CINEMA ALL’ACCADEMIA DI SPAGNA: MASHROME FILM FEST E FESTIVAL CINEMASPAGNA
MASHROME FESTIVAL DAL 8 AL 11 MAGGIO.
IN ACCADEMIA GIORNO 9 DALLE ORE 10 ALLE 13 E DALLE 14 ALLE 16
CINEMASPAGNA DAL 9 AL 15 MAGGIO
IN ACCADEMIA GIORNO 10 MAGGIO ALLE ORE 12.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
MAshRome FF è il primo festival italiano dedicato al Mash up ed alla cultura del Remix e nasce con l’obiettivo di esplorare l’universo delle recenti produzioni audiovisive con particolare riferimento al Mash Up inteso nell’accezione di linguaggio capace di interpretare ed esprimere la contemporaneità in ambito artistico e culturale. Sperimentazione e contaminazione tra arti e generi sono i concetti chiave del festival che si aprirà al cinema nuovo, sperimentale.
Il Mash Up é un linguaggio che – mescolando immagini e suoni, estratti da sorgenti diverse – documentario, film d’animazione, film di finzione e contaminando arti diverse (cinema, arte contemporanea, fotografia, etc) crea una nuova opera. Ospite d’onore CARLOS AMORALES.
partecipano:
GYORGY PALFI Regista
IURY LECH Videoartista – Direttore del Festival Matadac
ISTVAN HORKAY Regista
MARK MANDRIL FERRARIO Artista
HAKAN BERBER Regista
PAOLO PEVERINI (Docente di “Semiotica dei Media” e di “Semiotica dei linguaggi specialistici” nel Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS “Guido Carli”)
CARLA VISTARINI (Scrittrice, Autrice televisiva, teatrale, musicale, sceneggiatrice)
MASSIMO PISTONE (Direttore Centro di studi e ricerca su “Comunicazione. Audiovisivo e Reti” di Link Campus University di Roma, Scrittore)
ANTONIETTA DE LILLO (Regista e produttrice)
Modera
EMILIANA DE BLASIO
SCARICA IL PROGRAMMA DEL PANEL: PANEL REMIX IS EVERYWHERE 2013
PER ISCRIVERSI INVIARE MAIL A: redazione@mashrome.org
PIÙ INFO SU: www.mashrome.org
Torna a Roma, dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, che offrirà come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualità, dai classici alle ultime novità. Film di apertura del festival, il lungometraggio ‘Blancanieves’ di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente (Macarena García). Il film, che sarà distribuito in Italia il prossimo autunno, è un omaggio al cinema muto e in bianco e nero, ambientato nella Siviglia degli anni ‘20 e sarà presentato dall’attrice, cantante e ballerina Macarena García, volto noto della serie televisiva Amar en tiempos revueltos.
Tra gli ospiti attesi, il regista Xavi Puebla, che presenterà il suo terzo lungometraggio ‘A puerta fría’, interpretato, tra gli altri, da María Valverde e Nick Nolte, e il suo ultimo cortometraggio “Cartas desde la locura” (Lettere dalla follia).
Lettere dalla Follia : trent’anni dopo essere stata rinchiusa in un Manicomio a Ville Evràrd, l’amante di Auguste Rodin, Camille Claudel morì completamente sola, le lettere che scrisse non vennero mai spedite. Le poche che a lei erano indirizzate non le vennero mai recapitate. venerdi 10 alle 12:00 presso la Reale Accademia di Spagna (ingresso gratuito).
SCARICA IL PROGRAMMA DI CINEMASPAGNA: Programma A4 cs2013 printable
PIÙ INFO SU: www.cinemaspagna.org
99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO
99 SONETTI ROMANESCHI: DAL ROMANESCO ALLO SPAGNOLO continua il percorso spagnolo dei sonetti belliani iniziato mezzo secolo fa da Rafael Alberti
7 maggio ore 18 INGRESSO LIBERO
L’Accademia Reale di Spagna e il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli presentano, nella splendida cornice del salone dei ritratti, la traduzione in spagnolo di 99 Sonetti Romaneschi. A cura di Luigi Giuliani (Università Extremadura). Durante l’incontro intervengono Laura Biancini, Franco Onorati e Eugenio Ragni
Alla fine della presentazione si terrà una lettura di alcuni sonetti in romanesco e in spagnolo.
In seguito vino d’onore
SINOSSI DEL LIBRO 99 SONETTI ROMANESCHI
Nel clima di chiusura culturale della Roma papalina, Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), un oscuro impiegato dell’amministrazione pontificia frequentatore di polverose accademie letterarie, scrive in maniera semiclandestina 2.279 sorprendenti sonetti in romanesco con l’intento dichiarato di costruire un “monumento” alla plebe della sua città. In ognuno di essi un narratore in prima persona ci parla di violenza, sesso, religione, della miseria, la morte e gli abusi del potere, toccando una vasta gamma di registri, da una comicità esplosiva alla più intensa meditazione filosofica.
L’insieme dei suoi versi costituisce un’opera polifonica, impattante, atemporale, di altissima qualità poetica, un caso peculiare di uso letterario di una lingua subalterna che ci offre una visione “dal basso” delle grandezze e le miserie di una città e ci rivela gli impulsi più intimi e occulti delle nostre coscienze. Un capolavoro della poesia europea di tutti i tempi che presentiamo per la prima volta in un’antologia annotata che si rivolge ai lettori di lingua spagnola.
I relatori:
Franco Onorati
È socio e amministratore del Centro Studi G.G.Belli,; Vice Presidente del “Gruppo dei Romanisti”, collabora come redattore alla pubblicazione dell’antologia di scritti su Roma intitolata Strenna dei Romanisti. Nel settore della letteratura in dialetto ha curato, con altri, l’opera omnia del poeta romano Mario dell’Arco (ed. Gangemi), editore per conto del quale ha in corso la pubblicazione del carteggio Leonardo Sciascia-Mario dell’Arco. Nell’àmbito belliano, si segnala il volume A teatro col Belli-Il sublime ridicolo del melodramma nei sonetti romaneschi (ed.Palombi). Nei “Quaderni Leonardo Sciascia” ha pubblicato il volume La stagione romanesca di Leonardo Sciascia fra Pasolini e dell’Arco (2003). Nel 2010 ha curato l’antologia Belli da Roma all’Europa. I sonetti romaneschi nelle traduzioni del terzo millennio, che al suo interno presenta una sezione spagnola con traduzioni di Agustìn Garcìa Calvo, Carlos Germàn Belli e Luigi Giulani.
Laura Biancini
Per anni bibliotecaria alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, ove è stata responsabile della Sala Romana. Nel 1994 ha partecipato, con altri studiosi, alla fondazione del Centro Studi G.G.Belli. Altre sue partecipazioni: dal 1997 fa parte del “Gruppo dei Romanisti”, dal 2003 è collaboratore scientifico dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, dal 2009 fa parte dell’Associazione Mica Aurea (S.Cosimato in Trastevere), dal 2011 è socio corrispondente della Società Romana di Storia Patria
Oggetto degli studi e di varie pubblicazioni: G.G.Belli, storia del teatro, storia delle arti decorative a Roma, letteratura di viaggio. Collabora alle seguenti riviste specializzate: “RR:Roma nel Rinascimento”, “La Strenna dei Romanisti”, “Il Belli”, “Il 996″, “L’Apollo buongustaio”, “Rassegna storica per il Risorgimento”, Lazio ieri e oggi”
Luigi Giulani. (Roma, 1962)
Formatosi come ispanista (laurea all’Università La Sapienza e dottorato presso l’Universidad Autónoma de Barcelona), vive in Spagna da 24 anni. È docente dell’area di Teoria della letteratura e letteratura comparata dell’Universidad de Extremadura.
Membro sin dal 1991 del gruppo di ricerca Prolope, diretto da Alberto Blecua, nell’ambito dell’ispanismo ha pubblicato edizioni critiche di commedie di Lope de Vega (El casamiento en la muerte, El santo negro Rosambuco, El Nuevo Mundo), di liriche cancioneriles del Quattrocento (Juan de Tapia), delle novelle seicentesche di Juan Pérez de Montalban (Sucesos y prodigios de amor), oltre al recente volume delle Tragedie di Lupercio Leonardo de Argensola, edizione per cui ha ricevuto il Premio Rivadeneyra di critica testuale concesso dalla Real Academia.
Ha inoltre pubblicato numerosi studi e impartito conferenze sulle Crónicas de Indias, sul teatro del Siglo de Oro e, in un ambito più ampio e in un’ottica comparatistica, sul libro a stampa nell’Europa barocca, sulla teoria del teatro, sui romanzieri irlandesi e statunitensi contemporanei e sulla tradizione narrativa italoamericana.
Attualmente lavora a un’edizione critico-genetica di Roma, peligro para caminantes di Rafael Alberti.
È membro del Centro Studi G. G. Belli
Eugenio Ragni
Emiliano di nascita ma romano d’adozione, Eugenio Ragni è professore emerito di Letteratura italiana presso l’Università di Roma Tre. Ha lavorato per più di un trentennio, come redattore e collaboratore, all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, partecipando soprattutto all’Enciclopedia Dantesca. Ha al suo attivo più di centotrenta pubblicazioni, che spaziano da alcune lecturae Dantis ad edizioni commentate di autori moderni e contemporanei, con corpose incursioni critico-filologiche nel Rinascimento. Ha anche redatto per la Storia della letteratura italiana della Salerno Editrice un ampio panorama della narrativa italiana dal 1919 al 2000. Ha tenuto corsi in diverse università straniere, negli USA a Phoenix e Los Angeles, in Canada, in Argentina, in Nuova Zelanda. Ha maturato nel tempo la conoscenza dell’opera del Belli, cui ha dedicato numerosi saggi e ha edito una silloge di 600 sonetti per Zanichelli; approfondendo inoltre con vari saggi la conoscenza e l’indagine sul romanesco, studiando e presentando la produzione di altri poeti moderni e contemporanei. Socio ordinario dell’Istituto Nazionale di Studi Romani, membro ordinario dell’Accademia dell’Arcadia, dell’Accademia Torricelliana di Faenza, del Gruppo dei Romanisti, socio fondatore del Centro Belli e caporedattore della rivista del Centro, «il 996», sta attualmente redigendo un lungo saggio su I papi del Belli, nel quale si propone di mettere a confronto le opinioni dei personaggi belliani e quelle degli storici sui sei pontefici che si sono succeduti sul soglio durante i 72 anni di vita del poeta.
IL TEATRO DI VALLE-INCLÁN IN ITALIA
CONFERENZA IN SPAGNOLO A CURA DI SANDRA DOMÍNGUEZ CARREIRO (UNIEVRSITÀ PER STRANIERI DI PERUGIA)
22 APRILE ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
Il profondo e costante interesse che Valle-Inclán aveva verso l’arte e la cultura italiana si è palesato sin dall’inizio del suo percorso come scrittore. Basta ricordare la sua Sonata di Primavera, ambientata in Italia, la sua filiazione letteraria con autori tali Gabriele D’annunzio oppure le raccomandazioni ricorrenti che faceva ai pittori durante le discussioni al Nuovo Caffè di Levante per incoraggiarli a viaggiare nel Bel Paese con l’obiettivo di studiare l’arte primitivo e rinascimentale italiano.
Questo interesse continuo fu ripagato quando nel 1933 il governo della II repubblica le offrì l’incarico di direttore dell’Accademia Spagnola di Belle Arti a Roma, incarico che svolse fino al suo decesso del 5 gennaio nel 1936. Fu in questo periodo, nel 1934 per la precisione, che A.G. Bragaglia decise presentare la prima in Italia di un’opera drammatica dello scrittore: Los cuernos de don Friolera, che riscuote un grande successo di affluenza di pubblico e della critica.
