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WORKSHOP ARCHITETTURA SYMMETRIES

DAL 30 GENNAIO AL 3 FEBBRAIO

L’Accademia reale di Spagna a Roma, sponsorizza e sostiene, tra il 30 gennaio e il 3 febbraio il workshop di Architettura SYMMETRIES, diretto tra altri da Iñaqui Carnicero allora borsista presso l’Accademia Reale di Spagna. I corsi si svolgono presso la Facoltà d’Architettura Roma3 e Macro Testaccio.

per saperne di più: http://www.symmetries.es

Incontro di Teatro. LO TUYO ES PURO TEATRO (puro teatro)

LO TUYO ES PURO TEATRO (puro teatro) a cura di Carles Alfaro e Vicenta Ndongo.

24 Gennaio ore 18.30. INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI

Sala Conferenze Accademia Reale di Spagna.

Scarica il CS: CS lo tuyo es puro teatro (puro teatro)

Nel teatro il prodotto di ognuna delle discipline di cui è formato, si devono leggere,non in maniera isolata, bensì come parte di un tutto che la messa in scena. La scenografia, il vestiario, l’illuminazione, i testi convergono in un’unica produzione.
Carles Alfaro e Vicenta Ndongo ci parleranno di questo insieme de discipline, di questa somma di discipline, di quet’insieme di sensibilità al servizio della rappresentazione teatrale.

 

ARTE PLASTICA IN SCENA a cura di Carles Alfaro

L’arte (plastica o non) applicata all’arte scenica. Lo svolgimento della  produzione di uno spettacolo, a parte il  compito dell’attore. Tutto questo è lo svolgimento della produzione di un ”ecosistema” dal quale si svilupperà l’emozione dell’opera e dei suoi protagonisti. Le diverse sensorialità complementari che dovranno confluire in un tutto, in un’unica  produzione. Incoraggiando la somma delle sensibilità (dello  scenografo, del  produttore dello spazio sonoro, dell’ illuminazione, delle immagini, della musica, del coreografo, ecc.) ma evitando  la somma delle produzioni, dei disegni. Tutte queste emotività provenienti da una sola origine, da una sola fonte d’ispirazione: il testo, la parola. Uno studio drammaturgico condiviso che  sviscera  la parola chiave, le  metafore, le  immagini.

Questa drammaturgia scenica può essere costruita a partire da tre sistemi:

  • intellettuale:  suono – parola – idea
  • eterea: luce – ombra – trasparenza/oscurità – densità
  • materica: volume – testura – rilievo

Tutto ciò ci conduce verso una organicità immaginaria, ad una equazione poetica. Ad uno spazio scenico che sarà controllato da  bisogni tecnici (misure del palcoscenico, ecc.) e dalle  necessità poetiche.

Inseguendo una astrazione mutante prima di una decorazione immutabile, uno spazio più metaforico che illustrativo, ci porterà ad un risultato più vivo che statico, morto. Esemplifichiamo tutto questo in quattro proposte radicalmente differenti realizzate a partire dai testi, dai temi e dagli autori molto diversi:

 LA CAÍDA di ALBERT CAMUS . Teatro Nacional de Catalunya

TRAICIÓN di HAROLD PINTER .  Teatre Lliure de Barcelona

MACBETH di W.SHAKESPEARE .  Matadero del T.Español de Madrid

JOSÉ K, TORTURADO di JAVIER ORTIZ . Fest.Temporada Alta de Girona

 

ABITARE L’ARTE  a cura di Vicenta Ndongo

La visione di una attrice che abita gli spazi e gli ambienti nati dall’illuminazione e dalla scenografia  rispettivamente.

L’esperienza si riduce a una certa sottomissione di fronte alla tirannia tecnologica od  estetica?

Oppure, si trasforma o diventa come una  pelle che ti accoglie, che ti accompagna e dà senso al respiro del tuo “viaggio” drammaturgico in scena?

E’ similare l’esperienza di una attrice  in un ambiente teatrale e in quello audiovisivo? Come percepisce la relazione creativa come attrice in uno piuttosto che in un altro? E soprattutto la relazione con i due elementi tecnici?

 Si mostrerà, contemporaneamente, l’esperienza personale di aver partecipato nel ruolo di produttrice, sceneggiatrice e attrice del montaggio teatrale V.O.S. spettacolo diretto da Carol López e il cui debutto presso il Teatre Lliure di Barcellona,  e dopo il grande successo ottenuto, è stato adattato al cinema con il lungometraggio VOS,  con la regia di Cesc Gay, e con lo stesso cast.

 Come venne realizzato il passaggio dal palcoscenico al set?

 Si parlerà dell’esperienza di produrre il materiale drammaturgico tutti insieme, partendo dall’improvvisazione,  sia con il regista che con gli attori, è il costo oppure no, di spostare la storia al linguaggio…

BIO DEGLI ARTISTI:

Carles Alfaro ha alle sue spalle un solido percorso come direttore, scenografo e tecnico della luce, avendo collaborato con il Centro Dramático Nacional, Teatre Naciona de Catalunya, Teatre Lliure, il teatro della Zarzuela e il Teatro de La Abadía, fra gli altri. Attualmente ha in locandina “José K. Torturado” presso il  Teatro Español di Madrid.

