permetterà costruire alcune domande e decisioni che potrebbero risiedere nella genesi del lavoro architettonico. La conversione di queste decisioni, domande e risposte dall’ambito architettonico a quello compositivo andrà a costruire una connessione non figurativa e dalla profonda astrazione. Le composizioni così ottenute metteranno in gioco dette conclusioni attraverso diverse configurazioni strumentali: un trio (clarinetto, violino, pianoforte), un opera orchestrale e un brano per flauto solista. Il progetto si costituirà in una specie di metodologia di analisi e interazione tra differenti discipline e modalità di stimolo sensoriale.

Arild Suárez Stenberg. Musica

 Nato a Las Palmas di Gran Canaria nel 1966 dove inizia il suo percorso musicale come percussionista. Successivamente studia presso il Real Conservatorio Superiore di Madrid e nel Conservatorio di Amsterdam, dove si diploma in composizione e arrangiamenti. Realizza gli studi di post-grado presso l’Università di Cambridge, dove ritorna per realizzare una ricerca dottorale sulle tecniche di notazione musicale e la cognizione da parte degli interpreti.

La sua attività principale è quella di compositore, le sue opere sono state eseguite in diverse sale di capitali europee. La sua musica è stata integrata anche con produzioni di danza.

Contemporaneamente, mantiene una intensa attività docente, ed è Direttore Artistico dell’Ensemble di Madrid, gruppo dedicato alla musica contemporanea  e realizzando diversi concerti nazionali ed internazionali.

Raúl del Valle. Architettura

Raúl del Valle è Dottore Architetto e professore di Progetti Architettonici presso  Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, ETSAM. Per saperne di più: www.rauldelvalle.es

Raccolta di disegni realizzati a Roma durante il periodo di soggiorno. Con questi disegni si cerca di riflettere le impressioni che, in relazione con la luce e la costruzione dello spazio architettonico, scaturiscono dai diversi luoghi visitati. La ricerca si  basa sull’opera di  Borromini, con lo scopo di scoprire i collegamenti che senz’altro esistono tra questo architetto del XVII sec. e l’architettura contemporanea, anche se estesa a qualsiasi spazio romano o barocco che rappresenti queste connessioni, in un analisi che comprende, dal rapporto dell’edificio con la città fino al rapporto della luce con la materia nei spazi, e più precisamente, nell’analisi dei meccanismi spaziali utilizzati per consegnare  una omogeneità ad un insieme di elementi indipendenti, trasformare l’ordine della struttura e per tanto, le qualità dello spazio architettonico.

Sergio Martín Vime. Museologia e Archeologia

Laureato in Storia dell’Arte (2003) e in Storia, Itinerario di Preistoria e Archeologia (2007) presso l’Università Autónoma de Madrid, realizza l’ultimo anno con il programma  ERASMUS presso l’University of Southampton nel Regno Unito.  Partecipa a scavi archeologici in Spagna, Grecia e Italia. Formazione museistica in Spagna e Canada. AECID Borsa di studio – Fundación Rafael del Pino.

Il progetto che Sergio Martín sta sviluppando durante il soggiorno a Roma è inquadrato nella sua tesi dottorale (Universidad Autónoma de Madrid). Lo scopo è quello di raccogliere quanta più informazione possibile sulle tabernae, spazi dedicati al commercio in piccola scala nell’antica Roma. Per portare avanti ciò si rende necessario lo studio di diverse fonti: archeologico, letterario, iconografico… in questo momento sta studiando la documentazione iconografica e cioè rappresentazioni delle tabernae nei rilievi di epoca romana.

Arturo Reboiras.  Arti plastiche

2005-2010 Laureato in Belle Arti – Università di Vigo. 2009-2010 Programma Socrate-Erasmus. Ecole Supérieure des Beaux-Arts d’Angers. Francia. 2008-2009 Programma di scambio Nazionale Sicue-Séneca. Facultat de Belles Arts di Barcellona.

Lungo tutto il suo percorso artistico, vi è sempre stato il riferimento all’architettura e all’urbanismo. Un interesse per  l’architettura e le città sempre presente e visibile nelle mie opere; partendo dalle costruzioni industriali e continuando con l’architettura e con lo spazio urbano come una geometria di frammenti che si sovrappongono, fronteggiando le cose in un campo di interferenze e discontinuità che configurano il mio immaginario. Il mio lavoro è caratterizzato da un attività interdisciplinare, nel quale interviene la fotografia, la scultura, l’intervento nello spazio urbano,… ma il più delle volte, è dalla pittura che nasce il germe dei miei progetti, sperimentando nel mio studio con differenti tecniche e materiali che raccolgo durante i miei viaggi, fotografie, e ritrovamenti occasionali del quotidiano, tutto ciò  mi suggerisce nuove  forme  da includere alle mie composizioni.  E’ un processo  che si evolve continuamente arrivando fino alla scultura, con istallazioni e interventi nello spazio pubblico

 

Veronica Gambula. Giovani Artisti Italiani – Incisione

 Veronica Gambula si laurea in Pittura nel 2007, presso l’Accademia di belle Arti di Sassari. Porta avanti un progetto artistico che nel tempo l’ha vista misurarsi in più discipline. Attualmente vive e lavora in Sardegna, ma il suo percorso è andato maturando negli anni, attraverso residenze artistiche, workshop, seminari e mostre. Nel settembre 2007, partecipa ad un workshop sulla tecnica della pittura d’affresco, presso il  M.A.C.A.M. di Maglione (TO). Partecipa a delle esposizione presso l’Art House Tacheles di Berlino. Nel 2010 Casa Falconieri le assegna una borsa di studio per frequentare il corso di Calcografia del VII MÀSTER SOBRE LA OBRA GRÀFICA, presso la Fundacion CIEC di Betanzos, Spagna. Nel 2011 viene invitata a partecipare ai Workshops 2011 di Casa Falconieri, Serdiana (CA) dove approfondisce la sua ricerca nell’ambito dell’incisione sperimentale. Nello stesso anno, Casa Falconieri la invita ad Estampa Arte Múltiple, Salone internazionale dell’arte grafica di Madrid.

Dal 2004 partecipa a mostre collettive e personali.

La ricerca artistica di Veronica Gambula riflette sulla sensibilità e la fragilità dell’animo umano. La melanconia come costante nelle sue opere. Racconta l’uomo negli sguardi cerchiati di un corpo smagrito, pochi tratti lo caratterizzano. Solo o nella moltitudine, svanisce tra luci ed ombre di un’atmosfera velata e nebulosa

 Il lavoro si sviluppa tra incisione, disegno ed installazione.


CONFERENZA. IV CENTENARIO DI SAN CARLINO ALLE QUATTRO FONTANE

SALA CONFERENZE. 1 GIUGNO. ORE 18.

 IN LINGUA ITALIANA. INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI.

CONFERENZA : Il Convento e la Chiesa di San Carlino dei trinitari Spagnoli a Roma.

 OSPITATA DALL’ACCADEMIA E  A CURA DI JUAN MARIA MONTIJANO (UNIVERSITA’ DI MALAGA).

Organizzata dai religiosi trinitari Spagnoli di San Carlo alle Quattro Fontane di Roma, col sostegno dell’Ambasciata spagnola presso la Santa Sede e presso il Quirinale.

Nel 2012 si celebra il IV Centenario della fondazione della comunità dei religiosi trinitari spagnoli del Convento di San Carlino delle Quattro Fontane, a Roma. Si tratta di una delle istituzioni più antiche tutt’oggi esistenti a Roma; la sua sede è uno dei monumenti più importanti della storia dell’architettura e dell’arte barocca, creata da Francesco Borromini. Abituale punto di riferimento per gli spagnoli a Roma, sia residenti che pellegrini, i rapporti tra i trinitari di San Carlino e la Real Academia de España sono stati sempre di tipo amichevole, come dimostra, ancora una volta, la Conferenza commemorativa che avrà luogo, precisamente, nell’Academia, unendo simbolicamente il Gianicolo e il Quirinale, due importanti testimonianze dell’impronta spagnola a Roma.

Juan María Montijano García (Vic, Barcelona, 1960) dottore in Storia dell’Arte dell’Università di Malaga, nella quale di laureò in Geografia e Storia. Ampliò la sua formazione in diverse università e istituzioni culturali e scientifiche spagnole, come  l’Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico  o la Real Academia de España a Roma. Attualmente è Professore Ordinario di Storia dell’Arte, aggregato all’Università di Malaga e fino al 2009 fu direttore del Dipartimento di Storia dell’Arte di tale università. E’ stato Professore in Visita nell’università di Roma Tor Vergata (2005) e la Seconda Università di Napoli (2010). Nel 2006 il Presidente della Repubblica Italiana gli conferisce la Croce dell’Ordine della Stella nominandolo Cavaliere. Ha diretto diversi progetti internazionali, tra i quali la Catalogazione e Digitalizzazione delle fonti documentali di San Carlino delle Quattro Fontane o la edizione e traduzione di Le Vite di Giorgio Vasari in spagnolo. Le sue ricerche più importanti versano sulla diffusione del patrimonio culturale, teoria dell’arte, architettura del Rinascimento e del Barocco e terminologia artistica, sia italiane che spagnole, con più di 20 pubblicazioni (San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini nella Relatione della fabrica di fra Juan de San Buenaventura, Milano, Il Polifilo, 1999; La Academia de España en Roma, Madrid, Ministerio de AA.EE., 1998; Giorgio Vasari y la formulación de un vocabulario artístico, Málaga, Universidad, Academia de Bellas Artes de San Telmo, 2002; Cortijos, haciendas y lagares. Arquitectura de las grandes explotaciones agrarias de Andalucía. Provincia de Málaga, Sevilla, Junta de Andalucía, 2000).


MOSTRA CAPRICCIO ROMANO DI BENEDETTA TAGLIABUE E JACINT TODO

CAPRICCIO ROMANO DI BENEDETTA TAGLIABUE E JACINT TODO.

PROMOSSA DA EMBT E  INSTITUTO RAMON LLULL E CON IL PATROCINIO DI HP HEWLETT PACKARD E GRAN MELIA VILLA AGRIPPINA LUXURY URBAN RESORT.

SALA MOSTRE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. DAL 10 MAGGIO AL 10 GIUGNO.

INAUGURAZIONE 10 MAGGIO ORE 20. Conterà con la presenza di Benedetta Tagliabue, Jacint Todo e Alex Susanna.

Ingresso Libero.

Capriccio Romano, è un’esposizione che nasce dalla collaborazione artistica tra l’architetta italiana Benedetta Tagliabue, responsabile dello studio Miralles Tagliabue EMBT di Barcellona, e l’ artista catalano Jacint Todó che già in precedenza avevano lavorato diverse volte insieme. Proprio per questo l’esposizione che verrà ospitata dall’Accademia di Spagna a Roma si propone come un nuovo dialogo tra le opere di entrambi. Attraverso differenti istallazioni che occuperanno la sala delle mostre dell’Accademia l’emblematico Tempietto del Bramante si presenta come  una reinterpretazione, costruita a partire da frammenti e capricciosi giochi di prospettive, di diverse architetture e spazi romani. Tra gli spazi romani che saranno rappresentati come in un libro Pop-up a scala umana si contano diversi luoghi emblematici della città eterna: i mercati Traianei, i Fori Imperiali, La Scala Regia del Vaticano, o la prospettiva del Borromini a Palazzo Spada tra gli altri. Un’esposizione che riunisce cioè in pochi metri autentici capricci architettonici di Roma guidati dal Tempietto di Bramante , primo monumento paradigmatico del Rinascimento.

Attraverso questi collages fotografici tridimensionali di Tagliabue insieme con i dipinti di Todó si raggiunge la fusione tra il plastico e l’architettonico, che da come risultato una nuova visione dello spazio architettonico e del paesaggio contenuti nello spazio espositivo.

ELOGIO DEL CAPRICCIO

Alla difesa di questo genere musicale e pittorico tanto in voga nel secolo XVIII, il tandem formato dall’architetta Benedetta Tagliabue e dall’artista catalano Jacint Todó si è formato per offrire al pubblico dell’Accademia di Spagna un “Capriccio romano” rispettando tutte le regole:

Un capriccio che gioca con le prospettive.

Un capriccio che fonde plastica ed architettura. 

Un capriccio che sorprende lo spettatore nel suo percorso tanto labirintico come persuasivo. 

Diciamo che Tagliabue mette lo spartito, Todó le note e  tutti e due insieme danno vita ad una musica che li trascende:  si ispirano e deliziano nella città di accoglienza, si divertono in maniera tanto appassionata e allo stesso tempo irriverente – ah il Chiosco di San Pietro totalmente decostruito e contemporaneamente onnipresente -, per cedere alla fine la parola all’architetto Enric Miralles che da più in là l’appari con alcuni collages fotografici prodotti in situ !Come dicevamo, un “capriccio” leggero, rapido, virtuoso, intenso, fantasioso, libero e vivo: un gioco molto serio, quello che ci propongono Tagliabue e Todó nell’ Accademia di Spagna di Roma.

Alex Susanna- direttore aggiunto dell’ Istituto Ramón Llull.

BIO DEGLI ARTISTI.

BENEDETTA TAGLIABUE

Benedetta Tagliabue è una riconosciuta architetta italiana stabilitasi a Barcelona da ormai venti anni. Nata  a Milano, copletò i suoi studi di architettura a Venezia e a New York. Nel 1991 cominciò la sua collaborazione con Enric Miralles con il quale fondò lo studio Miralles Tagliabue EMBT nel 1994.

Con il suo progetto per il Padiglione Spagnolo nella  Expo Mundial de Shanghai 2010ricevette il prestigioso premio RIBA.

Tra i suoi lavori troviamo il Parlamento Scozzese che oggi è uno degli edifici più visitati della Scozia, il Parco di Diagonal Mar, l Mercato e Quartiere di Santa Caterina a Barcellona etc… Ora dirige lo studio EMBT, la cui opera è stata esposta al MOMA, al l Centro Pompidou e in molte altre esposizioni monografiche in tutto il mondo. Ha ricevuto la Borza Internazionale della RIBA per il suo particolare contributo all’architettura (2009) e il titolo di Dottore Honoris Causa in Arte all’ Universidad Napier (2004).