Da allora e fino ad oggi, molte opere teatrali dello scrittore hanno ripreso vita in diversi teatri italiani , e di ciò sono rimaste le testimonianze in annunci, informazioni giornalistiche, e rassegne critiche raccolte in riviste specializzate. Lo scopo di questa conferenza dunque è rivolto alla ricostruzione della fortuna scenica di Valle-Inclán in Italia, analizzando alcune delle rappresentazioni più significative per capire come sono state adattate da parte delle compagnie teatrali del paese, le difficoltà che hanno dovuto affrontare gli attori e il pubblico e le soluzioni dell’ applauso concesso in Italia a questo drammaturgo europeo imprescindibile del XX secolo
BIO DEL RELATORE:
Laureata in filologia ispanica, con il premio straordinario di Laurea presso l’Università di Santiago de Compostela (2003), dottoressa con la tesi di ricerca “El Gran Bufon: estudio e indices”, nel maggio 2011. Ha fatto parte del gruppo di ricerca “La obra de Valle-Inclan: estudios y ediciones criticas” e nell’attualità è collaboratrice del progetto “La obra y el legado manuscrito de Valle-Inclán: edición y estudios críticos”. Nell’attualità lavora come assegnista di ricerca presso l’università per stranieri di Perugia con il progetto di ricerca “Cammini ideologici e spirituali di Ramon del Valle-Inclan: da Santiago a Roma” sotto direzione della professoressa Dianella Gambini .
STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA
STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA
CONFERENZA A CURA DI VALENTINA MONCADA CURATRICE E GALLERISTA
11 APRILE ALLE ORE 19.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Conferenza a cura di Valentina Moncada. Si tratterà di approfondire il ruolo della colonia spagnola di Via Margutta già a partire dagli inizi dell’Ottocento, analizzando in particolar modo gli artisti spagnoli che qui hanno avuto degli atelier, come i fratelli Josè e Mariano Benlliure, Josè Gallegos, Vincente March, Salvador Sanchez Barbudo, Mariano Barbasan, solo per citarne alcuni, per arrivare fino al novecento col grande Pablo Picasso. Inoltre, la conferenza approfondirà ulteriormente tutte le tematiche affrontate dagli artisti durante il loro soggiorno romano e dell’influente figura di Mariano Fortuny, attivo frequentatore dell’Associazione Artistica Internazionale che aveva la sua antica sede a via Margutta 54
VALENTINA MONCADA
Figlia di un fotografo di moda amante dell’arte, Valentina Moncada diventa presto protagonista del mondo dell’arte prima a New York, dove si forma e fa le sue prime esperienze, poi a Roma, dove apre la sua galleria nel 1990.
Si laurea nel 1981 al Sarah Lawrence College, Bronxville di New York e dal 1982 al 1984 frequenta il Master of Art presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Nel 1983 partecipa al concorso per “Curatorial Assistant” al “The Solomon R. Guggenheim Museum” (New York) per la mostra “Kandinsky in Paris”, vincendo il premio “Hilla von Rebay Fellowship“. Durante l’anno accademico 1984-1985 è assistente del prof. Ken Silver, docente di Storia dell’Arte presso la New York University, tenendo corsi regolari agli studenti del primo anno. Comincia da subito a lavorare nei più prestigiosi musei e gallerie di New York, conoscendo artisti e curatori famosi, tutti protagonisti di stagioni irripetibili, da cui acquisisce le conoscenze necessarie a gestire una galleria d’arte contemporanea. Nel 1985 lavora nel “Department of Community Education” del Metropolitan Museum of Art, New York, dove tiene anche diverse conferenze. Dal 1984 al 1989 collabora con la rivista “Segno“. Presenta alcune mostre per i cataloghi delle seguenti gallerie: L’Attico, Roma; Annina Nosei, New York; Runkel-Hue-Williams, Londra. Pubblica nel 1988 un saggio importante “The Painter’s Guide in the Cities of Venice and Padua” con la Cambridge University Press.
E’ grazie al suo entusiasmo, al coraggio e alla costanza con cui ha sempre proposto mostre di altissimo livello che artisti sia affermati sia emergenti sono approdati nella Città Eterna da tutto il mondo. Il 3 ottobre 1990 Valentina Moncada inaugura la sua galleria romana in Via Margutta 54: da quel momento fino al 2012 ha presentato più di 80 mostre di artisti italiani ed internazionali. Tra queste molte sono state delle anteprime assolute in Italia e molti degli artisti esposti hanno raggiunto oggi notevole fama internazional
MOSTRA ISLEART
ISLEART DAL 3 APRILE AL 8 MAGGIO
INGRESSO LIBERO
INAUGURAZIONE 3 APRILE ORE 19
A cura di Gudi Moragues
Promossa da Institut d’Estudis Baleàrics
Organizzata da Institut d’Estudis Baleàrics e Real Academia de España en Roma.
La mostra ISLEART- ILLART vuole mostrare l’influenza della natura i dell’ambiente sulla creazione. I linguaggi utilizzati dagli artisti che la compongono evidenziano discorsi individuali sensitivi e divergenti, pero che, in modo innegabile, entrano in relazione con l’ambiente, la materia e la luce, costruendo processi interni in cui implicano la loro potente e a volte rigorosa iconografia personale. È in questo modo che artisti come Erwin Bechtold, Ñaco Fabré, Robert Ferrer i Martorell, Pep Llambías e Guillem Nadal –nati o particolarmente vincolati alle Isole Baleari– rispondono al progetto di questa mostra.
Tutti, nel trascorso delle loro traiettorie creative, hanno sviluppato tematiche e concetti sia personali sia radicati nella nostra realtà culturale, rendendo palesi le loro impronte significativamente rilevanti nell’ambito della plastica contemporanea.
Le Isole Baleari possiedono un marcato carattere di micro-mondo, considerato che l’isolano, forzato a un’autarchia relativa, ha sempre cercato di trovare in ognuna delle isole che compongono l’arcipelago le risorse necessarie per crearvi un piccolo universo proprio. È importante sottolineare il numeroso gruppo di notevoli artisti che, soprattutto durante il XX secolo, decisero di ormeggiare su queste isole che si schiudono in mezzo al mare luminoso, culla del Mediterraneo, portando a termine creazioni e linguaggi d’una magnificenza e personalità assolute.
Spesso le Isole Baleari sono state viste come il paradiso della pintura grazie alle straordinarie condizioni che vi propiziano la creatività. Durante il primo terzo del XX secolo, la sua proiezione internazionale e il trionfo di nuove correnti plastiche accentuarono ancora di più questo carattere.
Gli artisti venuti da altri cantoni che prestarono attenzione alla chiamata di queste nuove tendenze scoprirono le possibilità che offriva il paesaggio mediterraneo, che permetteva la sintesi di una scenografia nella quale si potevano combinare la misura dei classici e il colore dionisiaco di questo microcosmo, e non esitarono a radicarvisi, dando vita a una nutrita comunità pittorica che impulsò il fruttifero e rivoluzionario movimento culturale dell’epoca.
Una delle chiavi del suo innegabile fascino è l’aspetto di mosaico che palesa il nostro paesaggio. Un ambiente cantato e raccontato da artisti e poeti che, durante ogni tempo, si sono sentiti soggiogati dalla sua luce differente e mutevole che li ha stimolati e incitati fino a plasmare e codificare i suoi vibranti effetti e affetti.
Erwin Bechtold (Colonia, 1925) è uno dei veri artisti della plastica contemporanea grazie al suo contributo al mondo delle arti e alla sua grande capacità creativa, oltre che per la proiezione dei suoi lavori a livello internazionale.
La biografia spiega come inizialmente la sua traiettoria fu marcata dalla tradizione familiare, come figlio e pronipote di grandi impresari, pero la sua inquietudine creativa gli indicò successivamente nuovi traguardi da raggiungere. A Parigi continuerà la sua evoluzione artistica, dove lavorerà con Fernand Léger. Nel 1954 visiterà Ibiza, dopo essere passato per Barcellona, dove entrerà in contatto con il Gruppo Dau al Set, e per Madrid, dove entrerà in relazione con i componenti di El Paso. Tornerà in Germania, però nel 1958 s’insedierà definitivamente nell’isola bianca, senza interrompere mai i contatti con il mondo dell’arte internazionale; questa circostanza gli ha permesso d’instaurare, a partire dal proprio spazio fatto di pace, un dialogo perseverante con le tendenze più avanguardiste. Poco dopo il suo arrivo a Ibiza, formerà parte del Gruppo 59, in una delle epoche più algide della storia culturale e artistica della più grande delle isole Pitiuse.
Le opere di Bechtold corrispondenti alla tappa informalista (1957-1961) segnano i caratteri importanti della sua evoluzione creativa –vincolata alla prolungata permanenza a Berlino – e riflettono la sua grande personalità ed estrema sensibilità.
Il suo è un esercizio di poetica personale, nel quale l’artista si batte nel confronto. Utilizza il colore, le trame e lo spazio con deliberata arbitrarietà. Il suo linguaggio ponderato ed individualista incita, indica, offre, suggerisce…, dove la forma trova la perfetta ubiquità. Con sobrietà e saggezza divide gli spazi, marca i contrasti, definisce gli equilibri, assembla le superfici e sfuma la luce fino a reinventarla.
Ñaco Fabré (Palma, 1965) è uno dei nostri artisti di più solida traiettoria professionale e, per meriti propri, accademico della Reial Acadèmia de Belles Arts di Sant Sebastià di Palma. Nella pura astrazione lirica, l’insieme della sua opera incide nel sottile linguaggio di gesti e calligrafie, così come nella riflessiva preoccupazione per preservare il paesaggio e la natura. Della sua traiettoria, bisogna evidenziare la maniera e la forma, il concetto preclaro e la straordinaria cadenza del ritmo pittorico, così come la capacità di sopprimere tutto ciò che potrebbe risultare superfluo; questo metodo sintetico gli garantisce la lodevole fedeltà al proprio lavoro. Le sue creazioni sono esercizi codificati dalla memoria, sui quali disegna echi di vivenze per poter assumere con la sua personale nomina la sfocata complessità universale.
Lo sviluppo delle opere di Ñaco Fabré è il calcolo della contestualizzazione d’un linguaggio stabilito mediante un compatto ideogramma. Così, la sua ideologia fa riferimento a un organigramma composto dall’assemblaggio d’elementi stimolanti e attitudini cognitive che costituiscono le basi della sua rilevante essenza umanista.
Robert Ferrer i Martorell (Valencia, 1979). Se consideriamo la traiettoria di Robert Ferrer i Martorell, possiamo notare come la luce e il suo trattamento hanno rappresentato sempre un fattore essenziale per lo sviluppo della sua inquietudine creativa, prodotta a partire dal punto di vista dell’astrazione e delle tendenze minimaliste. Nei suoi piani, fecondati da un lavoro coerente e costruito con un metodo concettualmente specifico, prende in considerazione le relazioni delle idee tra di loro, così come la capacità di entrare in connessione con altre o di rifiutare certi tipi di unioni. In questo modo, l’artista realizza un’opera fatta di centri e di cerchi, di sfere e di spazi giratori, d’orbite e d’energia e, in modo particolare, di concentrata e potente luminosità.
In un mondo in cui trionfa la rapidità, Robert Ferrer i Martorell indaga accuratamente le azioni davvero importanti per l’essere umano, e si assicura che le emozioni, la luce e i suoni interni affiorino all’esterno. Così, esplora i cammini dell’immaginazione razionale, tesi tra il lirismo e la potenza vitale. Robert Ferrer i Martorell possiede la predisposizione e la virtù efficace di modellare o di produrre un effetto. Pensa, codifica, e alla fine distribuisce, in forma tanto radicale quanto amorosa, lo spazio nel quale installare migliaia di scintille catalizzatrici di luci e ombre. Il suo alfabeto è purista, di liturgia misteriosa e sensitiva, modulato da silenti spazi di tempo nei quali oscillano forme senza peso nate dalla realtà che, lanciate in forma geometrica, proporzionano un universo poeticamente astratto.