Vicenta Ndongo è un attrice di formazione  soprattutto teatrale alla quale attualmente alterna con il cinema e la televisione.Fra i suoi lavori più conosciuti possiamo citare i films come “VOS”, “En la ciudad” o “Airbag”, series como “Siete vidas”, “Aquí no hay quien viva” e “Hermanas”  e messe in scena come “La traición”, “Macbeth” o “La sospecha”.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 24 gennaio ore 18.30

Ingresso libero fino esaurimento posti

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BOTANICA, AFTER HUMBOLDT. MOSTRA DI FOTOGRAFIA E INCISIONE

SALA MOSTRE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA

BOTANICA, AFTER HUMBOLDT a cura di Rosa Olivares

MOSTRA DI FOTOGRAFIA E INCISIONI dal 20 gennaio al 26 febbraio

Inaugurazione 20 gennaio ore 19. Ingresso Libero.

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Lo studio delle piante e dei fiori, delle famiglie e delle specie vegetali è ciò che si definisce Botanica. Una scienza il cui studio si è sviluppato dalla Grecia classica a oggi, passando per il XVII e XVIII secolo, con le Spedizioni Scientifiche, quando si esplora il mondo cercando, analizzando e catalogando la fauna e la flora di ogni angolo della superficie terrestre.
La nascita della fotografia è stata essenziale per l’evoluzione della scienza botanica. La maniera di approcciarsi alla riproduzione della natura botanica è stata molto eterogenea, ma la si potrebbe dividere in due grandi blocchi: realte e artificiale. Per alcuni fotografi, le piante e i fiori sono quella parte della natura, di un paesaggio visto in primo piano, più vicina e con la quale poter lavorare. Per altri è un territorio aperto alla manipolazione genetica, all’inganno, all’usurpazione, perché tra verità e menzogna c’è pochissima differenza, e quella poca che c’è viene totalmente cancellata dalla fotografia.

La storia contemporanea della rappresentazione botanica della fotografia si basa essenzialmente sullo studio delle piante vere, delle piante finte e delle piante artificiali. Il comportamento di ogni fotografo di fronte a questi tre blocchi è ciò che riempie di sfumature e di soggettività questa piccola storia contemporanea. I sei artisti che fanno parte di questa “spedizione/esposizione” sono un esempio di ognuna di queste modalità di osservazione della natura.

BIO DEI FOTOGRAFI

Manel Armengol

Badalona, 1949.

Con uno sguardo classico e un approccio minuzioso e rispettoso verso la tradizione del ritratto e della natura morta, dando così vita a un misto dei due generi, l’Herbarium di Manel Armengol ci riconcilia con quella natura che continua ad esistere nonostante i mutamenti di percezione sviluppati dalle arti visive. Le sue immagini ci mettono in contatto con quella realtà che ignoriamo. Un impostazione visiva che implica il ritorno alla natura, osservando le piante in primo piano, isolandole dal loro contesto naturale, realizzando una sorta di ritratti di individualità botaniche. Di nuovo il bianco e nero, di nuovo il rispetto per la natura in una fotografia che, di attuale, ha il modo di approcciarsi alla pianta e, di classico, il rispetto per la manipolazione formale e l’impostazione globale.

 Alberto Baraya

Bogotá, 1968.

Fedele alla tradizione colombiana dei ricercatori botanici, questo Herbario de plantas artificiales non solo ricrea il contenuto tradizionale degli erbari classici, ma anche il modo di metterli insieme, di compilarli. I fiori non sono finti, ma neanche veri, esistono davvero ma non appartengono al mondo naturale. Si trovano nelle nostre case, fanno parte del nostro paesaggio immediato: sono artificiali. La natura della plastica industriale ripete le forme della natura vera e il tassonomista ripete il metodo di studio. Baraya torna alla lamina di colore, all’immaginaria incisione, stavolta trasformata in fotografia. Torniamo al passato per balzare nel presente con una teoria, una ricerca, una ri-creazione naturalista di quelle piante e fiori che vivono negli atrii degli edifici, negli aeroporti, negli studi dei medici. Tutte quelle piante che vivono dove le piante vere non possono vivere.

Joan Fontcuberta

Barcelona, 1955.

La serie Herbarium di Joan Fontcuberta segna uno spartiacque nella rappresentazione di un mondo vegetale che sorge dalla mente dell’uomo, dall’imitazione ironica, quasi cinica, di una natura impossibile da conoscere e da classificare. Un mondo vegetale ricreato a immagine e somiglianza di se stesso, piccoli personaggi inesistenti che imitano sia nella forma che nel nome una natura vera, per quanto comunque ignorata da tutti noi. L’atteggiamento postmoderno, definitivo negli anni ’80, dà vita a un lavoro che si trasforma in un riferimento obbligato nella storia della fotografia contemporanea: uno sguardo inizialmente birichino e perverso che in seguito si fa specchio impossibile nel quale si riflette il mondo naturale e quella percezione iconica che trasforma il reale in finzione e la finzione in norma.

 Juan Carlos Martínez

Campanario, Badajoz, 1978.

