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El arte de la Construcción en España. Fotografías de Ricardo Santonja

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                               Un viaggio di immagini alla scoperta dell’architettura spagnola

Mercoledì 15 gennaio, ore 19, si inaugura la mostra fotografica “El Arte De La Construcción En España” presso la Reale Accademia di Spagna a Roma, Piazza San Pietro in Montorio, 3.

La mostra resterà aperta dal 15 gennaio al 14 febbraio tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 19, ingresso libero.

Questo percorso fotografico, che ricostruisce e celebra gli aspetti più interessanti dell’architettura in Spagna, sceglie come prima tappa la capitale italiana per poi proseguire il suo itinerario in diversi paesi d’Europa fino ad arrivare in Asia e Medio Oriente.

La mostra nasce come risultato di un progetto seguito da Ricardo Santonja per più di 10 anni alla Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Madrid (ETSAM) dove è professore al dipartimento di  Ideazione Grafica. Questo studio, partendo dalla potenzialità della fotografia a diffondere l’architettura, ha lo scopo di costruire una propria identità di disciplina che ha come oggetto una immagine individuale non sovrapposta, ma affiancata all’opera stessa.

Siamo di fronte alla creazione di una nuova poetica visuale che, grazie al movimento della camera, si sviluppa in un’astrazione pseudo pittorica delle immagini (poemi luce).

Uno straordinario fenomeno di comunicazione artistica, capace di evocare emozioni nello spettatore e di avvicinarlo con maggiore sensibilità all’architettura d’avanguardia realizzata in Spagna dai più prestigiosi architetti, spagnoli e stranieri.

Per parlare di questi temi saranno presenti, oltre a Ricardo Santonja e Alberto Cubas, anche l’Arch. Luis Agustín (Architetto e Direttore del Dipartimento di Ideazione Grafica all’Università di Zaragoza) l’Arch. Aurelio Vallespin (Architetto e professore dell’Università di Zaragoza),  l’Arch. Alvaro Planchuelo e Pedro de la Peña (Architetto conservatore dell’Università Complutense di Madrid).


MOSTRA ROBERTO CARLOS UMPIÉRREZ. UN VIAGGIO NELLE SUE OPERE

Dal 7 novembre  al 7 gennaio  2014

Inaugurazione: 7 novembre ore 19 . Ingresso Libero

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58 opere in mostra, che per la prima volta raccolgono l’intera opera di Roberto Carlos Umpiérrez, esponente della New Realism Pop Art, nonché della Pop Art classica, in quanto attraverso questa forma espressiva egli si cala con forte impegno nella contraddittoria realtà in cui oggi respiriamo. Ma non solo, perche la mostra spazia dalle prime creazioni degli anni 70 interessate al ritratto dei famigliari alle sue sculture degli anni 90 chiudendo con le ultime opere di maturità.

In questo suo percorso artistico, ci sono certe tematiche ricorrenti, come sono i burocrati oppure il consumismo e lo stile di vita americano, che Roberto Carlos visse durante la sua gioventù a Washington e Nuova York e che ora diventano oggetto della sua critica artistica. E che in tante occasioni abbina agli grandi icone dell’arte universale, magari un messaggio cifrato  di denuncia del mercato dell’arte, dello sfreno consumista della società attuale, oppure un cenno dell’ammirazione che lui sentiva verso Michelangelo “Michelangelo è droga, è droga che prima ti calamita ma poi ta fa volare in su libero come fa la fantasia. Ma sicuro come un frate trappista”.

La retrospettiva delle opere di Roberto Carlo Umpiérrez ripercorre i momenti e i periodi più significativi della sua produzione, con un occhio attento alle tematiche che abbracciano momenti storici e frammenti di vita privata. La pittura di Umpiérrez, infatti, si distingue per la capacità di rivedere e ridisegnare, letteralmente o meno, personaggi, eventi, vissuti personali, aspetti del mondo d’oggi, tramutandoli in realtà alternative e forse desiderate.

 

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Umpiérrez è un prezioso figlio dell’Uruguay, della sua cultura e della sua arte, ma le sue numerose esperienze all’estero hanno dotato le sue opere di poliedricità singolare e di una chiave di lettura universale.

Da qui la sua visione del mondo vasta e potente che vaga dalle suggestioni del classicismo michelangiolesco fino a una sorta di “pop art” dove oggetto di consumo e personaggio si contrappuntano con cruda evidenza. E’ qui che si sofferma di più l’autore che intende buttarsi nella mischia portando il suo contributo alla consapevolezza dei mali che ci premono addosso e alla contraddittoria realtà in cui oggi respiriamo. Infatti, accanto al prodotto in scatola, segno della distruzione di ogni valore che non sia il profitto, vi è l’uomo come vittima di una situazione nella quale non c’è posto per rapporti che diano senso al vivere.

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L’opera di Umpiérrez è priva di accademismi senza rinunciare al mestiere e i lavori non sono solo su tela ma spaziano dalla carta, all’incisione, all’affresco, dalle sculture in legno fino a plastiche e oggetti riciclati. I materiali di scarto sono sovrapposti ai colori e alle forme create con sapiente compostezza: i quadri attraggono per quei mille tratti particolari che “trasportano” l’immaginazione di là dalla veduta stessa. Per questo ci piace, questo artista venuto dal Rio de la Plata.


CONCERTI NEL CHIOSTRO

CONCERTI NEL CHIOSTRO

I GIORNI 14, 15, 21, 22, 28 GIUGNO E 6 LUGLIO.

ORE 20.30 INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è  dunque suggestivo e la sonorità eccellente.

Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Quest’anno  i concerti sono incentrati nei rapporti tra la musica spagnola, europea (soprattutto italiana) e latinoamericana, infatti, i concerti sono organizzati in collaborazione con L’ambasciata del Messico in Italia, l’Ambasciata di Spagna in Italia, L’Ambasciata del Salvador in Italia, L’Accademia d’Ungheria e La festa Europea della Musica (che avrà luogo nei giorni 21 e 22 giugno)

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Il concerto d’apertura dell’intero ciclo è affidato al quartetto di chitarre Orishas, ensemble di chitarre multi premiato in Messico (I, III Concurso Nacional de Ensambles de Guitarra, Premio Manuel M. Ponce nel VI Festival Internacional de Música de Cámara, Aguascalientes) L’ensemble è formato da: Antonio Laguna, Diego Emerith, Jesús Guarneros e Daniel Aguilar che si esibiranno con composizioni di Patrick Roux, Andrew York o Luigi Boccherini tra altri. Concerto in collaborazione con l’Ambasciata del Messico in Italia

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 Il secondo concerto a cura della soprano spagnola Elisa Belmonte, membro della Real Academia Hispanoamericana de Ciencias, Artes y Letras,  è dedicato alla letteratura spagnola con testi di Alberti, Federico G. Lorca, Cervantes, ecc arrangiati da alcuni dei compositori spagnoli più importanti del Secolo XX. Infine il concerto si chiude con un piccolo viaggio per il genero lirico in spagnolo per eccellenza: la Zarzuela. Elisa Belmonte nell’attualità insegna canto presso la Scuola Superiore di Canto di Madrid e ha interpretato i principali ruoli in opera: La Bohème (Mimí), Turandot (Líu), La Traviata (Violeta), Carmen (Micaela), Il Trovatore (Leonora) Tosca (Floria Tosca), ecc offrendo concerti come soprano in tutto il mondo. Concerto in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia

 I giorni 21 e 22 giugno, sono dedicati alla festa europea della Musica in collaborazione alla quale avranno luogo due concerti: Il primo concerto eccezionalmente si svolgerà presso la Chiesa di San Pietro in Montorio capolavoro dell’Architettura sacra del Rinascimento romano, ben quattro paesi saranno rappresentati con i loro compositori. Si potranno in primo luogo ascoltare le melodie di Liszt (trascrizioni sul tema di Franz Schubert), che ebbe come allievo lo spagnolo Albéniz.

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Inoltre saranno eseguite musiche di Obradors, Granados e de Falla, a testimoniare che l’evento musicale è il frutto di una straordinaria collaborazione tra l’Accademia di Ungheria a Roma e l’Accademia di Spagna. Il concerto, infine, vedrà nella sua parte conclusiva melodie francesi e italiane di Debussy, Fauré, Mascagni e Puccini, con particolare attenzione ai «pezzi sacri».

 Il secondo concerto sotto il titolo Venti del 900 rappresenta un percorso di musica contemporanea dall’Europa all’America Latina in un programma dove saranno eseguiti brani della Musica da Camera Italiana, la Germania di Bertold Brecht e l’Argentina di Astor Piazzolla. interpretato dal laboratorio Antonio Cotogni di Roma con Patrizia Pavoncello/Rosa Rodriguez Mezzosoprano e Loredana Margheriti/ Giuditta Puccinelli Soprano.

 Sei concerti con ingresso libero e che comprende inoltre il già classico concerto di pianoforte del vincitore del premio del pubblico del noto  concorso internazionale di pianoforte Maria Canals di Barcellona, il cui vincitore Tomoaki Yoshida che vanta premi tali: “All Japan Music competition” 1999 oppure il secondo premio del concorso Internazionale di Musica Vietri sul Mare nel 2007, ci offre un’eccellente concerto di pianoforte.

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Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato all’Orchestra Sinfonica di Giovani del Salvador con un’ampia selezione di musica Latinoamericana, che  infine vedrà una parte conclusiva con Suite di canzoni napoletane.  Concerto Organizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Salvador in Italia

La rassegna sarà inaugurata il 14 giugno, alle ore 20:30 e prevede una conferenza musicale il 19 giugno alle ore 19, sui rapporti tra la lirica spagnola e Italiana a cura di Emilio Casares (Direttore dell’Istituto di Studi Musicali Complutense di Madrid) e il Dott. Dinko Fabris (Professore di Storia della Musica presso l’Università della Basilicata, Potenza e Conservatorio di Bari e presidente della International Musicological Society).