Luce plastica, luce reale, la luce sulla luce… in definitiva, luce che inonda il nostro mondo così spesso oscuro, non tanto in sé stesso quanto dentro di noi. Luce e colore, vita e atmosfera; chiarezza compositiva e criptografia formale… si fondono in un tutto magico.
Pep Llambías (Alaró, 1954). Durante il trascorso degli anni, Pep Llambías ha materializzato un discorso analitico e razionale nel quale prendono forma la più oggettiva, e allo stesso tempo, soggettiva di tutte le forme della realtà: il linguaggio, con un tacito omaggio alla sua struttura, visto che si tratta del fattore che determina il modo di pensare della comunità dei parlanti e che definisce il modo di percepire questa realtà e di interagirvi.
Le sue creazioni non sono una mera cronaca di fatti preteriti; anzi al contrario, l’artista costruisce costantemente un modello vitale e la sua evoluzione depurativa, quasi ascetica, palesa una crescita personale sommamente rappresentativa. Utilizza l’abecedario per formulare un linguaggio proprio, e dalla A alla Z, incide sull’inizio e sul finale cosmici dell’essere umano, cavallo di battaglia di tutta l’umanità.
Disegna con precisione il concetto. Grandi teste di agnelli silenziosi, muti osservatori di un mondo estraneo; superlative e bellissime rose, con cuori di neon; diafane superfici, dove il taglierino ha reciso parole dall’anima; tronchi d’alberi che, come se fossero una colonna vertebrale, sorreggono il peso emozionale, coronati da parole di contenuto simbolico.
In modo sensibilmente studiato, Pep Llambías crea una ferma scuderia di poesie visuali, e mette in scena le immagini di una narrativa assolutamente lirica nella quale intervengono due elementi fondamentali: la natura e il sentimento che, insieme alla parola, sono i motivi dei suoi codici, di quei codici processati durante anni di coerente bagaglio creativo, sottomesso a una tenace e costante indagine.
Guillem Nadal (Sant Llorenç, 1957). Ognuna delle attente manifestazioni plastiche dell’estensa traiettoria professionale di Guillem Nadal conferma il suo interessante contributo al mondo dell’arte. Nel suo lavoro, domina un teorema essenziale formato dal rigore pittorico e dal discorso intorno al viaggio individuale che realizza l’essere umano, di fronte ai principi fondamentali d’ordine e caos, materia e spirito, principio e finale… nell’incessante ricerca del proprio posto in un territorio sempre sconosciuto. Attraverso le sedimentate estensioni monocromatiche che esprimono il viscerale gesto dell’azione, Guillem Nadal racconta il suo paesaggio di mappe, terre, acque, cammini, traversate, o isole. Queste isole amate e nello stesso tempo dolorose, pietra di paragone a cui sempre ritorna l’isolano. Le isole di Guillem Nadal non sono geografiche, non si trovano negli oceani né nell’immaginazione, ma sono il soggetto di quei desiderati nuovi mondi in cui trovare spazi di serenità.
Mappe tracciate nella storia delle memorie sorgono dalle superfici dissodate. La preoccupazione per l’uomo e la terra è il messaggio che l’artista ci ha trasmesso attraverso la sua coerente traiettoria creativa. Chiostri, incognite, memorie, fossili, organismi in via di sviluppo, o processi di fattore ambientale, operativi o meno, secondo la loro incidenza, sugli esseri vivi. Questi fattori, che possono essere mutevoli e vengono rappresentati con diversa intensità nello spazio e nel tempo, sono l’interessante esercizio introspettivo dell’opera in cui riscontriamo una radicata espressione del sentimento.
Gli artisti che compongono IsleART approfondiscono, in modo rigoroso, nei campi dei moderni sistemi creativi e analitici delle relazioni. Guidano la pura manifestazione luminosa verso l’interiorizzazione visuale e il loro lavoro ci rimanda alla massima di Russell: “Ogni volta che qualcuno sentiva il desiderio d’intossicarsi celestialmente ricorreva alla musica. Però il colore e l’arte sono capaci tanto quanto la musica di procurare le maggiori estasi e piaceri”.
LETTURA DRAMMATIZZATA. ANDARE E TORNARE E RIANDARE
LUNEDI 25 MARZO. ORE 19
SALA CONFERENZE. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Alejandro Genes borsista per l’anno 2012-2013
in collaborazione i borsisti residenti: Oriol Saladrigues, Marisa Brugarolas, José Noguero e Cecilia Ardanaz, Voci Narranti.
ANDARE E TORNARE E RIANDARE
Descrive la vita di quattro persone che vivono e attraversano periodi di crisi,
che fanno l’impossibile per sopravvivere,
la storia inizia verso la fine del 2001 con la peggiore crisi della storia Argentina,
fino all’attuale crisi europea.
Vedremo come migreranno, come cercheranno di fuggire dalla crisi,
e come se fosse un personaggio di un film del terrore, questa
li perseguiterà ovunque loro vadano.
Questa è la storia di Nicola, Vilma, Gina e Fabrizio
ALEJANDRO GENES (Rosario, 1983) Argentino / Polaco.
Attore, Direttore Artistico, Drammaturgo, Regista
Tra i suoi maestri di teatro vi sono Ricardo Bartis, Raúl Serrano e Julio Chávez.
Si forma presso la sua città natale con Mirko Buchin, Bibiana Kiener de Ensinck, Gustavo Postiglione, Adrian Giampani
Studia presso la Escuela Provincial de Teatro Ambrosio Morante dove si è formato con Gustavo Di Pinto e Jorge Ferruchi.
Corso di Laurea in esibizione presso I.U.N.A. (Guillermo Flores, Martin Salazar, Eugenio Soto)
I suoi maestri in drammaturgia sono stati Alejandro Tantanian, Mauricio Kartun, Ricardo Halac.
Esegue Corsi in Laboratori di filosofia applicata al teatro con Horacio Banega.
Studia tecnica vocale con Rodolfo Vals e Sebastián Mazzoni, forma parte del Coro stabile del Teatro il Círculo de Rosario diretto da Cesar Spinelli.
Studia danza Tap, Jazz e Classica nel Balletto Russo di Rosario con Tatiana Fesenko e Vasily Ostrovsky. Studia anche drammaturgia del teatro-danza con Susana Zimmermann
200 ANNI DI LIBERALISMO NEL MONDO ISPANICO
TAVOLA ROTONDA
13 MAGGIO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Una riflessione sul liberalismo politico e sociale in America Latina e in Spagna; che fine ha fatto il liberalismo? Che cos’è il liberalismo nell’attualità oltre ai pregiudizi? Quale percorso ha fatto dal 1812 in Spagna e in America Latina? Cercheremmo di aprire un dibattito intorno a tutte queste questioni.
Intervengono: Miguel Ángel Cortés (Accademico e Segretario di Stato per la cultura e relazioni con latinoamerica 1996-2004) , Riccardo Campa (Accademico ed scrittore) e Ignacio Sánchez Cámara (Consigliere di educazione dell’Ambasciata di Spagna e docente universitario).
LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ
CONFERENZA DI AQUILINO DUQUE
14 MARZO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
Nella cornice del Salone dei Ritratti dell’Accademia:
LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ
Il poeta Luis Rosales, una volta mi disse, parlandomi del Magnum opus che stava elaborando su Cervantes, che se gli spagnoli dovessero essere figli di qualcuno sarebbero grazie a Cervantes e a Velazquez. Questa lezione mi ha segnato per sempre, e fu in occasione del centenario di Velazquez quando ebbi l’opportunità di svilupparla, mentre, intanto cercavo di pagare il debito che avevo con l’Italia, dove ho avuto la fortuna di trascorrere come loro degli anni indimenticabili, avventurosi e proficui. Vivevo ancora nella capitale quando mi pronunciai in versi di Don Miguel Cervantes e il quadro non sarebbe completo se adesso non lo facessi in prosa di Don Diego Velazquez.
Aquilino Duque
AQUILINO DUQUE.
Nasce a Siviglia nel 1931. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Siviglia, completa i suoi studi
Presso l’Università di Cambridge e la Southern Methodist University a Dallas nel Texas. Romanziere, poeta e autore di saggi, Aquilino Duque è autore di Libri tali : De palabra en palabra (Premio Leopoldo Panero del Istituto di Cultura Ispanica e Fastenrath, della Reale Accademia Spagnola della lingua); el Mono azul (finalista del Premio Nadal 1973 e Premio Nazionale di Letteratura 1974)
Si trasferisce a Roma negli inizi degli anni 70, dove collabora con la pubblicazione Destino, in questo periodo frequenta Rafael Alberti. Ha organizzato e diretto corsi di Letteratura spagnola a Cambridge, Siviglia e Chapel Hill. È stato relatore in conferenze in tutto il mondo: Università di Cambridge, Siviglia, Swarthmore, Delaware, Chicago, Roma, Pennsylvania, Georgetown, La Rabida, Malaga, Mar Menor, Oviedo, Guadalajara (Messico),Museo di Belle Arti di Siviglia, Palazzo delle nazione unite a Ginevra, Istituto Britannico di Siviglia, e presso gli Istituti Cervantes di Buenos Aires, Londra, Nuova York, Vienna, Monaco e Utrecht
CONFERENZA. LA TRADIZIONE FIGURATIVA DELLA DIVINA COMMEDIA
CONFERENZA ARTE
LA TRADIZIONE FIGURATIVA DELLA DIVINA COMMEDIA. DAI MINIATORI TRECENTESCHI ALL’ARTE CONTEMPORANEA
28 FEBBRAIO ORE 19. CONFERENZA IN ITALIANO
SALA CONFERENZE.
INGRESSO LIBERO.
Con la colaborazione della Casa di Dante
L’inferno di Dante sarà di nuovo protagonista all’Accademia. Il professore Andrea Mazzucchi dell’Università di Napoli Federico II e l’artista catanese Nino Lupica conducono la conferenza: La tradizione figurativa della Divina Commedia. Dai miniatori trecenteschi all’arte contemporanea. Con motivo della mostra allestita in Accademia fino 4 marzo: Auguste Rodin. L’inferno di Dante; scopriremmo il perché della forte attrazione che l’opera dantesca ha esercitato sull’arte visiva, Andrea Mazzucchi percorre dal punto di vista storico le illustrazioni grafiche dell’opera di Dante, Nino Lupica invece affronterà l’argomento, in qualità di esponente dell’arte contemporanea che ancora oggi si ispira nelle opere dantesche per le loro creazioni artistiche.
BIO DEI RELATORI.
Andrea Mazzucchi
Andrea Mazzucchi è professore ordinario di Filologia della letteratura italiana presso l’Università Federico II di Napoli. Si è occupato principalmente di Dante e in particolare dell’antica esegesi dantesca, delle formalizzazioni sintattico-retoriche del Convivio e dei rapporti tra testo e immagine nella tradizione manoscritta del poema dantesco.