 

JACINT TODÓ

Barcelona, 1951. Si considera autoditatta e amplia le sue conoscenze di arte nella scuola Escola Massana, Escola Eina e nel  Centre D’activitats Artístiques Xavier Corberó. Può vantare un’ampia traiettoria di esposizioni individuali e collettive a Barcelona, Madrid, Palma, Lleida ,Girona. Ha realizzato murales per l’Institut Químic di Sarrià e per la Escola Ginebró. Collabora come illustratore per la stampa scritta per El Observador, La Vanguardia, e diverse case editrici. Come disegnatore di parti in  ceramica si distinguono la Font del bacallà del Mercat de Santa Caterina (Barcellona), portata a termine con lo Studio Miralles Tagliabue, e il progetto La casa de l’artista assieme a Enric Miralles. La sua ultima esposizione ebbe luogo nel 2010 nel Museo Agbar de les Aigüen.  Acune sue opere, infine si trovano anche nella collezione Banc de Sabadell, nei Fons d’Art Contemporàni del Consell di Mallorca e nella Collezione Ernesto Ventós.

 

MIRALLES TAGLIABUE EMBT

Miralles Tagliabue EMBT ha la sua sede principale a Barcellona e una succursale a Shanghai.

Miralles Tagliabue EMBT può intendersi come crogiolo di idee  e punto di incontro di tradizione e innovazione poichè ogni progetto elaborato all’interno dello studio implica una storia e allo stesso tempo una nuova opportunità di apprendimento. Osserva, senza dubbio, una messa a fuoco aperta piena di esplorazione e di sperimentazione. Anche se conserva sempre un alto livello di pensiero concettuale. Inoltre, lo studio riflette la convinzione di poter cambiare  l’ecosistema mediante l’osservazione e il rispetto dei luoghi della loro storia e della loro cultura. Il lavoro del EMBT include vari edifici emblematici e spazi pubblici della città di Barcellona: la torre di Gas Natural, il Mercato di Santa Caterina, il Parco di Diagonal Mar. Include anche una serie di progetti di alto profilo in altre città come il Parlamento Europeo di Scozia ad Edimburgo, il Municipio di Utrecht e la Scuola di Musica di Amburgo.

Oggi, sotto la direzione di Benedetta, EMBT lavora non solamente in ambito architettonico ma anche in quello paesaggistico, urbanistico, o ancora nell’ambito del recupero e del disegno , provando a preservare lo spirito della tradizione degli studi di architettura spagnoli e italiani.

Lo studio ha partecipato a numerose esposizioni come la  Biennale di Venezia (2002, 2004 y 2006) e la Biennale di São Paulo (2003). In queste occasioni EMBT offrì l’opportunità non solo di conoscere la propria architettura a anche le sue relazioni con altre discipline inerenti al paesaggio, l’urbanistica e la moda.

EMBT ha vinto molti premi internazionali: RIBA Stirling Premio al Mejor Edificio, Premio Rietveld en 2001, Premio de Honor de la Sociedad Americana de Arquitectos Paisajistas en 2005, Premio Nacional de Catalunya en el año 2001, Premio FAD de Arquitectura en 2004, BDA Hamburgo Architektur Preis en 2002, Premio Ciutat de Barcelona en 2009, y el Premio de la Bienal de Arquitectura Española en 2005.

Attualmente lo studio lavora al progetto del porto di Amburgo e a un museo dedicato ad un pittore cinese a Neijiang, e  ha recentemente vinto il concorso per la realizzazione del novo Campus dell’Università  Fudan dell’ Escuela de Administración en Shanghai.

CAPRICCIO ROMANO

Organizzata da:

Real Academia de Espana en Roma

Miralles Tagliabue EMBT

 

Patrocinata da:

Real Academia de España en Roma

Institut Ramon Llull.

Gran Melia Villa Agrippina. Luxury Urban Resort Roma:    www.granmeliarome.com

HP Hewlett-Packard

Artisti:

Bendetta Tagliabue / Miralles Tagliabue EMBT

Jacint Todò.

Curatore:

EMBT

Coordinamento:

Miralles Tagliabue EMBT: Katrina Varian / Alessandra Pirovano

Real Academia de Espana en Roma: Arturo Escudero / Laura Limón.


MOSTRA ARQUITECTOS AYALA RECORRIDOS/PERCORSI

MOSTRA ARCHITETTURA E PITTURA. ARQUITECTOS AYALA

DAL 29 MARZO AL 27 APRILE.

INAUGURAZIONE 29 MARZO ORE 19. Sala Mostre Accademia Reale di Spagna.

Ingresso Libero

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Un’esposizione in due tappe quella dedicata alle opere realizzate dallo studio Ayala, fondato da Gerardo Ayala Hernández. Il 29 marzo prenderà il via la mostra ospitata nelle sale dell’Accademia Reale di Spagna a Roma, mentre il 4 marzo si inaugurerà quella allestita alla Casa dell’Architettura. In Percorsi (Recorridos) è il fare architettonico dello studio Ayala a “mettersi in mostra” indicando nella gestione delle complessità contemporanea il superamento del singolo episodio architettonico inserito, però, in un contesto più vasto e molteplice fondato su una modalità che vuole, attorno a possibili letture e nuove proposizioni delle relazioni fra le parti, dal territorio alla città e all’edificio, individuare i rinnovati obiettivi dell’espressione in architettura. Ma non solo. L’Accademia di Spagna ospiterà infatti alcune opere di pittura di Gerardo Ayala che rivelano una padronanza di mezzi espressivi davvero singolare ed un percorso artistico complesso e “di ricerca continua”.

Il lavoro dello studio Ayala sviluppa prevalentemente l’esperienza progettuale attraverso lo strumento concorsuale rivolto verso esiti di qualità sia in ambito pubblico che privato, evidenziando come sia la rappresentazione artistica che la ricerca compositiva e le sperimentazioni linguistiche siano rivolte verso l’individuazione di una complessità spaziale, di una riconoscibilità ed interazione tra i luoghi dello spazio, tra spazialità interna ed esterna e tra il pieno ed il vuoto, senza distinzione nel rapporto sintetico vitruviano, tra costruzione, materia e forma. I percorsi degli Ayala mettono al centro del proprio fare la figura dell’utente, l’utilizzatore dell’opera architettonica, colui che misura e rende verosimile lo spazio e le relazioni che vi si costruiscono.

La prima tappa presso lo spazio espositivo dell’Accademia Reale di Spagna avrà il compito fondamentale di introdurre il visitatore all’attività complessiva dello studio, dalle iniziali opere del “patriarca Gerardo” a quelle più recenti che vedono la presenza progressiva nel tempo dei figli Marcos e Mateo, attraverso 50 progetti di architettura dal 1978 ad oggi, con l’ausilio di tavole grafiche, plastici e video, selezionati fra la variegata e molteplice produzione. La seconda sezione dell’esposizione presso l’Acquario Romano, proporrà il confronto, tra 7 progetti selezionati dal 1986 ad oggi, con l’intento di evidenziare la complessità degli aspetti architettonici, compositivi, tecnici, esecutivi ed innovativi dell’iter progettuale di ogni opera, in modo da evidenziare, qualora in architettura esista un metodo, l’itinerario dei singoli progetti e le possibili proiezioni di questi nel divenire attraverso una prassi attenta agli sviluppi degli esiti teorici che ogni progetto può contenere al suo interno.

Per saperne di più: www.casadellarchitettura.it  oppure www.arquitectosayala.com

Scarica il Comunicato Stampa: ARQUITECTOS AYALA PERCORSI_Comunicato stampa

scarica l’invito: invito percorsi

ORARIO NELLE SEDI ESPOSITIVI

Architetture e pittura

Accademia Reale di Spagna a Roma. Da lunedi a domenica 10.00-21.00

29 marzo – 27 aprile 2012

 

Architetture 1986 – 2012

Casa dell’Architettura Da lunedi a venerdi 10.00-18.00

4 aprile – 26 aprile 2012

 


MOSTRA WORK IN PROGRESS

WORK IN PROGRESS.

SALA MOSTRE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA

MOSTRA DEL LAVORO IN CORSO DEI BORSISTI DELL’ACCADEMIA dal 5 marzo al 11 marzo 2012

Inaugurazione 5 marzo ore 19. Ingresso Libero.

I borsisti dell’accademia di Spagna presentano i “lavori in corso” dei loro progetti artistici. Esposizione dei “lavori in corso” dei 18 giovani borsisti ospitati nell’ex convento in cima al Gianicolo. Le opere in progress segnano l’evoluzione momentanea e non ancora finale dei progetti grazie ai quali gli artisti spagnoli in mostra hanno vinto la borsa di studio in Italia. La mostra occupa l’intero perimetro della sala mostre dell’Accademia per una fruizione a 360 gradi delle opere, che spaziano dalla scultura alla fotografia, dalle arti plastiche alla musica ed alla letteratura.

Partecipano:

 Irma Álvarez, Ruth Morán Méndez, Sonia Navarro, Arturo Reboiras, Belén Rodríguez (arti plastiche), Paula Anta, Jorge Yeregui (fotografia), Diana García Roy (scultura), Raúl Del Valle, Ana María Jiménez Jiménez, (architettura) Sergio Martín (museologia), Fernando Buide, Manuel Alejandro Contreras Vázquez (Musica), Efraín Rodríguez Santana (letteratura),Fefa Noia (arti sceniche) e Laura Bisotti (Giovani Artisti Italiani- incisione).

 Arild Suárez Stenberg e Jaime Blanco Aparicio anche fanno parte della promozione.

 

Bio dei partecipanti e progetti in mostra:

FEFA NOIA. ARTE SCENICHE

Tutte le strade portano a Roma: Analisi del fenomeno della violenza subita, le sue manifestazioni e conseguenze nel presente, ambito di ricerca scenica, in riferimento alla forma di teatro documentale e della Psicogeografia. Prende come punto di partenza il concetto di violenza, disegna la mappa di Roma mediante una drammaturgia di quei episodi, dei confronti che si sono delineati nella città dalla sua origine fino al presente. Successivamente restituisce una forma scenica a detto materiale, rapportandolo con i luoghi della città dove avvengono con il fine che spazi e accadimenti si retro-alimentino. E per completare, si cerca un criterio di ognuno di questi interventi che permetta di percepire questo lavoro da una prospettiva differente da quella immediata.

FERNANDO BUIDE. COMPOSIZIONE MUSICALE.

Lo studio dell’opera vocale di diversi compositori italiani, soprattutto di Giacinto Scelsi, la cui fondazione si trova a Roma, serve di impulso per il lavoro compositivo finale del progetto. Questa composizione tratta di un monodramma per soprano e piccolo gruppo strumentale basato nel testo dello scrittore Efraín Rodríguez (borsista di letteratura) sul mito di Elettra.

RAÚL DEL VALLE. ARCHITETTURA.

Raccolta di disegni realizzati a Roma durante il periodo di soggiorno. Con questi disegni si cerca di riflettere le impressioni che, in relazione con la luce e la costruzione dello spazio architettonico, scaturiscono dai diversi luoghi visitati. La ricerca si  basa sull’opera di  Borromini, con lo scopo di scoprire i collegamenti che senz’altro esistono tra questo architetto del XVII sec. e l’architettura contemporanea. Anche se estesa a qualsiasi spazio romano o barocco che rappresenti queste connessioni, in un analisi che comprende, dal rapporto dell’edificio con la città fino al rapporto della luce con la materia nei spazi, e più precisamente, nell’analisi dei meccanismi spaziali utilizzati per consegnare  una omogeneità ad un insieme di elementi indipendenti, trasformare l’ordine della struttura e per tanto, le qualità dello spazio architettonico

MANUEL CONTRERAS VÁZQUEZ. COMPOSIZIONE MUSICALE.

Il progetto “Ha Lugar” evidenzia il rapporto tra composizione musicale e “luogo”. Basato nell’osservazione di un luogo caratteristico della città dove è situato il progetto: il Pantheon di  Roma, opera essenziale dell’architettura antica.  Detta osservazione permetterà inferire alcune domande e decisioni che potrebbero risiedere nella genesi del lavoro architettonico. La conversione di queste decisioni, domande e risposte dall’ambito architettonico a quello compositivo andrà a costruire una connessione non figurativa e dalla  profonda astrazione. Le composizioni così ottenute metteranno in gioco dette conclusioni attraverso diverse configurazioni strumentali: un trio (clarinetto, violino, pianoforte), un opera orchestrale e un brano per flauto solo. Il progetto si costituirà in una specie di metodologia di analisi e interazione tra differenti discipline e modalità di stimolo sensoriale.

PAULA ANTA. FOTOGRAFIA.

 Il Viaggio, la Natura e l’Artificialità unite alle strutture create dall’uomo, la Storia, il Paesaggio sono temi che configurano il cambiamento delle mie opere.
Giardini Botanici, (bolle immaginarie della borghesia positivista del XIX sec), botteghe di vegetazioni in plastica in Corea, timide piante nel centro di un ufficio a Francoforte, farfalle (unità di incertezze) riprodotte in maniera controllata nei lastrici solari nei quartieri marginali di Lima, antiche rotte orientali (cartografie dimenticate) che uniscono punti geografici tra oriente e occidente, circondano un vuoto, o un cammino, nel quale io viaggio

 BELÉN RODRÍGUEZ GONZÁLEZ. ARTE PLASTICHE.

Plastica, rappresenta il recente interesse dell’artista verso il disordine, all’inaspettato, il caso. Ispirata dall’idealismo del movimento della Bauhaus – la fusione dell’arte, l’artigianato, giocattoli e funzionalità, l’artista Rodríguez  reagisce  verso alcuni piccoli pezzi di plastica, trovati sulla spiaggia, rendendo un’espressione artistica all’estetica casuale delle conseguenze osservate in fenomeni naturali.

LAURA BISOTTI. INCISIONE.

La proposta che sto sviluppando nasce da uno stato di osservazione attiva in cui il mio sguardo sulla città di Roma si unisce all’azione quotidiana di salire sulla torre dell’Accademia in cui risiedo e scattare una fotografia. Osservazione oggettiva e memoria di un gesto ripetuto e silenzioso sono lo spunto da cui prenderà forma un’installazione, a parete, di piccole carte: stampe realizzate con le tecniche tradizionali dell’incisione su zinco.

 

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DIANA GARCÍA ROY. SCULTURA.