La serie Expedición Spermopsida espone il ruolo testimoniale delle piante, ricorrendo allo storico immaginario della spedizione per cercare, trovare e analizzare le piante caratteristiche di luoghi concreti. Tra i confini della realtà e dell’ironia, del serio e del faceto, si pone speciale attenzione all’identificazione e allo studio delle specie vegetali esistenti nei parchi e nei giardini cui le coppiette riparano per i loro furtivi incontri sessuali. Le caratteristiche e la salute di queste specie variano a seconda del posto e degli effetti del passaggio dell’uomo nel loro habitat. Incontri in mezzo alla natura, inevitabilmente brevi, ma che potenziano le fantasie e il ritorno a un constesto bucolico che fomenta l’edonismo dei corpi. Per l’artista, l’approccio attraverso lo studio della botanica è una scusa perfetta per andare oltre ciò che vediamo ed esplorare indagando un tema che porta con sé aspetti etici e morali. Un processo diverso, anche se permane l’idea delle piante come testimoni delle nostre spericolate vite.

Rafael Navarro

Zaragoza, 1940.

Viviamo circondati da piante, naturali o artificiali, di plastica, di tela, con linfa o secche. Sono testimoni della nostra solitudine, delle nostre esperienze. Restano in disparte, come semplici oggetti, come elementi decorativi. Riempiono le nostre case, mute, aliene a qualsiasi sentimento. Semplicemente, stanno là. Questo è il modo in cui Rafael Navarro circoscrive la propria esistenza nella serie Testigos. Il bianco e nero, il colore del silenzio, delinea alcune immagini frammentate, parziali, che a volte rasentano l’astrazione, che non offrono la pianta nella sua totalità ma in alcuni primi piani che non possono racchiudere più di qualche foglia, facendone risaltare le nervature, il tessuto della loro pelle. Si tratta di un approccio dei sensi, lirico. Navarro non ci parla di catalogazioni né di metodologie, ma di sentimenti, di corpi, di sensazioni. Non si discute della realtà o dell’artificialità della pianta; quest’ultima è assurta a soggetto individualizzato: qualcuno o qualcosa che fa parte, più che del nostro paesaggio, delle nostre vite.

Juan Urrios

Barcelona, 1962.

La serie Verdes va direttamente all’essenziale, alla definizione della pianta attraverso un vocabolario alieno alla botanica. Sintetizza l’essenza delle piante in una sola parola che ci rimanda alla sua frescura, all’aspetto, all’interiorità, al succo che scorre nei loro corpi: verde. In questo caso, si tratta di fotografie con una luce tale che il verde risulti ancora più intenso, centrale, protagonista. All’immaginario verde non corrispondono solo le piante, ma Urrios gioca con la definizione, col cliché e, di nuovo, con l’ironia di ciò che è e di ciò che sembra essere. Tessuti differenti, come in un museo della scienza, per riunificare il vegetale con l’artificiale, il reale col falso, ma in questo caso non lo fa con tutto il corpo della pianta, con la sua definizione o identità, ma con un approccio a un ADN impossibile e visivo. Ciò che senza essere esclusivo delle piante e dei fiori è davvero permanente in tutte loro, un colore caratteristico e definitivo.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA: CS Botanica.After Humboldt

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Mostre. 20 gennaio, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

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Conferenza Restauro. I libri Parlano, La Bibbia DeRicci ms 5, The New York Public library. Un’ ipotesi di restauro

CONFERENZA a cura della Prof.ssa Eulalia Ramos Rubert, Università CEU San Pablo di Madrid.

15 dicembre ore 18.30.

Sala Conferenze. Ingresso libero fino esaurimento posti.

A partire da una ricerca focalizzata sullo studio di una serie di manoscritti europei dell’ Archives and Manuscripts Division de The New York Public Library. utilizzati per la liturgia della chiesa cattolica tra l’Alto e il basso MedioEvo ( tra il X e il XV sec), provenienti dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania, dai Paesi bassi e dal Regno Unito, la professoressa Eulalia Ramos Rubert propone un’ipotesi sulla conservazione di uno dei questi pregiati miniati, la Bibbia DeRicci ms 5.

L’intento è quello di stabilire e condividere le premesse generali per la conservazione della Collezione e facilitare una più ampia informazione per i ricercatori di biblioteche ed archivi.

Scarica il programma: DOCUMENTO SALA LOS LIBROS HABLAN

Scarica il Comunicato Stampa: Cs i libri parlano

Cinema. CONFERENZA IL CORTOMETRAGGIO IN SPAGNA

CINEMA.

SALA CONFERENZE. 12 DICEMBRE 2011. ORE 18.30

INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI.

TUTTI I FILM PROIETTATI SONO IN VERSIONE ORIGINALE SPAGNOLA  SENZA SOTTOTITOLI

CONFERENZA “IL CORTOMETRAGGIO IN SPAGNA” a Cura di Luis Deltell. Professore di Comunicazione Audiovisiva presso l’Università Complutense di Madrid, che ci offre una descrizione del panorama attuale del cortometraggio in Spagna. Durante la conferenza saranno proiettati alcuni dei titoli paradigmatici del cortometraggio  in Versione Originale spagnola.