Ha curato l’edizione critica delle inedite Chiose filippine (Roma, Salerno Editrice, 2002) e delle Chiose alla Commedia di Matteo Chiromono (Roma, Salerno Editrice, 2004), nonché il facsimile con ampio commentario del Dante historiato di Federico Zuccari, noto pittore manierista, autore di 88 disegni volti a illustrare il poema dantesco (Roma, Salerno Editrice, 2005). Ha curato, in collaborazione con Enrico Malato, un ampio Censimento dei commenti danteschi. 1. I commenti di tradizione manoscritta (fino al 1480) (Roma, Salerno Editrice, 2011), per il quale ha ottenuto il premio Fratelli Vassallini dell’Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Alcuni dei suoi principali studi danteschi sono stati raccolti nel volume Tra Convivio e Commedia. Sondaggi di filologia e critica dantesca (Roma, Salerno Editrice, 2004). Sta attualmente lavorando a una nuova edizione commentata del Convivio, le cui linee programmatiche sono esposte in Proposte per una nuova edizione commentata del Convivio, in Leggere Dante oggi. I testi, l’esegesi, Atti del Convegno di Roma,
25-27 ottobre 2010, a cura di E. Malato e A. Mazzucchi, Roma, Salerno Editrice, 2012. Condirige le riviste Filologia e critica e Rivista di studi danteschi ed è direttore della collana Sestante della Salerno Editrice. È membro della commissione scientifica preposta all?Edizione Nazionale dei Commenti danteschi e della commissione scientifica della Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante. Fa parte dei consigli direttivi del Centro per la ricerca filologica, linguistica e letteraria Pio Rajna di Roma, in qualità di vicepresidente, e della storica Casa di Dante in Roma.
NIno Lupica
Nino Lupica è nato a Scordìa, in provincia di Catania, nel 1938. Ha studiato all’Istituto Statale d’Arte di Catania e all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha seguito nel 1961-62 i corsi della Scuola Libera del Nudo, all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano, con il professor Aldo Salvadori.
Ha insegnato figura disegnata al Liceo Artistico di Bergamo e pittura all’Accademia di Belle Arti “A. Galli” di Como dove ha svolto il ruolo di Direttore, succedendo allo scultore Andrea Cascella e allo storico dell’Arte Raffaele De Grada.
Le sue opere sono state esposte:
in Italia (Galleria Gian Ferrari , Milano; Arte Centro, Milano; Galleria San Marco dei Giustiniani, Genova; Galleria New Gallery,Centro d’Arte Cavallotto, Catania; Galleria “ Il minotauro”, La Spezia; Palazzo Strozzi, Firenze; Villa Manzoni, Lecco; Palazzo Sormani, Milano; Galleria Civica, Campione D’Italia; Istituto Cervantes, Milano; Palazzo Florio,Università di Udine; Salone del Broletto, Como; Galleria “Il Doge”, Genova; Palazzo Piccolomini Pienza; Museo d’Arte Contemporanea, Lissone; Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera; Castello Ursino di Catania); Museo della città di Salò;
in Svizzera ( Galleria Burdeke, Zurigo, Galleria Cecchi, Ginevra; Galleria N 2 Lugano); in Olanda ( Università di Groningen); in Danimarca ( Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen) in Francia( Lycée Jean Monet, Neudorf; Galerie Kleber, Strasburgo; in Israele (Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme);in Spagna ( Galleria Estol, Barcellona; Galleria Yolanda Ríos, Sitges; Galleria Comunale di Monistrol de Monserrat, Girona); in Germania (Dresdner Schloss, Dresda); in Polonia ( galleria Pryzmat, Cracovia);in Canada (Galleria Five, Ottawa); in Portogallo ( Istituto Italiano di Cultura, Lisbona); in Grecia (Palazzo Palamas, Università Centrale di Atene).
Nino Lupica, oltre all’attività di docente, ha promosso e realizzato esposizioni di grande interesse quali: “Immagine oggi in Italia” nel 1971; “¡…Que bien resiste! (L’idea di resistenza nell’arte contemporanea)” nel 1974; ”Aspetti del Naturalismo Lombardo da Gola a Morlotti” nel 1975; “Retrospettiva di Hans Grundig“ nel 1976. Nell’ambito delle sue attività artistiche e professionali, Nino Lupica ha collaborato con le seguenti Istituzioni europee; Technological Educational Institution ( TEI ) – Atene ; Universidad del País Vasco ( Upv – Ehu ) – Bilbao; The Valamo Art Conservation Institute -Uusi- Valamo (Finlandia); University of Westminster-Londra; Facultat de Belles Arts de Sant Carles – Valencia; Facultad de Bellas Artes della Universidad Complutense de Madrid; Akademie Vytvarniych Umeni V – Praga; Kunstholnschule – Berlino.
Sulla sua opera hanno scritto, tra gli altri, Carlo Bo, Mario Luzi, Raffaele De Grada, Germano Beringheli, Gianni Baget Bozzo, Mariano Apa, Alberico Sala, Paolo Levi, Giorgio Mascherpa, Ermanno Krumm, Elda Fezzi, Lea Grundig, Ute Schuffenhause.
ANDATA E RITORNO. IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’
TAVOLA ROTONDA. PRESENTAZIONE ATTI CONVEGNO.
ANDATA E RITORNO.IL VIAGGIO DI STUDIO DEGLI ARCHITETTI DALLA CONTEMPORANEITA’
20 GENNAIO ore 19. SALA CONFERENZE
INGRESSO LIBERO.
Presentazione del Libro “A Roma da Roma. Il Viaggio di studio degli architetti: 1900-1950″ relativo al convegno realizzato in Accademia nel gennaio 2011. Dopo la presentazione apriamo una tavola rotonda che propone l’argomento attorno all’importanza e la validità del viaggio a Roma nella formazione dell’architetto. Conterà sulla partecipazione di:
Jesús Aparicio Guisado (Universidad Politécnica de Madrid), Héctor Fernández Elorza (Universidad Politécnica de Madrid), Pablo Castro Estévez (American Academy in Rome), Francesco Careri (Università degli Studi di Roma Tre) Claudia Conforti (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Marzia Marandola (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), María Diez Ibargoitia (Universidad Politécnica de Madrid) e Carlos García Fernández (Universidad Politécnica de Madrid).
Il Viaggio di Studio a Roma, è stato storicamente considerato fondamentale nella formazione dell’Architetto. Dal tradizionale “Grand Tour” del XIX secolo sino ai nostri giorni, in tante sono state le testimonianze che ci sono arrivati sotto forma di scritti, disegni o fotografie e che parlano dell’importanza dell’Italia e in modo particolare della città di Roma in questa formazione.
Nell’attualità, Roma continua ad essere destinazione di viaggio per molti architetti, che raggiungono la città per cercare le fondamenta della nostra cultura. Col passare del tempo e con i progressi culturali e tecnologici, il format del viaggio, i mezzi e metodi per rappresentare e riconoscere la realtà sono stati modificati, hanno cambiato ma, come influiscono questi cambiamenti sul viaggio di studio dell’Architetto attuale
AUGUSTE RODIN. L’INFERNO DI DANTE
MOSTRA
DAL 29 GENNAIO AL 4 MARZO.
INAUGURAZIONE 29 GENNAIO ORE 19. INGRESSO LIBERO
La Real Academia de España a Roma (Piazza San Pietro in Montorio, 3) inaugura il 29 gennaio nelle proprie sale la mostra dello scultore francese “Auguste Rodin. L’inferno di Dante”.
L’esposizione presenta l’importante opera grafica, quasi sconosciuta, dello scultore Auguste Rodin (1840- 1917), che fu stampata nel 1897 dalla Maison Goupil, pioniere delle nuove tecniche di riproduzione dell’ immagine e della diffusione delle opere artistiche. Questa mostra ha un interesse doppio non solo perche ci permette di ammirare lo straordinario potenziale grafico dell’opera di Rodin, bensì anche l’inizio delle nuove forme di democratizzare l’arte attraverso la moltiplicazione e commercializzazione intrapresa dalla Goupil and Cia con un ampio e diversificato programma editoriale.
Questo “monumento alla bibliofilia” fu anche denominato l’album Fenaille, in quanto ottenne il patrocinio di Maurice Fenaille, membro dell’Academie des beaux-arts di Francia, nonché grande collezionista e mecenate. Grazie a Lui, possiamo osservare i disegni che erano andati perduti di Rodin, perche furono realizzati come stampe grazie alla nuova tecnica della fotoincisione. Qui si mostrano le prove “bon a tirer”, alcune con le annotazioni originali dello stesso Rodin, poiché il procedimento dell’intera edizione fu seguita molto da vicino dallo stesso artista.
Questi Disegni Neri di Rodin, sono ispirati all’Inferno di Dante Alighieri, e furono realizzati mentre lavorava nella sua famosa e non conclusa opera “ le Porte dell’inferno” (1880-1917), e benché non si tratti degli studi diretti per questo grande complesso di sculture, ne hanno la stessa ispirazione. Le 129 stampe vengono suddivise in tre gruppi: 82 appartengono all’inferno, 31 al limbo, e le altre 16 sono studi che seppur non riguardano l’opera di Dante, condividono lo stesso argomento d’ispirazione biblica ed evocazione delle opere di Michelangelo.
Le dissacranti tecniche grafiche di Rodin evocano le opere di Goya, di Rembrandt, ma anche i disegni di Victor Hugo, molto conosciuti dallo scultore, poiché il suo rappresentante George Petit organizzò nel 1888 una mostra a Parigi sugli enigmatici disegni dello scrittore, dove lo schizzo d’inchiostro diventa protagonista.
La Casa Goupil, fu fondata nel 1850 a Parigi da Adolphe Goupil (1806-1893) e riuscì ad avere uffici a Londra, Bruxelles, The Hage, Berlino, Vienna, New York e persino in Australia. Questa mostra è stata ceduta dal Museo d’Aquitaine a Bordaux, sotto la cui tutela si trova la Collezione Goupil provvista d’una straordinaria ricchezza grafica.
AUGUSTE RODIN. L’INFERNO DI DANTE
Mostra delle stampe di Auguste Rodin
dalle collezioni del Musèe Goupil a Bordeaux
Periodo mostra: 29 gennaio-4 marzo
Inaugurazione: 29 gennaio ore 19
Organizzata da: Accademia Reale di Spagna
Scarica l’Omaggio a Auguste Rodin di Octave Mirbeau : Omaggio a auguste rodin
MUSEI IN MUSICA. SUITE IBERIA DI ISAAC ALBÉNIZ CONCERTO DI PIANOFORTE DI ANTONIO ORTIZ
1 DICEMBRE. ORE 20
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA AL TELEFONO: 0658332721/22/23.
Organizzato in collaborazione con Atelier della Danza e della Musica di Raffaele Paganini Antonio Ortiz Professore presso La Scuola Superiore di Musica Reina Sofia di Madrid, presenta la Suite Iberia del compositore spagnolo Isaac Albéniz, nella cornice dello splendido salone dei ritratti dell’Accademia di Spagna.
Programma:
Parte I
I Cuaderno
1.Evocación
2.El Puerto
3. Corpus Christi en Sevilla
II Cuaderno
1.Rondeña
2.Almería
3. Triana.
Parte II
III Cuaderno
1.El Albaicín
2.El Polo
3.Lavapiés.
IV Cuaderno
1.Málaga
2.Jerez
3.Eritaña
EL ARTE DEL VIDEO 1965-1990. Proiezioni e discussioni sulla video arte
Proiezioni e discussioni su video arte.
A cura di Valentina Valentini e Maia Giacobbe Borelli.
Scarica tutto il programma: programma_el_arte_del_video
Dal 2 al 7 novembre si presenta a Roma l’eccezionale programma sull’arte video realizzato dalla televisione spagnola alla fine degli anni Ottanta a cura di Jose Ramon Perez Ornia. Una autentica antologia di 25 anni della storia della videoarte nella quale sono presentate 175 dichiarazioni di artisti e studiosi europei e americani, estratte dalle 116 interviste realizzate. Saranno Proiettate durante la settimana opere originali commissionate ad artisti di vari paesi, rappresentativi della storia della videoarte: Nam June Paik e Wolf Vostell, Woody e Steina Vasulka, Gary Hill, Bill Viola, Jean Paul Fargier, Zbig Rybczynski, Jean-Luc Godard, Robert Wilson, Marina Abramovic e Charles Atlas, Stefaan Decostere, Marcel Odenbach, Rebecca Allen e Antoni Muntadas. Tutte queste opere sono contenute in ogni puntata del programma.
