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letteratura

ESTACIÓN XV. STATION 15. MOSTRA FINALE ARTISTI E RICERCATORI DELL’ACCADEMIA REALE DI SPAGNA 2012-2013

DAL 17 GIUGNO AL 28 LUGLIO

INAUGURAZIONE 17 GIUGNO E DOPO FESTA PRESSO I GIARDINI DELL’ACCADEMIA

e presentazione del libro:

GUÍA PSICOGEOGRÁFICA DE ROMA: DIECISÉIS MAPAS PARA PERDERSE

(Guida psicogeografica di Roma: sedici mappe ove perdersi)

Anteprima stampa e incontro con gli artisti, 17 giugno dalle ore 11,30

 

INVITO MOSTRA BORSISTI

 

 

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione spagnolo e la Reale Accademia di Spagna in Roma presentano la mostra ESTACIÓN XV- STAZIONE XV. Diciassette artisti e ricercatori spagnoli, uno scrittore argentino e un incisore italiano sono i protagonisti del complesso monumentale di San Pietro in Montorio, Convento, Chiesa, Tempietto del Bramante ed Edificio della Reale Accademia di Spagna. Un grande laboratorio di ricerca artistica nel quale si potranno scoprire le soggettive, spertimentali, personalissime, sorprendenti e meticolose reinterpretazioni della città di Roma.

 La Reale Accademia di Spagna in Roma, fondata nel 1873, ha sede in uno dei luoghi più belli della città eterna, San Pietro in Montorio sul colle del Gianicolo. Il panorama dell’antica Roma è da qui straordinario. La Reale Accademia di Spagna racchiude ricchissimi tesori d’arte e, in particolare, il Tempietto del Bramante è edificato nello stesso punto dove la tradizione indica il martirio dell’apostolo Pietro, crocifisso a testa in giù per sua stessa volontà.

Un luogo così pregnante di storia diviene, chiaramente, oggetto di ispirazione per gli artisti e i ricercatori che tutti gli anni risiedono in Accademia e qui, a giugno, presentano i loro lavori finali.

L’inaugurazione, aperta al pubblico dalle ore 20,30, vedrà in particolare due artisti misurarsi con il complesso monumentale spagnolo in Roma, utilizzato quale luogo d’espressione per le loro opere. Così è per Julio Falagàn, la cui opera “Croce Capovolta” illumina una delle finestre dell’Accademia, una croce rossa a testa in giù ricorda l’episodio della crocifissione di San Pietro. Così è per Giuseppe Vigolo: Roma, che fu tragicamente teatro di guerra, diviene oggetto d’ispirazione per l’artista italiano che proporrà alle ore 20,30 una performance davvero straordinaria “Dark Shades (Ombre di guerra)”, nella quale ombre in movimento di elicotteri, aerei di combattimento e soldati verranno proiettate sulla facciata della Reale Accademia. Vigolo, pur rifacendosi alla memoria, pone l’accento sul rapporto quotidiano con la guerra che, in ogni momento, incombe dagli schermi televisivi da quegli angoli del mondo dove ancora vivono forti conflitti. Dunque una guerra che scuote le coscienze anche se non vissuta direttamente, una denuncia in chiave artistica di come queste “ombre nere, o ombre di guerra” sono sempre vive e attive.

 

Nelle sale espositive il percorso di tutti gli artisti e ricercatori dell’anno 2012/2013: Agustín Cócola Gant, Juan Agustín Mancebo Roca,  ,  Alejandro Genés, Miguel Cuba Taboada, José Noguero, José Luis Corazón Ardura, Begoña Zubero, Ana María Mogollón Naranjo, Cecilia Ardanaz Ruiz, Enrique Martínez Lombó, Julio Falagán, María Trénor, Marisa Brugarolas, Miguel Ángel Tornero, Oriol Saladrigues Brunet, Tamara Arroyo, Carlos Contreras Elvira. La serata inaugurale vedrà inoltre nel chiostro dell’Accademia una performance di danza integrata, con la coreografia di Marisa Brugarolas.

Evento di ulteriore interesse è la presentazione del libro Guía Psicogeográfica de Roma: dieciséis mapas para perderse (Guida psicogeografica di Roma: sedici mappe per  perdersi), in questa speciale pubblicazione gli artisti e i ricercatori mettono a disposizione del lettore una forma alternativa per scoprire Roma attraverso le loro personalissime esperienze. Il lettore, ad esempio, potrà vivere per mano di un artista la ricostruzione dell’incontro fra i suoi genitori negli anni ’60. Oppure ritrovarsi in alcuni luoghi con gli occhi chiusi immerso solo nelle note di un musicista nella città rumorosa per eccellenza; potrà addentrarsi nei luoghi dell’arte contemporanea seguendo però un percorso di negozi fittizi. Potrà vivere tutti e sedici tour accompagnato dall’App che riproduce gli archivi multimediali corrispondenti ad ogni itinerario.