Scarica il Programma: programma ciclo concerti

Scarica il Comunciato Stampa: cs concertichiostro2013


ARTI SCENICHE INTEGRATE. L’IDENTITA’ MOBILE

Giornate di conferenze

Arti Sceniche Integrate: L’identità mobile

12 e 13 giugno. Ore 19

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I giorni 12 e 13 Giugno 2013, dalle ore 19 presso la Reale Accademia di Spagna analizzeremmo i diversi progetti che affrontano le problematiche dell’inclusione sociale e l’integrazione attraverso le varie discipline artistiche sceniche. A cura di Marisa Brugarolas Coreografa e ricercatrice in processi di inclusione e integrazione nelle arti sceniche si presenteranno i progetti in due giornate di conferenze:

Corpo in divenire a cura di Marisa Brugarolas:  La danza contemporanea e il movimento scenico sono gli elementi su cui si fonda il progetto; l’esplorazione del movimento si concentra sulle Tecniche Somatiche e Contact Improvisation. La danza si arricchisce quanto sono i nuovi movimenti ad entrarvi, quando il nostro corpo diverso racconta storie in modo diverso, quando si aggiungono voci diverse.

Teri Jeanette Weikel, Coreografa, Danzatrice, Feldenkrais Practitioner, presenta la conferenza Una danza diversa. Formatosi presso California Institute of the Arts, in Italia da 30 anni dove ha sostenuto attività di produzione e insegnamento di danza.

All’attività di produzione, affianca intensi periodi di lavoro coreografico negli Stati Uniti: a New York presso la Donald Byrd Dance Foundation in qualità di coreografa e maitre de ballet; presso il California Institute of the Arts di Los Angeles in qualità di coreografa, docente della cattedra di danza contemporanea. Teri si è diplomata nel Metodo Feldenkrais nel 2002 e conduce attività di formazione applicando il metodo all’ insegnamento della danza. Attualmente Teri fa parte dell’ Associazione Artisti Drama.

Davide Marzattinocci (regista e attore) Giusi Nazzarro (attrice) e Simone Di Pascasio (attore) componenti di Teatro Buffo mostreranno i suoi progetti in due proiezioni che presentano Teatro Buffo nato nel 2007 come laboratorio di teatro che coinvolge gli abitanti di due case famiglia gestite dalla Cooperativa Spes Contra Spem. Negli anni il lavoro del gruppo si intensifica e il laboratorio diventa una compagnia teatrale composta dal regista Davide Marzattinocci, 9 attori con e senza disabilità, una coordinatrice e un’operatrice nonché “interferenza filosofica” del gruppo.

La giornata del 13 giugno prevede la partecipazione di:

Michele Cavallo, presenta la conferenza “Doppio passo: 1. La formazione del conduttore di Teatro sociale. 2. A debita distanza: un esempio di lavoro corporeo con pazienti psichiatrici”.Psicoterapeuta a orientamento analitico, docente incaricato Istituto Freudiano. Direttore didattico Master “Teatro nel Sociale e drammaterapia” dell’Università Sapienza di Roma. Presidente di Orma Fluens. Da circa venti anni conduce e coordina laboratori di teatro con pazienti psichiatrici in diverse strutture (Asl Roma C, Roma E, Roma H). Ha pubblicato diverse monografie sulla psicoanalisi dell’arte e sul teatro.

Il coreografo cileno e insegnante di danza nonché direttore artistico della Compagnia Atacama e del centro coreografico La Scatola dell’Arte di Roma  Ivan Truol sarà il relatore di La Danza della realtà. Parallelamente studia danza contemporanea e lavora con diverse compagnie tra cui: Miscrò Danza di E. Gonzalez, Laura Martorana, Naturalis Labor di Luciano Padovani, Sosta Palmizi (Roberto Castello, Giorgio Rossi), Adriana Borriello, Marie France Delieuvin, Corte Sconta di L. Balis e C. Romiti, Ron Howell, Sean Walsh. Dal 2011 partecipa al progetto “In scena diversamente insieme”, a cura di Alvaro Piccardi, con la finalità di integrazione sociale delle categorie sociali a rischio di emarginazione attraverso l’espressione artistica.

Dario D’Ambrosi ci parlerà di Teatro Patologico tra arte e follia. Creatore del Teatro Patologico, attore, regista, autore di spettacoli e film, Dario D’Ambrosi indaga la follia, quella vera dei malati, per ridare “dignità al matto”. Ha presentato i suoi lavori in tutta Europa e soprattutto negli Stati Uniti, a New York, Cleveland, San Francisco. Per il cinema ha lavorato con Mel Gibson, Anthony Hopkins, Jessica Lange, Sergio Castellitto, Ben Gazzara. Inoltre è uno dei protagonisti (Canton) della fortunata serie televisiva “Romanzo Criminale”.

SCARICA IL PROGRAMMA:programma Arti Sceniche Integrate


CINEMA ALL’ACCADEMIA DI SPAGNA: MASHROME FILM FEST E FESTIVAL CINEMASPAGNA

MASHROME FESTIVAL DAL 8 AL 11 MAGGIO.

IN ACCADEMIA GIORNO 9 DALLE ORE 10 ALLE 13 E DALLE 14 ALLE 16

CINEMASPAGNA DAL 9 AL 15 MAGGIO

IN ACCADEMIA GIORNO 10 MAGGIO ALLE ORE 12.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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MAshRome FF è il primo festival italiano dedicato al Mash up ed alla cultura del Remix e nasce con l’obiettivo di esplorare l’universo delle recenti produzioni audiovisive con particolare riferimento al Mash Up inteso nell’accezione di linguaggio capace di interpretare ed esprimere la contemporaneità in ambito artistico e culturale. Sperimentazione e contaminazione tra arti e generi sono i concetti chiave del festival che si aprirà al cinema nuovo, sperimentale.

Il Mash Up é un linguaggio che – mescolando immagini e suoni, estratti da sorgenti diverse – documentario, film d’animazione, film di finzione e contaminando arti diverse (cinema, arte contemporanea, fotografia, etc) crea una nuova opera. Ospite d’onore CARLOS AMORALES.

partecipano:

GYORGY  PALFI Regista
IURY LECH   Videoartista – Direttore del Festival Matadac
ISTVAN HORKAY  Regista
MARK MANDRIL FERRARIO  Artista
HAKAN BERBER   Regista

PAOLO PEVERINI     (Docente di “Semiotica dei Media” e di “Semiotica dei linguaggi specialistici” nel Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS “Guido Carli”)
CARLA VISTARINI     (Scrittrice, Autrice televisiva, teatrale, musicale, sceneggiatrice)
MASSIMO PISTONE (Direttore Centro di studi e ricerca su “Comunicazione.  Audiovisivo e Reti” di Link Campus University di Roma, Scrittore)
ANTONIETTA DE LILLO (Regista e produttrice)
Modera
EMILIANA DE BLASIO

SCARICA IL PROGRAMMA DEL PANEL: PANEL REMIX IS EVERYWHERE 2013

PER ISCRIVERSI INVIARE MAIL A: redazione@mashrome.org

PIÙ INFO SU: www.mashrome.org

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Torna a Roma, dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, che offrirà come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualità, dai classici alle ultime novità. Film di apertura del festival, il lungometraggio ‘Blancanieves’ di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente (Macarena García). Il film, che sarà distribuito in Italia il prossimo autunno, è un omaggio al cinema muto e in bianco e nero, ambientato nella Siviglia degli anni ‘20 e sarà presentato dall’attrice, cantante e ballerina Macarena García, volto noto della serie televisiva Amar en tiempos revueltos.

Tra gli ospiti attesi, il regista Xavi Puebla, che presenterà il suo terzo lungometraggio ‘A puerta fría’, interpretato, tra gli altri, da María Valverde e Nick Nolte, e il suo ultimo cortometraggio “Cartas desde la locura” (Lettere dalla follia).

Lettere dalla Follia : trent’anni dopo essere stata rinchiusa in un Manicomio a Ville Evràrd, l’amante di Auguste Rodin, Camille Claudel morì completamente sola, le lettere che scrisse non vennero mai spedite. Le poche che  a lei erano indirizzate non le vennero mai recapitate. venerdi 10 alle 12:00 presso la Reale Accademia di Spagna (ingresso gratuito).

SCARICA IL PROGRAMMA DI CINEMASPAGNA: Programma A4 cs2013 printable

PIÙ INFO SU: www.cinemaspagna.org


99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO

99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO continua il percorso spagnolo dei sonetti belliani iniziato mezzo secolo fa da Rafael Alberti

 7 maggio ore 18 INGRESSO LIBERO

 

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L’Accademia Reale di Spagna e il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli presentano, nella splendida cornice del salone dei ritratti, la traduzione in spagnolo di 99 Sonetti Romaneschi. A cura di Luigi Giuliani (Università Extremadura). Durante l’incontro intervengono Laura Biancini, Franco Onorati  e Eugenio Ragni

Alla fine della presentazione si terrà una lettura di alcuni sonetti in romanesco e in spagnolo.

In seguito vino d’onore

SINOSSI DEL LIBRO 99 SONETTI ROMANESCHI

Nel clima di chiusura culturale della Roma papalina, Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), un oscuro impiegato dell’amministrazione pontificia frequentatore di polverose accademie letterarie, scrive in maniera semiclandestina 2.279 sorprendenti sonetti in romanesco con l’intento dichiarato di costruire un “monumento” alla plebe della sua città. In ognuno di essi un narratore in prima persona ci parla di violenza, sesso, religione, della miseria, la morte e gli abusi del potere, toccando una vasta gamma di registri, da una comicità esplosiva alla più intensa meditazione filosofica.

L’insieme dei suoi versi costituisce  un’opera polifonica, impattante, atemporale, di altissima qualità poetica, un caso peculiare di uso letterario di una lingua subalterna che ci offre una visione “dal basso” delle grandezze e le miserie di una città e ci rivela gli impulsi più intimi e occulti delle nostre coscienze. Un capolavoro della poesia europea di tutti i tempi che presentiamo per la prima volta in un’antologia annotata che si rivolge ai lettori di lingua spagnola.