El Cumpleaños de Carlos (2001) regia di  José Javier Rodríguez Melcon

Di algo (2004) regia di  Luis Deltell Escolar

Recursos Humanos (2004) regia di José Javier Rodríguez Melcon

Viaje a Bangkok (2008) regia di Dionisio Pérez

SCHEDA TECNICA DEI FILM.

El Cumpleaños de Carlos (2001) 25 min.

Regia e sceneggiatura a cura di José Javier Rodríguez Melcon. 

Cast:  Bentor Bello, Lot López,  Alberto J. Pérez,  Jonay Rodríguez,  José Luis Rubio,  Mahy Soler.  

Produzione di  Rafael Álvarez. 

Musiche originali di Javier Cámara.   

Fotografia di Jorge Arce.   

Direzione  Artistica di Germán Colom .  

Direzione di produzione di Ignacio Monge. 

Montaggio sonoro Carlos Schmukler.

 

Di algo (2004) 14 min.

Regia e sceneggiatura a cura di Luis Deltell. 

Cast:  María Ballesteros,  Víctor Clavijo,  Álvaro García,  Blanca Nicolás.

 Produzione di  Ignacio Monge, Xosé Zapata, Rafael Álvarez .

Musiche originali di José Villalobos.

Fotografia di Javier Bilbao.

Direzione  Artistica di David Temprano.    

Aiuto regista di Aina Requena, Carlos Therón.

Dipartimento artistico, sonoro e riprese di Henar Montoya, Emma Temprano,  Luis Valleaguado, Miguel Ángel Galán Pablo Echeita, María Fernández , Xosé Garrido, Andrés Garzas, Marta González.

 

Recursos Humanos (2004) 15 min.

Regia e sceneggiatura a cura di José Javier Rodríguez Melcon. 

Cast:  Nieve de Medina, Andrés Lima, Juli Mira,  Gonzalo de Santiago.

Produzione di  Eugenio López Trigo, Ignacio Monge, Rafael Álvarez.

Montaggio di José Manuel Jiménez.

Fotografia di Álvaro Gutiérrez.

Direzione  Artistica di Javier Chavarría.  

Riparto sonoro Doug Roberts, David Rodríguez.

 

Viaje a Bangkok (2008) 7 min

Regia e sceneggiatura a cura di Dionisio Pérez. 

Cast:  Víctor Clavijo.

Produzione di Ignacio Monge.

Musiche originali di Fernando Pocostales .

Montaggio di Eloy Gonzalez, Goyo Villasevil.   

Fotografia di Álvaro Gutiérrez, Miguel Nieto.   

Riparto sonoro Fernando Pocostales, David Rodríguez.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 12 Dicembre, ore 18.30

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ARCHITECTURE REVÉE di Julio Lafuente

MOSTRA ARCHITETTURA.

ARCHITECTURE REVÉE DI JULIO LAFUENTE

SALA MOSTRE. Inaugurazione martedì 13 dicembre 2011 alle ore 19. INGRESSO LIBERO

Scarica il pieghevole della mostra: Pieghevole Architecture Revee di Julio Lafuente

Edifici onirici, sospesi, travolti dalla loro stessa leggerezza. Sono le “Arquitecture Revée” dell’architetto Julio Lafuente, opere immaginarie, disegnate per dar forma ai sogni e giocare con le prospettive.

Nella retrospettiva che sarà inaugurata a Roma il 13 dicembre e resterà in mostra fino all’8 gennaio presso l’Accademia Reale di Spagna a Roma, si renderà omaggio ad un architetto spagnolo che vive a Roma da oltre cinquant’anni e che ha regalato alla sua città di adozione alcuni tra gli edifici più significativi dell’architettura contemporanea: quello della Esso alla Magliana, l’Ippodromo di Tor di Valle, l’Air Terminal della stazione Ostiense.

 Dagli anni ‘50 ad oggi, Julio Lafuente ha percorso la storia dell’ultimo mezzo secolo con i suoi progetti dando il meglio di sé proprio negli anni ‘60, quelli del boom economico e di maggior sviluppo del mondo della costruzione. A quest’epoca appartengono il progetto per il concorso di Auschwitz, il Santuario di Collevalenza, l’albergo sulla scogliere di Gozo sull’isola di Malta.

Tra foto in bianco e nero e colore e schizzi originali a matita, la mostra propone anche alcuni prototipi di design realizzati tra gli anni ‘50 e ‘70. Nell’ultima sala, in un’intervista filmata del 1987, sarà la voce dello stesso architetto Lafuente a raccontare attraverso le immagini delle sue opere, la sua filosofia del vivere e del progettare.

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BIO DI JULIO LAFUENTE

Julio Garcia Lafuente nasce a Madrid nel 1921. Emigra in Francia con la famiglia ed a Parigi studia Architettura presso l’École    Nationale Superieure de Beaux Arts. Nel dopoguerra decide di intraprendere il suo “Grand Tour “ in Italia in sella ad una moto Bmw e si  ritrova a Roma nell’effervescente clima culturale degli anni della Dolce Vita. Si innamora della Città dell’antichità classica e dei suoi nascenti quartieri moderni.