Estaciòn XV, Stazione XV, è la mostra che pone l’accento su una inesistente stazione della Via Crucis, una “fermata” in San Pietro in Montorio. Ma potrebbe essere anche il nome di una immaginaria stazione spaziale su Roma, in cui artisti e ricercatori fluttuano nell’orbita di una ricerca estetica che, oggi, si contestualizza nella drammaticità della crisi economica europea cui sono coinvolte anche Spagna e Italia. Crisi che, purtroppo, coinvolge duramente anche il mondo dell’arte e della cultura.


99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO

99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO continua il percorso spagnolo dei sonetti belliani iniziato mezzo secolo fa da Rafael Alberti

 7 maggio ore 18 INGRESSO LIBERO

 

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L’Accademia Reale di Spagna e il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli presentano, nella splendida cornice del salone dei ritratti, la traduzione in spagnolo di 99 Sonetti Romaneschi. A cura di Luigi Giuliani (Università Extremadura). Durante l’incontro intervengono Laura Biancini, Franco Onorati  e Eugenio Ragni

Alla fine della presentazione si terrà una lettura di alcuni sonetti in romanesco e in spagnolo.

In seguito vino d’onore

SINOSSI DEL LIBRO 99 SONETTI ROMANESCHI

Nel clima di chiusura culturale della Roma papalina, Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), un oscuro impiegato dell’amministrazione pontificia frequentatore di polverose accademie letterarie, scrive in maniera semiclandestina 2.279 sorprendenti sonetti in romanesco con l’intento dichiarato di costruire un “monumento” alla plebe della sua città. In ognuno di essi un narratore in prima persona ci parla di violenza, sesso, religione, della miseria, la morte e gli abusi del potere, toccando una vasta gamma di registri, da una comicità esplosiva alla più intensa meditazione filosofica.

L’insieme dei suoi versi costituisce  un’opera polifonica, impattante, atemporale, di altissima qualità poetica, un caso peculiare di uso letterario di una lingua subalterna che ci offre una visione “dal basso” delle grandezze e le miserie di una città e ci rivela gli impulsi più intimi e occulti delle nostre coscienze. Un capolavoro della poesia europea di tutti i tempi che presentiamo per la prima volta in un’antologia annotata che si rivolge ai lettori di lingua spagnola.

 

I relatori:

Franco Onorati

È socio e amministratore del Centro Studi G.G.Belli,; Vice Presidente del “Gruppo dei Romanisti”, collabora come redattore alla pubblicazione dell’antologia di scritti su Roma intitolata Strenna dei Romanisti. Nel  settore della letteratura in dialetto ha curato, con altri, l’opera omnia del poeta romano Mario dell’Arco (ed. Gangemi), editore per conto del quale ha in corso la pubblicazione del carteggio Leonardo Sciascia-Mario dell’Arco. Nell’àmbito belliano, si segnala il volume A teatro col Belli-Il sublime ridicolo del melodramma nei sonetti romaneschi (ed.Palombi). Nei “Quaderni  Leonardo Sciascia” ha pubblicato il volume La stagione romanesca di Leonardo Sciascia fra Pasolini e dell’Arco (2003). Nel 2010 ha curato l’antologia Belli da Roma all’Europa. I sonetti romaneschi nelle traduzioni del terzo millennio, che al suo interno presenta una sezione spagnola con traduzioni di Agustìn Garcìa Calvo, Carlos Germàn Belli e Luigi Giulani.

 

Laura Biancini

Per anni bibliotecaria alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, ove è stata responsabile della Sala Romana. Nel 1994 ha partecipato, con altri studiosi, alla fondazione del Centro Studi G.G.Belli. Altre sue partecipazioni: dal 1997 fa parte del “Gruppo dei Romanisti”, dal 2003 è collaboratore scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, dal 2009 fa parte dell’Associazione Mica Aurea (S.Cosimato in Trastevere), dal 2011 è socio corrispondente della Società Romana di Storia Patria

Oggetto degli studi e di varie pubblicazioni: G.G.Belli, storia del teatro, storia delle arti decorative a Roma, letteratura di viaggio. Collabora alle seguenti riviste specializzate: “RR:Roma nel Rinascimento”, “La Strenna dei Romanisti”, “Il Belli”, “Il 996″, “L’Apollo buongustaio”, “Rassegna storica per il Risorgimento”, Lazio ieri e oggi”

 

Luigi Giulani. (Roma, 1962)

Formatosi come ispanista (laurea all’Università La Sapienza e dottorato presso l’Universidad Autónoma de Barcelona), vive in Spagna da 24 anni. È docente dell’area di Teoria della letteratura e letteratura comparata dell’Universidad de Extremadura.