 

I relatori:

Franco Onorati

È socio e amministratore del Centro Studi G.G.Belli,; Vice Presidente del “Gruppo dei Romanisti”, collabora come redattore alla pubblicazione dell’antologia di scritti su Roma intitolata Strenna dei Romanisti. Nel  settore della letteratura in dialetto ha curato, con altri, l’opera omnia del poeta romano Mario dell’Arco (ed. Gangemi), editore per conto del quale ha in corso la pubblicazione del carteggio Leonardo Sciascia-Mario dell’Arco. Nell’àmbito belliano, si segnala il volume A teatro col Belli-Il sublime ridicolo del melodramma nei sonetti romaneschi (ed.Palombi). Nei “Quaderni  Leonardo Sciascia” ha pubblicato il volume La stagione romanesca di Leonardo Sciascia fra Pasolini e dell’Arco (2003). Nel 2010 ha curato l’antologia Belli da Roma all’Europa. I sonetti romaneschi nelle traduzioni del terzo millennio, che al suo interno presenta una sezione spagnola con traduzioni di Agustìn Garcìa Calvo, Carlos Germàn Belli e Luigi Giulani.

 

Laura Biancini

Per anni bibliotecaria alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, ove è stata responsabile della Sala Romana. Nel 1994 ha partecipato, con altri studiosi, alla fondazione del Centro Studi G.G.Belli. Altre sue partecipazioni: dal 1997 fa parte del “Gruppo dei Romanisti”, dal 2003 è collaboratore scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, dal 2009 fa parte dell’Associazione Mica Aurea (S.Cosimato in Trastevere), dal 2011 è socio corrispondente della Società Romana di Storia Patria

Oggetto degli studi e di varie pubblicazioni: G.G.Belli, storia del teatro, storia delle arti decorative a Roma, letteratura di viaggio. Collabora alle seguenti riviste specializzate: “RR:Roma nel Rinascimento”, “La Strenna dei Romanisti”, “Il Belli”, “Il 996″, “L’Apollo buongustaio”, “Rassegna storica per il Risorgimento”, Lazio ieri e oggi”

 

Luigi Giulani. (Roma, 1962)

Formatosi come ispanista (laurea all’Università La Sapienza e dottorato presso l’Universidad Autónoma de Barcelona), vive in Spagna da 24 anni. È docente dell’area di Teoria della letteratura e letteratura comparata dell’Universidad de Extremadura.

Membro sin dal 1991 del gruppo di ricerca Prolope, diretto da Alberto Blecua, nell’ambito dell’ispanismo ha pubblicato edizioni critiche di commedie di Lope de Vega (El casamiento en la muerte, El santo negro Rosambuco, El Nuevo Mundo), di liriche cancioneriles del Quattrocento (Juan de Tapia), delle novelle seicentesche di Juan Pérez de Montalban (Sucesos y prodigios de amor), oltre al recente volume delle Tragedie di Lupercio Leonardo de Argensola, edizione per cui ha ricevuto il Premio Rivadeneyra di critica testuale concesso dalla Real Academia.

Ha inoltre pubblicato numerosi studi e impartito conferenze sulle Crónicas de Indias, sul teatro del Siglo de Oro e, in un ambito più ampio e in un’ottica comparatistica, sul libro a stampa nell’Europa barocca, sulla teoria del teatro, sui romanzieri irlandesi e statunitensi contemporanei e sulla tradizione narrativa italoamericana.

Attualmente lavora a un’edizione critico-genetica di Roma, peligro para caminantes di Rafael Alberti.

È membro del Centro Studi G. G. Belli

 

Eugenio Ragni

Emiliano di nascita ma romano d’adozione, Eugenio Ragni è professore emerito di Letteratura italiana presso l’Università di Roma Tre. Ha lavorato per più di un trentennio, come redattore e collaboratore, all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, partecipando soprattutto all’Enciclopedia Dantesca. Ha al suo attivo più di centotrenta pubblicazioni, che spaziano da alcune lecturae Dantis ad edizioni commentate di autori moderni e contemporanei, con corpose incursioni critico-filologiche nel Rinascimento. Ha anche redatto per la Storia della letteratura italiana della Salerno Editrice un ampio panorama della narrativa italiana dal 1919 al 2000. Ha tenuto corsi in diverse università straniere, negli USA a Phoenix e Los Angeles, in Canada, in Argentina, in Nuova Zelanda. Ha maturato nel tempo la conoscenza dell’opera del Belli, cui ha dedicato numerosi saggi e ha edito una silloge di 600 sonetti per Zanichelli; approfondendo inoltre con vari saggi la conoscenza e l’indagine sul romanesco, studiando e presentando la produzione di altri poeti moderni e contemporanei.  Socio ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, membro ordinario dell’Accademia dell’Arcadia, dell’Accademia Torricelliana di Faenza, del Gruppo dei Romanisti, socio fondatore del Centro Belli e caporedattore della rivista del Centro, «il 996», sta attualmente redigendo un lungo saggio su I papi del Belli, nel quale si propone di mettere a confronto le opinioni dei personaggi belliani e quelle degli storici sui sei pontefici che si sono succeduti sul soglio durante i 72 anni di vita del poeta.


IL TEATRO DI VALLE-INCLÁN IN ITALIA

CONFERENZA IN SPAGNOLO A CURA DI SANDRA DOMÍNGUEZ CARREIRO (UNIEVRSITÀ PER STRANIERI  DI PERUGIA)

22 APRILE ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

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Il profondo e costante interesse che Valle-Inclán aveva verso l’arte e la cultura italiana si è palesato sin dall’inizio del suo percorso come scrittore. Basta ricordare la sua Sonata di Primavera, ambientata in Italia, la sua filiazione letteraria con autori tali Gabriele D’annunzio oppure le raccomandazioni ricorrenti che faceva ai pittori durante le discussioni al Nuovo Caffè di Levante per incoraggiarli a viaggiare nel Bel Paese con l’obiettivo di studiare l’arte primitivo e rinascimentale italiano.

Questo interesse continuo fu ripagato quando nel 1933 il governo della II repubblica le offrì l’incarico di direttore dell’Accademia Spagnola di Belle Arti a Roma, incarico che svolse fino al suo decesso del 5 gennaio nel 1936. Fu in questo periodo, nel 1934 per la precisione, che A.G. Bragaglia decise presentare la prima in Italia di un’opera drammatica dello scrittore:  Los cuernos de don Friolera, che riscuote un grande successo di affluenza di pubblico e della critica.

Da allora e fino ad oggi, molte opere teatrali dello scrittore hanno ripreso vita  in diversi teatri italiani , e di ciò  sono rimaste le testimonianze in annunci, informazioni giornalistiche, e rassegne critiche raccolte in riviste specializzate. Lo scopo di questa conferenza dunque è rivolto alla ricostruzione della fortuna scenica di Valle-Inclán in Italia, analizzando  alcune delle rappresentazioni più significative per capire come sono state adattate  da parte delle compagnie teatrali del paese, le difficoltà che hanno dovuto affrontare  gli attori e il  pubblico e le soluzioni dell’ applauso concesso in Italia a questo drammaturgo europeo imprescindibile del XX secolo

BIO DEL RELATORE:

Laureata in filologia ispanica, con il premio straordinario di Laurea presso l’Università di Santiago de Compostela (2003), dottoressa con la tesi di ricerca “El Gran Bufon: estudio e indices”, nel maggio  2011. Ha fatto parte del gruppo di ricerca “La obra de Valle-Inclan: estudios y ediciones criticas” e nell’attualità è collaboratrice del progetto “La obra y el legado manuscrito de Valle-Inclán: edición y estudios críticos”. Nell’attualità lavora come assegnista di ricerca  presso l’università per stranieri di Perugia con il progetto di ricerca “Cammini ideologici e spirituali di Ramon del Valle-Inclan: da Santiago a Roma” sotto  direzione della professoressa Dianella Gambini .


STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA

STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA

CONFERENZA A CURA DI VALENTINA MONCADA CURATRICE E GALLERISTA
11 APRILE ALLE ORE 19.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
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Conferenza a cura di Valentina Moncada. Si tratterà di approfondire il ruolo della colonia spagnola di Via Margutta già a partire dagli inizi dell’Ottocento, analizzando in particolar modo gli artisti spagnoli che qui hanno avuto degli atelier, come i fratelli Josè e Mariano Benlliure, Josè Gallegos, Vincente March, Salvador Sanchez Barbudo, Mariano Barbasan, solo per citarne alcuni, per arrivare fino al novecento col grande Pablo Picasso. Inoltre, la conferenza approfondirà ulteriormente tutte le tematiche affrontate dagli artisti durante il loro soggiorno romano e dell’influente figura di Mariano Fortuny, attivo frequentatore dell’Associazione Artistica Internazionale che aveva la sua antica sede a via Margutta 54

VALENTINA MONCADA

Figlia di un fotografo di moda amante dell’arte, Valentina Moncada diventa presto protagonista del mondo dell’arte prima a New York, dove si forma e fa le sue prime esperienze, poi a Roma, dove apre la sua galleria nel 1990.

 Si laurea nel 1981 al Sarah Lawrence College, Bronxville di New York e dal 1982 al 1984 frequenta il Master of Art presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Nel 1983 partecipa al concorso per “Curatorial Assistant” al “The Solomon R. Guggenheim Museum” (New York) per la mostra “Kandinsky in Paris”, vincendo il premio “Hilla von Rebay Fellowship“. Durante l’anno accademico 1984-1985 è assistente del prof. Ken Silver, docente di Storia dell’Arte presso la New York University, tenendo corsi regolari agli studenti del primo anno. Comincia da subito a lavorare nei più prestigiosi musei e gallerie di New York, conoscendo artisti e curatori famosi, tutti protagonisti di stagioni irripetibili, da cui acquisisce le conoscenze necessarie a gestire una galleria d’arte contemporanea. Nel 1985 lavora nel “Department of Community Education” del Metropolitan Museum of Art, New York, dove tiene anche diverse conferenze. Dal 1984 al 1989 collabora con la rivista “Segno“. Presenta alcune mostre per i cataloghi delle seguenti gallerie: L’Attico, Roma; Annina Nosei, New York; Runkel-Hue-Williams, Londra. Pubblica nel 1988 un saggio importante “The Painter’s Guide in the Cities of Venice and Padua” con la Cambridge University Press.