Dal ’53 collabora per diversi anni con lo Studio Monaco Luccichenti alla realizzazione di numerosi progetti, fra gli altri delle case gemelle di S. Marinella ed agli uffici della Siae. Nel 1958, in quel felice clima di collaborazione fra Architetti ed Artisti proprio degli  anni ’50, vince assieme agli scultori Andrea e Pietro Cascella il Primo Premio del Concorso Internazionale per il monumento commemorativo delle vittime di Aushwitz. A Roma sono gli anni delle Olimpiadi, della Roma intraprendente e della frenesia Costruttiva. Collabora a lungo con l’ing. Gaetano Rebecchini  a diverse opere fra cui l’Ippodromo di Tor di Valle e l’Ospedale del Sovrano Ordine di Malta alla Magliana dove sono magistralmente coniugati l’antico Edificio seicentesco con le attrezzature del moderno complesso architettonico.

Con l’ing. C. Benedetti realizza a Todi il complesso del  Santuario di Collevalenza, con L. Rebecchinila Clinica PIO XIsull’Aurelia e con lo Studio Passarelli il Pio Latino Americano. In quegli anni lavora per la Olympic Airways e per Aristotele Onassis. Sono numerose le ville realizzate, moderne, materiche e  di grande libertà espressiva: a Tivoli, ad Amalfi, all’Argentario ed in Toscana. Del 1981 è il progetto alla Magliana dell’edificio della Esso con l’ing. Rebecchini: 3 grandi ventagli aperti lungo l’autostrada per Fiumicino.

Nella metà degli anni settanta  lavora per la Città di Jeddah in Arabia Saudita, edifici ma sopratutto “Beautification” della Città e Grandi Landmarks urbani. Tra le opere più recenti  ci sono l’Air Terminal Ostiense, la ristrutturazione dell’Hotel de Russie e il centro Nocs a Spinaceto.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Mostre. 13 dicembre, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

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Concerto Speciale Ventart. Orquesta Sinfónica del Principado de Asturias

QUINTETO VENTART.

ORQUESTA SINFÓNICA DEL PRINCIPADO DE ASTURIAS.

25 Novembre. Salone dei Retratti Accademia Reale di Spagna.

INGRESSO SOLTANTO SU INVITO PRIVATO. ENTRADA SOLO CONO INVITACIÓN PRIVADA

Scarica il programma: Programa Concierto Ventart 25 Noviembre

 

QUINTETO VENTART

Después de muchos años de experiencia orquestal, como solistas de la OSPA, los miembros del quinteto “Ventart” deciden reunirse y dar forma a la idea que llevan años madurando, formar un ensemble de calidad a la vez que emblemático en el Principado de Asturias.

Su repertorio abarca desde el clasicismo hasta la última vanguardia, ahondando y cuidando tener siempre presente el repertorio de música española, con la que están involucrados directamente.

Como ensemble han actuado en muchos escenarios, han ofrecido conciertos dentro y fuera de Asturias, destacando los  realizados en la casa de Asturias, en Madrid y en “La Cuevona” de Ribadesella dentro de su ciclo de conciertos de verano.

También cabe destacar su faceta educativa, colaborando con colegios de Asturias en muchas ocasiones, ofreciendo conciertos a los más pequeños para intentar despertar el interés musical en ellos y acercar a los niños a estos instrumentos.

 MYRA KATHRYN SINCLAIR. FLAUTA

 Nace en Los Ángeles en el seno de una familia escocesa. Inicia sus estudios musicales en el estado de Minnesota en 1975. Estudia flauta enla Universidadde Minnesota, donde se gradúa en Música y Microbiología. Estudia en el “Guildhall School of Music and Drama” en Londres. En 1993, se traslada a España donde colabora con diferentes orquestas sinfónicas, comola Orquesta Sinfónicade Galicia yla Orquestade Córdoba.

Desde 1995, es flautista principal dela Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias, donde ha interpretado como solista, los conciertos para flauta de Mozart, Vivaldi, Bach, Doppler e Ibert.

Es miembro fundador del quinteto de vientos de solistas dela OSPA“Ventart”.

JUAN FERRIOL. OBOE

 Nace en Godella (Valencia) Estudia en los conservatorios de Valencia, Zaragoza, Rotterdam y Bruselas. Miembro dela Joven Orquesta Nacionalde España. Colaborador de diferentes orquestas (Filarmónica de Las Palmas de Gran Canaria, Ciudad de Granada, Ciudad de Barcelona, Oviedo Filarmonía, Rotterdam’s Chamber Orchestra, European Comunity Chamber Orchestra, Orquesta de Cadaqués, etc.

Su actividad camerística abarca todos los estilos, con formaciones como Moonwinds, Tetragrama Octet, Octeto Ibérica, Quinteto Ibert, Cuarteto As-Art, Trio Acebo, Trío viVarte y Cántigas XVI entre los más destacados.

En la actualidad es oboe principal dela Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias.

Ha sido profesor en el Conservatorio Superior de Música “Eduardo Martínez Torner” de Oviedo y profesor en los cursos de postgrado dela Universidadde Oviedo. Es miembro fundador del quinteto de vientos de solistas dela OSPA“Ventart”. 