L’opera della scultrice sorge dalle diverse percezioni dello spazio lungo il percorso interiore di una architettura. Formata da ricerche di circuiti nascosti, di vuoti in movimento, da connessioni segrete. Spazi di mistero che traduce in sculture in bronzo. Giochi di emozione per lo spettatore  che li contempla. Il lavoro che sta realizzando a Roma parte da Villa Adriana. Le sculture saranno realizzate in cera, come processo preliminare prima di essere fuse in bronzo.

SERGIO MARTÍN. RESTAURO ARCHITETTONICO.

 Il progetto che Sergio Martín sta sviluppando durante il soggiorno a Roma è inquadrato nella sua tesi dottorale (Universidad Autónoma de Madrid). Lo scopo è quello di raccogliere quanta più informazione possibile sulle tabernae, spazi dedicati al commercio in piccola scala nell’antica Roma. Per portare avanti ciò si rende necessario lo studio di diverse fonti: archeologico, letterario, iconografico… in questo momento sta studiando la documentazione iconografica e cioè rappresentazioni delle tabernae nei rilievi di epoca romana.

ANA MARÍA JIMÉNEZ JIMÉNEZ. ARCHITETTURA.

Ricerca sullo studio dell’architettura dei conventi francescani nell’Italia centrale. Valutazione critica dei conventi in chiave architettonica e urbana, sviluppo di diverse analisi o approssimazioni architettoniche ad ognuno dei modelli studiati e raccolta di  adeguata documentazione, soprattutto grafica. Questo lavoro potrebbe permettere la individuazione delle invarianti architettonici, tipologici, ecc contemporaneamente apporterà una maggiore conoscenza per una migliore diagnosi per la conservazione, consolidamento, riabilitazioni o possibili interventi futuri.

EFRAÍN RODRÍGUEZ SANTANA. LETTERATURA.

“Mis rollos Académicos I Parte. Plátanos Machos Verdes”. la banana é il dono che fa parte dell’istallazione progettata dallo scrittore, in modo che diventa un punto di riferimento verso l’universo caraibico e verso il mondo cubano in particolare. Con la sua istallazione si scoprono i testi di Dramática 1, nascosti in piccoli rottoli che ci mostrano i passi del progetto di Efraín Rodríguez.

ARTURO REBOIRAS. ARTI PLASTICHE.

Lungo tutto il mio percorso artistico, vi è sempre stato il riferimento all’architettura e all’urbanismo, un interesse dell’architettura e delle città sempre presente e visibile nelle mie opere; partendo dalle costruzioni industriali e continuando con l’architettura e con lo spazio urbano come una geometria di frammenti che si sovrappongono, fronteggiando le cose in un campo di interferenze e discontinuità che configura il mio immaginario. Il mio lavoro è caratterizzato da un attività interdisciplinare, nel quale interviene la fotografia, la scultura, l’intervento nello spazio urbano,… ma il più delle volte, è dalla pittura dove nasce il germe dei miei progetti, sperimentando nel mio studio con differenti tecniche e materiali che raccolgo durante i miei viaggi, fotografie, e ritrovamenti occasionali del quotidiano, tutto ciò  mi suggerisce nuove  forme  da includere alle mie composizioni.  E’ un processo  che si evolve continuamente arrivando fino alla scultura, con istallazioni e interventi nello spazio pubblico.

SONIA NAVARRO. ARTI PLASTICHE.

L’idea dei modelli è sempre stata presente come punto di partenza unendo le mie opere all’universo femminile e acquisendo mille forme all’interno di un linguaggio pittorico che si serve della tessitura come elemento principale di espressione. Questo discorso non è estraneo alla dialettica di genere e all’uso che queste hanno intessuto come utensile formale legato a un passato di sottomissione domestica.

IRMA ÁLVAREZ. ARTI PLASTICHE.

il lavoro di Irma Laviada è incentrato in una pratica che pretende plasmare un dialogo con gli elementi strutturali della pittura. L’artista concepisce la sua metodologia e processo creativo come un interrelazione fra discipline; come la fotografía, il disegno, il video o la costruzione tridimensionale  che intervengono per dare vita a opere diverse; una forma di sfuggire al telaio per trasferire la materia plastica a diversi supporti visuali.

Il lavoro si divide in gruppi di pezzi che fanno riferimento ad un idea di sequenza, di serialità, pezzi la cui finalità è quella di allungare i limiti della tela nelle quali raccoglie preoccupazioni e riflessioni sull’esplorazione dello spazio pittorico. La messa in scena, nella quale ogni elemento è soggetto all’altro e la tensione tra opera e spazio diventano imprescindibili per configurare un cammino di andata e ritorno fra la pittura che possiede un linguaggio scultorico e la scultura che possiede linguaggio pittorico.

RUTH MORÁN MÉNDEZ. ARTI PLASTICHE.

Il lavoro di Ruth Morán `un invito ad entrare in uno spazio non limite interiore. Concepisce l’espressione pittorica come un viaggio, come una riflessione sul nostro posto nel mondo e l’esistenza. Il quadro `un gioco cumulativo come un palinsesto , un labirinto di strade, una geografia sconosciuta, onde e profondi echi, trame, maglie nebulose, che disegnano i tratti delle cosa che abita. Il disegno acquista una maggiore importanza nelle sue opere con il carattere organico e di trasmissione dell’inconscio. Con il disegno scopre e ricerca nelle forme, presenze grafiche, accumulazioni di energie interdipendenti, suoni ed espansioni.

JORGE YEREGUI. FOTOGRAFIA.

Architetto laureato presso L’Università di Siviglia  (2003), dove ottiene  la Laurea di  Estudios Avanzados (2010). Nell’attualità lavora contemporaneamente nella produzione artistica e nell’attività docente presso la scuola d’Architettura di malaga e partecipa in vari progetti di ricerca sull’urbanesimo. Le sue proposte sono state esposte in Spagna e all’estero, e da sottolineare sua recente partecipazione alla VII biennale Iberoamericana de Arquitectura e Urbanismo tenutosi a Medellin (Colombia). Sua opera fa parte d’importanti collezioni pubbliche e private.

Scarica le didascalie degli artisti in mostra: Didascalie Wip2012

Scarica il comunicato stampa: Comunicato Stampa Work in Progress 2012

Real Academia de España Roma

Piazza San Pietro in Montorio 3

tel: 06.5812806

Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21

Ingresso gratuito.

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


WORKSHOP ARCHITETTURA SYMMETRIES

DAL 30 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO

L’Accademia reale di Spagna a Roma, sponsorizza e sostiene, tra il 30 gennaio e il 3 febbraio il workshop di Architettura SYMMETRIES, diretto tra altri da Iñaqui Carnicero allora borsista presso l’Accademia Reale di Spagna. I corsi si svolgono presso la Facoltà d’Architettura Roma3 e Macro Testaccio.

per saperne di più: http://www.symmetries.es


ARCHITECTURE REVÉE di Julio Lafuente

MOSTRA ARCHITETTURA.

ARCHITECTURE REVÉE DI JULIO LAFUENTE

SALA MOSTRE. Inaugurazione martedì 13 dicembre 2011 alle ore 19. INGRESSO LIBERO

Scarica il pieghevole della mostra: Pieghevole Architecture Revee di Julio Lafuente

Edifici onirici, sospesi, travolti dalla loro stessa leggerezza. Sono le “Arquitecture Revée” dell’architetto Julio Lafuente, opere immaginarie, disegnate per dar forma ai sogni e giocare con le prospettive.

Nella retrospettiva che sarà inaugurata a Roma il 13 dicembre e resterà in mostra fino all’8 gennaio presso l’Accademia Reale di Spagna a Roma, si renderà omaggio ad un architetto spagnolo che vive a Roma da oltre cinquant’anni e che ha regalato alla sua città di adozione alcuni tra gli edifici più significativi dell’architettura contemporanea: quello della Esso alla Magliana, l’Ippodromo di Tor di Valle, l’Air Terminal della stazione Ostiense.

 Dagli anni ‘50 ad oggi, Julio Lafuente ha percorso la storia dell’ultimo mezzo secolo con i suoi progetti dando il meglio di sé proprio negli anni ‘60, quelli del boom economico e di maggior sviluppo del mondo della costruzione. A quest’epoca appartengono il progetto per il concorso di Auschwitz, il Santuario di Collevalenza, l’albergo sulla scogliere di Gozo sull’isola di Malta.

Tra foto in bianco e nero e colore e schizzi originali a matita, la mostra propone anche alcuni prototipi di design realizzati tra gli anni ‘50 e ‘70. Nell’ultima sala, in un’intervista filmata del 1987, sarà la voce dello stesso architetto Lafuente a raccontare attraverso le immagini delle sue opere, la sua filosofia del vivere e del progettare.

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BIO DI JULIO LAFUENTE

Julio Garcia Lafuente nasce a Madrid nel 1921. Emigra in Francia con la famiglia ed a Parigi studia Architettura presso l’École    Nationale Superieure de Beaux Arts. Nel dopoguerra decide di intraprendere il suo “Grand Tour “ in Italia in sella ad una moto Bmw e si  ritrova a Roma nell’effervescente clima culturale degli anni della Dolce Vita. Si innamora della Città dell’antichità classica e dei suoi nascenti quartieri moderni.

Dal ’53 collabora per diversi anni con lo Studio Monaco Luccichenti alla realizzazione di numerosi progetti, fra gli altri delle case gemelle di S. Marinella ed agli uffici della Siae. Nel 1958, in quel felice clima di collaborazione fra Architetti ed Artisti proprio degli  anni ’50, vince assieme agli scultori Andrea e Pietro Cascella il Primo Premio del Concorso Internazionale per il monumento commemorativo delle vittime di Aushwitz. A Roma sono gli anni delle Olimpiadi, della Roma intraprendente e della frenesia Costruttiva. Collabora a lungo con l’ing. Gaetano Rebecchini  a diverse opere fra cui l’Ippodromo di Tor di Valle e l’Ospedale del Sovrano Ordine di Malta alla Magliana dove sono magistralmente coniugati l’antico Edificio seicentesco con le attrezzature del moderno complesso architettonico.

Con l’ing. C. Benedetti realizza a Todi il complesso del  Santuario di Collevalenza, con L. Rebecchinila Clinica PIO XIsull’Aurelia e con lo Studio Passarelli il Pio Latino Americano. In quegli anni lavora per la Olympic Airways e per Aristotele Onassis. Sono numerose le ville realizzate, moderne, materiche e  di grande libertà espressiva: a Tivoli, ad Amalfi, all’Argentario ed in Toscana. Del 1981 è il progetto alla Magliana dell’edificio della Esso con l’ing. Rebecchini: 3 grandi ventagli aperti lungo l’autostrada per Fiumicino.

Nella metà degli anni settanta  lavora per la Città di Jeddah in Arabia Saudita, edifici ma sopratutto “Beautification” della Città e Grandi Landmarks urbani. Tra le opere più recenti  ci sono l’Air Terminal Ostiense, la ristrutturazione dell’Hotel de Russie e il centro Nocs a Spinaceto.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Mostre. 13 dicembre, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


NOMADISMI. Mostra Finale dei Borsisti dell’Accademia Reale di Spagna 2011

NOMADISMI a cura di Teresa Macri

Dal 22 giugno al 30 luglio.

Sala Mostre. Inaugurazione 22 giugno. Ore 19.

Anche quest’anno la  Accademia Reale di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da Enrique Panés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo. L’esposizione curata da Teresa Macrì sarà inaugurata il 22 giugno alle 19.

 

Il titolo Nomadismi sottolinea lo status di transitorietà che i borsisti vivono per i mesi di residenza a Roma, la loro condizione di erranza come dinamica del soggetto contemporaneo e l’elemento di comunità che si instaura tra i borsisti nella collettivizzazione degli spazi accademici. Come scrive Teresa Macrì: “Siamo tutti esseri nomadici in qualche modo e il nomadismo è, senza dubbio alcuno, una opzione conoscitiva su cui sviluppare e modellare l’identità in una società sempre più fondata sulla pluri-culturalità”. L’esposizione ha un carattere multimediale, dato dalle diverse discipline a cui fanno riferimento i 15 borsisti: film, video, fotografia, pittura, scultura, installazione, architettura del paesaggio, musica, poesia, recitazione, scrittura. Il crossing che ne deriva tende a evidenziare come attraverso le differenti specificità linguistiche sia possibile edificare una relazione tra contesto territoriale e linguaggio artistico.

 In mostra:

Guillermo Mora realizza delle sculture precarie ottenute dopo un lungo procedimento pittorico che assembla e unifica pittura e scultura fino a svilupparne un apparato installativo.

Pelayo Varela indaga sui significati iconografici tra forma e contenuto dell’oggetto artistico.

Angel Masip e Aurelio Edler hanno concepito per la mostra un lavoro congiunto, tra musica e installazione, che, pur fissando i temi e le forme delle singole ricerche, intende andare oltre il concetto dell’autorialità dell’opera, in linea con un’estetica della relazione.

Il fotografo Julio Galeote mette in relazione spazio urbano e linguaggio fotografico  in un intervento murale,  mentre Clara Ortega attraverso una installazione fotografica racconta la variazione luminosa e emotiva degli spazi aperti.

Patricio Cabrera, utilizzando il polistirolo, crea delle forme parietali che assommano linguaggio pittorico a forme scultoree.

L’artista messinese Giacomo Miracola attraversa frammenti di realtà sociale utilizzando l’incisione con una nuova visione e nuove caratteristiche della disciplina stessa.

L’architetto Carlos García Fernández interviene nel chiostro dell’Accademia creando un site-specific, minimale ma calcolato per frazionare ed evidenziare le variazioni della luce solare.

La regista Andrea Jaurrieta Bariain inscena una video-installazione all’interno della quale presenterà i suoi video: “Lovely boredom” e “Crisis?! What Crisis?!”.