 E’ grazie al suo entusiasmo, al coraggio e alla costanza con cui ha sempre proposto mostre di altissimo livello che artisti sia affermati sia emergenti sono approdati nella Città Eterna da tutto il mondo. Il 3 ottobre 1990 Valentina Moncada inaugura la sua galleria romana in Via Margutta 54: da quel momento fino al 2012 ha presentato più di 80 mostre di artisti italiani ed internazionali. Tra queste molte sono state delle anteprime assolute in Italia e molti degli artisti esposti hanno raggiunto oggi notevole fama internazional


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MOSTRA ISLEART

ISLEART DAL 3 APRILE AL 8 MAGGIO

INGRESSO LIBERO

INAUGURAZIONE 3 APRILE ORE 19

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A cura di Gudi Moragues

 Promossa da Institut d’Estudis Baleàrics

Organizzata da  Institut d’Estudis Baleàrics e Real Academia de España en Roma.

 

La mostra ISLEART- ILLART vuole mostrare l’influenza della natura i dell’ambiente sulla creazione. I linguaggi utilizzati dagli artisti che la compongono evidenziano discorsi individuali sensitivi e divergenti, pero che, in modo innegabile, entrano in relazione con l’ambiente, la materia e la luce, costruendo processi interni in cui implicano la loro potente e a volte rigorosa iconografia personale. È in questo modo che artisti come Erwin Bechtold, Ñaco Fabré, Robert Ferrer i Martorell, Pep Llambías e Guillem Nadal –nati o particolarmente vincolati alle Isole Baleari– rispondono al progetto di questa mostra.
Tutti, nel trascorso delle loro traiettorie creative, hanno sviluppato tematiche e concetti sia personali sia radicati nella nostra realtà culturale, rendendo palesi le loro impronte significativamente rilevanti nell’ambito della plastica contemporanea.
Le Isole Baleari possiedono un marcato carattere di micro-mondo, considerato che l’isolano, forzato a un’autarchia relativa, ha sempre cercato di trovare in ognuna delle isole che compongono l’arcipelago le risorse necessarie per crearvi un piccolo universo proprio. È importante sottolineare il numeroso gruppo di notevoli artisti che, soprattutto durante il XX secolo, decisero di ormeggiare su queste isole che si schiudono in mezzo al mare luminoso, culla del Mediterraneo, portando a termine creazioni e linguaggi d’una magnificenza e personalità assolute.
Spesso le Isole Baleari sono state viste come il paradiso della pintura grazie alle straordinarie condizioni che vi propiziano la creatività. Durante il primo terzo del XX secolo, la sua proiezione internazionale e il trionfo di nuove correnti plastiche accentuarono ancora di più questo carattere.

Gli artisti venuti da altri cantoni che prestarono attenzione alla chiamata di queste nuove tendenze scoprirono le possibilità che offriva il paesaggio mediterraneo, che permetteva la sintesi di una scenografia nella quale si potevano combinare la misura dei classici e il colore dionisiaco di questo microcosmo, e non esitarono a radicarvisi, dando vita a una nutrita comunità pittorica che impulsò il fruttifero e rivoluzionario movimento culturale dell’epoca.
Una delle chiavi del suo innegabile fascino è l’aspetto di mosaico che palesa il nostro paesaggio. Un ambiente cantato e raccontato da artisti e poeti che, durante ogni tempo, si sono sentiti soggiogati dalla sua luce differente e mutevole che li ha stimolati e incitati fino a plasmare e codificare i suoi vibranti effetti e affetti.
Erwin Bechtold (Colonia, 1925) è uno dei veri artisti della plastica contemporanea grazie al suo contributo al mondo delle arti e alla sua grande capacità creativa, oltre che per la proiezione dei suoi lavori a livello internazionale.
La biografia spiega come inizialmente la sua traiettoria fu marcata dalla tradizione familiare, come figlio e pronipote di grandi impresari, pero la sua inquietudine creativa gli indicò successivamente nuovi traguardi da raggiungere. A Parigi continuerà la sua evoluzione artistica, dove lavorerà con Fernand Léger. Nel 1954 visiterà Ibiza, dopo essere passato per Barcellona, dove entrerà in contatto con il Gruppo Dau al Set, e per Madrid, dove entrerà in relazione con i componenti di El Paso. Tornerà in Germania, però nel 1958 s’insedierà definitivamente nell’isola bianca, senza interrompere mai i contatti con il mondo dell’arte internazionale; questa circostanza gli ha permesso d’instaurare, a partire dal proprio spazio fatto di pace, un dialogo perseverante con le tendenze più avanguardiste. Poco dopo il suo arrivo a Ibiza, formerà parte del Gruppo 59, in una delle epoche più algide della storia culturale e artistica della più grande delle isole Pitiuse.
Le opere di Bechtold corrispondenti alla tappa informalista (1957-1961) segnano i caratteri importanti della sua evoluzione creativa –vincolata alla prolungata permanenza a Berlino – e riflettono la sua grande personalità ed estrema sensibilità.
Il suo è un esercizio di poetica personale, nel quale l’artista si batte nel confronto. Utilizza il colore, le trame e lo spazio con deliberata arbitrarietà. Il suo linguaggio ponderato ed individualista incita, indica, offre, suggerisce…, dove la forma trova la perfetta ubiquità. Con sobrietà e saggezza divide gli spazi, marca i contrasti, definisce gli equilibri, assembla le superfici e sfuma la luce fino a reinventarla.

Ñaco Fabré (Palma, 1965) è uno dei nostri artisti di più solida traiettoria professionale e, per meriti propri, accademico della Reial Acadèmia de Belles Arts di Sant Sebastià di Palma. Nella pura astrazione lirica, l’insieme della sua opera incide nel sottile linguaggio di gesti e calligrafie, così come nella riflessiva preoccupazione per preservare il paesaggio e la natura. Della sua traiettoria, bisogna evidenziare la maniera e la forma, il concetto preclaro e la straordinaria cadenza del ritmo pittorico, così come la capacità di sopprimere tutto ciò che potrebbe risultare superfluo; questo metodo sintetico gli garantisce la lodevole fedeltà al proprio lavoro. Le sue creazioni sono esercizi codificati dalla memoria, sui quali disegna echi di vivenze per poter assumere con la sua personale nomina la sfocata complessità universale.
Lo sviluppo delle opere di Ñaco Fabré è il calcolo della contestualizzazione d’un linguaggio stabilito mediante un compatto ideogramma. Così, la sua ideologia fa riferimento a un organigramma composto dall’assemblaggio d’elementi stimolanti e attitudini cognitive che costituiscono le basi della sua rilevante essenza umanista.

Robert Ferrer i Martorell (Valencia, 1979). Se consideriamo la traiettoria di Robert Ferrer i Martorell, possiamo notare come la luce e il suo trattamento hanno rappresentato sempre un fattore essenziale per lo sviluppo della sua inquietudine creativa, prodotta a partire dal punto di vista dell’astrazione e delle tendenze minimaliste. Nei suoi piani, fecondati da un lavoro coerente e costruito con un metodo concettualmente specifico, prende in considerazione le relazioni delle idee tra di loro, così come la capacità di entrare in connessione con altre o di rifiutare certi tipi di unioni. In questo modo, l’artista realizza un’opera fatta di centri e di cerchi, di sfere e di spazi giratori, d’orbite e d’energia e, in modo particolare, di concentrata e potente luminosità.
In un mondo in cui trionfa la rapidità, Robert Ferrer i Martorell indaga accuratamente le azioni davvero importanti per l’essere umano, e si assicura che le emozioni, la luce e i suoni interni affiorino all’esterno. Così, esplora i cammini dell’immaginazione razionale, tesi tra il lirismo e la potenza vitale. Robert Ferrer i Martorell possiede la predisposizione e la virtù efficace di modellare o di produrre un effetto. Pensa, codifica, e alla fine distribuisce, in forma tanto radicale quanto amorosa, lo spazio nel quale installare migliaia di scintille catalizzatrici di luci e ombre. Il suo alfabeto è purista, di liturgia misteriosa e sensitiva, modulato da silenti spazi di tempo nei quali oscillano forme senza peso nate dalla realtà che, lanciate in forma geometrica, proporzionano un universo poeticamente astratto.
Luce plastica, luce reale, la luce sulla luce… in definitiva, luce che inonda il nostro mondo così spesso oscuro, non tanto in sé stesso quanto dentro di noi. Luce e colore, vita e atmosfera; chiarezza compositiva e criptografia formale… si fondono in un tutto magico.

Guillem Nadal_ illes V ed5_2009          erxin bechtold_Volumen rot_ 2008

Pep Llambías (Alaró, 1954). Durante il trascorso degli anni, Pep Llambías ha materializzato un discorso analitico e razionale nel quale prendono forma la più oggettiva, e allo stesso tempo, soggettiva di tutte le forme della realtà: il linguaggio, con un tacito omaggio alla sua struttura, visto che si tratta del fattore che determina il modo di pensare della comunità dei parlanti e che definisce il modo di percepire questa realtà e di interagirvi.
Le sue creazioni non sono una mera cronaca di fatti preteriti; anzi al contrario, l’artista costruisce costantemente un modello vitale e la sua evoluzione depurativa, quasi ascetica, palesa una crescita personale sommamente rappresentativa. Utilizza l’abecedario per formulare un linguaggio proprio, e dalla A alla Z, incide sull’inizio e sul finale cosmici dell’essere umano, cavallo di battaglia di tutta l’umanità.
Disegna con precisione il concetto. Grandi teste di agnelli silenziosi, muti osservatori di un mondo estraneo; superlative e bellissime rose, con cuori di neon; diafane superfici, dove il taglierino ha reciso parole dall’anima; tronchi d’alberi che, come se fossero una colonna vertebrale, sorreggono il peso emozionale, coronati da parole di contenuto simbolico.
In modo sensibilmente studiato, Pep Llambías crea una ferma scuderia di poesie visuali, e mette in scena le immagini di una narrativa assolutamente lirica nella quale intervengono due elementi fondamentali: la natura e il sentimento che, insieme alla parola, sono i motivi dei suoi codici, di quei codici processati durante anni di coerente bagaglio creativo, sottomesso a una tenace e costante indagine.