 ANDREAS WEISGERBER. CLARINETE

Nace en Alemania. Empieza a tocar el clarinete con Alfred Reiser en Saarbrucken y posteriormente se traslada a Karlsruhe donde estudia con Wolfgang Meyer enla Musikhochschule. Haganado cuatro veces el primer premio en el concurso nacional “Jugend Musiziert” y en 1983 fue galardonado con el premio “Karel Kunz” de música de cámara de Weinstadt. También ha conseguido el premio “Regio-Preise” de Basilea en 1990.

Como solista ha interpretado el “Concierto nº 2 para clarinete y orquesta” de Weber, en Praga, Breno, Bratislava y Saarbrucken, el “Concierto para clarinete y orquesta” de Mozart, en Hamburgo y Saarlouis y conla Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias ha tocado los conciertos de Mozart, Weber y Copland. Recientemente ha interpretadola “SinfoníaConcertantepara vientos” de Mozart.

Como intérprete de música de cámara actuó parala Fundación JuanMarch, parala Sociedad Filarmónicade Oviedo en España y para el Festival Villeroy y Boch en Alemania, entre otros.

Fue profesor de clarinete en el Conservatorio Superior de Música “Eduardo Martínez Torner” de Oviedo y desde 1992 es clarinete principal dela Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias. Es miembro fundador del quinteto de vientos de solistas dela OSPA“Ventart”. 

 JOSE LUIS MORATÓ. TROMPA

Nace en Madrid en 1971, en el seno de una familia de trompistas y bajo la tutela de su padre Luis Morató (trompa solista de la ORTVE) cursa sus estudios en los conservatorios de Majadahonda, Getafe y en el Conservatorio Superior de Madrid. 

Ha colaborado con la mayoría de las orquestas de España, destacando, Orquesta dela Comunidad Valenciana(Les Arts), Cadaqués, ORTVE, ONE, OBC, BOS, OSCYL, OFIL entre otras.

Es fundador del Octeto Ibérica, y del quinteto de metales Siglo XXI.

Colabora como profesor habitual dela JOSPA,la Joven Orquestade Castilla y León yla Joven Orquestadela Regiónde Murcia.

Es miembro dela Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias desde 1993, donde es principal desde 1994, y ha interpretado como solista el “Concierto nº 3 para trompa y orquesta” yla “SinfoníaConcertante” de Mozart.

Como docente es profesor de trompa y música de cámara del Conservatorio Profesional Municipal “Julián Orbón” de Avilés, desde 2006. Es miembro fundador del quinteto de vientos de solistas dela OSPA“Ventart”.

 VICENT MASCARELL .FAGOT

 Desde el año 1994 es fagot solista dela Orquesta Sinfónicadel Principado de Asturias (OSPA), con la que ha interpretado los conciertos para fagot de Mozart y Weber, así comola “SinfoníaConcertantepara vientos” de Mozart yla de Haydnpara viento y cuerda.

Cursa sus estudios superiores de fagot y postgraduado enla Musikhochschule Freiburg(Alemania) becado porla Fundación Alexandervon Humboldt, JONDE yla Generalitat Valenciana.

Ha sido miembro de las orquestas Simfònica del Vallès, JONDE, Philharmonisches Orchester Freiburg y Bach Kammenorchester y de diversos ensembles sinfónicos y de cámara.

Ha interpretado las obras más emblemáticas del repertorio fagotístico además de participar en innumerables grabaciones para NAXOS, Radio Clásica RNE, RTVE, SWF (Radio del sudoeste de Alemania) y retransmisiones en directo para toda Europa (Euro-Radio). Es profesor en los cursos de análisis e interpretación musical dela Universidadde Oviedo. Es miembro fundador del quinteto de vientos de solistas dela OSPA“Ventart”.

MOSTRA TRIBUTUM di Salvador Juanpere

MOSTRA SCULTURA TRIBUTUM DI SALVADOR JUANPERE

Dal 10 al 30 Novembre 2011.

Sala Mostre. Inaugurazione 10 Novembre ore 19.

Sin dalle sue prime scultura negli anni 80 partendo dall’arte povera o dall’influenza di Joseph Beuys, Salvador Juanpere inizia a comporre la sua opera fra due filoni concettuali: le approssimazioni ai pensiero degli ultimi paradigmi  scientifici e la memoria antropologica. Negli ultimi anni il suo lavoro si orienta soprattutto verso meccanismi strumentali e poetici nel campo esteso della scultura e dell’esercizio metalinguistico dei suoi processi.

L’esposizione  tributum  che si presenta all’Accademia di Spagna a Roma mostra un insieme di istallazioni e sculture recenti  che fanno  riferimento ad autori, artisti e opere di diversi  periodi del patrimonio artistico e culturale italiano o romano.

Questo campo di riferimenti dell’opera di  Salvador Juanpere dal mondo classico romano (che ha sentito particolarmente vicino nel suo luogo di nascita  Tarragona nella Catalogna), alla scultura barocca di Bernini, Maderno, Cafá, Sanmartino…come anche  il giro  decisivo che significò nell’epoca della formazione delle opere e i processi del movimento povera italiano, con artisti  come  Merz, Pistoletto, Penone, Anselmo o Manzoni.