Saranno visibili in mostra anche i lavori di Maria Diez Ibargoitia che ha sviluppato la sua tesi di dottorato sugli architetti spagnoli che furono borsisti dell’Accademia tra il 1904 e il 1940, di Laura Jiménez Valverde che ha lavorato sulla valutazione dei rischi nella conservazione del patrimonio archeologico, di José Maria Dominguez Rodriguez che ha redatto una monografia sulla musica e il mecenatismo artistico all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede alla fine del 1600, di Maruchi León che si occupa di pedagogia dell’arte drammatica applicata al canto, e di Pedro Manuel Villora che ha scritto l’opera Medea Mikaela sull’incontro a Roma dello scrittore spagnolo Terenci Moix con Rafael Alberti e Pier Paolo Pasolini.

scarica il catalogo della mostra in pdf: nomadismi 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Mostre

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

http://www.raer.it

Ingresso libero fino esaurimento posti


Simposio Ispano-italiano di Storia dell’Architettura del Barocco

II Seminario Ispano-italiano di Storia dell’ Architettura del Barocco. 19-20-21 maggio

Inaugurazione: Sala Conferenze 19 maggio dalle ore 17.

Organizzato da Juan Maria Montijano. Dottore Università di Malaga.

RELATORI:

Dott. Antonio Pugliano (Università degli Studi di Roma Tre)

Dott. Pedro Aliaga (Colegio Trinitario)

Dott.ssa Rosa Maria Subirana (Universitat de Barcelona)

Dott.ssa Rosario Camacho (Universidad de Malaga)

Dott. Diego Maestri (Università degli Studi di Roma Tre)

Dott.Diego Suarez Quevedo (Universidad Complutense de Madrid)

Dott.ssa Anna Gianetti (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Joan Maria Triado (Universitat de Barcelona)

Dott.ssa Rossanna Cioffi (Università degli studi di Napoli)

Dott.ssa Giose Amirante (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Jose Miguel Morales (Universidad de Malaga)

Dott.ssa Rosa Maria Giusto (Università degli Studi di Napoli Federico II)

Dott. Juan Antonio Sanchez Lopez (Universidad de Malaga)

Dott. Miguel Tain (Universidad de Santiago de Compostela)

Dott.ssa Concetta Lenza (Università degli Studi di Napoli)

Dott. Rodolfo Strollo (Università degli Studi di Roma Tor Vergata)

Dott.ssa Elena Manzo (Seconda Università degli Studi di Napoli)

Dott.ssa Carmen Gonzalez Roman (Universidad de Malaga)

Dott. Sergio Ramirez Gonzalez (Universidad de Malaga)

Dott.ssa Maria Gabriela Pezone (Seconda Università degli Studi di Napoli)

programma

BIO DEI RELATORI

Juan María Montijano García (Vic, Barcelona, 24-12-1960) es doctor en Historia del Arte por la Universidad de Málaga, en la que también se licenció en Geografía e Historia. Amplió su formación en diversas universidades e instituciones culturales y científicas españolas e italianas, como el Instituto Andaluz del Patrimonio Histórico o la Real Academia de España en Roma. En la actualidad es Profesor Titular de Historia del Arte adscrito a la Universidad de Málaga y hasta 2009 fue director del Departamento de Historia del Arte de dicha universidad. Ha sido Profesor Visitante en las universidades de Roma Tor Vergata (2005) y Seconda di Napoli (2010). En 2006 la Presidencia de la República Italiana le concedió la Croce dell’Ordine della Stella, con título de Cavaliere. Ha dirigido diversos proyectos internacionales, entre los que destacan la Catalogación y digitalización de las fuentes documentales de San Carlino alle Quattro Fontane o la edición y traducción de Las Vidas de Giorgio Vasari al español. Sus principales investigaciones versan sobre difusión del patrimonio cultural, teoría del arte, arquitectura del Renacimiento y del Barroco  y terminología artística, tanto italianas como españolas, con más de 20 libros (San Carlo alle Quattro Fontane di Francesco Borromini nella Relatione della fabrica di fra Juan de San Buenaventura, Milán, Il Polifilo,1999; La Academia de España en Roma, Madrid, Ministerio de AA.EE., 1998; Giorgio Vasari y la formulación de un vocabulario artístico, Málaga, Universidad, Academia de Bellas Artes de San Telmo, 2002; Cortijos, haciendas y lagares. Arquitectura de las grandes explotaciones agrarias de Andalucía. Provincia de Málaga, Sevilla, Junta de Andalucía, 2000).

 

 

Rosario Camacho Martínez, Catedrática de Historia del Arte de la Universidad de Málaga, donde ejerce su docencia desde 1970, ha desarrollado una trayectoria de investigación en temas sobre la arquitectura barroca y los creadores andaluces de los siglos XVII y XVIII, su publicación sobre Málaga Barroca, se encuentra entre las grandes monografías que han contribuido a la valoración del barroco español en el ámbito internacional.

Su capacidad de sistematización metodológica se ha extendido a otras líneas de investigación, enfocando de forma objetiva y profunda el Modernismo en Melilla, los aspectos iconográficos y simbólicos de la arquitectura, la arquitectura efímera desarrollada durante la fiesta, la correspondencia de las artes y, más recientemente, los temas de género, con señaladas investigaciones y publicaciones en todas ellas. Además, en otros ámbitos, sus consideraciones en torno a la relación de Picasso con Málaga, han contribuido a la conexión del artista con sus orígenes.

Ha conectado también con el mundo contemporáneo a través de la crítica de arte y el Patrimonio, mostrando un gran interés por nuestro legado cultural, incidiendo en la relación entre historia del arte y patrimonio. Ha trabajado para dar a conocer los bienes culturales de Málaga, procurando la protección y tutela de ese patrimonio, demostrando, desde una postura independiente, un compromiso activo. La concepción del patrimonio histórico en su pensamiento ha calado no sólo en sus alumnos sino en la ciudad, creando una conciencia en pro de la tutela del patrimonio.

Carmen González Román, es Doctora en Historia del Arte y Profesora Contratada Doctora del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga. Es autora de varios  libros: Spectacula. Teoría, Arte y Escena en la Europa del Renacimiento; Arquitecturas literarias, metáforas edificadas. Gaspar de Tovar y la imagen poética de la Catedral de Málaga, con el Dr. Juan A. Sánchez; y Artes escénicas en Málaga -en prensa-. Asimismo ha colaborado en numerosas monografías, y tiene publicados estudios en revistas especializadas de ámbito nacional (Goya; Academia. Boletín de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando; Cuadernos de Arte de la Universidad de Granada, etc.), e internacional (Albertiana –S.I.L.B.A. L. Olschi, Florencia-, Quaderni Veneti -Univ. Venezia-).

Su trayectoria investigadora está ligada a la participación y/o dirección de varios proyectos del Ministerio de Ciencia e Innovación en España, tanto de ámbito nacional como internacional, a partir de los que ha desarrollado varias líneas de investigación: tratadística arquitectónica y edificios imaginarios en la literatura artística; visualidad e iconografía del teatro italiano y español de los siglos XVI-XVIII, y patrimonio artístico y devocional de la Orden Trinitaria en Andalucía (a partir de los fondos documentales conservados en la biblioteca borrominiana de San Carlo alle Quattro Fontane, Roma). Recientemente le ha sido concedido por el Ministerio de Ciencia e Innovación un proyecto de investigación sobre la teoría de la perspectiva en España, del cual es la Investigadora Principal: “La teoría sobre la perspectiva en España (siglos XVI-XVII): origen y fuentes conceptuales-terminológicas”.

Como docente viene impartiendo desde el 2004 una asignatura troncal de la antigua titulación y del actual Grado de Historia del Arte: Teoría del Arte, así como otras asignaturas también obligatorias: Historia de las Ideas Estéticas, Fuentes de la Historia del Arte; o bien optativas o Ad Hoc como Las Artes y el Teatro en los Siglos de Oro; Historia del dibujo y del Grabado... Ha dado clases en el anterior programa de Doctorado del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga: Correspondencia e integración de las artes, y actualmente imparte la asignatura Artes escénicas y cultura visual en el Máster Oficial del Departamento de Historia del arte: Desarrollos Sociales de la Cultura Artística.

José Miguel Morales Folguera realizó sus estudios de Filosofía y Letras en las Universidades de Granada y Sevilla de1968 a 1973, obteniendo el grado de Licenciado en esta universidad en el año 1974. El 11 de mayo de 1979 obtuvo el doctorado porla Universidad de Málaga, recibiendo el Premio Extraordinario del Doctorado. Es profesor del Departamento de Historia del Arte dela Universidad de Málaga desde el año 1975, habiendo accedido a la plaza de Profesor Titular de Facultad en el año 1984. De1985 a 1991 fue director del Departamento de Historia del Arte y en la actualidad es Director del Grupo de Investigación Tiedpaan-Málaga, reconocido por el Plan Andaluz de Investigación. En el año 2005 aprobó las oposiciones de Habilitación Nacional para Catedrático de Historia del Arte. Desde marzo del 2007  es Catedrático de Historia del Arte dela Universidad de Málaga.

Ha sido invitado y ha recibido numerosas becas para investigar, realizar estancias de investigación y dar cursos y conferencias en universidades españolas y extranjeras –Londres, Toulouse, París, Roma, Nueva Orleans, México, Santa Fe de Bogotá, Colegio de Michoacán en Zamora,- y para participar con ponencias en congresos nacionales e internacionales.

Es Ciudadano Honorario de las ciudades de Mobile y Nueva Orleans de los Estados Unidos de Norteamérica, Académico Correspondiente dela Real Academiade Bellas Artes de Santa Isabel de Hungría de Sevilla, y vocal dela Sociedad Españolade Emblemática.

Sus actividades en el campo de la investigación son múltiples, organizando exposiciones y congresos de ámbito nacional e internacional, y publicando numerosos libros y artículos relacionados con la historia del arte y del patrimonio en Málaga, así como sobre Arte Hispanoamericano, la Fiesta Barroca en Europa y los Jardines Históricos europeos.

Sergio Ramírez González es licenciado en Geografía e Historia (1999) y doctor en Historia del Arte (2006) por la Universidad de Málaga, donde imparte docencia y trabaja vinculado a proyectos nacionales e internacionales, de entre los que cabría destacar el Inventario de los fondos documentales de San Carlino alle Quattro Fontane de Roma y el Inventario de bienes muebles de la Iglesia Católica en Melilla. Centra sus principales líneas de investigación en las artes plásticas del Renacimiento y Barroco andaluz, al tiempo que atiende otros aspectos relacionados con la historia, la antropología y la mentalidad de la Edad Moderna. Para ello, encuentra un marco idóneo en el estudio de las órdenes religiosas y los conjuntos conventuales. Ha publicado distintos estudios al respecto a modo de artículos y obras monográficas, destacando entre las últimas la dedicada a los conventos franciscanos de la provincia de Málaga (CEDMA, 2009). Otros títulos destacados de su currículum son El Monasterio de clarisas de Santa Isabel de Ronda (2006), el Templete de la Virgen de los Dolores en Ronda (2008), el monasterio de Caños Santos (2008), Catálogo de monumentos, placas, conjuntos ornamentales y heráldica de Melilla (2009) y más recientemente el de Arriate en el siglo XVIII (2009). El primero de éstos mereció el galardón de la Real Maestranza de Caballería al mejor trabajo de investigación sobre la historia de Ronda. +

Juan Antonio Sànchez Lopez Málaga, 1967. Doctor en Filosofía y Letras por la Sección de Historia y Profesor Titular del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga. Imparte docencia en las Facultades de Filosofía y Letras y hasta 2010 también en la de Ciencias de la Comunicación. Su labor investigadora se ha centrado, preferentemente,  en el estudio de la Iconografía y la Escultura, con especial atención a la Literatura Artística, la Arquitectura y las Artes Plásticas de la Edad Moderna en España, a cuyo discurso formal e ideológico ha dedicado diversas publicaciones. Entre ellas, la monografía Muerte y Cofradías de Pasión en la Málaga del siglo XVIII. (La imagen procesional del Barroco y su proyección en las mentalidades); su Memoria de Licenciatura Historia de una utopía estética: el proyecto de Tabernáculo para la Catedral de Málaga, que mereciese el Premio Extraordinario de Licenciatura en su convocatoria correspondiente al curso académico 1989-1990 y su Tesis Doctoral, publicada bajo el título El alma de la madera. Cinco siglos de Iconografía y Escultura procesional en Málaga, que obtuvo el Premio Extraordinario de Doctorado en su convocatoria del curso 1993-1994.

Recientemente, ha publicado Cesare Arbassia y la Literatura artística del Renacimiento, editada por la Universidad de Salamanca y que constituye la única monografía exhaustiva sobre este pintor y escenógrafo italiano. En 2005, ha salido a la luz la monografía La voz de las estatuas. Escultura, Arte público y paisajes urbanos de Málaga, donde se estudian las estatuas urbanas, los hitos y monumentos conmemorativos que definen la imagen de la ciudad desde el Barroco a nuestros días. Este libro sería continuado, a nivel divulgativo y práctico, en 2007, por la obra Paseos por la Escultura pública de Málaga. En 2008, ha publicado De Saulo a Paulo. Perspectiva iconográfica y dimensión artística del llamado “Apóstol de los Gentiles”. También ha participado, en 2006, en las obras colectivas El comportamiento de las Catedrales españolas. Del Barroco a los Historicismos promovida por la Universidad de Murcia y  Memoria de Granada. Estudios sobre el Cementerio, editada por EMUCESA y el Ayuntamiento de Granada, con un análisis sobre la significación social e iconográfica de los monumentos funerarios del Camposanto de San José.