Guillem Nadal (Sant Llorenç, 1957). Ognuna delle attente manifestazioni plastiche dell’estensa traiettoria professionale di Guillem Nadal conferma il suo interessante contributo al mondo dell’arte. Nel suo lavoro, domina un teorema essenziale formato dal rigore pittorico e dal discorso intorno al viaggio individuale che realizza l’essere umano, di fronte ai principi fondamentali d’ordine e caos, materia e spirito, principio e finale… nell’incessante ricerca del proprio posto in un territorio sempre sconosciuto. Attraverso le sedimentate estensioni monocromatiche che esprimono il viscerale gesto dell’azione, Guillem Nadal racconta il suo paesaggio di mappe, terre, acque, cammini, traversate, o isole. Queste isole amate e nello stesso tempo dolorose, pietra di paragone a cui sempre ritorna l’isolano. Le isole di Guillem Nadal non sono geografiche, non si trovano negli oceani né nell’immaginazione, ma sono il soggetto di quei desiderati nuovi mondi in cui trovare spazi di serenità.
Mappe tracciate nella storia delle memorie sorgono dalle superfici dissodate. La preoccupazione per l’uomo e la terra è il messaggio che l’artista ci ha trasmesso attraverso la sua coerente traiettoria creativa. Chiostri, incognite, memorie, fossili, organismi in via di sviluppo, o processi di fattore ambientale, operativi o meno, secondo la loro incidenza, sugli esseri vivi. Questi fattori, che possono essere mutevoli e vengono rappresentati con diversa intensità nello spazio e nel tempo, sono l’interessante esercizio introspettivo dell’opera in cui riscontriamo una radicata espressione del sentimento.

naco fabre_ sin titulo 2011pep llambias_vida 2011Robert ferrer Martorell_ seri estacions 2010

Gli artisti che compongono IsleART approfondiscono, in modo rigoroso, nei campi dei moderni sistemi creativi e analitici delle relazioni. Guidano la pura manifestazione luminosa verso l’interiorizzazione visuale e il loro lavoro ci rimanda alla massima di Russell: “Ogni volta che qualcuno sentiva il desiderio d’intossicarsi celestialmente ricorreva alla musica. Però il colore e l’arte sono capaci tanto quanto la musica di procurare le maggiori estasi e piaceri”.


LETTURA DRAMMATIZZATA. ANDARE E TORNARE E RIANDARE

LUNEDI 25 MARZO. ORE 19

SALA CONFERENZE. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Alejandro Genes borsista per l’anno 2012-2013
in collaborazione i borsisti residenti: Oriol Saladrigues, Marisa Brugarolas, José Noguero e Cecilia Ardanaz, Voci Narranti.

lectura dramatizada Alejandro Genes

ANDARE E TORNARE E RIANDARE
Descrive la vita di quattro persone che vivono e attraversano periodi di crisi,
che fanno l’impossibile per sopravvivere,
la storia inizia verso la fine del 2001 con la peggiore crisi della storia Argentina,
fino all’attuale crisi europea.
Vedremo come migreranno, come cercheranno di fuggire dalla crisi,
e come se fosse un personaggio di un film del terrore, questa
li perseguiterà ovunque loro vadano.
Questa è la storia di Nicola, Vilma, Gina e Fabrizio

ALEJANDRO GENES  (Rosario, 1983) Argentino / Polaco.
Attore, Direttore Artistico, Drammaturgo, Regista

Tra i suoi maestri di teatro vi sono Ricardo Bartis, Raúl Serrano e Julio Chávez.
Si  forma presso la sua città natale con  Mirko Buchin, Bibiana Kiener de Ensinck, Gustavo Postiglione, Adrian Giampani

Studia presso la Escuela Provincial de Teatro Ambrosio Morante dove si è formato con Gustavo Di Pinto e Jorge Ferruchi.

Corso di Laurea in esibizione presso I.U.N.A. (Guillermo Flores, Martin Salazar, Eugenio Soto)

I suoi maestri in drammaturgia sono stati Alejandro Tantanian, Mauricio Kartun, Ricardo Halac.
Esegue Corsi in Laboratori di filosofia applicata al teatro con Horacio Banega.

Studia tecnica vocale con Rodolfo Vals e Sebastián Mazzoni,  forma parte del  Coro stabile del Teatro il Círculo de Rosario diretto da Cesar Spinelli.

Studia  danza Tap, Jazz e Classica nel Balletto Russo di Rosario con Tatiana Fesenko e Vasily Ostrovsky. Studia anche drammaturgia del teatro-danza con Susana Zimmermann

www.alejandrogenes.com.ar


PRESENTAZIONE COLLANA IRCUM MEDIEVAL CULTURES.

REDES FEMENINAS DE PROMOCIÓN ESPIRITUAL.

Women Network’s of spiritual Promotion

19 MARZO DALLE ORE 18

SALA CONFERENZE

SCARICA IL PROGRAMMA: PROGRAMMA PRESENTAZIONEREDES FEMENINAS_invito

Con la partecipazione di: Carles Mancho (Università Barcellona), Anna Benvenuti (Università Firenze), Francesca Cantú (Università Roma Tre) Blanca Garí (Università Barcellona),Gemma Collesanti (CNR)

Il punto di partenza di questa ricerca, è la costatazione del grande cambio di paradigma nella spiritualità negli ultimi secoli dell’età medievale europea, che dal XIII secolo si traduce in una definita e nuova comprensione del fenomeno religioso incentrato negli ideali pauperistici, evangelici e apostolici. Questa rivoluzione simbolica, che ne ha modificato completamente i parametri e che ha interessato uomini e donne, ha provocato una importante urbanizzazione e femminilizzazione della spiritualità. In questo contesto, il libro indaga sull’introduzione, l’evoluzione e  cambiamenti delle nuove forme di vita monastica e religiosa femminile in spazi e periodi specifici: I regni della Penisola Iberica dei secoli XIII al XVI, nella ricerca di stabilire connessioni di questi nuovi spazi di spiritualità femminile con strategie,  desideri e potenzialità delle donne che promossero la sua creazione, rafforzamento e riforma.

per saperne di più: http://www.viella.it/libro/760 oppure http://www.viella.it/libro/761


200 ANNI DI LIBERALISMO NEL MONDO ISPANICO

TAVOLA ROTONDA

13 MAGGIO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

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Una riflessione sul liberalismo politico e sociale in America Latina e in Spagna; che fine ha fatto il liberalismo? Che cos’è il liberalismo nell’attualità oltre ai pregiudizi? Quale percorso ha fatto dal 1812 in Spagna e in America Latina? Cercheremmo di aprire un dibattito intorno a tutte queste questioni.

Intervengono: Miguel Ángel Cortés (Accademico e Segretario di Stato per la cultura e relazioni con latinoamerica 1996-2004) , Riccardo Campa (Accademico ed scrittore) e Ignacio Sánchez Cámara (Consigliere di educazione dell’Ambasciata di Spagna e docente universitario).


LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ

 

CONFERENZA DI AQUILINO DUQUE

14 MARZO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Nella cornice del Salone dei Ritratti dell’Accademia:

LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ

Il poeta Luis Rosales, una volta mi disse,  parlandomi  del Magnum opus che stava elaborando su Cervantes, che se gli spagnoli dovessero essere figli di qualcuno sarebbero  grazie a Cervantes e a Velazquez. Questa lezione mi ha segnato per sempre, e fu in occasione del centenario di Velazquez quando ebbi  l’opportunità di svilupparla, mentre,  intanto cercavo di pagare  il debito che avevo con  l’Italia, dove ho avuto  la fortuna di trascorrere come loro degli anni indimenticabili, avventurosi  e proficui. Vivevo ancora  nella capitale quando mi pronunciai in versi di Don Miguel Cervantes e il quadro non sarebbe completo se adesso non lo facessi in prosa di Don Diego Velazquez.

Aquilino Duque

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AQUILINO DUQUE.

Nasce a Siviglia nel 1931. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Siviglia, completa i suoi studi

Presso l’Università di Cambridge e la Southern Methodist University a Dallas nel Texas. Romanziere, poeta e autore di saggi, Aquilino Duque è autore di Libri tali : De palabra en palabra (Premio Leopoldo Panero del Istituto di Cultura Ispanica e Fastenrath, della Reale Accademia Spagnola della lingua); el Mono azul (finalista del Premio Nadal 1973 e Premio Nazionale di Letteratura 1974)

Si trasferisce a Roma negli inizi degli anni 70, dove collabora con la pubblicazione Destino, in questo periodo  frequenta Rafael Alberti. Ha organizzato e diretto corsi di Letteratura spagnola a Cambridge, Siviglia e Chapel Hill. È stato relatore in conferenze in tutto il mondo: Università  di Cambridge, Siviglia, Swarthmore, Delaware, Chicago, Roma, Pennsylvania, Georgetown, La Rabida, Malaga, Mar Menor, Oviedo, Guadalajara (Messico),Museo di Belle Arti di  Siviglia, Palazzo delle nazione unite a  Ginevra, Istituto Britannico di Siviglia, e presso gli Istituti Cervantes di Buenos Aires, Londra, Nuova York, Vienna, Monaco e Utrecht

 

 


CONFERENZA. LA TRADIZIONE FIGURATIVA DELLA DIVINA COMMEDIA

CONFERENZA ARTE
LA TRADIZIONE FIGURATIVA DELLA DIVINA COMMEDIA. DAI MINIATORI TRECENTESCHI ALL’ARTE CONTEMPORANEA

28 FEBBRAIO ORE 19. CONFERENZA IN ITALIANO
SALA CONFERENZE.
INGRESSO LIBERO.

Con la colaborazione della Casa di Dante

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L’inferno di Dante sarà di nuovo protagonista all’Accademia. Il professore Andrea Mazzucchi dell’Università di Napoli Federico II e l’artista catanese Nino Lupica conducono la conferenza: La tradizione figurativa della Divina Commedia. Dai miniatori trecenteschi all’arte contemporanea. Con motivo della mostra allestita in Accademia fino 4 marzo: Auguste Rodin. L’inferno di Dante; scopriremmo il perché della forte attrazione che l’opera dantesca ha esercitato sull’arte visiva, Andrea Mazzucchi percorre dal punto di vista storico le illustrazioni grafiche dell’opera di Dante, Nino Lupica invece affronterà l’argomento, in qualità di esponente dell’arte contemporanea che ancora oggi si ispira nelle opere dantesche per le loro creazioni artistiche.