Questa sequenza  di riferimenti è stata, a sua volta, influenzata dagli autori classici come  Virgilio o Dante,  poeti  come  Leopardi, Ungaretti, Cesare Pavese o personaggi  come il matematico Fibonacci o il pittore Fortuny  vissuto a  Roma, dai quali   con le  idee o attitudini  si è impregnata  poi la sua opera e che gli è servito spesso come citazione  nelle istallazioni, sculture o disegni.

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Questa esposizione  tributum  mostra , tre opere nuove realizzate espressamente per l’occasione: un video dal titolo “barocco”, una scultura dal titolo “puntelli” che rappresenta diverse riproduzioni  in scala dei  puntelli di marmo di alcune sculture romane di diverse epoche, e “tributum”, una istallazione che contiene arena estratta dalla pietra delle  muraglie romane di con la quale si scrive, nella galleria dell’Academia,il nome di diversi autori di riferimento estrapolati dall’autore.

 

per saperne di più: www.juanpere.com

Scarica il comunicato stampa: CS TRIBUTUM di Salvador Juanpere

BIO DI SALVADOR JUANPERE

Nasce nel 1953, nell’attualità insegna presso la facoltà di belle arti della Università di Barcellona. Le sue opere sono esposte in città della Spagna, Corea, Finlandia, ecc e musei molto noti come Macba di Barcellona, Fundació La Caixa, o la collezione del Parlamento scozzese di Edimburgo.

Ha realizzato varie mostre collettive  e individuali a l’espai10 presso la Fundació Miró, Museo d’arte contemporaneo di Tarragona o la fondazione Vila-Casas di Barcellona, tra tante altre.

Sin da suoi origini come scultore, con importanti connotazioni “povere”, suo lavoro è evoluto da fasi con un forte significato materiale e minimal, con risonanze tra il pensiero della scienza e la poesia antropologica. Nell’attualità suo lavoro e rivolto verso i meccanismi processuali e gli strumenti della scultura.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Mostre. 10 Novembre, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

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L’INADEGUATO. Conferenza a cura di Dora Garcia

L’INADEGUATO.

Conferenza. venerdì 14 ottobre ore 19. A cura di Dora García, Artista del Padiglione Spagna nella Biennale di Venezia 2011 fa il bilancio dell’esperienza

L’inadeguato

“l’ inadeguato” è un progetto che si svolge presso il padiglione spagnolo nei giardini durante la biennale di Venezia 2011.

“l’ inadeguato”è una performance prolungata nel tempo, fatta di conversazioni, monologhi, teatro, silenzio e dibattiti. I protagonisti di questa performance molteplice e collettiva, provengono da varie generazioni, lavorano principalmente sul panorama culturale italiano come oggetto di ricerca, sono esperti sull’idea dell’inadeguato. I protagonisti di “l’inadeguato” rappresentano atteggiamenti indipendenti, underground, dissidenti, non ufficiale, marginali, esiliate.

Cosa significa “inadeguato”?  per parlare di questo discorso, facciamo riferimento alla citazione di   Erving Goffman dal suo libro Encounters (1961): ‘To be awkward or unkempt, to talk or move wrongly, is to be a dangerous giant, a destroyer of worlds. As every psychotic and comic ought to know, any accurately improper move can poke through the thin sleeve of immediate reality.’

La performance si tiene tutti  i giorni di apertura della biennale di Venezia: dal primo giugno fino alla fine di novembre.

“l’inadeguato”è un progetto iniziato da Dora Garcia però che conta con la partecipazione su molteplici autori e riferimenti. Questa performance utilizza e produce una grande quantità di documentazione e oggetti che vengono presentati al pubblico sotto forma di archivio, che evolve durante i sei mesi di durata del progetto.

Scarica alcune rassegne della stampa sul lavoro del padiglione spagnolo a Venezia: RASSEGNE STAMPA

DORA GARCIA

Nata a Valladolid (Spagna) nel 1965. Studia Belle Arti presso l’Università di Salamanca e presso la Rijksakademie di Amsterdam. Lavora a Barcellona.

Di seguito, alcune delle sue ultime mostre individuali:

2011 Power to the People: Contemporary Conceptualism and the Object in Art. The Australian Center for Contemporary Art

(ACCA), Southbank, Victoria (AU)

The Inadequate, 54th Venice Biennale, Spanish Pavilion. Curator: Katya García-Anton (I)

Real Artists don’t have Teeth (RijksakademieLIVE #1), Rijksakademie, Amsterdam (NL)

2010 For Nothing, Against Everything / Por nada, contra todo. OPA, Guadalajara, Mexico.

I am a judge. Kunsthalle Bern, Bern (CH)

LAST DAYS / derniers jours (curated by Magali Gentet), Parvis de Pau (F)

I am a judge. Index – The Swedish Contemporary Art Foundation, Stockholm (SE)

2009 Men I Love, ProjecteSD gallery, Barcelona (E)

¿Dónde van los personajes cuando la novela se acaba?, CGAC, Santiago de Compostela (E)

A lecture on William Holden by William Holden (performance), El principi d’incertesa, MACBA (E)

William Holden in Frankfurt for Playing the City, Schrin Kunsthalle, Frankfurt (D)

What a Fucking Wonderful Audience, Galerie Michel Rein, Paris (F)

2008 Be an outlaw, be a hero, Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (NL)

The first image is an unconditional close-up of an eyelid, Wilkinson gallery, London (UK)