PROIEZIONI
Scarica il programma delle proiezioni: Programma_ Proiezioni
2 – 4 novembre ore 16-20.
El arte del video
Proiezioni video delle 14 puntate del programma televisivo di Perez Ornia.
6-7 novembre.
Prima di ogni incontro.
Le proiezioni sono accompagnate di due giornate di discussione e dibattito intorno a questa disciplina
Martedì 6 novembre ore 18 – 20.
Instituto Cervantes
Piazza Navona, 91
Alle ore 18.30 Conversazione di José Ramón Pérez Ornia e Valentina Valentini intorno al programma televisivo El arte del video
Mercoledì 7 novembre ore 17 – 20.
Real Academia de España
Piazza di san Pietro in Montorio, 3
Alle ore 18.30 Tavola rotonda: Che fine ha fatto l’arte video? Ci interroghiamo su quali siano i percorsi della produzione video nel contesto internazionale, quale le sue trasformazioni e il suo ruolo nella famiglia audio-visuale-digitale nel nuovo secolo.
Con José Luis Corazón Ardura, Mario De Candia, Maia Giacobbe Borelli, Pietro Montani, José Ramón Pérez Ornia, Valentina Valentini.
BIO PARTECIPANTI IN TAVOLA ROTONDA 7. NOVEMBRE IN ACCADEMIA:
MARIO DE CANDIA, critico d’arte e giornalista di “La Repubblica” segue da anni il dibattito e la produzione videoartistica in Italia e nel mondo.
MAIA GIACOBBE BORELLI, studiosa di video e spettacolo digitale, collabora con il Centro Teatro Ateneo della Sapienza, Università di Roma. Dal 1986 al 1995 crea numerosi eventi videoartistici in Italia e all’estero con la società Tape Connection. Ha pubblicato diversi saggi sui rapporti tra corpo, spettacolo e tecnologie digitali.
PIETRO MONTANI, insegna Estetica alla Sapienza, Università di Roma, presso il dipartimento di Studi Filosofici ed Epistemologici. Ha dedicato all’estetica cinematografica numerosi studi e ha curato le edizioni italiane dei volumi di S. M Ejzenstejn.
JOSÉ RAMÓN PÉREZ ORNIA, studioso e critico dei media e della videoarte, è giornalista, professionista della televisione e docente di Comunicación Audiovisual y Publicidad de la Facultad de Ciencias de la Información (Universidad Complutense de Madrid, UCM).
VALENTINA VALENTINI, insegna arti performative e arti elettroniche e digitali alla Sapienza, Università di Roma.
JOSÉ LUIS CORAZÓN ARDURA. Dottore in filosofia. Specialista in arte contemporanea ed estetica. Critico d’arte e curatore. Collabora in varie pubblicazioni spagnole: Público, Revista de Occidente, Alegría de los Naufragios, Nolens Volens, Contrastes, tra tante altre. Vicedirettore della rivista Sublime ed editore per Spagna e Iberoamerica di Cura magazine. Ha curato mostre sul video arte spagnolo:SpanishFlies, Undergentryfication, La comunidad desobrada, Alegorías de lamigración, Res Publicae. Intervenciones del capitalismo en el videoarte español actual y Extrarradio.
SPAZI NASCOSTI. IL LAVORO DEL RINASCIMENTO ITALIANO
WORK. FOTOGRAFIA FESTIVAL INTERNAZIONALE DI ROMA. IX EDIZIONE
SPAZI NASCOSTI. IL LAVORO DEL RINASCIMENTO ITALIANO DI JOSÉ MANUEL BALLESTER
MOSTRA DI FOTOGRAFIA. DAL 27 SETTEMBRE AL 30 OTTOBRE.
Inaugurazione 27 settembre ore 19.
José Manuel Ballester, premio nazionale di fotografia 2010, presenta la mostra “Spazi Nascosti. Il lavoro del Rinascimento italiano”. Presso la sede dell’Accademia Reale di Spagna a Roma, un’occasione per rileggere il rinascimento italiano grazie ad una scelta delle opere di Botticelli, Fra Angelico, Guido Reni, Leonardo da Vinci , ecc trasformate da Jose Manuel Ballester che ci svela gli spazi nascosti.
Attraverso una serie di opere significative della storia dell’arte, Spazi nascosti. Il lavoro del Rinascimento Italiano scompone il lavoro dell’artista durante questo periodo. Un artista nuovo che si forma nelle botteghe in cui la produzione del lavoro è totalmente specializzata e suddivisa tra maestro, assistenti e apprendisti, con una organizzazione tal da influire sul risultato dell’opera stessa.
Più liberi dei loro predecessori gotici ma altrettanto sottomessi ad una serie di regole compositive, in cui l’uomo e le sue attività, si spostano verso il centro della composizione pittorica come una sorta di affermazione dell’idea dell’individuo unico e del suo realismo; lasciando la cornice di tutto questo come un palcoscenico relegato ad un piano secondario, frutto del lavoro di assistenti e di apprendisti, ossia i futuri maestri.
Con l’intervento di José Manuel Ballester, le opere sono spogliate dell’ attività umana, i personaggi e il loro lavoro spariscono, per cui si denuda inoltre l’idea rinascimentale della raffigurazione umana, personaggi riconoscibili per la loro attività e il loro status sociale.
Lo spazio che avvolgeva il tema principale riappare, non è più nascosto: è lo spazio che risulta dall’assenza della “fatica” umana. Questo esercizio di svuotamento consente una lettura nuova del mestiere del pittore rinascimentale, dei classici: una dissezione della loro opera, derubata dal loro protagonista sia nella bottega dell’artista che nel lavoro spirituale, che ci permette di confrontare e di avvicinarci all’osservazione off the record della cornice dove si svolgono queste scene e che si palesa come il nuovo protagonista.
Gli elementi principali che raccontano le storie contenute in ogni quadro sono spariti, per cui diventano rilevanti altri aspetti. Da una parte, le immagini trasformate possono dar luogo a varie interpretazioni da parte dello spettatore, dall’altra possono suggerire un confronto con le opere di artisti successivi, mettendo in risalto le loro intime connessioni. Questo esercizio lascia percepire la creazione come un grande ruscello che scorre attraverso il tempo e nutre e agisce sulla sua evoluzione.
Hanno scritto sulla mostra:
http://www.artribune.com/2012/10/quel-che-resta-del-quadro-le-sottrazioni-di-ballester/
JOSÉ MANUEL BALLESTER. Biografia
Nasce a Madrid nel 1960. Laureato in Belle Arti presso l’Università Complutense di Madrid. Ha partecipato in varie edizioni delle principali ferie d’arte: ARCO a Madrid, Art FORUM a Berlino, PARIS PHOTO E FIAC a Paris, ARMORY SHOW a New York, CIGE a Beijing, e ART CHICAGO. Ballester lavora con gallerie d’arte di Toronto, New York, Sao Paulo, Parigi, Berlino, Pechino e in Spagna. Ha vinto importanti e numerosi premi, tra cui: premio nazionale di fotografia nel 2010, premio di Cultura 2008 nella disciplina di Fotografia della regione di Madrid, Premio Nazionale d’incisione nel 1998, organizzato dalla Calcografia Nazionale.
Le sue opere fanno parte dei più importanti musei: Museo Nazionale Arte Contemporanea Reina Sofia di Madrid, Museo Marugame d’Arte Contemporanea spagnola in Giappone, IVAM di Valencia, Museo di Arte di Miami e Cisneros Fontanals Art Foundation di Miami, Central Academy of FineArts di Pechino, Patio Herreriano di Valladolid, 21 Century Museum di Kentucky, tra tanti altri.
Per saperne di più: www.josemanuelballester.com
Il Festival.
In occasione della XI edizione di FOTOGRAFIA, il Festival Internazionale di Roma coinvolge nuovamente l’intera Città e la sua rete di spazi pubblici e privati, con i quali da anni dialoga, costruendo un vero e proprio circuito a Roma dedicato alla fotografia contemporanea, con esposizioni inerenti al tema di quest’anno: il “lavoro”. Festival Internazionale di Roma arriva al 2012 con un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un interesse sempre più concreto per le produzioni originali. Il tema indagato dalla XI edizione sarà il “lavoro”, parola chiave della storia della fotografia e di questi ultimi anni, reinterpretato mediante una grande attenzione alle differenze e ai cambiamenti dei linguaggi della fotografia e del lavoro contemporaneo. Il Festival, nella sua nuova versione MACRO, sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia, con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia.
MUSICA. XX EDIZIONE FESTIVAL SETE SOIS SETE LUAS
FESTIVAL SETE SOIS SETE LUAS. DAL 16 AL 19 LUGLIO.
PIAZZA SAN PIETRO IN MONTORIO.

L’Accademia Reale di Spagna collabora con la XX Edizione del Festival Sete Sois Sete Luas nella cornice dell’Estate Romana 2012.
I concerti si svolgono presso la Piazza di San Pietro in Montorio.
Più info su: www.7sois.eu
Scarica il programma del festival: programma sete sois sete luas_2012
MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. V CONCERTO SIGMA PROJECT
CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.
V CONCERTO: SIGMA PROJECT
TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è dunque suggestivo e la sonorità eccellente.
Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.
Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.
Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.
Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012
Scarica il Cs in spagnolo: Nota_prensa_ciclo conciertos2012_Raer
Scarica il Cs in italiano: cs concertichiostro2012
I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro
V CONCERTO. LUNEDI 9 LUGLIO ORE 20.30
SIGMA PROJECT. Josetxo Silguero, Andrés Gomis, Ángel Soria e Miguel Romero
Programmamanoconcerto_9 LUGLIO_ita_esp
Il quartetto SIGMA PROJECT nasce nell’ottobre del 2007 con la prospettiva di diventare, tanto a livello nazionale che estero, una band musicale di punta.
Costituito da quattro famosi solisti di saxofono estremamente impegnati con la creazione musicale attuale – Josetxo Silguero, Andrés Gomis, Ángel Soria e Miguel Romero-, la formazione si caratterizza per la riflessione, lo studio e la ricerca del suono, in una constante ricerca e applicazione di nuove tecnologie e nell’interrelazione con altre discipline artistiche (danza, video, arte plastica…), ampliando il fine utilitario iniziale.
SIGMA PROJECT debutta all’auditorium Kursaal di San Sebastián il 27 agosto del 2008, in occasione della 69º Quindicina Musicale di San Sebastián, con pieno consenso della critica e del pubblico. Da allora, si sposta per i palcosceni nazionali più importanti come l’Auditorio 400 del Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía di Madrid, il Museo Es Baluard d’art Modern i Contemporani di Palma de Mallorca, l’Auditorio Nacional de Música di Madrid, la Fundación Pilar i Joan Miró de Palma de Mallorca, el ENSEMS-Festival Internacional de música contemporánea di Valenza, il Festival Dos Abrazos in Galicia, la stagione dei concerti dell’Orchestra sinfonica di Balears Ciudad de Palma, e il Festival internacional de Música Contemporánea di Alicante.
MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. IV CONCERTO SOO JUNG ANN
CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.
IV CONCERTO: SOO JUNG ANN
TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è dunque suggestivo e la sonorità eccellente.
Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.
Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.
Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.