Membro sin dal 1991 del gruppo di ricerca Prolope, diretto da Alberto Blecua, nell’ambito dell’ispanismo ha pubblicato edizioni critiche di commedie di Lope de Vega (El casamiento en la muerte, El santo negro Rosambuco, El Nuevo Mundo), di liriche cancioneriles del Quattrocento (Juan de Tapia), delle novelle seicentesche di Juan Pérez de Montalban (Sucesos y prodigios de amor), oltre al recente volume delle Tragedie di Lupercio Leonardo de Argensola, edizione per cui ha ricevuto il Premio Rivadeneyra di critica testuale concesso dalla Real Academia.

Ha inoltre pubblicato numerosi studi e impartito conferenze sulle Crónicas de Indias, sul teatro del Siglo de Oro e, in un ambito più ampio e in un’ottica comparatistica, sul libro a stampa nell’Europa barocca, sulla teoria del teatro, sui romanzieri irlandesi e statunitensi contemporanei e sulla tradizione narrativa italoamericana.

Attualmente lavora a un’edizione critico-genetica di Roma, peligro para caminantes di Rafael Alberti.

È membro del Centro Studi G. G. Belli

 

Eugenio Ragni

Emiliano di nascita ma romano d’adozione, Eugenio Ragni è professore emerito di Letteratura italiana presso l’Università di Roma Tre. Ha lavorato per più di un trentennio, come redattore e collaboratore, all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, partecipando soprattutto all’Enciclopedia Dantesca. Ha al suo attivo più di centotrenta pubblicazioni, che spaziano da alcune lecturae Dantis ad edizioni commentate di autori moderni e contemporanei, con corpose incursioni critico-filologiche nel Rinascimento. Ha anche redatto per la Storia della letteratura italiana della Salerno Editrice un ampio panorama della narrativa italiana dal 1919 al 2000. Ha tenuto corsi in diverse università straniere, negli USA a Phoenix e Los Angeles, in Canada, in Argentina, in Nuova Zelanda. Ha maturato nel tempo la conoscenza dell’opera del Belli, cui ha dedicato numerosi saggi e ha edito una silloge di 600 sonetti per Zanichelli; approfondendo inoltre con vari saggi la conoscenza e l’indagine sul romanesco, studiando e presentando la produzione di altri poeti moderni e contemporanei.  Socio ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, membro ordinario dell’Accademia dell’Arcadia, dell’Accademia Torricelliana di Faenza, del Gruppo dei Romanisti, socio fondatore del Centro Belli e caporedattore della rivista del Centro, «il 996», sta attualmente redigendo un lungo saggio su I papi del Belli, nel quale si propone di mettere a confronto le opinioni dei personaggi belliani e quelle degli storici sui sei pontefici che si sono succeduti sul soglio durante i 72 anni di vita del poeta.


IL TEATRO DI VALLE-INCLÁN IN ITALIA

CONFERENZA IN SPAGNOLO A CURA DI SANDRA DOMÍNGUEZ CARREIRO (UNIEVRSITÀ PER STRANIERI  DI PERUGIA)

22 APRILE ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Il profondo e costante interesse che Valle-Inclán aveva verso l’arte e la cultura italiana si è palesato sin dall’inizio del suo percorso come scrittore. Basta ricordare la sua Sonata di Primavera, ambientata in Italia, la sua filiazione letteraria con autori tali Gabriele D’annunzio oppure le raccomandazioni ricorrenti che faceva ai pittori durante le discussioni al Nuovo Caffè di Levante per incoraggiarli a viaggiare nel Bel Paese con l’obiettivo di studiare l’arte primitivo e rinascimentale italiano.

Questo interesse continuo fu ripagato quando nel 1933 il governo della II repubblica le offrì l’incarico di direttore dell’Accademia Spagnola di Belle Arti a Roma, incarico che svolse fino al suo decesso del 5 gennaio nel 1936. Fu in questo periodo, nel 1934 per la precisione, che A.G. Bragaglia decise presentare la prima in Italia di un’opera drammatica dello scrittore:  Los cuernos de don Friolera, che riscuote un grande successo di affluenza di pubblico e della critica.