Junto a esta faceta investigadora, actualmente desarrolla otras investigaciones acerca del valor y puesta en uso de las imágenes en el arte actual, el videoclip y los mass-media en el marco de la nueva cultura audiovisual. Precisamente, en esa línea, es Director del I Seminario de Historia del Arte y Creación Mediática que, bajo el título Estética e Iconografía del videoclip musical, tuvo lugar en marzo de 2006, en el marco de Titulaciones Propias de la Universidad de Málaga. Asimismo, se encuentra trabajando en una obra dedicada a la Cultura DJ que analiza el papel, la imagen y la trascendencia sociológica de los creadores de música techno, trance, house, dance y progressive en el ámbito de las subculturas juveniles urbanas. También ha tratado y trabajado en otras líneas de investigación relacionadas con la problemática arquitectónica de las Catedrales, la pintura mural, la Historia de Género, la Escultura pública y el monumento urbano y las formas simbólicas de la cultura renacentista y barroca. En el campo de la investigación y difusión del Patrimonio ha participado en la Catalogación e Inventario de los Patrimonios Culturales del Ayuntamiento de Málaga, de la Diputación Provincial y el Monasterio de Gracia de Vélez-Málaga, habiendo colaborado asimismo en la Catalogación de la Biblioteca Borrominiana de los Trinitarios Españoles en San Carlo alle Quattro Fontane, en Roma, y el montaje y puesta en valor del Museo de la Catedral de Málaga. Asimismo, es Secretario de la revista científica Boletín de Arte, del Departamento de Historia del Arte de la Universidad de Málaga, colaborador de la Fundación Municipal-Casa Natal “Pablo Ruiz Picasso” y de la Asociación Hispánica de Estudios Franciscanos. También es Profesor de Arqueología y Arte Sacro en el Seminario Conciliar Diocesano de San Sebastián y Santo Tomás de Aquino y el Instituto Superior de Ciencias Religiosas “San Pablo”, dependiente de la Facultad de Teología de la Universidad de Granada.  Por último, ha sido Director Científico del Museo de Arte Sacro de la Abadía Cisterciense de Santa Ana, dedicado a la escultura del Barroco y a la figura de Pedro de Mena y Medrano en particular. También ha sido asesor científico de la National Gallery of Art de Londres para la exposición The Sacred Made Real. Spanish Painting and Sculpture 1600-1700.

 Diego Suárez Quevedo. Profesor Titular de Universidad, desde 1989, adscrito al Departamento de Historia del Arte II (Moderno). Facultad de Geografía e Historia. Universidad Complutense de Madrid.

Desde octubre de 2008, Director de dicho Departamento. Algunas de sus publicaciones:

“Aspectos del urbanismo de la Ilustraciónen la provincia de Jaén: las Nuevas Poblaciones de Sierra Morena”, Actas del Coloquio de Urbanismo Barroco (Archidona, 1986). Ed. Universidad de Málaga (Coord. M. Dolores Aguilar García) (Málaga, 1989),pp. 127-145; en colaboración con Carlos García Peña.

Arquitectura barroca en Toledo: siglo XVII. Ed. Universidad Complutense de Madrid. Colección Tesis Doctorales, núm. 489/ 88; 2 vols. Madrid, 1988.

“Notas sobre arquitectura y urbanismo en las Nuevas Poblaciones de Sierra Morena y Andalucía”, El Arte en tiempos de Carlos III (IV Jornadas de Arte, C.S.I.C., Dpto. de Historia del Arte “Diego Velázquez”) (Madrid, 1989), pp. 137-144; en colaboración con Carlos García Peña.

Arquitectura barroca en Toledo: siglo XVII. Ed. Caja de Toledo: “Obra Cultural”. Toledo, 1990.

Arquitecturas de Toledo. Servicio de Publicaciones, Junta de Comunidades de Castilla-La Mancha. Toledo, 1991 (1ª ed.); 1992 (2ª ed.):”El período Barroco” (siglos XVII y XVIII), vol. II, pp. 171-290.

“Fiesta barroca y política en el reinado de Carlos II. Sobre el triunfal destierro a Toledo de Mariana de Austria (1677)”, Madrid (Revista de Arte, Geografía e Historia; Comunidad de Madrid), núm. 3 (2000), pp. 57-97.

“Donato Bramante, 1502: Tempietto de San Pietro in Montorio en Roma”, Anales de Historia del Arte, núm. 13 (2003), pp. 316-319.

Arquitectura y ciudad. Memoria e imprenta. Exposición enla Biblioteca Histórica Marqués de Valdecilla. Universidad Complutense de Madrid, marzo-julio de 2009. Comisario de la misma; catálogo de igual titulo. Madrid, Servicio de Publicaciones UCM, 2009.

Miguel Tain Guzman. Profesor Titular de Historia del Arte de la Universidad de Santiago de Compostela, especialista en arquitectura y urbanismo barroco, con numerosos trabajos sobre el Camino de Santiago y la catedral y la ciudad de Santiago de Compostela. Profesor invitado en la Academia de España en Roma y en las universidades de Perugia, Bari, Lecce, Federico II de Nápoles, Tor Vergata, Cagliari, Coimbra, Bahía, Saint Andrews, Kiel y la Sorbona. Autor de estudios como Domingo de Andrade, Maestro de Obras de la Catedral de Santiago (1639-1712), A Coruña, 1998; Trazas, Planos y Proyectos del Archivo de la Catedral de Santiago, A Coruña, 1999; La Casa del Cabildo de Santiago de Compostela: “Pro Commoditate ac Ornato Urbis”, Electa, Madrid, 2000; La Casa del Deán de Santiago de Compostela, A Coruña, 2004. Sus últimas publicaciones tratan sobre la metamorfosis barroca de la catedral compostelana y la literatura artística generada: “Possibili citazioni gerosolimitane nel baldacchino e nella pergola della Cattedrale di Santiago de Compostela”, Studi di Storia dell’Arte, diciembre 2006; “Prolegómenos de una excavación en tiempos del canónigo José de Vega y Verdugo: el mito de la cripta del Apóstol Santiago y el retablo del arzobispo Gelmírez”, Goya, 2008; “Il cardinale Gil Carrillo de Albornoz e il Conte Íñigo Vélez de Guevara: figure chiave del soggiorno romano e del gusto artístico del canonico José de Vega y Verdugo”, Studi di Storia dell’Arte, 2008; “Conservazione e distruzione dell’altare di Gelmírez in epoca moderna”, en Compostela e l’Europa. La storia di Diego Gelmirez, libro publicado con motivo de la exposición en el Braccio di Carlo Magno, Città del Vaticano, 3 giugno-1 agosto 2010, Milano, Skira, 2010,166-181.

Pedro Aliaga Asensio. Doctor en historia moderna.Religioso de la Orden de la Santísima Trinidad, Superior del Convento de San Carlino de las Cuatro Fuentes (Roma) entre 2003-2009. Doctor en Historia por la Pontificia Universidad Gregoriana; bachiller en filosofía y en teología por las correspondientes facultades de la Universidad Gregoriana; diplomado en teología de la vida religiosa por el Pontificio Instituto Claretianum de Roma. Conferenciante, articulista, escritor, entre sus obras destaca la monografía San Simón de Rojas. Un santo en la Corte de Felipe III y Felipe IV, Madrid, Biblioteca de Autores Cristianos, 2009. Entre sus colaboraciones científicas más significativas en ámbito internacional se cuentan el «Diccionario Biográfico de Historia de España» (Real Academia de la Historia, Madrid);  el «Bollettino d’Arte» (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma), el «Dizionario dell’Età delle Riforme» (Città Nuova Editrice, Roma) en el que es uno de los autores con más voces, y la «Storia della Chiesa tra Medioevo ed Epoca Moderna» (CLV, Roma). 

Anna Giannetti. Professore Ordinario di Storia dell’Architettura. Si è occupata di storia dell’architettura e della città contemporanea, di storia del giardino e di architettura napoletana del Cinquecento e dell’Ottocento.

Dal 2008 è direttore del Dipartimento IDEAS, fino al 2004 è stata coordinatore del Dottorato di Ricerca in Storia e Critica dell’Architettura e dal 2004 al 2008 Presidente del Corso di Studi in Scienze dell’Architettura della Facoltà di Architettura , Seconda Università degli studi di Napoli.

Rosa Maria Giusto. Architetto, dottore di ricerca in “Storia e Critica dell’Architettura” è docente a contratto di Storia dell’architettura moderna e contemporanea presso la Facoltà di Architettura della Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ (a.a. 2010-2011) e di Storia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, presso cui ha svolto attività didattica dal 2000 al 2007 negli insegnamenti di Storia dell’Architettura Contemporanea e Storia dell’Architettura; nel 2009-2010 è docente di Storia dell’Architettura I presso il CdL in ‘Archeologia e Storia delle Arti’ della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’; dal 2006 è docente di Lineamenti di Storia dell’Architettura Moderna e Contemporanea presso la Facoltà di Lettere -C.d.L. in ‘Diagnostica e Restauro dei Beni Culturali’ – dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli, presso cui svolge dal 1996 attività di ricerca e formazione. Nel 2010 è Visiting professor presso l’Universidad de Malaga; assegnista di ricerca, cultore della materia, partecipa a convegni nazionali e internazionali sulla storia dell’architettura e pubblica diversi saggi in volumi collettivi e riviste. Vincitore del concorso nazionale “Progetto Giovani Ricercatori Agenzia2000” bandito dal C.N.R., è coordinatore con borsa di studio del gruppo di ricerca e curatore del volume contenente gli esiti della ricerca. Dal 2002 al 2005 partecipa all’unità di ricerca 7 – Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ – su “Ambienti storici della città e del territorio”, i cui esiti sono stati pubblicati nel 2009.

È autore dei volumi: Alessandro Galilei. Il Trattato di architettura, Argos, Roma 2010; Architettura tra Tardobarocco e Neoclassicismo. Il ruolo dell’Accademia di San Luca nel Settecento, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2003 e curatore del volume Tardogotico, barocco, art nouveau. Contaminazione di linguaggi nelle architetture del Mediterraneo, prefazione di Angela Marino, Clean, Napoli 2004.

Diego Maestri. Architetto, attualmente in pensione, è stato professore di ruolo di prima fascia (settore scientifico disciplinare ICAR/17 – DISEGNO), pressola Facoltà  di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre, dove ha  insegnato dall’anno accademico 1995-96.

In precedenza ha insegnato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi dell’Aquila ed ha ricoperto, in quella sede, anche la carica di Direttore del Dipartimento di “Architettura e di Urbanistica”, e presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma –Tor Vergata-, dove è stato anche Direttore del Dipartimento di “Ingegneria Civile”.

Per vari anni è stato coordinatore di un Dottorato di ricerca in “Disegno e rilievo del patrimonio edilizio”, e responsabile nazionale di due ricerche pluriennali finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica –M.U.R.S.T.-, oltre che responsabile di Unità Locali di ricerca.

I suoi interessi variano dal rilevamento architettonico alla cartografia storica, dalla geometria descrittiva allo studio del Delta Padano e del rilevamento archeologico. Si è anche interessato di ceramica medioevale e rinascimentale, dei centri storici di Roma, Comacchio, Filadelfia e San Giovanni in Fiore in Calabria.

È autore di oltre centoventi pubblicazioni fra articoli, saggi e volumi.

Maria Gabriela Pezone. Nata a Napoli il 29 aprile del 1964, si laurea in architettura, con lode e dignità di stampa, presso la Facoltà di Architettura “Federico II” di Napoli. Nel 1998 consegue il titolo di Dottore di ricerca in “Storia e Conservazione dei Beni Architettonici” presso la Facoltà di Architettura della S.U.N. Tra il 1998 e il 2000 è professore a contratto di “Storia dell’architettura Medievale” presso il Corso di Laurea in Conservazione di Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia della S.U.N. Dal 2000 è ricercatore universitario e dal 2010 professore associato nel s.s.d. ICAR18 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della S.U.N, dove insegna “Storia dell’architettura medievale” nel corso di laurea triennale di Scienze del Turismo, “Storia dell’architettura moderna” nel corso di laurea triennale di Scienze dei BB. CC. (2000-2009) e “Storia dell’architettura” nel Corso di laurea magistrale interclasse di “Archeologia e storia dell’arte”. Dal 2000 è componente del Collegio di dottorato in storia e critica dell’architettura presso la facoltà di architettura della S.U.N. Dal 2001 è delegata della Facoltà nella Commissione di Ateneo per le disabilità e dal 2002 al 2005 nel Progetto di Ateneo Work in progress per l’alta formazione. Dal 2005 al 2010 è rappresentante dei Ricercatori nel Consiglio di Facoltà. Ha partecipato a diversi progetti di ricerca di Ateneo e ai PRIN Itinerari storico-artistici per le fondazioni benedettine dopo la riforma cluniacense (E.F. 2000-2002) e L’architettura del Classicismo tra Quattrocento e Cinquecento (E.F. 2003-2005) coordinatore nazionale prof. A. Gambardella. Autrice di saggi sull’architettura tardo barocca sia romana che napoletana, ha partecipato a convegni nazionali e internazionali con contributi anche su figure minori dell’ingegneria del Settecento, stampati su riviste specializzate, volumi collettivi, cataloghi di mostre.

Rosa Maria Subirana. Doctora en Historia del Arte. Profesora Titular de Universidad (2001). Anteriormente impartió docencia en la Tufts University-Skidmore College in Barcelona (1983-85) y en Centro Español de Nuevas Profesiones en Barcelona, donde ocupó el cargo de Coordinadora de Estudios (1985-87). Fue Profesora Invitada de la Université Lumière Lyon-2 (Campus de Bron), en Francia (1998) y de la Universitat Internacional de Catalunya en Barcelona (2000-06). La primera vinculación con la Universitat de Barcelona fue como Colaboradora de Cátedra (1984-86), continuó como Profesora Asociada Sustituta (1989-2000), Profesora Titular Interina (2000-01) y, desde el año 2001 ocupa la plaza de Profesora Titular del Departamento de Historia del Arte.

Formada en la Universitat de Barcelona, dedicó su tesis de licenciatura a la vida y obra del primer director de la Escuela Gratuita de Dibujo de Barcelona, el grabador de origen valenciano Pasqual Pere Moles. La calcografía catalana del siglo XVIII ocupó su investigación doctoral. Ambos trabajos fueron galardonados por el Institut d’Estudis Catalans, la primera con el Premio Puig i Cadafalch (1986) y la segunda con el Premio Josep Pijoan (1996).

Ha publicado varios libros sobre grabado, como Pascual Pere Moles Corones: València 1741-Barcelona 1797 (1990), Els Orígens de la litografía a Cataluña: 1815-1825 (1991), Josep March, un pioner de la litografía (1992), editados por la Biblioteca de Catalunya, así como El gravat i les arts del llibre (2000), y El taller dels “Francesc Via”, un paradigma dels argenters gravadors catalans al tombant del Set-cents” (2008), entre otros. Fue comisaria de la exposición monográfica Ricard Marlet, xilógrafo y pintor del Noucentisme (1996).

Joan Ramon Triadó es profesor titular de Historia del Arte de la Universidad de Barcelona. Anteriormente impartió docencia en la Tufts University-Skidmore College in Barcelona (1983-85)  

Doctorado el año 1982 con la tesis El bodegón en la pintura española del siglo XVII. Ha  participado en  el ciclo “El Bodegón” organizado por la Fundación Amigos del Museo del Prado el año 1999, con la conferencia Bodegón y pintura de bodegón, después publicado en el libro  El Bodegón  (Barcelona, 2000).