BIO DEI RELATORI.

Andrea Mazzucchi

Andrea Mazzucchi è professore ordinario di Filologia della letteratura italiana presso l’Università Federico II di Napoli. Si è occupato principalmente di Dante e in particolare dell’antica esegesi dantesca, delle formalizzazioni sintattico-retoriche del Convivio e dei rapporti tra testo e immagine nella tradizione manoscritta del poema dantesco. 

Ha curato l’edizione critica delle inedite Chiose filippine (Roma, Salerno Editrice, 2002) e delle Chiose alla  Commedia  di Matteo Chiromono (Roma, Salerno Editrice, 2004), nonché il facsimile con ampio commentario del Dante historiato di Federico Zuccari, noto pittore manierista, autore di 88 disegni volti a illustrare il poema dantesco (Roma, Salerno Editrice, 2005). Ha curato, in collaborazione con Enrico Malato, un ampio Censimento dei commenti danteschi. 1. I commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480) (Roma, Salerno Editrice, 2011), per il quale ha ottenuto il premio Fratelli Vassallini dell’Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Alcuni dei suoi principali studi danteschi sono stati raccolti nel volume Tra Convivio e Commedia. Sondaggi di filologia e critica dantesca (Roma, Salerno Editrice, 2004). Sta attualmente lavorando a una nuova edizione commentata del Convivio, le cui linee programmatiche sono esposte in Proposte per una nuova edizione commentata del  Convivio, in Leggere Dante oggi. I testi, l’esegesi, Atti del Convegno di Roma,

25-27 ottobre 2010, a cura di E. Malato e A. Mazzucchi, Roma, Salerno Editrice, 2012. Condirige le riviste Filologia e critica e  Rivista di studi danteschi  ed è direttore della collana  Sestante della Salerno Editrice. È membro della commissione scientifica preposta all?Edizione Nazionale dei Commenti danteschi e della commissione scientifica della  Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante. Fa parte dei consigli direttivi del Centro per la ricerca filologica, linguistica e letteraria  Pio Rajna di Roma, in qualità di vicepresidente, e della storica Casa di Dante in Roma.

NIno Lupica

Nino Lupica è nato a Scordìa, in provincia di Catania, nel 1938. Ha studiato all’Istituto Statale d’Arte di Catania e all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha seguito nel 1961-62 i corsi della Scuola Libera del Nudo, all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano, con il professor Aldo Salvadori.

Ha insegnato figura disegnata al Liceo Artistico di Bergamo e pittura all’Accademia di Belle Arti  “A. Galli” di Como dove ha svolto il ruolo di Direttore, succedendo allo scultore Andrea Cascella e allo storico dell’Arte Raffaele De Grada.

Le sue opere sono state esposte:

in Italia  (Galleria Gian Ferrari , Milano; Arte Centro, Milano; Galleria San Marco dei Giustiniani, Genova; Galleria New Gallery,Centro d’Arte Cavallotto, Catania; Galleria “ Il minotauro”, La Spezia; Palazzo Strozzi, Firenze; Villa Manzoni, Lecco; Palazzo Sormani, Milano; Galleria Civica, Campione D’Italia; Istituto Cervantes, Milano; Palazzo Florio,Università di Udine; Salone del Broletto, Como; Galleria “Il Doge”, Genova; Palazzo Piccolomini Pienza; Museo d’Arte Contemporanea, Lissone; Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera; Castello Ursino di Catania); Museo della città di Salò;

 in Svizzera ( Galleria Burdeke, Zurigo, Galleria Cecchi, Ginevra; Galleria N 2 Lugano); in Olanda ( Università di  Groningen); in Danimarca ( Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen) in Francia( Lycée Jean Monet, Neudorf; Galerie Kleber, Strasburgo; in Israele (Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme);in Spagna ( Galleria Estol, Barcellona; Galleria Yolanda Ríos, Sitges; Galleria Comunale di Monistrol de Monserrat, Girona); in Germania (Dresdner Schloss, Dresda);  in Polonia ( galleria Pryzmat, Cracovia);in Canada (Galleria Five, Ottawa); in Portogallo ( Istituto Italiano di Cultura, Lisbona); in Grecia (Palazzo Palamas, Università Centrale di Atene).

Nino Lupica, oltre all’attività di docente, ha promosso e realizzato esposizioni di grande interesse quali: “Immagine oggi in Italia” nel 1971; “¡…Que bien resiste! (L’idea di resistenza nell’arte contemporanea)” nel 1974; ”Aspetti del Naturalismo Lombardo da Gola a Morlotti” nel 1975; “Retrospettiva di Hans Grundig“ nel 1976. Nell’ambito delle sue attività artistiche e professionali, Nino Lupica ha collaborato con le seguenti Istituzioni europee; Technological Educational Institution ( TEI ) – Atene ; Universidad del País Vasco ( Upv – Ehu ) – Bilbao; The Valamo Art Conservation Institute -Uusi- Valamo (Finlandia); University of Westminster-Londra; Facultat de Belles Arts de Sant Carles – Valencia; Facultad de Bellas Artes della Universidad Complutense de Madrid; Akademie Vytvarniych Umeni V – Praga; Kunstholnschule – Berlino.

Sulla sua opera hanno scritto, tra gli altri, Carlo Bo, Mario Luzi, Raffaele De Grada, Germano Beringheli, Gianni Baget Bozzo, Mariano Apa, Alberico Sala, Paolo Levi, Giorgio Mascherpa, Ermanno Krumm, Elda Fezzi, Lea Grundig, Ute Schuffenhause.


ANDATA E RITORNO. IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’

TAVOLA ROTONDA. PRESENTAZIONE ATTI CONVEGNO.

ANDATA E RITORNO.IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’

20 GENNAIO ore 19. SALA CONFERENZE

INGRESSO LIBERO.

 Presentazione del Libro “A Roma da Roma. Il Viaggio di studio degli architetti: 1900-1950″ relativo al convegno realizzato in Accademia nel gennaio 2011. Dopo la presentazione apriamo una tavola rotonda che propone l’argomento attorno all’importanza e la validità del viaggio a Roma nella formazione dell’architetto. Conterà sulla partecipazione di:

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Jesús Aparicio Guisado (Universidad Politécnica de Madrid), Héctor Fernández Elorza (Universidad Politécnica de Madrid),  Pablo Castro Estévez (American Academy in Rome), Francesco Careri (Università degli Studi di Roma Tre) Claudia Conforti (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Marzia Marandola (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”),  María Diez Ibargoitia (Universidad Politécnica de Madrid) e Carlos García Fernández (Universidad Politécnica de Madrid).

Il Viaggio di Studio a Roma, è stato storicamente considerato fondamentale nella formazione dell’Architetto. Dal tradizionale “Grand Tour” del XIX secolo sino ai nostri giorni, in tante sono state le testimonianze che ci sono arrivati sotto forma di scritti, disegni o fotografie e che parlano dell’importanza dell’Italia e in modo particolare della città di Roma in questa formazione.

Nell’attualità, Roma continua ad essere destinazione di viaggio per molti architetti, che raggiungono la città per cercare le fondamenta della nostra cultura. Col passare del tempo e con i  progressi culturali e tecnologici, il format del viaggio, i mezzi e metodi per rappresentare e riconoscere la realtà sono stati modificati, hanno cambiato ma, come influiscono questi cambiamenti sul viaggio di studio dell’Architetto attuale


CONFERENZA. TECNOLATRIA, DEMOCRACIA Y CULTURA.

CONFERENZA: TECNOLATRÍA, DEMOCRAZIA E CULTURA.

30 GENNAIO ORE 18.30

Sala Conferenze. A cura del Proffessore Javier del Rey Morato (Università Complutense di Madrid) e Ignacio Sánchez Cámara (Consigliere Minsiterio Educación a Roma).

conferencia com copia

Durante la quale si affronteranno argomenti che riguardano con il potere delle social network nella comunicazione politica  e culturale. Javier del rey, analizzerà da esperto su internet e le scienze politiche, il ruolo che ne hanno questi reti sociali e la stessa internet e come incidono sulla partecipazione democratica e sociale nella cultura attuale.
Inoltre approfondiremmo su quali sono state le chiavi della campagna di comunicazione di Barack Obama e quali sono le nuove forme di comunicazione politica che diventeranno le protagoniste delle successive campagne, come ad esempio il voto in Italia.
In seguito si apre un dibattito con il nostro pubblico che potrà conversare con i nostri relatori sull’argomento


AUGUSTE RODIN. L’INFERNO DI DANTE

MOSTRA

DAL 29 GENNAIO AL 4 MARZO.

INAUGURAZIONE 29 GENNAIO ORE 19. INGRESSO LIBERO

Invito_mostra Auguste Rodin

La Real Academia de España a Roma  (Piazza San Pietro in Montorio, 3) inaugura il 29 gennaio nelle proprie sale la mostra dello scultore francese “Auguste Rodin. L’inferno di Dante”.

L’esposizione presenta l’importante opera grafica, quasi sconosciuta, dello scultore Auguste Rodin (1840- 1917), che fu stampata nel 1897 dalla Maison Goupil, pioniere  delle nuove tecniche di riproduzione dell’ immagine e della diffusione delle opere artistiche. Questa mostra ha un interesse doppio non solo perche ci permette di ammirare lo straordinario potenziale grafico dell’opera di Rodin, bensì anche l’inizio delle nuove forme di democratizzare l’arte attraverso la moltiplicazione e commercializzazione intrapresa dalla Goupil and Cia con un ampio e diversificato programma editoriale.