Da allora e fino ad oggi, molte opere teatrali dello scrittore hanno ripreso vita  in diversi teatri italiani , e di ciò  sono rimaste le testimonianze in annunci, informazioni giornalistiche, e rassegne critiche raccolte in riviste specializzate. Lo scopo di questa conferenza dunque è rivolto alla ricostruzione della fortuna scenica di Valle-Inclán in Italia, analizzando  alcune delle rappresentazioni più significative per capire come sono state adattate  da parte delle compagnie teatrali del paese, le difficoltà che hanno dovuto affrontare  gli attori e il  pubblico e le soluzioni dell’ applauso concesso in Italia a questo drammaturgo europeo imprescindibile del XX secolo

BIO DEL RELATORE:

Laureata in filologia ispanica, con il premio straordinario di Laurea presso l’Università di Santiago de Compostela (2003), dottoressa con la tesi di ricerca “El Gran Bufon: estudio e indices”, nel maggio  2011. Ha fatto parte del gruppo di ricerca “La obra de Valle-Inclan: estudios y ediciones criticas” e nell’attualità è collaboratrice del progetto “La obra y el legado manuscrito de Valle-Inclán: edición y estudios críticos”. Nell’attualità lavora come assegnista di ricerca  presso l’università per stranieri di Perugia con il progetto di ricerca “Cammini ideologici e spirituali di Ramon del Valle-Inclan: da Santiago a Roma” sotto  direzione della professoressa Dianella Gambini .


LETTURA DRAMMATIZZATA. ANDARE E TORNARE E RIANDARE

LUNEDI 25 MARZO. ORE 19

SALA CONFERENZE. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Alejandro Genes borsista per l’anno 2012-2013
in collaborazione i borsisti residenti: Oriol Saladrigues, Marisa Brugarolas, José Noguero e Cecilia Ardanaz, Voci Narranti.

lectura dramatizada Alejandro Genes

ANDARE E TORNARE E RIANDARE
Descrive la vita di quattro persone che vivono e attraversano periodi di crisi,
che fanno l’impossibile per sopravvivere,
la storia inizia verso la fine del 2001 con la peggiore crisi della storia Argentina,
fino all’attuale crisi europea.
Vedremo come migreranno, come cercheranno di fuggire dalla crisi,
e come se fosse un personaggio di un film del terrore, questa
li perseguiterà ovunque loro vadano.
Questa è la storia di Nicola, Vilma, Gina e Fabrizio

ALEJANDRO GENES  (Rosario, 1983) Argentino / Polaco.
Attore, Direttore Artistico, Drammaturgo, Regista

Tra i suoi maestri di teatro vi sono Ricardo Bartis, Raúl Serrano e Julio Chávez.
Si  forma presso la sua città natale con  Mirko Buchin, Bibiana Kiener de Ensinck, Gustavo Postiglione, Adrian Giampani

Studia presso la Escuela Provincial de Teatro Ambrosio Morante dove si è formato con Gustavo Di Pinto e Jorge Ferruchi.

Corso di Laurea in esibizione presso I.U.N.A. (Guillermo Flores, Martin Salazar, Eugenio Soto)

I suoi maestri in drammaturgia sono stati Alejandro Tantanian, Mauricio Kartun, Ricardo Halac.
Esegue Corsi in Laboratori di filosofia applicata al teatro con Horacio Banega.

Studia tecnica vocale con Rodolfo Vals e Sebastián Mazzoni,  forma parte del  Coro stabile del Teatro il Círculo de Rosario diretto da Cesar Spinelli.

Studia  danza Tap, Jazz e Classica nel Balletto Russo di Rosario con Tatiana Fesenko e Vasily Ostrovsky. Studia anche drammaturgia del teatro-danza con Susana Zimmermann

www.alejandrogenes.com.ar


IV CONFERENZA MARQUÉS DE BRADOMÍN. EL MAR DE LA LITERATURA.

IV CONFERENZA MARQUÉS DE BRADOMÍN.

El Mar de la literatura. con JAVIER REVERTE e STEFANO MALATESTA.

13 novembre ore 18.30. Sala Conferenze. Ingresso Libero fino esaurimento posti.