Es autor de diversos libros  sobre arte catalán de época Moderna ( siglos XVI  al  XVIII) entre los que destacan L’època del barroc. Segles XVII i XVIII  a “Història de l’art catala” (Barcelona, 1984), La Arquitectura Religiosa Moderna a “Art de Catalunya”  Barcelona, 1999); Escultura Moderna a “Art a Catalunya” (Barcelona, 2000) y, junto a Rosa M. Subirana, Pintura Moderna a “Art de Catalunya” (Barcelona, 2000). Son numerosos los artículos , ponencias y comunicaciones en revistas y congresos nacionales e internacionales, destacando En torno al Discurso sobre la Restauración de las Bellas Artes de España y la huella teórica de Isidoro Bosarte en el arte catalán (Malaga, 2002); El Palau Reial al “ Palau del Parlament(Barcelona, 2005);y Sicília e la Catalogna. (Palermo, 2008). Referido al ámbito catalán, de cronología más amplia, es su Arte en Cataluña (Madrid, 1994).

Entre las  obras de carácter más universal destacan La Pintura Española. El siglo de Oro (Barcelona, 1999); Carlos V y su época. Arte y Cultura (Barcelona,  1999); El bodegón (Madrid, 2003) i El espectáculo de las Formas. El arte manierista, barroco y rococó. 1527-1780 (Barcelona,  2006), El Paisaje (Barcelona, 2008)

Ha coordinado  las colecciones  Las Claves del Arte (Barcelona, 1986-1989); Historia del arte  (Barcelona, 1989-1991);Genios del arte ( Madrid, 2000-2003); Historia del Arte Universal (Madrid, 1992; Madrid,  2008) y  Grandes Museos del Mundo (Madrid, 2010).  

Ha dirigido el proyecto de investigación financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación: Clasicismo y academicismo en el arte catalán. 1750-1808. Dependencias e invariantes en relación a España, París y Roma (1998-2001). Ha participado en el proyecto de investigación  financiado por el Ministerio de Ciencia e Innovación, dirigido por German Ramallo: Reflejo de los nuevos cultos y devociones en las catedrales españolas durante el Barroco. Arquitectura, arte y devoción (2006-09); y en los proyectos tambien financiados  ACAF/ART1-Archivo crítico y analítico de las fuentes bibliográficas y documentales del arte en Cataluña en la época de los Áustrias: 1516-1714 (2006-09); ACAF/ART2-Análisis crítico y fuentes de la cartografía del entorno visual y monumental del área mediterránea en la edad moderna (2009-12), ambos dirigidos por Juan Sureda.

Actualmente junto a Rosa Maria Subirana Rebull; Rosa Creixell y Laura García Sánchez dedica su investigación a la arquitectura y programas decorativos de los palacios barceloneses del último cuarto del siglo XVVIII.

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA  

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ARCHITETTURA E RESISTENZA. Convegno Ispano-italiano di Architettura

Convegno Internazionale Giovani Architetti dell’Italia e della Spagna.

SALA CONFERENZE

VENERDI 28 Gennaio 2011. Dalle ore 10.

CURRICULUM DEI PARTECIPANTI:

Héctor Fernández Elorza

nació en Zaragoza en 1972. Arquitecto por la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid, ETSAM, en 1998 en las especialidades de Urbanismo y Edificación, donde es Profesor en el Departamento de Proyectos ETSAM desde el año 2001. Becado por la Unión Europea durante su etapa de formación estudio en la Darmstadt Institute of Technology en 1995 y 1996 y en la Techical Royal Institute of Stockholm en el año 1998 donde continuó su formación de postgrado gracias a los fondos de la Fundación Marghit y Folke Perzhon en los años 1999 y 2000 concedidos para la realización de la Tesis Doctoral. Durante estos años investigó en el Archivo del Museo de Arquitectura de Estocolmo y la Fundación Alvar Aalto de Helsinki y realizó entre los meses de marzo y julio de 2000 un viaje de estudios de arquitectura por el sur de Suecia y Finlandia. En el año 2004 se le concedió el Título de Suficiencia Investigadora por el Departamento de Proyectos de la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid, ETSAM, en el que realizó la Prelectura de la Tesis Doctoral en el año 2007. Ha sido Profesor Invitado de las escuelas de arquitectura de la Universitá Di Roma “La Sapienza” en Italia ,la Architecture Nordostniedersachsen Universität, Hamburg en Alemania, la Escuela de Arquitectura NTNU – Trondheim en Noruega, la Real Escuela de Arquitectura de Copenhague en Dinamarca, la Escuela de Arquitectura de Innsbruck en Austria, la Fachhochshule de Colonia en Alemania, la Universidad Católica de Rio de Janeiro, Brasil y la Escuela de Arquitectura KTH de Estocolmo en Suecia. Ha recibido el segundo premio en el Concurso “Louis Poulsen”,Copenhague,1999; el primer premio del Concurso “The House of the Third Milennium” Cantú, (Italia), 1999; el primer accesit en el Concurso “KARHUS”, Estocolmo, 2000; Finalista del Concurso “Leca-Mur”, Linköping, (Suecia), 2000; el cuarto premio del Concurso “Stockholm Bostader”, Estocolmo, 2000 y el Premio Internacional AR+D de la Architecture Asociation de Londres para arquitectos a nivel mundial menores de 45 años, el Premio Saloni, finalista del Premio AENOR-2005, Premio Cosenza de Nápoles, Italia y finalista de la Bienal de Arquitectura Española del 2005 por el Centro de Documentación de los Nuevos Ministerios de Madrid. Ha sido finalista del Premio García Mercadal 2008, segundo del Concurso de Acondicionamiento del Pueblo Viejo de Belchite en 2009 y Premio ATEG 2010 por Los Laboratorios y Almacenes Químicos de la UAH en Alcalá de Henares, Madrid. En Junio de 2000 representó a España en la Bienal de Venecia de Arquitectura 2000. En los años 2004 y 2005 dirigió el Proyecto de Investigación y la publicación sobre la Exposición Universal de 1930 del arquitecto E. G. Asplund dentro del proyecto y exposición Arquitecturas Ausentes del siglo XX para el Ministerio de la Vivienda. En Febrero de 2010 ha sido Comisario del Congreso Internacional de Arquitectura “Cien años aprendiendo de Roma” en la Real Academia de España en Roma. Entre su obra se encuentran el Mausoleo del oceanógrafo Odón de Buen y el Barrio de San Juan en Zuera, Zaragoza, los Laboratorios y Almacenes Químicos y la Facultad de Genética del Campus de la Universidad de Alcalá de Henares, Madrid, el Centro Ecuestre de Oros Alto, Biescas, Huesca y el Centro de Documentación de Arquitectura Contemporánea de las Arquerías de los Nuevos Ministerios de Madrid. Actualmente proyecta el Parque Agrícola y de Valdefierro del Canal Imperial de Aragón en Zaragoza, la Casa de la Cultura de San Esteban del Valle en Ávila, el Centro de Interpretación en Jarandilla de la Vera, Cáceres y las Viviendas de protección oficial VPO en Monzalbarba, Zaragoza. Autor y coautor de los libros, E. G. Asplund; Exposición de Estocolmo, 1930, Por si nos encontramos, Piedra , papel y tijera, Babelia, Pensar con las manos y Materia y material. Su obra ha sido expuesta y publicada extensamente en España y el extranjero. En 2008 y 2009 ha sido becario de la Real Academia de España en Roma.

Alberto Iacovoni

 (1966) architetto, è membro fondatore di ma0/emmeazero (www.ma0.it),  studio d’architettura la cui attività spazia dagli allestimenti fino alla progettazione urbana, con cui ottiene numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali, e partecipa a mostre tra cui, ad esempio, la X, XI e XII Biennale di Architettura di Venezia. Dal 1999 al 2004 è parte di Stalker/Osservatorio Nomade (www.stalkerlab.it); libero docente in diverse università. E’ autore di Game Zone, playground tra scenari virtuali e realtà (Birkhauser 2003; Edilstampa 2005), di Playscape, pubblicato nel 2010 per i tipi di Libria, e con ma0 di Borderlines (Damdi 2008), monografia dedicata all’attività dello studio . Da gennaio 2009, dopo varie esperienze di docenza in istituti quali Cornell University e Inarch, è direttore della sede romana dell’Istituto Europeo di Design, il network internazionale di formazione al Design.

Carlos García Fernández

nació en Cangas del Narcea, Asturias en 1982. Arquitecto por la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid ETSAM en 2009 con calificación de Sobresaliente. Becado en el programa Erasmus durante su etapa de formación estudió en la Escuela de Arquitectura de Technische Universiteit Delft en Holanda en 2005 y 2006 y continua su formación de postgrado en el Departamento de Proyectos Arquitectónicos de la ETSAM donde realiza sus estudios de doctorado como Personal Investigador en Formación becado por la Universidad Politécnica de Madrid. Ha sido investigador visitante en KEIO University en Tokio bajo la supervisión de Kazuyo Sejima durante los meses de verano de 2010 y Becario de Arquitectura en la Real Academia de España en Roma en la promoción de 2010-2011. Ha recibido numerosos premios en concursos de ideas tanto en su etapa de estudiante como en su reciente etapa profesional en colaboración con otros arquitectos o en solitario.

Francesco Garofalo

(Ancona 1956) è professore ordinario di progettazione alla Facoltà di Architettura di Pescara, dopo avere insegnato allo Istituto Universitario di Architettura di Venezia. E’ autore di una guida all’architettura italiana, due libri su Adalberto Libera, e uno su Steven Holl, tradotti negli Stati Uniti. Nel 2008 ha pubblicato una raccolta di scritti intitolata “Architettura scritta” nella collana “I Testimoni dell’architettura” dell’editore Allemandi. Come consulente del Vicariato di Roma Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha curato i concorsi per la chiesa del Giubileo a Roma, per il Centro delle Arti Contemporanee e l’ampliamento della Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. Per la Biennale di Venezia nel 2008 è stato scelto come Curatore del Padiglione Italiano. Francesco Garofalo e Sharon Miura costituiscono lo studio Garofalo Miura Architetti nel 1997. Dopo la Chiesa di S. Maria Josefa, hanno portato a termine gli spazi espositivi temporanei nella ex Caserma di via Guido Reni e alla Stazione Termini. Nel 2003 è stato completato il masterplan di ampliamento e ristrutturazione della British School at Rome. I due architetti hanno in corso la realizzazione di una seconda chiesa a Roma, e la ristrutturazione di parte della biblioteca della villa I Tatti, centro di ricerche della Harvard University a Fiesole. Lo studio GMA è stato invitato alla mostra internazione di Architettura della Biennale di Venezia nel 2002 e nel 2004.

Iñaqui Carnicero

 Madrid  1973. Arquitecto por la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid con la calificación de Sobresaliente en el año 1998. En el año 2000 funda junto con Alejandro Vírseda e Ignacio Vila el estudio ICA arquitectura s.l. después de ganar el primer premio para la construcción del nuevo Edificio Politécnico de la fundación San Pablo  CEU, con el que obtienen una Mención Especial en el premio Luigi Cosenza 2002 y en los premios COAM 2003. Ese mismo año son invitados a participar con su trabajo en el pabellón de España de la Bienal de Venecia del año 2000. Han obtenido diversos premios en concursos nacionales e internacionales entre los que cabe destacar: Primer Premio para la construcción del nuevo Edificio Politécnico de la fundación San Pablo  CEU Primer Premio del concurso para la construcción de un polideportivo para la Universidad Complutense de Madrid. Primer premio concurso para la construcción de 45 viviendas V.P.O. en el ensanche de Vallecas para la E.M.V., Primer Premio concurso “VIVA” convocado por el Ministerio de la Vivienda para la construcción de 320 viviendas en Navalcarnero, Primer Premio concurso de ideas para la rehabilitación de las naves 15 y 16 del antiguo matadero de Madrid para la nueva sede del centro de arte actual colección ARCO, Primer Premio concurso de ideas para la construcción del nuevo edificio de la fiscalía en el Campus de la Justicia de Madrid. 2009 obtiene la beca MAEC para una estancia de un año en la Academia de España en Roma desarrollando su tesis doctoral. En la actualidad compatibiliza su labor profesional con la docencia como Profesor Asociado de Proyectos Arquitectónicos en la ETSAM.

Jesús Donaire

es arquitecto por la ETSAM de la Universidad Politécnica de Madrid y por la GSAPP de la Universidad de Columbia en Nueva York, gracias a una beca Fulbright. Ha sido Profesor Ayudante en el Barnard-Columbia College de Nueva York y en la actualidad es Profesor Asociado de Proyectos en la ETSAM, donde desarrolla su tesis doctoral bajo la dirección de Jesús Mª Aparicio (ETSAM) y de Kenneth Frampton (GSAPP). De forma paralela a su labor como arquitecto y comisario de exposiciones, ha colaborado extensamente con David Chipperfield en Londres y con Jesús Mª Aparicio y Alberto Campo en Madrid. Vicecomisario de la muestra ‘Jóvenes Arquitectos de España, JAE’, y comisario de la retrospectiva de Arquitectura Cultural española ‘DOMUSae, Espacios para la Cultura’.