Questo “monumento alla bibliofilia” fu anche denominato l’album Fenaille, in quanto ottenne il patrocinio di Maurice Fenaille, membro dell’Academie des beaux-arts di Francia, nonché grande collezionista e mecenate. Grazie a Lui, possiamo osservare i disegni che erano andati perduti di Rodin, perche furono realizzati come stampe grazie alla nuova tecnica della fotoincisione. Qui si mostrano le prove “bon a tirer”, alcune con le annotazioni originali dello stesso Rodin, poiché il procedimento dell’intera edizione fu seguita molto da vicino dallo stesso artista.

Questi Disegni Neri di Rodin, sono ispirati all’Inferno di Dante Alighieri, e furono realizzati mentre lavorava nella sua famosa e non conclusa opera “ le Porte dell’inferno” (1880-1917), e benché non si tratti degli studi diretti per questo grande complesso di sculture, ne hanno la stessa  ispirazione. Le 129 stampe vengono suddivise in tre gruppi: 82 appartengono all’inferno, 31 al limbo, e le altre 16 sono studi che seppur  non riguardano l’opera di Dante, condividono lo stesso argomento d’ispirazione biblica ed evocazione delle opere di Michelangelo.

Le dissacranti tecniche grafiche di Rodin evocano le opere di Goya, di Rembrandt, ma anche i disegni di Victor Hugo, molto  conosciuti dallo scultore, poiché il suo rappresentante George Petit organizzò nel 1888 una mostra a Parigi sugli enigmatici disegni dello scrittore, dove lo schizzo d’inchiostro diventa protagonista.

 

La Casa Goupil, fu fondata nel 1850 a Parigi da Adolphe Goupil (1806-1893) e riuscì ad avere  uffici a Londra, Bruxelles, The Hage, Berlino, Vienna,  New York e persino in Australia. Questa mostra è stata ceduta dal Museo d’Aquitaine a Bordaux, sotto la cui tutela si trova la Collezione Goupil provvista d’una straordinaria ricchezza grafica.

AUGUSTE RODIN. L’INFERNO DI DANTE
Mostra delle stampe di Auguste Rodin
dalle collezioni del Musèe Goupil a Bordeaux

Periodo mostra: 29 gennaio-4 marzo
Inaugurazione: 29 gennaio ore 19
Organizzata da: Accademia Reale di Spagna

Scarica l’Omaggio a Auguste  Rodin di Octave Mirbeau : Omaggio a auguste rodin

 

 

 

 

 

 

 

 

 


MUSEI IN MUSICA. SUITE IBERIA DI ISAAC ALBÉNIZ CONCERTO DI PIANOFORTE DI ANTONIO ORTIZ

1 DICEMBRE. ORE 20

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL TELEFONO: 0658332721/22/23.

Organizzato in collaborazione con Atelier della Danza e della Musica di Raffaele Paganini Antonio Ortiz Professore presso La Scuola Superiore di Musica Reina Sofia di Madrid, presenta la Suite Iberia del compositore spagnolo Isaac Albéniz, nella cornice dello splendido salone dei ritratti dell’Accademia di Spagna.

Programma:

Parte I

I Cuaderno

1.Evocación

2.El Puerto

3. Corpus Christi en Sevilla

II Cuaderno

1.Rondeña

2.Almería

3. Triana.

                                               Parte II

III Cuaderno

1.El Albaicín

2.El Polo

3.Lavapiés.

IV Cuaderno

1.Málaga

2.Jerez

3.Eritaña


EL ARTE DEL VIDEO 1965-1990. Proiezioni e discussioni sulla video arte

Proiezioni e discussioni su video arte.
A cura di Valentina Valentini e Maia Giacobbe Borelli.

Scarica tutto il programma: programma_el_arte_del_video

Dal 2 al 7 novembre si presenta a Roma l’eccezionale programma sull’arte video realizzato dalla televisione spagnola alla fine degli anni Ottanta a cura di Jose Ramon Perez Ornia. Una autentica antologia di 25 anni della storia della videoarte nella quale sono presentate 175 dichiarazioni di artisti e studiosi europei e americani, estratte dalle 116 interviste realizzate. Saranno Proiettate durante la settimana opere originali commissionate ad artisti di vari paesi, rappresentativi della storia della videoarte: Nam June Paik e Wolf Vostell,  Woody e Steina Vasulka, Gary Hill, Bill Viola, Jean Paul Fargier, Zbig Rybczynski, Jean-Luc Godard, Robert Wilson, Marina Abramovic e Charles Atlas, Stefaan Decostere, Marcel Odenbach, Rebecca Allen e Antoni Muntadas. Tutte queste opere sono contenute in ogni puntata del programma.

PROIEZIONI

Scarica il programma delle proiezioni: Programma_ Proiezioni

2 – 4  novembre ore 16-20.
El arte del video
Proiezioni video delle 14 puntate del programma televisivo di Perez Ornia.

6-7 novembre.
Prima di ogni incontro.

Le proiezioni sono accompagnate di due giornate di discussione e dibattito intorno a questa disciplina

Martedì 6 novembre ore 18 – 20.
Instituto Cervantes
Piazza Navona, 91
Alle ore 18.30 Conversazione di José Ramón Pérez Ornia e Valentina Valentini  intorno al programma televisivo El arte del video
Mercoledì 7 novembre ore 17 – 20.
Real Academia de España
Piazza di san Pietro in Montorio, 3 

Alle ore 18.30 Tavola rotonda: Che fine ha fatto l’arte video? Ci interroghiamo su quali siano i percorsi della produzione video nel contesto internazionale, quale le sue trasformazioni e il suo ruolo nella famiglia audio-visuale-digitale nel nuovo secolo.
Con José Luis Corazón Ardura, Mario De Candia, Maia Giacobbe Borelli, Pietro Montani, José Ramón Pérez Ornia, Valentina Valentini.

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BIO PARTECIPANTI IN TAVOLA ROTONDA 7. NOVEMBRE IN ACCADEMIA:

MARIO DE CANDIA, critico d’arte e giornalista di “La Repubblica” segue da anni il dibattito e la produzione videoartistica in Italia e nel mondo.

 MAIA GIACOBBE BORELLI, studiosa di video e spettacolo digitale, collabora con il Centro Teatro Ateneo della Sapienza, Università di Roma. Dal 1986 al 1995 crea numerosi eventi videoartistici in Italia e all’estero con la società Tape Connection. Ha pubblicato diversi saggi sui rapporti tra corpo, spettacolo e tecnologie digitali.

PIETRO MONTANI, insegna Estetica alla Sapienza, Università di Roma, presso il dipartimento di Studi Filosofici ed Epistemologici. Ha dedicato all’estetica cinematografica numerosi studi e ha curato le edizioni italiane dei volumi di S. M Ejzenstejn.

JOSÉ RAMÓN PÉREZ ORNIA, studioso e critico dei media e della videoarte, è giornalista, professionista della televisione e docente di Comunicación Audiovisual y Publicidad de la Facultad de Ciencias de la Información (Universidad Complutense de Madrid, UCM).

 VALENTINA VALENTINI, insegna arti performative e arti elettroniche e digitali alla Sapienza, Università di Roma.

 JOSÉ LUIS CORAZÓN ARDURA. Dottore in filosofia. Specialista in arte contemporanea ed estetica. Critico d’arte e curatore. Collabora in varie pubblicazioni spagnole: Público, Revista de Occidente, Alegría de los Naufragios, Nolens Volens, Contrastes, tra tante altre.  Vicedirettore  della rivista Sublime ed editore per Spagna e Iberoamerica di Cura magazine. Ha curato mostre sul video arte spagnolo:SpanishFlies, Undergentryfication, La comunidad desobrada, Alegorías de lamigración, Res Publicae. Intervenciones del capitalismo en el videoarte español actual  y Extrarradio.


SPAZI NASCOSTI. IL LAVORO DEL RINASCIMENTO ITALIANO

WORK. FOTOGRAFIA FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA. IX EDIZIONE

SPAZI NASCOSTI. IL LAVORO DEL RINASCIMENTO ITALIANO DI JOSÉ MANUEL BALLESTER

MOSTRA DI FOTOGRAFIA. DAL 27 SETTEMBRE AL 30 OTTOBRE.

Inaugurazione 27 settembre ore 19.

José Manuel Ballester, premio nazionale di fotografia 2010, presenta la mostra “Spazi Nascosti. Il lavoro del Rinascimento italiano”. Presso la sede dell’Accademia Reale di Spagna a Roma, un’occasione per rileggere il rinascimento italiano grazie ad una scelta delle opere di Botticelli, Fra Angelico, Guido Reni, Leonardo da Vinci , ecc trasformate da Jose Manuel Ballester che ci svela gli spazi nascosti.

Attraverso una serie di opere significative della storia dell’arte, Spazi nascosti. Il lavoro del Rinascimento Italiano scompone il lavoro dell’artista durante questo periodo. Un artista nuovo che si forma nelle botteghe in cui la produzione del lavoro è totalmente specializzata e suddivisa  tra maestro, assistenti e apprendisti, con una organizzazione tal da influire sul risultato dell’opera stessa.

Più liberi dei loro predecessori gotici ma altrettanto sottomessi ad una serie di regole compositive, in cui l’uomo e le sue attività, si spostano verso il centro della composizione pittorica come una sorta di affermazione dell’idea dell’individuo unico e del suo realismo; lasciando la cornice di tutto questo come un palcoscenico relegato ad un piano secondario, frutto del lavoro di assistenti e di apprendisti, ossia i futuri maestri.

Con l’intervento di José Manuel Ballester, le opere sono spogliate dell’ attività umana, i personaggi e il loro lavoro spariscono, per cui  si denuda inoltre l’idea rinascimentale della raffigurazione umana, personaggi riconoscibili per la loro attività e il loro status sociale.