In collaborazione con Il Festival della Letteratura di Viaggio, promosso da Società Geografica Italiana e Federculture.  bCon la collaborazione dell’Istituto Cervantes di Roma e Libreria Spagnola

Nel 2012 si raggiunge la IV edizione delle Conferenze Marqués de Bradomín, titolo conferito all’onorevole direttore dell’Accademia Reale di Spagna Ramon del Valle-Inclan tra gli anni 1933 e 1936. Conferenze di uno straordinario carattere letterario che avvicinano il pubblico ad una partecipazione attiva con l’arte scritto con invitati di primo ordine.

Gli Scrittori Javier Reverte e Stefano Malatesta  ci racconteranno come il  Mediterraneo è diventato una grande metta letteraria, mare comune a numerosi popoli e culture, che vanta, un grande passato storico e un’interessante futuro. Mare di filosofi, avventurieri, pirati, studiosi ed artisti. Fonte di ispirazione letteraria e confine invisibile che unisce e talvolta allontana tutte le nazioni che si danno appuntamento tra le sue acque.

BIO DEI RELATORI.

Javier Reverte. Nato a Madrid. Laureato in giornalismo e Filosofia. E’ stato corrispondente stampa a Londra, Parigi e Lisbona. Ha pure viaggiato nei cinque continenti come inviato speciale per fornire informazione politica sui conflitti belici. Ha scritto sui principali giornali spagnoli (El país, El Mundo, ecc) ha lavorato come reporteR per la televisione ed ha elaborato copioni di documentari televisivi e radiofonici. Dal 1996 si dedica a tempo pieno alla letteratura. Il successo come scrittore è divenuto nel 1998 con la pubblicazione di El sueño de África, un libro di viaggi nel continente nero che è diventato un best-seller. África è stata anche il destino delle opere successive su temi di viaggio: Vagabondo in Africa (2000), pubblicato in italiano della Mondadori), Los Caminos perdidos de África (2002) (trilogia dell’Africa).

Stefano Malatesta. Nato a Roma dove si è laureato in Scienze Politiche. Ha cominciato a viaggiare molto presto e da allora non ha mai smesso. È stato viceamministratore di una piantagione di tè alle Seychelles quando queste isole erano una colonia inglese, documentarista di animali, cronista di nera, inviato di guerra. Per la Repubblica scrive da oltre venticinque anni critiche d’arte, recensioni di libri e commenti e soprattutto racconti di viaggio sempre sulle tracce di qualcosa o di qualcuno, riprendendo una certa tradizione del recit de voyage quasi scomparsa nei giornali italiani e oggi fin troppo praticata. Oltre alle  prime guide alla natura in Italia, ha scritto L’armata Caltagirone, Il cammello battriano, Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani, Il grande mare di sabbia, Il napoletano che domò gli afghani. Dirige la collana di letteratura di viaggio «Il cammello battriano» per la casa editrice Neri Pozza. Il suo prossimo libro, che sarà pubblicato in giugno nelle edizioni Neri Pozza, si intitola La vanità della cavalleria e altre storie di guerra. Ha vinto il Premio Albatros Palestrina, L’Este-Ferrara, il Comisso, il Settembrini regione veneta, il Premio Barzini per il miglior inviato speciale dell’anno e il Chatwin.


SEMINARIO ANOTACIONES SOBRE EL QUIJOTE

A CURA DI ALVARO GARCIA DE ZUÑIGA.

DAL 16 AL 20 APRILE. INGRESSO LIBERO

In concomitanza con la settimana antecedente alla consegna del Premio Cervantes delle Lettere Ispaniche,  si terrà un seminario condotto dallo scrittore e drammaturgo Álvaro García de Zúñiga. Attualmente l’autore sta partecipando con grande successo alle “letture” del Chisciotte presso il Teatro Sao Luiz di Lisbona, una nuova incursione nell’opera di Cervantes da parte di García de Zuñiga, dopo il suo Seminario a Torre das Vargens, sempre in Portogallo, simile a quello che terrà a Roma: e cioè una visione dell’opera e come è stata ideata dal punto di vista dell’autore.

 Il seminario è stato realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Letteratura  Spagnola dell’Università La Sapienza.