José María Sánchez García

 Don Benito, Badajoz, 1975.  Arquitecto por la Escuela de Arquitectura de Madrid, 2002. Profesor Asociado de Proyectos en la Escuela de Arquitectura de Madrid.   En 2007_08 ha obtenido la Beca de la Academia de España en Roma y en 2003 la Beca de la Casa Velázquez. Primer premio del Architectural Review Emerging Architecture 2009 (exposición en el RIBA, Londres). Premiado como uno de los 10 estudios internacionales emergentes por el Architectural Record’s Design Vanguard 2009 en Nueva York. Ganador de la mención especial en los FAD 2010 Arquitectura. Seleccionado para a VII Bienal Iberoamericana de Arquitectura y Urbanismo. Seleccionado para la X Bienal Arquitectura Española, mención en la categoría de Arquitectura joven. Primer Premio en los premios Napisa 2008_09. Primer Premio a la arquitectura joven ENOR 2008. Primer Premio Veteco  a la mejor fachada ligera. Primer Premio en los premios Ateg Galvanización en Construcción 2010. Mención  Especial y Premio Opinión  – Arquia/ Próxima 2010.  Primer premio en el Concurso entorno del Templo Romano de Diana en Mérida. Primer premio en el Concurso Centro de Remo y Piragüismo en Alange. Primer premio del Centro de Tecnificación de Actividades Físico-Deportivas y de Ocio. Primer premio en el Concurso Hospedería de turismo en Olivenza. Con obra publicada a nivel nacional e internacional en revistas como la 2G, AV monografías, Architectural Record’s, Architectural Review, Space, Azure, Area, Architekture Aktueal. Ha participado en conferencias y exposiciones en CISMEF09 en Guanzhou, China; Nueva York Y Paris con la exposición JAE Jóvenes Arquitectos de España; en Santiago de Chile, Quito, Puerto Rico, Bogotá, Orán y Perú con la exposición 100%madrid; en el RIBA en Londres; en Atenas y Moscú con la exposición “Una ciudad llamada España” y con la de “35+ Exposición de Arquitectura Española”; en Hannover y en Izmir.

Lorenzo Pignatti Morano

 is Associate Professor at the Cambridge School of Architecture of the University of Waterloo (Canada) and he is the Director of the Rome Programme that the University of Waterloo operates annually in Italy. He also teaches at the Facoltà di Architettura – University “G. d’Annunzio” in Pescara  (Italy) and offers a lecture course for the Rome Programme of Pratt Institute, NYC.. He has been involved in various international academic exchanges and research projects and has promoted a large number of cultural initiatives, design workshops, exhibitions and publications. Over the years he has organized lecture series for the North-American Programs in Rome, an exhibition titled “Toronto-Rome: Architectures for two cities” as well as a series of seminars and design workshops. In 1999 he organized an international conference in Rome titled “Rome XX: The Lesson of Rome” to celebrate the 20th anniversary of the University of Waterloo Rome Programme. In the last years he has organized three international design workshops in Pescara (“Transforming the Landscape” – 2007, “Trans_Adriatic Identity” – 2009 and “A Future for Fontecchio” (2009) where he invited very prestigious guest speakers and students from a variety of Universities. During the same years he has also been coordinating, on behalf of AACUPI  (Association American Colleges and University Programs in Italy), a series of design workshops between the North American architectural programs in Rome and the Faculty of Architecture of Roma Tre (2008, 2009, 2010). He curated a large number of student’s exhibitions and architectural exhibitions. Recently he was the curator of the exhibition F.A.R. (Foreign Architects Rome – 2010) that included the work of all the North American Programs present in Rome. He has been invited to give lectures at various Italian and foreign universities and to participate to conferences and design workshops in Koblenz, Lubjljana, Izmir and Granada. He has been participating to the Musagetes Cafè (Barcelona 2008 and Rijeka 2010) on the role of art and architecture for the redevelopment of urban contexts. He has published essays, articles and books related to his academic and research interests (“Il Progetto dell’Antico” with E.Haldenby  (1990), “Toronto-Roma” (1991) “Edges, luoghi urbani pedonali” (1996), “Rome XX, The Lesson of Rome” (2000), “Density and Intensity” (2000)). He has edited a monographic issue of the magazine Piano Progetto Città titled “Canada” (2002). More recently he has published “Transforming the Landscape. Il progetto di trasformazione nei luoghi della produzione” (2010). He is Responsible for the Faculty of Architecture in Pescara of the International Relations and is the Erasmus Coordinator. Within this field he has been working in developing joint research projects within the Adriatic Euro-Region together with other institutions in Italy, Slovenia, Croatia, Albania and Greece. He has participated to conferences in Slovenia and Albania. He is participating to an IPA Adriatic Cross-Border Cooperation Program established by the European Union in Bosnia together with different Italian and Bosnian Universities and research centres. He is also participating to a research project for the re-qualification of public spaces in Albania sponsored by the Italian Ministry of Foreign Affairs and by the program “Forum Italia-Albania”. Finally he has promoted a project called “Rijeka: A Trans_Adriatic Sustainable City” for the development of some sites in the city of Rijeka (Croatia) sponsored by the Italian and Croatian Government and by the Musagetes Foundation.  He also has a professional practice based in Rome. He is principal, with Federica Ottone, in Ottone Pignatti Studio Associato in Rome. The work is mostly related to the design of public spaces and to the re-habilitation of sites of cultural significance. They have won numerous competitions, including a first prize for the design of Piazza San Cosimato in the centre of Rome (completed in 2006), for the central area of Ponte san Giovanni (Perugia) and they have been selected for the second stage at the International Competition for Piazza Augusto Imperatore in Rome and for the main Square in Duress (Albania). They have also been working at projects for residential developments in Porto San Giorgio (Ancona), Porto S.Elpidio (Ancona) and Corciano (Perugia). Their work also includes recreational and residential projects in various Italian cities.

Luca Galofaro,

iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma dal 1992, ha conseguito la Laurea in Architettura nel novembre 1990 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con votazione 110/110 e lode. Nel 1992 partecipa al Corso Post Laurea di Teoria dell’ Architettura della Facoltà di Architettura di Roma. Nel 1993 ha conseguito il master in Scienze Spaziali all’International Space University presso la UHA di Huntsville Alabama. Presenta i suoi progetti di architettura spaziale alle conferenze Ideea-One (Huston, 1991), Space Environmental Control System (Firenze, 1991), Ideea-Canada (Toronto, 1993). Nel 1996 lavora nello studio Eisenamn Architects di New York. E’ autore di quattro libri della collana Universale di Architettura diretta da Bruno Zevi (Concorso per il Chicago Tribune, Eisenman digitale, Eero Saarinen, Odissea Digitale) di un volume (ARTSCAPES) sul rapporto arte e architettura per la Gustavo Gili di Barcellona, scrive per diverse riviste di architettura. Ha tenuto seminari a Roma, Milano, Seoul, Philadelphia è stato professore a contratto presso La Facoltà di Architettura Roma TRE, e visiting professor alla Cornell University.

Carmelo Baglivo

 ha conseguito la Laurea in Architettura nel luglio 1993 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” con votazione 110/110 e lode. Nel 1994 partecipa al 6° Seminario Internazionale “Napoli Architettura e Città” organizzato dalla rivista di architettura Domus, il Museo di Architettura di Francoforte e l’Università di Napoli. Lavora a Berlino presso lo studio di Max Dudler e poi a Parigi e a Roma nello studio di Massimiliano Fuksas. La sua esperienza matura intorno alla progettazione esecutiva e all’assidua partecipazione a concorsi di progettazione internazionali. Nel 1992 vince il Concorso Internazionale di idee bandito dal Comune di Roma per la progettazione del Sistema Direzionale Orientale.

Moisés Royo Márquez

 (1981) es arquitecto por la Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Madrid desde 2007, cursando un año académico en la Universidad de Aalto (Helsinki) y recibido el título de Master of Advanced Architectural Design por la Universidad de Columbia, Nueva York, a través del programa de becas de la Fundación La Caixa. Ha publicado “Finlandia: cuaderno de viajes” por el Colegio Oficial de Arquitectos de Castilla-La Mancha, así como la publicación de artículos en revistas como “Cuando las habitaciones hablan” en Formas de Arquitectura y Arte, o recientemente “El origen de Dipoli” en la publicación Diez tesis en curso del Departamento de Proyectos Arquitectónicos de ETSAM y seleccionado para la exposición JAE (Jóvenes Arquitectos de España) del Ministerio de la Vivienda. Tras colaborar con Dominique Perrault y Bernalte&León, decide abrir su propio estudio en 2009. Su trabajo ha sido mostrado en publicaciones finlandesas como “Puusta Tehty”, así como la presentación en la Sede de la ONU en N.York de un nuevo proyecto para la Corte del Tribunal Penal Internacional en La Haya. Tiene previsto comenzar un proyecto de viviendas de Protección Oficial para el IVIMA en los próximos meses. Su labor académica continúa como comisario de la exposición “Arquitectura en Finlandia 1999-2008” en ETSAM en 2009 y coordinador de la Mesa Redonda MAD-HEL “Diálogo intergeneracional” en el mismo año entre jóvenes arquitectos finlandeses y españoles. Recientemente ha finalizado la organización del Foro Bianual Arquia Próxima de España, 2010. Ha expuesto su trabajo de investigación en ArquiBio 2010 (Escuela de Arquitectura de Coimbra, julio 2010) y realizado varias Estancias Breves en Universidad Extranjera (Aalto Univesity) a través del marco de Becas UPM para Personal Investigador en Formación. Ha colaborado en la actividad docente en la Universidad de Columbia, a través del Barnard College (Universidad de Columbia) y actualmente en el Departamento de Proyectos de ETSAM, Unidad Docente de José Manuel López-Peláez, cuya labor se desarrolla desde 2008. Contratado a tiempo completo UPM – Personal Investigador en Formación para la redacción de su tesis doctoral en el DPA-ETSAM bajo el título: “Pietilä: El proyecto de Dipoli”. Codirigida por el catedrático del Departamento de Proyectos de ETSAM José Manuel López-Peláez y por la catedrática de Historia de la Arquitectura de Aalto University,  Aino Niskanen.

Roberto A. Cherubini

(1956) “L’architettura è sempre inclusa in un mondo particolare di necessità, opportunità, memorie, tradizioni. Tutto questo è identità” …“Mai come ragionando sulla sostenibilità del progetto urbano bisogna pensare locale e operare globalmente”. Quanto  affermato all’Open Forum UIA a Copenhagen nei giorni del summit, riassume il lavoro recente di Roberto Cherubini che dal 1999 guida a Roma CSIAA, ufficio di progettazione e luogo di sperimentazione rivolto a problematiche riguardanti l’architettura, la città e il paesaggio nell’ottica della sostenibilità dell’intervento, della trasformazione e del riuso, di una estetica del contemporaneo applicata ai problemi puntuali di scala urbana.  web: www.csiaa.it  . Con CSIAA Roberto Cherubini ha condotto studi e progetti sulla valorizzazioni dei siti portuali minori dell’estuario del fiume Elba in Germania e del Lago di Bolsena in Italia, sulle architetture a terra del porto canale di Fiumicino, sulla trasformazione dell’idroscalo di Vigna di Valle e ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi internazionali, tra cui i più recenti sono: il concorso per la riprogettazione del porto di Valencia dopo la Coppa America (2006), il concorso per il riuso dell’area aeroportuale dismessa di Reykjavik (shortlisted project, 2007), il concorso per la trasformazione del settore settentrionale del porto di Copenhagen (2008). Linea guida della sua idea di architettura e di città è lo spazio come risorsa in via di esaurimento nelle grandi metropoli contemporanee. La risposta è in “edifici ibridi che si facciano moltiplicatori di suoli ”. Dal 1998 conduce l’esperimento ancora in corso della casa autonoma fotovoltaica di Proceno, edificio storico off-grid e zero-energy-unit. Professore di  progettazione architettonica e urbana alla Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni di Roma, dove è stato prima dottore di ricerca, poi ricercatore e docente della stessa materia dal 1990, nel 2000 è stato co-direttore di Workshop Expo 2000, laboratorio internazionale di progettazione sulla riconversione delle aree e degli edifici dell’Esposizione Internazionale ad Hannover. Dal 2001 promuove annualmente con CSIAA gli Incontri Internazionali di Architettura al Castello di Proceno. Dal 2004 è co-direttore del master internazionale in Gestione del Progetto Complesso istituito dal Dipartimento CAVEA della Sapienza con la Scuola di Architettura La Villette di Parigi e la collaborazione della Hafencity Univesität di Amburgo. E’ attuale direttore scientifico del programma di ricerca Architettura dei margini costieri, sulle aree portuali e costiere in trasformazione, finanziato dalla Sapienza di Roma. Dirige per Palombi Editori la collana di studi CSIAA Internazionale e cura a Roma la rubrica Territori di Confine per la rivista Metamorfosi- quaderni di Architettura.  Scritti programmatici: Landmarks/Lakemarks, 2007; CSIAA_Docks Reloaded, 2007; Siti geneticamente modificati, 2004.  Cinque progetti sul futuro dell’Expo, 2001. Sull’orlo del precipizio. Architettura della geocompatibilità, 1999.

Sara D’Innocenzo

Arquitecto, nacida en Avezzano el 20 de mayo 1976, con despacho en Roma en Via dei Savorelli, 114. Hace parte desde el 2003 del CSIAA, Oficina de investigación y proyecto www.csiaa.it. En el 2004 colabora con S.V.A. “servicios y proyectos de ingenieria s.r.l.” Roma Despues de la licenciatura, colabora con el estudio de arquitectura “Andrea Stipa” con sede en Roma en Via A. Papa, para la elaboración del proyecto para la Bienal de Venecia X edición. Desde el 2006 colabora con el estudio de arquitectura “o/m architetti” con sede en Roma, via dei Quattro Cantoni,74 Colaboración academica desde el 2005 con el Prof. Roberto A. Cherubini (profesor del Laboratorio de proyectos de arquitectura IV) en la Pimera faculdad de Arquitectura L. Quaroni Universidad de los estudios de Roma. “La Sapienza. Temas: puerto “Vigna di Valle” sobre el Lago di Bracciano (Roma); frente porto y litoral de Capodimonte sobre el Lago di Bolsena (Viterbo). Los temas se formularon, tal como es costumbre del Laboratorio, en forma de concurso de ideas que termina dentro de la sesión temática Arquitectura de los margene de la costa que se celebra cada año, organizada en colaboración con CSIAA, en el mes de junio en el Castillo de Proceno (VT).

Francesco Finocchiaro

(Catania, 1965). Architetto e docente di storia dell’arte. Dottore di ricerca in progetto architettonico e analisi urbana, attualmente docente a contratto presso la facoltà di architettura di
Siracusa. Si occupa di metodologie di intervento legate al progetto inteso come processo estetico delle trasformazioni; sviluppa i temi del recupero e della rigenerazione urbana all¹interno dei processi storici di costruzione del paesaggio e della sostenibilità ecologica, su questi temi ha pubblicato diversi saggi ed articoli. Vincitore del premio “G.B. Vaccarini” 2008 per un’opera di architettura e del concorso d’idee Ediltomarchio come capo gruppo, per la realizzazione di un parco commerciale. Ha partecipato a mostre, convegni e workshop internazionali sui temi del progetto di architettura urbana e sulla costruzione del paesaggio culturale. Fondatore e redattore della rivista d’architettura URUK. Vice Presidente del laboratorio di ricerca: OFFICINA 21 che si occupa dei paesaggi contemporanei dell’architettura.