Lo spazio che avvolgeva il tema principale riappare, non è più nascosto: è lo spazio che risulta dall’assenza della “fatica” umana. Questo esercizio di svuotamento consente una lettura nuova del mestiere del pittore rinascimentale, dei classici: una dissezione della loro opera, derubata dal loro protagonista sia nella bottega dell’artista che nel lavoro spirituale, che ci permette di confrontare e di avvicinarci all’osservazione off the record della cornice dove si svolgono queste scene e che si palesa come il nuovo protagonista.

Gli elementi principali che raccontano le storie contenute in ogni quadro sono spariti, per cui diventano rilevanti altri aspetti. Da una parte, le immagini trasformate possono dar luogo a  varie interpretazioni da parte dello spettatore, dall’altra possono suggerire un confronto con le opere di artisti successivi, mettendo in risalto le loro intime connessioni. Questo esercizio lascia percepire la creazione come un grande ruscello che scorre attraverso il tempo e nutre e agisce sulla sua evoluzione.

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Hanno scritto sulla mostra:  

http://www.artribune.com/2012/10/quel-che-resta-del-quadro-le-sottrazioni-di-ballester/ 

JOSÉ MANUEL BALLESTER. Biografia

Nasce a Madrid nel 1960. Laureato in Belle Arti presso l’Università Complutense di Madrid. Ha partecipato in varie edizioni delle principali ferie d’arte: ARCO a Madrid, Art FORUM a Berlino, PARIS PHOTO E FIAC a Paris, ARMORY SHOW a New York, CIGE a  Beijing, e ART CHICAGO. Ballester lavora con gallerie d’arte di Toronto, New York, Sao Paulo, Parigi, Berlino, Pechino e in Spagna. Ha vinto importanti e numerosi premi, tra cui: premio nazionale di fotografia nel 2010, premio di Cultura 2008 nella disciplina di Fotografia  della regione di Madrid, Premio Nazionale d’incisione nel 1998, organizzato dalla Calcografia Nazionale.

Le sue opere fanno parte  dei più importanti musei: Museo Nazionale Arte Contemporanea Reina Sofia di Madrid, Museo Marugame d’Arte Contemporanea spagnola in Giappone, IVAM di Valencia, Museo di Arte di Miami e Cisneros Fontanals Art Foundation di Miami, Central Academy of FineArts di Pechino, Patio Herreriano di Valladolid, 21 Century Museum di Kentucky, tra tanti altri.

 Per saperne di più: www.josemanuelballester.com

Il Festival.

In occasione della XI edizione di FOTOGRAFIA, il Festival Internazionale di Roma coinvolge nuovamente l’intera Città e la sua rete di spazi pubblici e privati, con i quali da anni dialoga, costruendo un vero e proprio circuito a Roma dedicato alla fotografia contemporanea, con esposizioni inerenti al tema di quest’anno: il “lavoro”. Festival Internazionale di Roma arriva al 2012 con un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un interesse sempre più concreto per le produzioni originali. Il tema indagato dalla XI edizione sarà il “lavoro”, parola chiave della storia della fotografia e di questi ultimi anni, reinterpretato mediante una grande attenzione alle differenze e ai cambiamenti dei linguaggi della fotografia e del lavoro contemporaneo. Il Festival, nella sua nuova versione MACRO, sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia, con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia.


MUSICA. XX EDIZIONE FESTIVAL SETE SOIS SETE LUAS

FESTIVAL SETE SOIS SETE LUAS. DAL 16 AL 19 LUGLIO.

PIAZZA SAN PIETRO IN MONTORIO.


L’Accademia Reale di Spagna collabora con la XX Edizione del Festival Sete Sois Sete Luas nella cornice dell’Estate Romana 2012.

I concerti si svolgono presso la Piazza di San Pietro in Montorio.

Più info su: www.7sois.eu

Scarica il programma del festival: programma sete sois sete luas_2012


MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. V CONCERTO SIGMA PROJECT

CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.

V  CONCERTO: SIGMA PROJECT

TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è  dunque suggestivo e la sonorità eccellente.

Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.

 Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia  Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.

Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.

Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012

Scarica il Cs in spagnolo: Nota_prensa_ciclo conciertos2012_Raer

Scarica il Cs in italiano: cs concertichiostro2012

I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro

 

V CONCERTO. LUNEDI 9 LUGLIO ORE 20.30

SIGMA PROJECT. Josetxo Silguero, Andrés Gomis, Ángel Soria e Miguel Romero

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Il quartetto SIGMA PROJECT nasce nell’ottobre del 2007 con la prospettiva di diventare, tanto a livello nazionale che estero, una band musicale di punta.

Costituito da quattro famosi solisti di saxofono estremamente impegnati con la creazione musicale attuale – Josetxo Silguero, Andrés Gomis, Ángel Soria e Miguel Romero-, la formazione si caratterizza per la riflessione, lo studio e la ricerca del suono, in una constante ricerca e applicazione di nuove tecnologie e nell’interrelazione con altre discipline artistiche (danza, video, arte plastica…), ampliando il fine utilitario iniziale.

SIGMA PROJECT debutta all’auditorium Kursaal di San Sebastián il 27 agosto del 2008, in occasione della 69º Quindicina Musicale di San Sebastián, con pieno consenso della critica e del pubblico. Da allora, si sposta per i palcosceni nazionali più importanti come l’Auditorio 400 del Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía di Madrid, il Museo Es Baluard d’art Modern i Contemporani di Palma de Mallorca, l’Auditorio Nacional de Música di Madrid, la Fundación Pilar i Joan Miró de Palma de Mallorca, el ENSEMS-Festival Internacional de música contemporánea di Valenza, il Festival Dos Abrazos in Galicia, la stagione dei concerti dell’Orchestra sinfonica di Balears Ciudad de Palma, e il Festival internacional de Música Contemporánea di Alicante.


MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. IV CONCERTO SOO JUNG ANN

CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.

IV  CONCERTO: SOO JUNG ANN

TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è  dunque suggestivo e la sonorità eccellente.

Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.

 Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia  Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.

Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.

Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012

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I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro

 

IV CONCERTO. GIOVEDI 5 LUGLIO ORE 20.30

SOO JUNG ANN. Vincitore del Concorso Internazionale di Musica María Canals di Barcellona.

programma de mano concerto 5 LUGLIO esp-ita

 

Soo-Jung Ann nasce a Seul nel 1987. Iniziò a suonare il piano alla età di 6 anni e si formò nella Scuola d’Arte Yewon e nella scuola preparatoria dell’Università Nazionale Coreana dell´ Arti. Studiò con il professor Choong-Mo Kang e ottenne la Laurea in Musica nel febbraio del 2007. Studente del Prof. John O’Conor e di Fahy Teresa alla Reale Accademia Irlandesa di Musica dal settembre del 2007. Nel 2009, prende il Master in Interpretazione Musicale e attualmente sta studiando per ottenere il Dottorato in Interpretazione Musicale.

Soo-Jung Ann ottiene gran successo nelle competizioni internazionali di piano, vince il 6º premio del Concorso di Piano del Hamamatsu Internazionale nel 2009, il 3º premio del Concorso Internazionale di Piano AXA di Dublino nel 2009, il 4 º premio del Concorso Internazionale di Piano di Hong Kong nel 2011 con un concerto finale diretto da Vladimir Ashkenazy. Recentemente viene premiata con la medaglia d’oro al 58 ª Concorso Internazionale di Musica Maria Canals de Barcellona nel 2012.

Soo-Jung Ann ha partecipato a numerosi concerti come solista nel suo paese natio, la Corea, successivamente in Irlanda, Francia, Giappone, Malesia, Macedonia, Polonia e Russia e ha suonato da solista per l’Orchestra Filarmonica di Cracovia, l’Orchestra Filarmonica di Macedonia, l’Orchestra Filarmonica di Wieniawski, la Rzeszow philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale d’Irlanda, la Hong Kong philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Tokio e la Orchestra Filarmonica di Tokio Universal. Ha inoltre partecipato ad una serie di festival di musica incluso l’Euro Music Festival e l’Accademia di Leipzig, Germania, l’Accademia di Musica di Hamamatsu en Giappone e all’Aspen Music Festival negli U.S.A.


MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. III CONCERTO MARIO CAROLI

CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.

III  CONCERTO: MARIO CAROLI

TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è  dunque suggestivo e la sonorità eccellente.

Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.

 Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia  Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.

Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.

Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012

Scarica il Cs in spagnolo: Nota_prensa_ciclo conciertos2012_Raer

Scarica il Cs in italiano: cs concertichiostro2012

I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro

III CONCERTO. GIOVEDI 28 GIUGNO ORE 20.30

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Mario Caroli ha intrapreso lo studio del flauto all’étà di 14 anni ed ha ottenuto il suo diploma di solista a 19 anni. All’età di 22 anni vince lo storico Premio internazionale “Kranichstein” a Darmstadt, ed intraprende così un’importante carriera che lo ha rivelato come uno dei principali solisti della sua generazione. La concezione dei suoi programmi e la vastità del repertorio mostrano un approccio singolare e autentico alla professione, così come una traiettoria artistica assolutamente personale. Nei suoi recital si passa da Ferneyhough a Marin Marais con la stessa disarmante semplicità. Nella sua arte non esistono barriere tra i repertori, ed egli rifiuta la classificazione di “specialista” di un limitato genere di repertorio: Mario Caroli appartiene alla ristretta cerchia di artisti in grado di eseguire il più classico dei concerti e la più ardita composizione contemporanea con lo stesso virtuosismo e la stessa vivida musicalità. È forse anche per questo che le sue apparizioni pubbliche suscitano sempre un così grande successo: il suo recital di debutto al Concertgebouw di Amsterdam fu accolto da una standing ovation. In occasione di un suo recital alla Société Philarmonique di Bruxelles, la critica notò come: “il pubblico era letteralmente sbalordito di fronte alla sua tecnica, la sua potenza, la sua poesia e la sua musicalità”, mentre il suo primo recital al Théâtre du Châtelet di Parigi fu acclamato per la sua “straordinaria forza evocativa”.


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