Seminario in quattro giornate:

16 aprile.  Apertura Seminario. Ore 17.30
Miguel de Cervantes Autore del Chisciotte.
Sala conferenze Real Academia de España en Roma

17 aprile. Dalle ore 12 alle ore 14
Don Chisciotte e la finzione/Don Chisciotte e la realtà.
Aula  I (p.t edificio di lettere e filosofia) Università La Sapienza

18 aprile. Dalle ore 11 alle 14  I  Dalle ore 15.30 alle ore 18
Miguel de Cervantes, Don Chisciotte e alcune persone, personaggi e altri libri.
Sala degli Organi Collegiali (p.t Rettorato, ingresso laterale)  Università La Sapienza

20 aprile.  Conclusioni  Seminario. Dalle ore 17.30 alle 19.30
Alcune conclusione sull’impossibilità di concludere.
Sala conferenze Real Academia de España en Roma
Sedi:

Real Academia de España en Roma
Piazza San Pietro in Montorio 3, 00153 Roma

Università La Sapienza
Città Universitaria Facoltà di Lettere
Piazzale Aldo Moro 5, 00185
Aula I, Sala Organi Collegiali

 Scarica il programma: programma anotaciones sobre el quijote

Per saperne di più sul autore: www.blablalab.net

Avviso agli studenti della Sapienza: AVVISO


Sefarad Serata letterario-Musicale con Antonio Muñoz Molina

SEFARAD

SERATA LETTERARIO-MUSICALE. 28 GIUGNO ORE 20.30

CHIOSTRO ACCADEMIA REALE DI SPAGNA.

Ingresso libero fino esaurimento posti.

<<…el juego de las transparencias sucesivas, de las asonancias de lugares, me lleva a Roma, a la habitación de la Academia de España, donde dormí unas cuantas noches de marzo o abril de 1992, y donde imaginé largos días laboriosos de soledad y lectura, días monacales de trabajo y quietud de espíritu, el lugar de retiro que parece que uno lleva impreso en el alma, y que está soñando y buscando siempre, la habitación donde sólo hay unas pocas cosas elementales, la cama, la mesa de madera desnuda, la ventana, si acaso un pequeño estante para unos pocos libros no demasiados, y también uno de esos equipos de música portátiles, que lo acompañan a uno y apenas ocupan espacio. Me pasaba el día entero caminando por Roma en un estado de embriaguez y de trance que la soledad acentuaba y de noche caía rendido en la cama tan estrecha de mi habitación en la Academia, y en el sueño agitado, poderoso y turbio como las aguas del Tíber, continuaba mis paseos por la ciudad y veía columnatas y ruinas y templos agigantados y confusos como en un delirio de fiebre. Me despertaba exhausto, y en la luz fría y olivácea del amanecer mis ojos recién abiertos encontraban la cúpula del templete de Bramante.>>

Antonio Muñoz Molina, del libro “Sefarad” página 241-242.

ANTONIO MUÑOZ MOLINA. (Úbeda, 10 gennaio 1956) è uno scrittore spagnolo. Membro della Real Academia Española. Egli attualmente vive a New York dove ha diretto la sede locale dell’Instituto Cervantes.  Laureato in giornalismo a Madrid, ha lavorato pure come insegnante di  storia dell’arte presso l’università. Diventò scrittore negli anni ottanta. Il suo primo libro, El Robinsón urbano, una collezione di suoi lavori giornalistici, fu pubblicato nel 1984. Ha pubblicato pure articoli su i El País, Die Welt. Sin dalla pubblicazione del suo primo romanzo, Beatus ille (1986) le sue opere sono state accolte per il pubblico con emozione. Nel 1987 Antonio Muñoz Molina riceve il Premio Nazionale di Letteratura Spagnola per El invierno en Lisboa (1987), un omaggio ai film noir e alla musica jazz. Il suo El jinete polaco (1991) riceve  il Premio Planeta   e di nuovo il Premio Nazionale di Letteratura. Tra gli altri suoi romanzi si ricorda Beltenebros (1989), Los misterios de Madrid (1992), El dueño del secreto (1994), Sefarad (2001), Ventanas de Manhattan (2004) oppure El viento de la Luna (2006). Per saperne di più: http://antoniomuñozmolina.es/                                                            