 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Apertura lavori. 28 Gennaio ore 10.

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A ROMA DA ROMA. Il Viaggio di Studio degli Architetti:1900-1950

GIOVEDI  13 gennaio – VENERDI 14 gennaio. CONVEGNO INTERNAZIONALE ARCHITETTURA

APERTURA LAVORI 13 GENNAIO / ORE 15.30 / SALA CONFERENZE ACCADEMIA DI SPAGNA

Piazza San Pietro in Montorio, 3

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Seguendo la tradizione del “Grand Tour”, Roma continua ad essere la destinazione preferita per lo Studio e la ricerca degli architetti più  importanti delle diverse scuole d’Architettura europee. Roma era il posto in cui imparare il linguaggio classico; dove poter ricercare sui metodi di conservazione e dove poter conoscere la nuova architettura che si sviluppava in Italia in quel momento.  

Inoltre, è durante la prima metà del XX secolo, il momento, in cui si stabiliscono definitivamente a Roma le Accademie di Belle Arti d’un importante numero di Paesi europei, in conseguenza, la città diventerà un punto d’incontro delle varie tendenze architettoniche.

Perciò, Roma è, ponte e lezione verso l’Europa e l’America per i giovani architetti che residono nella città, e attrazione e punto di riferimento per quelli che la visitano.  

Sono queste le premesse a dibattere in questo incontro, attraverso l’approfondimento di ciò che significava Roma per lo Studio e lo sviluppo dell’architettura del XX secolo. Ulteriormente, si pretende fare l’analisi del viaggio di Studio d’altri architetti come ad esempio: Le Corbusier oppure Louis Kahn,  molto colpiti da questa esperienza nel suo modo di concepire e costruire l’architettura.

Programma:

CURRICULUM VITAE PARTECIPANTI:

CESARE DE SETA: insegna al Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze. Tra le sue opere, tradotte in diverse lingue: Architettura e città barocca (con A. Blunt, Guida, Napoli 1985); La città e le mura (con J. Le Goff, Laterza, Bari 1989); Napoli fra Rinascimento e Illuminismo (Electa, Milano 1990); L’Italia del Grand Tour. Da Montaigne a Goethe (Electa, Milano 1995); Le città europee dal XV al XX secolo (Rizzoli, Milano 1996); L’architettura della modernità tra crisi e rinascite (Bollati-Boringhieri, Torino 2002); Napoli tra Barocco e Neoclassico (Electa, Milano 2002) e Viale Belle Arti. Maestri e amici (Bompiani, Milano 2006).

JESUS APARICIO: Jesús Mª Aparicio Guisado (1960) Architetto. Borsista presso L’Accademia Reale di Spagna a Roma e vincitore della borsa Fulbright/ M.E.C. ,Professore titolare di Progetti architettonici presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Madrid. Sua vita professionale si svolge in tre versi architettonici: Progetti e costruzione, investigazione e docenza.

JOSE ANTONIO RAMOS ABENGÓZAR: Architetto ETSAM. 1994. Professore Titolare di Progetti Arquitettonici da 2009 presso Universidad Politécnica de Madrid. Premiato in varie occasioni possiamo accennare: Premio di Architettura Colegio Oficial de Arquitectos de Madrid. 1992, Primo Premio Concorso per la Sede Sociale di Santa Lucía S.A. 1999, Primo Premio Concorso Repsol. 2000, Primo Premio d’Architettura in Pietra. 2004, Premio Antologico d’Architettura Contemporanea a Castilla la Mancha, 2007,  Primo Premio Wallpaper 2009, Menzione speciale premio internazionale stazione marittima di Siracusa 2009.

LUIS MORENO MANSILLA: Dottore Architetto  E.T.S.A.M. Borsista presso l’Accademia Reale di Spagna (1983-1984), Ricercatore nel  1985 presso ArkitekturMuseet a Stoccolma . Sua tesi dottorale “Apuntes de viaje al interior del tiempo” (premio speciale dell’Universidad Politécnica de Madrid) c’è stata pubblicata per  Caja de Arquitectos. Professore titolare  E.T.S.A.M. , professore Invitato presso  EPFL (Lausanne, Svizzera), Harvard (Stati Uniti) , Princeton (Stati Uniti)e altre . Nel 1992 fondatore con Emilio Tuñón dello studio Mansilla+Tuñón, vincitore del  Premio Nazionale d’Architettura e il  Premio dell’ Unione Europea Mies van der Rohe Award.

PAOLO MARCONI. Pofessore Emerito di restauro dei Monumenti presso la facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre. Laureato in Architettura nel 1958. Ha lavorato come professore in diverse Università italiane. Membro dell’Academia Nacional de Ciencias di Buenos Aires dal 1972, Accademico benemerito dell’Accademia di San Luca dal 1973, Medaille d’Argent de la Restauration de l’Academie d’Architecture di Parigi dal 1991. Tra i recenti Concorsi di progettazione di Restauro, ha vinto come Capogruppo: a Roma, il palazzo comunale di Sant’Ambrogio della Massima in Piazza Lovatelli, a Genazzano: il Castello Colonna. il Concorso di progettazione del Restauro della Basilica di Palladio a Vicenza; il Concorso di Progettazione del Restauro del Castello di Sant’Elmo a Napoli. Autore numerosi pubblicazioni sul restauro architettonico.

MAYA SEGARRA. Nata a Città del Messico. Laureata presso La Salle di Città del Messico. Vince la borsa di studio del Governo Italiano per Architectural Conservation Course ARC ’85 e Conservation Préventive dans les Musées ’85 nel ICCROM a Roma. Dal 2008 ricercatrice e professoressa di restauro di monumenti presso L’Università Roma 3. Membro di AICA, ICOMOS Messico, Associazione Nazionale Centri Storici Artistici, Comitato Scientifico dell’Associazione per il Recupero del Costruito e socia fondatrice di Do.Co.Mo.Mo Italia. Membro rappresentante del Messico presso International Scientific Committee on the Analysis and Restoration of Structures of Architectura Heritage del ICOMOS. Ha pubblicato numerosi saggi su architettura e restauro tra cui: Il Tevere e Roma. Storia di una simbiosi, (Gangemi, Roma 2004).

ANTONELLO ALICI: Architetto, PhD, ricercatore di Storia dell’Architettura presso l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, insegna Storia dell’architettura contemporanea. I suoi ambiti prevalenti di ricerca sono l’architettura e la città tra Ottocento e Novecento nei paesi scandinavi e baltici, l’architettura e la città adriatica e l’architettura italiana tra le due guerre. Ha svolto numerosi periodi di studio e ricerca in Finlandia, presso il Museo dell’ Architettura finlandese e la Facoltà di Architettura di Helsinki, con la quale ha promosso fin dal 1990 seminari e laboratori sull’architettura e la città storica tra Baltico e Mediterraneo. Ha pubblicato diversi saggi il più recente dal titolo “From Pagano to Rogers. Continuità in Italian Architecture between 1930’s and 1950’s”, in T.Simons (ed.), Quo Vadis Architectura? Architectural Tendencies in the late 1930s, 1940s, and the early 1950s, The Nils Erik Wickberg Lectures 2005, Helsinki University of Technology, Department of Architecture, 2008. Nel 2010 ha pubblicato Contemporary architecture. Finland per la casa editrice 24 Ore Cultura.

JUAN CALATRAVA: Dottore in Storia dell’Arte e laureato in Scienze Giuridiche presso L’Unviersità di Granada. Professore Titolare di Storia dell’Architettura presso ETS dell’Università di Granada e direttore di questa scuola fino maggio 2010. Docenza in diversi studi di Master e Lauree in Spagna, Francia e Italia. Ricercatore e gestore di Progetti a Roma, Paris e Montreal. Ha pubblicato 9 libri e oltre 60 articoli e altri lavori scientifici come ad esempio: Piranesi : escritos sobre arquitectura y arqueología (1998), La teoría de la arquitectura y de las bellas artes en la Encyclopédie de Diderot y D’Alembert (1992), Jean-Jacques Rousseau et l’architecture (2003), Doblando el ángulo recto: siete ensayos sobre Le Corbusier (2009), Arquitectura y cultura contemporánea (2010), ecc. Commisario in diverse mostre a Madrid e Buenos Aires: Le Corbusier y la síntesis de las artes: El Poema del Ángulo Recto, Le Corbusier-Heidi Weber.

IÑAQUI CARNICERO

MARIA DÍEZ IBARGOITIA.

 


JAE: Giovani Architetti della Spagna. MOSTRA ARCHITETTURA

MERCOLEDI  12 gennaio – LUNEDI 31 gennaio. ARCHITETTURA

INAUGURAZIONE 12 GENNAIO / ORE 19 / SALA MOSTRE ACCADEMIA DI SPAGNA

Piazza San Pietro in Montorio, 3

 

La Mostra “Jóvenes Arquitectos de España. Una ventana a lo ignorado” patrocinata per il Ministerio de la Vivienda e con la collaborazione di AECID (Agenzia Spagnola per lo Sviluppo e la Cooperazione). A Cura degli architetti Jesús M.Aparicio e Jesús Donaire la mostra c’è stata presentata a New York, Parigi, Brussels, Madrid o Stoccolma.

È nata come un concorso pubblico aperto a tutta l’architettura giovane spagnola. Durante la prima fase si sono presentati oltre 700 progetti, da cui sono stati scelti più di 60, per una giuria internazionale di prestigiosi architetti e critici dell’architettura.Ci sono progetti originari di tutta la Spagna che rappresentano una eccezionale selezione di qualità del lavoro realizzato per la  nuova generazione d’architetti spagnoli.

Con questa mostra si pretende aprire una finestra al lavoro dei nostri giovani architetti, che si fondamenta nel rigore e la preocupazione dell’ambiente culturale o naturale dove si svolgono i suoi progetti.

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Elenco degli architetti selezionati per la mostra:

 

aceboXalonso: Victoria Acebo y Ángel Alonso

Asier Acuriola Barrio y Amaya El Busto Sáenz

Pedro Pablo Arroyo Alba

Arroyo + Pemjeam arquitectos: Carmen Rodríguez Arroyo y Rodrigo Pemjean Muñoz

César Azcarate Gómez

Carlos Ballesteros Alarcón

Julio Barreno Gutiérrez

José Luis Bezos Alonso

Jacobo Bouzada Jaureguízar

Pedro Bustamante Aguilar y Javier Camacho Diéz

CadavalSolà Morales: Eduardo Cadaval y Clara Sola‐Morales

Pilar Calderón y Marc Folch

Amaia Casado e Ibón Salaberria + Alejandro Mitxelena

Casanova + Hernández Arquitectos: Helena Casanova García y Jesús Hernández Mayor

Izaskun Chinchilla Arquitectos: Izaskun Chinchilla Moreno

CH+QS Arquitectos: Jose María de Churtichaga y Cayetana de la Quadra‐Salcedo

Francisco Cifuentes Utrero

Creus e Carrasco arquitectos: Juan José Creus Andrade y Covadonga Carrasco López

dataAE: Claudi Aguiló Arán, Martí Sanz Ausás y Albert Domingo Ollé

Manuel de Lara Ruiz

Raúl del Valle González y Artemio Fochs Navarro

Alexis López Acosta y Xavier Iván Díaz Martín

DMGarquitectura: Daniel Díaz Font y Belén Martin‐Granizo López

dosmasunoarquitectos: Ignacio Borrego, Néstor Montenegro y Lina Toro

Ensamble Estudio: Antón García Abril

José Miguel Esteban Matilla

Lucas Galán Lubascher y Roberto Fernández Castro

Héctor Fernández Elorza

Enrique FernandezVivancos González

Arturo Franco Díaz

Iñaki Garai Zabala

Estudi GRV Arquitectes: Cristina Gastón Guirao, Isidre Roca Burés y Xavier Vidal Manzano

Miguel Guitart Vilches y Loreto Martínez Marta

H Arquitectes: David Lorente Ibáñez, Joseph Ricart Ulldemolins, Xavier Ros Majó y Roger Tudor Galí

HidalgoHartmann: Jordi Hidalgo Tané

José María Hurtado de Mendoza y María Hurtado de Mendoza

ICA arquitectura: Iñaqui Carnicero Alonso‐Colmenares, Alejandro Virseda Aizpun e Ignacio Vila Almazán

Andrés Jaque Arquitectos: Andrés Jaque Ovejero

José Luis León Rubio

llps arquitectos: Juan Llorente Orejas, Eduardo Pérez Gómez y Miguel Ángel Sánchez García

ACTA: Francisco Javier López Rivera y Ramón Pico Valimaña

José Antonio Lozano García

BGM arquitectos: Fernando Mora Martín

Moisés Royo Márquez y Paola Morales Orantes

Alberto Morell Sixto

Carmen Moreno Álvarez

Alejandro Muñoz Miranda

Manuel Ocaña del Valle

Felipe Palomino González

Peñín Arquitectos: Pablo Peñín Llobell y Alberto Peñín Llobell

Javier PerezHerreras y José Vicente Valdenebro García

Carlos Pesqueira Calvo y María del Val Vázquez Sequeiros

Picadode Blas Arquitectos: Ruben Picado Fernández y María José de Blas Gutiérrez de la Vega

PO2 Arquitectos: Marcos Parga e Idoida Otegui

QVE Arquitectos: José María García del Monte y Ana María Montiel Jiménez

Alberto Rubio Yuste

SabinBlanco arquitectos: Patricia Sabín y Enrique M. Blanco

José María Sánchez

Suárez Santas Arquitectos: Asier Santas Torres y Luís Suárez Mansilla

Luis Úrculo Cámara

Elisa Valero Ramos

WilkSalinas Architekten y Thomas Freiwald: Gilbert Wilk y Ana Salinas Mata + Thomas Freiwald

 

 

 

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA  

Piazza San Pietro in Montorio, 3. 

SALA MOSTRE.

Orario  (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

 Ufficio Stampa: 339.1834504 o 339.1290387


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