2007 Zimmer, Gespräche, Galerie fur Zeitgenossische Kunst, Leipzig *(D)

Zimmer, Gespräche, Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (NL)

Contes Choisis, CASM, Barcelona (E)

2006 Code inconnu, SMAK, Gent (B)*

Rooms, Conversations / Cellule Cité Lénine, Les laboratoires d’Aubervilliers, Paris (F)*

Habitaciones, Conversaciones, Galeria Juana de Aizpuru, Madrid (E)

Múltiples y Colectivos, Museu de l’Empordà, Figueres, Girona (E) *

Instant Narrative, projectrooms, Artissima, Torino (I) with Galerie Michel Rein and Ellen de Bruijne Projects*

2005 Lettres à d’autres planètes, Galerie Michel Rein, Paris

Introduction to a Scientific Aesthetics (with Mathew Buckingham), Fundación Telefónica, Madrid, (E)*

Vibraciones, Musac, León (E)*

Des Messages, des Instructions, des Questions FRAC Bourgogne, Dijon (F)

Dora García: Festival de Performance y Video Espacio 1, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (E)*

per saperne di più : http://theinadequate.net/

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 14 ottobre ore 19.00

Ingresso libero fino esaurimento posti

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Mostra fotografia Colletivo Pandora. Motherland dal 23 settembre al 26 ottobre

Nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia di Roma.

Collettivo Pandora

Inaugurazione 23 settembre ore 19.

Sala Mostre Accademia Reale di Spagna

La Real Academia de España collabora  nuovamente con il Festival Internazionale di Fotografia a Roma. Quest’anno l’accademia propone una mostra fotografica del collettivo Pandora curata da Masasam e sviluppata nell’ambito della tematica del festival: “Motherland”

Underground di Hector Mediavilla

Pandora è una agenzia fondata e costituita da fotografi documentaristi che, nel 2007 hanno deciso di mettere insieme i loro sguardi per mostrare i diversi aspetti del mondo contemporaneo.  Fondono il proprio lavoro individuale con i progetti collettivi in cui utilizzano sia la fotografia che il video. Interessati per i temi sociali e ambientali da una prospettiva globale, offrono le diverse forme di comprendere  la fotografia documentale.

Pandora è composta da i fotografi Sergi Camara, Hector Mediavilla, Alfonso Moral e Fernando Moleres, componenti del collettivo Pandora, si confrontano con il concetto di “Motherland” dalla fotografia documentale.

Il loro intero lavoro si sviluppa attorno a tre matrici discorsive fondamentali. La prima si interroga sulla nozione di Frontiera,la seconda gira attorno ai concetti di movimento, dislocamento, di immigrazione-emigrazione di una grande parte della popolazione umana nell’attualità e le conseguenze che derivano; per ultimo, la terza scava nelle viscere delle città contemporanee.

Scarica il depliant: Motherland PANDORA

I FOTOGRAFI

Sergi Camara. Vic, 1970. Ha lavorato in paesi come: Marocco, Algeria, Mali, Niger, Nigeria, Ruanda, Albania, Yemen, Guinea Bissau, Senegal, Colombia, Venezuela, Panama, Haiti, Ecuador e Brasile. Suo lavoro personale si è concentrato nelle migrazioni dall’Africa verso l’Europa, lavora su questa tematica dal 2004 in cui condivide fotografia documentale e video.

Hector Mediavilla. Burgos 1970.Laureato in Scienze del marketing e Master in Direzione  presso ESADE, Barcellona. Gestione Culturale presso IDEC. Universitat Ramon Llull, Barcellona. Dal 2001 lavora come fotografo documentarista indipendente e da allora ha realizzato numerose cronache in Africa, America latina, e Europa.

Fernando Moleres. Bilbao 1963.Nel 1990 pubblica la sua prima cronaca, che tratta sui ghetti nel Sud-Africa. Sin da questo momento, inizia un lungo percorso lavorativo con il progetto: “Children at work”, dove lavorerà  più di 7 anni e viaggerà in oltre 30 paesi. Realizza altre cronache su i rifugiati nel Kurdistan (1991), Rifugiati nel Sahara (1992), Rifugiati in Ruanda (1996), la città di Calcutta, discarica in Guatemala, terapia di animali, Rickshaw wallas, Lotta libera in India, Bagni turchi, Pellegrinaggio nella Gerusalemme nera-etiope, Fabbriche d’abbigliamento in Asia, Donne lavoratrici del mondo, Vita monacale.

Alfonso Moral. Valladolid 1977.Il suo lavoro è stato pubblicato nelle riviste più prestigiose come sono Newsweek, the Sunday times, Le Monde 2, Amnesty International Magazine, Foto8, El Pais oppure La Vanguardia tra tanti altri. È diventato finalista del Carmignac Gestion Photojournalism Award 2010, e del Magnum Expresion Award nel 2009 e 2010. Ha vinto il premio Picture of the year 2008 con la serie “Rifugiati palestinesi in Libano” insieme al terzo premio di Fotopres’09 per il lavoro intitolato : “Libano tra mare e fuoco”.

 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Chiostro/Sala Mostre. 23 Settembre, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

Ingresso libero

http://www.raer.it

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