FAUSTO RAZZI. (Roma, 1932), compositore, saggista e interprete. Suoi lavori sono stati eseguiti nei Festivals di Donaueschingen, Freiburg, Gaudeamus, SIMC (Venezia, Stoccolma e Varsavia), Biennale di Venezia  e un lungo ecc. La sua produzione comprende lavori basati su testi letterari, lavori strumentali ed elettroacustici. Risale al 1971-73 il suo primo lavoro di computer music. Ha fondato nel 1976 il Gruppo Recitar Cantando (per l’esecuzione della musica vocale italiana del primo Seicento), con cui ha realizzato alcune registrazioni e diretto, tra l’altro: La Rappresentatione di Anima et di Corpo di Emilio de’Cavalieri (1980) regia di Sylvano Bussotti; Roma  per il Teatro dell’Opera (1980), regia televisiva di Francesco Maselli; la Dafne di Marco da Gagliano regia di Giancarlo Cobelli; L’Euridice di Jacopo Peri (1989) al Teatro Goethe di Bad Lauchstäd, Estate fiesolana(1990) regia di Egisto Macchi; La morte d’Orfeo di Stefano Landi (1990), ecc.  Ha collaborato e collabora a riviste di musica e letteratura. Fa parte della Giuria del dell’ anti premio letterario Feronia

scarica il programma: PROGRAMMA SEFARAD 28 GIUGNO

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Chiostro. 28 giugno ore 20.30

Ingresso libero fino esaurimento posti


PRESENTAZIONE LIBRO. TODO VALLE-INCLÁN EN ROMA (1933-1936)

TODO VALLE-INCLÁN EN ROMA (1933-1936)

Edición, anotación, índices y facsímiles

Sala Conferenze. Lunedi 4 aprile ore 18.30

Presentazione a Roma del libro sulla tappa di Valle-Inclán nella capitale. A cura del gruppo d’investigazione Valle-Inclán presso L’Università di Santiago de Compostela, condotto dalla Prof.ssa Margarita Santos Zas e composto da: Francisca Martínez, Carmen Vilchez Ruíz, Catalina Míguez Vilas, Cristina Villarmea, Sandra Domínguez y Rosario Mascato.

Tutto l’evento si svolgerà in lingua spagnola e sarà seguito dalla lettura di testi del Valle-Inclán come “Rosa de Zoroastro” tra altre poesie a cura di Pedro Villora.

 Un equipo de siete autoras del Grupo de Investigación Valle-Inclán de la USC, dirigido por la profª Santos Zas, recupera alrededor de 300 documentos, procedentes del archivo del Ministerio de Asuntos Exteriores y de la Academia de Bellas Artes de España en Roma, que corresponden a la etapa de Valle-Inclán como Director de la misma (1933-1936).

El libro consta de dos volúmenes, el primero –soporte papel- contiene la transcripción y anotación meticulosa de los textos originales, muchos de puño y letra de Valle-Inclán, sobre los asuntos concernientes a dicha Institución. Los casi 300 documentos aquí reunidos son testimonio del itinerario de los últimos años del autor gallego: desde su polémica elección como Director hasta los varios intentos de cesarlo por parte del Ministerio; desde su vida cotidiana en Roma con sus hijos hasta la evolución de su quebrantada salud; desde su inicial entusiasmo hasta el desencanto final… Las páginas de este libro permiten recorrer la ingente tarea, poco reconocida, llevada a cabo por el escritor al frente de la Academia romana, sus proyectos reformistas, que chocaron con una maquinaria admistrativa lenta y reacia a los cambios o sus conflictos con los pensionados, que trascendieron a la prensa de su tiempo, también recogida en este volumen: un centenar de entrevistas, artículos, noticias…, que permiten seguir los ecos del periplo romano de Valle-Inclán en los periódicos. Cada documento remite, en un sostenido diálogo intertextual, a todos aquellos que tratan un mismo asunto, mediante un sistema transversal de referencias internas. No son, pues, páginas impersonales sino llenas de vida, una etapa de la biografía del escritor que se recorta sobre el telón de fondo de la II República. La obra se completa con dos índices: uno, onomástico, que incluye las biografias de todos los nombres en él consignados; otro, de organismos e instituciones con las oportunas explicaciones históricas y artísticas. Se añaden dos apéndices: la recepción crítica del estreno de Los cuernos de Don Frilolera en Roma (1934) y 12 nuevas cartas, respectivamente. Un CD –volumen 2- contiene una selección de 144 imágenes digitales de los documentos transcritos o citados: cartas, memorias, oficios, informes autógrafos, y asimismo facturas, presupuestos o fotografías de la Academia… Fascinante documento gráfico de aquellos tres años que Valle-Inclán, Director da Academia de Roma, intentó devolver a aquel Centro “el prestigio perdido”. Todo Valle-Inclán en Roma (1933-1936) ha merecido el «Premio Valle-Inclán» 2008, de la Deputación de Pontevedra y el Concello de Vilanova de Arousa.

Curriculum de las autoras.