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I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro
IV CONCERTO. GIOVEDI 5 LUGLIO ORE 20.30
SOO JUNG ANN. Vincitore del Concorso Internazionale di Musica María Canals di Barcellona.
programma de mano concerto 5 LUGLIO esp-ita
Soo-Jung Ann nasce a Seul nel 1987. Iniziò a suonare il piano alla età di 6 anni e si formò nella Scuola d’Arte Yewon e nella scuola preparatoria dell’Università Nazionale Coreana dell´ Arti. Studiò con il professor Choong-Mo Kang e ottenne la Laurea in Musica nel febbraio del 2007. Studente del Prof. John O’Conor e di Fahy Teresa alla Reale Accademia Irlandesa di Musica dal settembre del 2007. Nel 2009, prende il Master in Interpretazione Musicale e attualmente sta studiando per ottenere il Dottorato in Interpretazione Musicale.
Soo-Jung Ann ottiene gran successo nelle competizioni internazionali di piano, vince il 6º premio del Concorso di Piano del Hamamatsu Internazionale nel 2009, il 3º premio del Concorso Internazionale di Piano AXA di Dublino nel 2009, il 4 º premio del Concorso Internazionale di Piano di Hong Kong nel 2011 con un concerto finale diretto da Vladimir Ashkenazy. Recentemente viene premiata con la medaglia d’oro al 58 ª Concorso Internazionale di Musica Maria Canals de Barcellona nel 2012.
Soo-Jung Ann ha partecipato a numerosi concerti come solista nel suo paese natio, la Corea, successivamente in Irlanda, Francia, Giappone, Malesia, Macedonia, Polonia e Russia e ha suonato da solista per l’Orchestra Filarmonica di Cracovia, l’Orchestra Filarmonica di Macedonia, l’Orchestra Filarmonica di Wieniawski, la Rzeszow philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale d’Irlanda, la Hong Kong philharmonic Orchestra, l’Orchestra Sinfonica di Tokio e la Orchestra Filarmonica di Tokio Universal. Ha inoltre partecipato ad una serie di festival di musica incluso l’Euro Music Festival e l’Accademia di Leipzig, Germania, l’Accademia di Musica di Hamamatsu en Giappone e all’Aspen Music Festival negli U.S.A.
MUSICA. CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. III CONCERTO MARIO CAROLI
CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.
III CONCERTO: MARIO CAROLI
TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è dunque suggestivo e la sonorità eccellente.
Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.
Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.
Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.
Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012
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I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro
III CONCERTO. GIOVEDI 28 GIUGNO ORE 20.30
Programma de mano concerto_28 GIUGNO_ita_esp
Mario Caroli ha intrapreso lo studio del flauto all’étà di 14 anni ed ha ottenuto il suo diploma di solista a 19 anni. All’età di 22 anni vince lo storico Premio internazionale “Kranichstein” a Darmstadt, ed intraprende così un’importante carriera che lo ha rivelato come uno dei principali solisti della sua generazione. La concezione dei suoi programmi e la vastità del repertorio mostrano un approccio singolare e autentico alla professione, così come una traiettoria artistica assolutamente personale. Nei suoi recital si passa da Ferneyhough a Marin Marais con la stessa disarmante semplicità. Nella sua arte non esistono barriere tra i repertori, ed egli rifiuta la classificazione di “specialista” di un limitato genere di repertorio: Mario Caroli appartiene alla ristretta cerchia di artisti in grado di eseguire il più classico dei concerti e la più ardita composizione contemporanea con lo stesso virtuosismo e la stessa vivida musicalità. È forse anche per questo che le sue apparizioni pubbliche suscitano sempre un così grande successo: il suo recital di debutto al Concertgebouw di Amsterdam fu accolto da una standing ovation. In occasione di un suo recital alla Société Philarmonique di Bruxelles, la critica notò come: “il pubblico era letteralmente sbalordito di fronte alla sua tecnica, la sua potenza, la sua poesia e la sua musicalità”, mentre il suo primo recital al Théâtre du Châtelet di Parigi fu acclamato per la sua “straordinaria forza evocativa”.
MOSTRA FINALE BORSISTI 2011_2012
DAL 15 GIUGNO FINO AL 27 LUGLIO.
MOSTRA FINALE DEI BORSISTI DELL’ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. a cura di Rosa Olivares.
INGRESSO LIBERO.
Anche quest’anno la Reale Accademia di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da EnricPanés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo.
L’esposizione curata da Rosa Olivares sarà inaugurata il 15 giugno alle ore 19.
La mostra di quest’anno sarà curata da Rosa Olivares (Madrid, 1955) scrittrice, giornalista, direttrice di EXIT Imagen & Cultura (in seguito di EXIT Book e EXIT Express) e critica d’arte che dal 1975 collabora con diversi media tra cui “RNE”, “Comunicación XXI”, “Cuadernos para el Diálogo”, “La Calle”, “El Sol”, “La Vanguardia”, “El Independiente”, “Diario 16″, “Epoca”, “Arts Magazine”, “Paris Photo”, “Aena Arte”, “La Razón”, “ABC Cultural”, “El Cultural de El Mundo”. Ha pubblicato testi per moltissimi libri e cataloghi d’arte in tutto il mondo. Nel 2001 vinse il concorso pubblico Proyecto de creación de un Museo de Arte Actual en la ciudad de Alcobendas (Madrid). Nel 2007 fu commissario dell’esposizione collettiva “Cazadores de sombras”, al MAMBO (Museo di Arte Moderna di Bogota) e negli anni successivi in molti paesi dell’America Latina.Nel 20120 invece fu commissario dell’Esposizione “Diversidad. La diferencia como definición” nel Centro Cultural de España a Santo Domingo e nel 2011 di “Botánica. After Humboldt” prima nel Centro de Arte y Naturaleza (CDAN) a Huesca, alla Real Academia de Bellas Artes di San Fernando a Madrid e proprio all’Accademia Reale di Spagna a Roma.
IN MOSTRA
Paula Anta. Fotografia
Madrid 1977. Laureata in Belle Arti presso l’Universidad Complutense di Madrid. Il suo lavoro è stato esposto a livello nazionale tra cui a Photoespaña, Palma Photo, CCCB, Matadero, Círculo de Bellas Artes, Centro de Arte Moderno Hospital del Rey, Auditorio Nacional de Música di Madrid, Canal de Isabel II, Palacio Revillagigedo di Gijón, Centro Cultural de la Diputación di Ourense. Ha partecipato a numerose Fiere nazionali ed internazionali come Arco, Estampa, Loop, Foro sur, Arteba o Diva a New York. Ha vinto diversi Premi e Borse di studio di Aena, Comunidad de Madrid, Iniciarte, Purificación García e Injuve. Ha vissuto per diversi periodi in alcune città tedesche e negli ultimi quattro anni ha avuto il proprio studio nel AtelierFrankfurt grazie a una borsa di studio di Linklaters. Prima di arrivare a Roma insegnava Fotografia presso la facoltà di Belle Arti di Cuenca nella UCLM.
Il Viaggio, la Natura e l’Artificialità unite alle strutture create dall’uomo, la Storia, il Paesaggio, sono temi che configurano il cambiamento delle mie opere. Giardini Botanici, (bolle immaginarie della borghesia positivista del XIX sec), botteghe di vegetazioni in plastica in Corea, timide piante nel centro di un ufficio a Francoforte, farfalle (unità di incertezze) riprodotte in maniera controllata nei lastrici solari dei quartieri marginali di Lima, antiche rotte orientali (cartografie dimenticate) che uniscono punti geografici tra oriente e occidente, circondano un vuoto o un cammino, nel quale io viaggio.
Laura Bisotti. Giovani Artisti Italiani – Incisione
Piacenza, Italia, 1985. Nel 2010 ottiene il Diploma di Secondo Livello Specialistico in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nell’anno 2008-2009 studia presso l’Università di Belle Arti del País Vasco grazie alla borsa di studio Erasmus. Nel 2010 realizza una residenza artistica di 10 mesi presso la Fondazione BilbaoArte a Bilbao (Spagna), dove, in settembre 2011, realizza la sua prima esposizione.
La proposta che sto sviluppando nasce da uno stato di osservazione attiva in cui il mio sguardo sulla città di Roma si unisce all’azione quotidiana di salire sulla torre dell’Accademia in cui risiedo e scattare una fotografia. Osservazione oggettiva e memoria di un gesto ripetuto e silenzioso sono lo spunto da cui prenderà forma un’installazione, a parete, di piccole carte: stampe realizzate con le tecniche tradizionali dell’incisione su zinco.
Fefa Noia. Arti Sceniche
Laureata in Filologia Tedesca – Università di Santiago de Compostela. Dottoranda in Scienze teatrali presso la Ludwig-Maximilian-Universität (Munich). Borsista della Fundación Barrié de La Maza. Formata come interprete presso la Scuola Cristina Rota e presso l’Università di Santiago (Postgrado in Arte Drammatica). Lavora come attrice, autrice, regista, drammaturga e traduttrice nel Residenztheater de Munich, CDG, CDN e nel Teatro de La Abadía. Nel 2011 crea la propria compagnia “Los Lunes” assieme all’attore David Luque.
Come Direttrice ha firmato le seguenti opere El Caballero, El coloquio de los perros, El amor enamorado, El libro infinito o Wild Wild Wilde.
Tutte le strade portano a Roma, analisi del fenomeno della violenza subita, le sue manifestazioni e conseguenze nel presente. Ambito di ricerca scenica, in riferimento alla forma di teatro documentale e della Psicogeografia.
Prende come punto di partenza il concetto di violenza, disegna la mappa di Roma mediante una drammaturgia di quegli episodi, dei confronti che si sono delineati nella città dalla sua origine fino al presente.
Successivamente restituisce una forma scenica a questo materiale, rapportandolo con i luoghi della città dove sono avvenuti i fatti così che spazi e accadimenti si retro-alimentino.
In fine, si cerca un criterio per ognuno di questi interventi che permetta di percepire questo lavoro da una prospettiva differente da quella immediata.
Diana García Roy. Scultura
Laureata in Belle Arti – Università Complutense da Madrid in 1999. Di grande rilievo il lavoro svolto e apprendistato presso lo studio dello scultore Venancio Blanco nel 2010. Monumento alle vittive del terrorismo, scultura persso l’Università Rey Juan Carlos, Madrid, 2006. Monumento Omaggio a Miguel Ángel Blanco, Comune di Ermua, Bilbao, 2010. Monumento Paternidad ad Arrúbal, La Rioja, 2011. Per saperne di più: www.deroyescultura.com
L’opera della scultrice nasce dalle diverse percezioni dello spazio, lungo il percorso interiore di un’architettura. Si formadalla ricerca di circuiti nascosti, di vuoti in movimento, da connessioni segrete. Spazi di mistero che traduce in sculture in bronzo. Giochi di emozione per lo spettatore che li contempla. Il lavoro che sta realizzando a Roma parte da Villa Adriana. Le sculture saranno realizzate in cera, come processo preliminare prima di essere fuse in bronzo.
Irma Laviada. Arti plastiche
Gijón, 1978. Laureata in Belle Arti presso l’Università di Vigo nel 2001. Attualmente porta avanti il proprio lavoro di artista plastica insieme alla stesura della tesi dottorale El vacío como despliegue autorreflexivo de la propia obra, diretta da Juan Carlos Meana.
Partecipa a diverse fiere di Arte Contemporanea come ARCO, Photo Miami, Madrid foto o CIRCA. Nel 2006 viene selezionata per far parte nella mostra “Muestra de arte INJUVE”, Círculo di BB.AA di Madrid e “Interzonas. II Encuentros Europeos con el arte joven” a Zaragoza e per diversi anni partecipa alla mostra “UNIÓN FENOSA”. Finalista del “XXIX Premio Fundación Bancaixa”, del “I Premio de Arte Auditorio de Galicia” o del “Certamen nacional de arte gráfico para jóvenes creadores”, fra gli altri. Ha ottenuto diverse borse di studio come Obra social y cultural de Cajastur para artistas, presso la Residencia de Estudiantes de Madrid e presso il Colegio de España a Parigi, città dove è stata premiata con una borsa di studio della Citè des Arts.