 Las autoras de esta monografía, Margarita Santos Zas, Francisca Martínez, Carmen Vilchez Ruíz, Catalina Míguez Vilas, Cristina Villarmea, Sandra Domínguez y Rosario Mascato, forman parte del Grupo de Investigación Valle-Inclán de la USC, dirigido por Margarita Santos Zas. En su haber figuran las ediciones facsímiles de las revistas compostelanas Café con Gotas (Premio Nacional de Ediciones Universitarias 1999) y La Joven Galicia (2002), la sistemática colaboración desde 2001 en el Anuario Valle-Inclán / ALEC (Premio de la ADE 2006), en el que todas han publicado artículos y reseñas, además del estudio monográfico, firmado por Santos Zas, Dominguez Carreiro y Mascato Rey, Valle-Inclán, Director de la Academia de Roma (2005), origen del libro Todo Valle-Inclán en Roma. Como integrantes del Grupo han organizado o participado en congresos internacionales, ciclos de conferencias, seminarios y exposiciones dedicados a Valle-Inclán. El proyecto más ambicioso del Grupo de Investigación es la publicación en ediciones facsimilares del «Legado manuscrito» del escritor, actualmente depositado en USC.

Licenciadas en Filología Hispanica, todas combinan la docencia de la literatura española en diversos centros de enseñanza, y la investigación, con atención preferente a Valle-Inclán. Francisca Martínez es Secretaria técnica de la Cátedra Valle-Inclán de la USC y responsable del Departamento de Gestión Cultural de la Fundación Gonzalo Torrente Ballester; su investigación se orienta hacia la crítica textual, y su tesis doctoral se ocupa del manuscrito de La Cabeza del Bautista; ha comisariado la exposición “Valle-Inclán, obra ilustrada”. Carmen Vílchez Ruiz es Investigadora en Formación de la USC y realizó estancias de investigación en Temple University y Saint Andrews-Escocia (2009), es autora de diversos artículos sobre La Lámpara Maravillosa, cuya edición crítica es objeto de su tesis doctoral. Catalina Míguez Vilas, profesora titular de IES, se doctoró Cum Laude en Filología Hispánica con una tesis sobre Las acotaciones escénicas en la obra dramática en prosa de Valle-Inclán (2001) y es autora, asimismo de la monografía Valle-Inclán y la novela popular: La cara de Dios (1998). Cristina Villarmea, profesora titular de IES y de español en el Athenée Royal de Mons-Bélgica (2007), ha publicado una biografía sobre Valle-Inclán. Poeta, narrador e dramaturgo (2001), y estudia las relaciones entre el escritor y el mundo editorial, objeto de su tesis doctoral. Sandra Domínguez Carreiro, profesora titular de IES, lo fue también de español en la Universidad de Boulder-Colorado, su investigación se orienta hacia la prensa de los siglos XIX y XX, sobre la que ha publicado el libro, La Joven Galicia (1860). Una revista compostelana (2008); su tesis doctoral –de próxima lectura- versa sobre la revista satírico-ilustrada El Gran Bufón. Rosario Mascato Rey, Investigadora contratada de la USC, de la que también ha sido profesora, al igual que de Cursos Internacionales de la USC y lectora en Saint Andrews (Escocia), ha publicado diversos artículos sobre la poesía de Valle-Inclán, a la que dedica su tesis doctoral.

Margarita Santos Zas, Directora del Grupo, se doctoró en 1989 con Premio Extraordinario con una tesis, publicada en 1993, bajo el título Tradicionalismo y literatura en Valle-Inclán  (1889-1910). Es Profª Titular de Literatura Española en la USC. Directora desde 1994 de Proyectos de Investigación subvencionados, dedicados al estudio de la obra valleinclaniana; responsable de la Cátedra Valle-Inclán; y editora de la revista Anuario Valle-Inclán / ALEC (Society of Spanish and Spanish-American Studies). Ha publicado monografías, ediciones, prólogos y cerca de un centenar de artículos en revistas especializadas y ha coordinado varios monográficos, el último (2011) dedicado a la recepción del teatro de Valle-Inclán fuera de España. Ha organizado y dirigido congresos internacionales, ciclos de conferencias, seminarios y exposiciones dedicados a Valle-Inclán. Y, como profesora invitada, ha impartido cursos, seminarios y conferencias en universidades europeas y americanas. Seleccionada como una de las 8 investigadoras más destacadas de la USC, en Humanidades, figura asimismo entre las investigadoras más cualificadas de las tres universidades gallegas.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. 4 Aprile, ore 18.30

Ufficio Stampa 339 1834504 / 339 1290387          

Ingresso libero fino esaurimento posti


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