Ruth Morán Méndez. Arti plastiche
Badajoz, 1976.Il lavoro di Ruth Morán è un invito ad entrare in uno spazio senza limite interiore. Concepisce l’espressione pittorica come un viaggio, una riflessione sul nostro posto nel mondo sull’l’esistenza. Il quadro `un gioco cumulativo un palinsesto, un labirinto di strade, una geografia sconosciuta, onde e profondi echi, trame, maglie nebulose, che disegnano i tratti delle cosa che abita. Il disegno acquista una maggiore importanza nelle sue opere con il carattere organico e di trasmissione dell’inconscio. Con il disegno scopre e ricerca nelle forme, presenze grafiche, accumulazioni di energie interdipendenti, suoni ed espansioni.
Sonia Navarro. Arti plastiche
L’idea dei modelli è sempre stata presente come punto di partenza, unendo le mie opere all’universo femminile e acquisendo mille forme all’interno di un linguaggio pittorico che si serve della tessitura come elemento principale di espressione. Questo discorso non è estraneo alla dialettica di genere e all’uso che queste hanno intessuto come utensile formale legato a un passato di sottomissione domestica. Per saperne di più: www.sonianavarro.com
Jorge Yeregui. Fotografia
Architetto laureato presso L’Università di Siviglia (2003), dove ottiene la Laurea di Estudios Avanzados (2010). Attualmente lavora contemporaneamente nella produzione artistica e nell’attività comedocente presso la scuola d’Architettura di malaga e partecipa in vari progetti di ricerca sull’urbanesimo. Le sue proposte sono state esposte in Spagna e all’estero, è da sottolineare la sua recente partecipazione alla VII biennale Iberoamericana de Arquitectura e Urbanismo tenutosi a Medellin (Colombia). La Sua opera fa parte d’importanti collezioni pubbliche e private.
Per saperne di più: www.jorgeyeregui.com
Belén Rodríguez González. Arti plastiche
Il lavoro di Belén Rodríguez González si occupa il modo nel quale cerchiamo di imporre ordine nel mondo. Evidenziando la nostra tendenza a classificare e categorizzare lo spazio intorno a noi, riflettendo su aspetti come il tempo e la misura.
Per saperne di più: www.blnrg.com
Plastica, rappresenta il recente interesse dell’artista verso il disordine, all’inaspettato, il caso. Ispirata dall’idealismo del movimento della Bauhaus – la fusione dell’arte, l’artigianato, giocattoli e funzionalità, l’artista Rodríguez reagisce verso alcuni piccoli pezzi di plastica, trovati sulla spiaggia, rendendo un’espressione artistica all’estetica casuale delle conseguenze osservate in fenomeni naturali.
Ana María Jiménez Jiménez. Architettura
Architetto (ETSAS 2004) nata a Cordoba (Spagna) nel 1978. Master in Architettura e Patrimonio storico (ETSAS IAPH 2009) Master “Progettazione Architettonica per il Recupero dell´Edilizia e degli Spazi Pubblici” (La Sapienza Roma 2010). Attualmente realizza il dottorato internazionale.
Conventi francescani dell’Italia centrale. Tipologie. Ricerca sullo studio dell’architettura dei conventi francescani nell’Italia centrale. Valutazione critica dei conventi in chiave architettonica e urbana, sviluppo di diverse analisi o approssimazioni architettoniche ad ognuno dei modelli studiati e raccolta di adeguata documentazione, soprattutto grafica. Questo lavoro potrebbe permettere l’ individuazione delle invarianti architettoniche, tipologiche, ecc contemporaneamente apporterà una maggiore conoscenza per una migliore diagnosi per la conservazione, consolidamento, riabilitazioni o possibili interventi futuri.
Efraín Rodríguez Santana. Letteratura
Scrittore cubano, autore dei romanzi La cinta métrica, La mujer sentada, e di libri di poesia, fra cui El hacha de miel, Otro día va a comenzar, Un país de agua, Arqueros, Máquina final.
Le sue opere sono state pubblicate a: Cuba, Spagna, Colombia, Brasile, Francia e in Germania. Critico letterario. Ha scritto saggi sulla poesia cubana contemporanea.
Fernando Buide del Real. Musica
Santiago de Compostela, 1980. Formatosi nei conservatori di Santiago de Compostela, Oviedo e nell’Università Carnegie Mellon. È dottorando presso l’Università di Yale dove ha lavorato come professore. È stato professore nel conservatori superiori di A Coruña e Vigo. Le sua composizioni sono state interpretate da orchestre come quella Sinfonica di Pittsburgh, Minnesota, Yale o l’orchestra sinfonica di Galizia.
Lo studio dell’opera vocale di diversi compositori italiani, soprattutto di Giacinto Scelsi, la cui fondazione si trova a Roma, serve da impulso per il lavoro compositivo finale del progetto. Questa composizione tratta di un monodramma per soprano e piccolo gruppo strumentale basato nel testo dello scrittore Efraín Rodríguez (borsista di letteratura) sul mito di Elettra.
Manuel Alejandro Contreras Vázquez. Musica
Cile, 1977. Studia architettura presso la Pontificia Universidad Católica de Chile, successivamente studia Musica presso la stessa Università, completando gli studi in composizione musicali presso il Conservatorio di Milano e l’Accademia Santa Cecilia a Roma. Le sue composizioni sono state presentate in diversi festival e concerti in Cile, Italia, Francia e Germania. Professore di materie musicali nelle Università cilene. Ha approfondito attraverso diverse composizioni i rapporti tra spazio acustico e spazio fisico.
Il progetto Ha Lugar evidenzia il rapporto tra composizione musicale e “luogo”. Basato nell’osservazione di un luogo caratteristico della città dove è situato il progetto: il Pantheon di Roma, opera essenziale dell’architettura antica. Questa osservazione permetterà costruire alcune domande e decisioni che potrebbero risiedere nella genesi del lavoro architettonico. La conversione di queste decisioni, domande e risposte dall’ambito architettonico a quello compositivo andrà a costruire una connessione non figurativa e dalla profonda astrazione. Le composizioni così ottenute metteranno in gioco dette conclusioni attraverso diverse configurazioni strumentali: un trio (clarinetto, violino, pianoforte), un opera orchestrale e un brano per flauto solista. Il progetto si costituirà in una specie di metodologia di analisi e interazione tra differenti discipline e modalità di stimolo sensoriale.
Arild Suárez Stenberg. Musica
Nato a Las Palmas di Gran Canaria nel 1966 dove inizia il suo percorso musicale come percussionista. Successivamente studia presso il Real Conservatorio Superiore di Madrid e nel Conservatorio di Amsterdam, dove si diploma in composizione e arrangiamenti. Realizza gli studi di post-grado presso l’Università di Cambridge, dove ritorna per realizzare una ricerca dottorale sulle tecniche di notazione musicale e la cognizione da parte degli interpreti.
La sua attività principale è quella di compositore, le sue opere sono state eseguite in diverse sale di capitali europee. La sua musica è stata integrata anche con produzioni di danza.
Contemporaneamente, mantiene una intensa attività docente, ed è Direttore Artistico dell’Ensemble di Madrid, gruppo dedicato alla musica contemporanea e realizzando diversi concerti nazionali ed internazionali.
Raúl del Valle. Architettura
Raúl del Valle è Dottore Architetto e professore di Progetti Architettonici presso Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, ETSAM. Per saperne di più: www.rauldelvalle.es
Raccolta di disegni realizzati a Roma durante il periodo di soggiorno. Con questi disegni si cerca di riflettere le impressioni che, in relazione con la luce e la costruzione dello spazio architettonico, scaturiscono dai diversi luoghi visitati. La ricerca si basa sull’opera di Borromini, con lo scopo di scoprire i collegamenti che senz’altro esistono tra questo architetto del XVII sec. e l’architettura contemporanea, anche se estesa a qualsiasi spazio romano o barocco che rappresenti queste connessioni, in un analisi che comprende, dal rapporto dell’edificio con la città fino al rapporto della luce con la materia nei spazi, e più precisamente, nell’analisi dei meccanismi spaziali utilizzati per consegnare una omogeneità ad un insieme di elementi indipendenti, trasformare l’ordine della struttura e per tanto, le qualità dello spazio architettonico.
Sergio Martín Vime. Museologia e Archeologia
Laureato in Storia dell’Arte (2003) e in Storia, Itinerario di Preistoria e Archeologia (2007) presso l’Università Autónoma de Madrid, realizza l’ultimo anno con il programma ERASMUS presso l’University of Southampton nel Regno Unito. Partecipa a scavi archeologici in Spagna, Grecia e Italia. Formazione museistica in Spagna e Canada. AECID Borsa di studio – Fundación Rafael del Pino.
Il progetto che Sergio Martín sta sviluppando durante il soggiorno a Roma è inquadrato nella sua tesi dottorale (Universidad Autónoma de Madrid). Lo scopo è quello di raccogliere quanta più informazione possibile sulle tabernae, spazi dedicati al commercio in piccola scala nell’antica Roma. Per portare avanti ciò si rende necessario lo studio di diverse fonti: archeologico, letterario, iconografico… in questo momento sta studiando la documentazione iconografica e cioè rappresentazioni delle tabernae nei rilievi di epoca romana.
Arturo Reboiras. Arti plastiche
2005-2010 Laureato in Belle Arti – Università di Vigo. 2009-2010 Programma Socrate-Erasmus. Ecole Supérieure des Beaux-Arts d’Angers. Francia. 2008-2009 Programma di scambio Nazionale Sicue-Séneca. Facultat de Belles Arts di Barcellona.
Lungo tutto il suo percorso artistico, vi è sempre stato il riferimento all’architettura e all’urbanismo. Un interesse per l’architettura e le città sempre presente e visibile nelle mie opere; partendo dalle costruzioni industriali e continuando con l’architettura e con lo spazio urbano come una geometria di frammenti che si sovrappongono, fronteggiando le cose in un campo di interferenze e discontinuità che configurano il mio immaginario. Il mio lavoro è caratterizzato da un attività interdisciplinare, nel quale interviene la fotografia, la scultura, l’intervento nello spazio urbano,… ma il più delle volte, è dalla pittura che nasce il germe dei miei progetti, sperimentando nel mio studio con differenti tecniche e materiali che raccolgo durante i miei viaggi, fotografie, e ritrovamenti occasionali del quotidiano, tutto ciò mi suggerisce nuove forme da includere alle mie composizioni. E’ un processo che si evolve continuamente arrivando fino alla scultura, con istallazioni e interventi nello spazio pubblico
Veronica Gambula. Giovani Artisti Italiani – Incisione
Veronica Gambula si laurea in Pittura nel 2007, presso l’Accademia di belle Arti di Sassari. Porta avanti un progetto artistico che nel tempo l’ha vista misurarsi in più discipline. Attualmente vive e lavora in Sardegna, ma il suo percorso è andato maturando negli anni, attraverso residenze artistiche, workshop, seminari e mostre. Nel settembre 2007, partecipa ad un workshop sulla tecnica della pittura d’affresco, presso il M.A.C.A.M. di Maglione (TO). Partecipa a delle esposizione presso l’Art House Tacheles di Berlino. Nel 2010 Casa Falconieri le assegna una borsa di studio per frequentare il corso di Calcografia del VII MÀSTER SOBRE LA OBRA GRÀFICA, presso la Fundacion CIEC di Betanzos, Spagna. Nel 2011 viene invitata a partecipare ai Workshops 2011 di Casa Falconieri, Serdiana (CA) dove approfondisce la sua ricerca nell’ambito dell’incisione sperimentale. Nello stesso anno, Casa Falconieri la invita ad Estampa Arte Múltiple, Salone internazionale dell’arte grafica di Madrid.
Dal 2004 partecipa a mostre collettive e personali.
La ricerca artistica di Veronica Gambula riflette sulla sensibilità e la fragilità dell’animo umano. La melanconia come costante nelle sue opere. Racconta l’uomo negli sguardi cerchiati di un corpo smagrito, pochi tratti lo caratterizzano. Solo o nella moltitudine, svanisce tra luci ed ombre di un’atmosfera velata e nebulosa
Il lavoro si sviluppa tra incisione, disegno ed installazione.
MUSICA. CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012. I CONCERTO. ZHENGYU CHEN
CICLO CONCERTI NEL CHIOSTRO 2012.
I CONCERTO: ZHENGYU CHEN AL PIANOFORTE. VINCITORE PREMIO INTERNAZIONALE ITURBI DI PIANOFORTE.
TUTTI I CONCERTI INIZIANO ALLE ORE 20.30
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.
Come negli anni precedenti e con l’arrivo della stagione estiva, l’accademia Reale di Spagna a Roma organizza il ciclo di concerti di Musica nel chiostro seicentesco della sua sede, decorato con gli affreschi del Pomarancio sulla vita di San Francesco. Lo spazio è dunque suggestivo e la sonorità eccellente.
Si tratta di concerti che vengono organizzati tradizionalmente negli spazi dell’Accademia per valorizzare l’intimo legame con la storia musicale spagnola, confermata dall’aver ospitato, tradizionalmente, alcuni dei più importanti compositori del panorama musicale spagnolo del XX secolo. Anche quest’ anno, infatti, una parte importante dei concerti, organizzati con la generosa collaborazione dei compositori Fernando Buide del Real, Manuel Alejandro Contreras e Arild Suárez, sarà dedicata alla musica contemporanea.
Cinque concerti con ingresso libero e che comprendono concerti di piani dei più noti vincitori di concorsi internazionali come Zhengyu Chen vincitore del Premio Internazionale di Pianoforte Iturbi de Valencia Maria Canals de Barcelona, passando per l’ Ensemble s21 assieme al soprano Eva Suárez, i cui componenti fanno parte dell’ Orquesta Sinfónica de Galicia. Infine avremo l’onore di ospitare il Maestro Mario Caroli.
Il ciclo quest’anno si chiude con un ultimo concerto affidato al quartetto di sassofoni Sigma Project che vanta importanti esibizioni in centri culturali e rinomati in Spagna: dal Kursaal di San Sebastián al Museo Nacional Centro de Arte Contemporáneo Reina Sofía de Madrid.
Scarica il programma completo:programma concerti nel chiostro Accademia Reale di Spagna2012
Scarica il Cs in spagnolo: Nota_prensa_ciclo conciertos2012_Raer
Scarica il Cs in italiano: cs concertichiostro2012
I compositorio residenti in accademia: compositori spagnoli concerti nel chiostro
I CONCERTO. GIOVEDI 7 GIUGNO ORE 20.30
PIANFORTE. ZHENGYU CHEN. Vincitore Premio Internazionale Iturbi di Pianoforte.
Zhengyu Chen (Quingdao, Cina). Giovane pianista multipremiato con il 3° Premio della China National Piano Competition, il premio come migliore performance al 23rd Kirishima International Music Festival in Giappone, il 2º Premio dell’International Young Artist Piano Competition di Denver e ill 1° Premio della Corpus Christi International Piano Competition del Texas.
Tra le sue esibizioni più importanti troviamo quella di Liszt piano concerto No.1 con la Orquesta sinfónica de Valencia; fu invitato anche como solista al Place des Art de Montreal, Theatre Maisonneuve. Nell’Aprile del 2010, si esibì per la New Japan Philharmonic nel Sumida Triphony Hall di Tokyo, con il concerto No.3 per piano di Beethoven. Ancora come solista partecipò al Festival internacional de piano de León e al Festival Internacional de Piano de Torrelodones. Nell’Ottobre del 2012, è stato invitato a suonare insieme alla Monterey Symphony della California per il Music festival of Liszt Year.
MUSICA. XLI EDIZIONE CONCORSO FERNANDO SOR.
Concorso Internazionale di Chitarra Dal 15 al 18 maggio
SALA CONFERENZE. Ingresso Libero fino esaurimento posti
Fondato nel 1972 dal M° Giuliano Balestra , tuttora presidente, il CONCORSO INTERNAZIONALE DI CHITARRA “FERNANDO SOR” è giunto questʼanno alla 41.ma Edizione. Considerato a livello internazionale tra i più prestigiosi e longevi, questo Concorso richiama ogni anno a Roma nella splendida cornice della Reale Accademia di Spagna, concorrenti provenienti da tutto il mondo .Fra i molti nomi prestigiosi che si sono alternati alla presidenza di questo Concorso nellʼarco di questi anni, figurano i Maestri: Emilio Pujol, Federico Sopeña, Joaquin Rodrigo, Federico Moreno Torroba, Alirio Diaz, Franco Ferrara e tanti altri . Il Concorso “ F. Sor “ svolge inoltre un lavoro collaterale di
ricerca e studio promuovendo Conferenze, Seminari e Concerti . Organizzato dal Centro Culturale “ Fernando Sor” in collaborazione con la Reale Accademia di Spagna e lʼAssessorato alla Cultura del Comune di Udine, questo concorso
è stata premiato lo scorso anno con una medaglia personale del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
PROGRAMMA
Martedì 15 maggio ore 20.30 CONFERENZA – CONCERTO AL SETTIMO CIELO LA CHITARRA
Concerto che evidenzia il contributo di Andrés Segovia nell’apertura della prima cattedra di Conservatorio in Italia di chitarra
Benedetto Di Ponio:
Profilo Artistico e Didattico del primo Docente di Conservatorio in Italia di Chitarra
Conferenza a cura di Mario Torta
Concerto a cura di Giuliano Balestra
Venerdì 18 maggio ore 20.30 CONCERTO FINALE E PREMIAZIONE.
I primi Tre classificati al 41 Concorso Internazionale di Chitarra Fernando Sor
BIO DEGLI ARTISTI:
Giuliano Balestra nato a Roma nel 1939 si è diplomatoin Chitarra da Concerto al Conservatorio S. Cecilia di Roma nel 1962 con il M° Benedetto Di Ponio. Di fondamentale importanza per la sua formazione artistica sono stati i Corsi di Perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena dal 1960 al 1962 con i Maestri Emilio Pujol e Andrès Segovia che ha seguito successivamente in Spagna, rispettivamente a Lerida e Santiago de Compostela. Il 21 Aprile del 1959 ha tenuto il suo primo concerto a Roma presso l’Associazione Artistica Internazionale di via Margutta e nel 1962 ha registrato, in prima assoluta , per la Radiotelevisione Italiana, il repertorio Rinascimentale Spagnolo per Vihuela su uno strumento opera del Liutaio Cesar Vera di Madrid. Con un recital alla Sala Chopin Pleyel di Parigi il 19 marzo 1968, ha iniziato una brillante carriera di concertista che lo ha portato ad esibirsi, anche in veste di compositore, nelle maggiori città di tutto il mondo. All’attività concertistica ha affiancato quella didattica insegnando, quale titolare di cattedra, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. E’ autore di varie pubblicazioni fra cui le Biografie di Fernando Sor , Emilio Pujol e Benedetto Di Ponio, nonché delle trascrizioni in notazione moderna, del Primo Libro di Napolitane che si Cantano et Sonano in Leuto di Jacomo Gorzanis ( Venezia 1570) e di Novi Capricci Armonici per chitarra, violino e basso di Gio Battista Granata ( Bologna 1674 ). Ha inciso per la Basf, Edipan e Tima Club. Nel 1972 ha fondato il Concorso Internazionale di Chitarra Fernando Sor di cui è tuttora Presidente.
Prof. Mario Torta nato a Milano nel 1956, si è diplomato in chitarra classica con Giuliano Balestra, in seguito si è laureato allʼUniversità La Sapienza di Roma in “Storia della Musica “con Pierluigi Petrobelli. Nel 1993 ha pubblicato il Catalogo Tematico delle opere di Ferdinando Carulli . Svolge intensa attività di ricerca sulla storiografia e la letteratura della chitarra,collaborando a riviste del settore: Suonare, Guitart, Seicorde e curando la pubblicazione in edizione
moderna di alcune opere inedite del repertorio classico e romantico.
CONFERENZA. ORIGINE E PRESENZA DELLA COLLEZIONE DI ARTE SPAGNOLA NELLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA DI ROMA
CONFERENZA. Origine e presenza della collezione di arte spagnola nella Galleria Nazionale d´Arte Moderna di Roma
19 APRILE ORE 19. SALA CONFERENZE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA
INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI
Questa conferenza ha come obiettivo quello di dare una visione completa dei fondi degli artisti spagnoli nella collezione della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, mettendo un accento speciale sulla loro origine e sul perché della loro presenza nella collezione. Questo museo di riconosciuto prestigio è fondamentalmente associato all’arte italiana dei secoli XIX e XX poiché il pubblico che lo visita ignora l’importante mole di fondi di artista spagnoli, soprattutto perché gran parte delle opere non sono sempre esposte ma ruotano in funzione delle differenti riorganizzazioni della collezione e delle sue necessità scientifiche e museologiche. Per quest è importante avvicinare il pubblico all’esistenza diquesti fondi e in questo senso il luogo idoneo per la sua presentazione è l’Accademia di Spagna, per ovvi motivi.
Schema della Conferenza:
1.- la Galleria Nazionale d´Arte Moderna
. Contesto storico
. Sedi
. Obiettivi
.L’insieme di arte spagnola
2.- Origine e formazione dell’inseme di arte spagnola
. Eventi signifiativi che hanno permesso l’ingresso di questi fondi
. Collezionismo privato
. Donazioni
. Legado Palma bucarelli
. Acquisizioni
. Relazione speciale degli artisti spagnoli con l’Italia
3.- Gli artisti e le loro opere (31 artisti/57 opere)
ELVIRA CÁMARA LÓPEZ
Laureata in Diritto e Storia dell’Arte presso l’Università Autónoma di Madrid. Prima di entrare nel mondo dell’arte, della conservazione, della diffusione del patrimonio artistico e museale, ha infatti esercitato la Professione di Procuratore avendo esercitato la professione di Procuratore.
Appartiene al Cuerpo Facultativo de Conservadores de Museos dal 2005 e ancor prima è stata membro del Cuerpo de Ayudantes de Museos dal 2001. La sua traiettoria professionale si è sviluppata poi nella Subdirección de Protección del Patrimonio, nel dipartimento di Disegni e Stampe del Museo Nacional del Prado, mentre attualmente è la Conservatrice del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.
Ha ottenuto diverse borse di studio e collaborazione con musei stranieri, tra questi la Galleria Nazionale di Arte Moderna nel 2009 tramite il programma Bellevue della Fondazione Bosch.
La sua attività di ricerca si è incentrata, tra le altre cose, su temi relativi al patrimonio ealle modalità di ingresso dei fondi museali così come sul come potenziare la visibilità della produzione delle artiste donne. E’ ora direttrice della Fundación Pilar y Joan Miró de Palma de Mallorca.
























































