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STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA

STORIA DEGLI ARTISTI SPAGNOLI A VIA MARGUTTA

CONFERENZA A CURA DI VALENTINA MONCADA CURATRICE E GALLERISTA
11 APRILE ALLE ORE 19.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
invito valentina moncada

Conferenza a cura di Valentina Moncada. Si tratterà di approfondire il ruolo della colonia spagnola di Via Margutta già a partire dagli inizi dell’Ottocento, analizzando in particolar modo gli artisti spagnoli che qui hanno avuto degli atelier, come i fratelli Josè e Mariano Benlliure, Josè Gallegos, Vincente March, Salvador Sanchez Barbudo, Mariano Barbasan, solo per citarne alcuni, per arrivare fino al novecento col grande Pablo Picasso. Inoltre, la conferenza approfondirà ulteriormente tutte le tematiche affrontate dagli artisti durante il loro soggiorno romano e dell’influente figura di Mariano Fortuny, attivo frequentatore dell’Associazione Artistica Internazionale che aveva la sua antica sede a via Margutta 54

VALENTINA MONCADA

Figlia di un fotografo di moda amante dell’arte, Valentina Moncada diventa presto protagonista del mondo dell’arte prima a New York, dove si forma e fa le sue prime esperienze, poi a Roma, dove apre la sua galleria nel 1990.

 Si laurea nel 1981 al Sarah Lawrence College, Bronxville di New York e dal 1982 al 1984 frequenta il Master of Art presso l’Institute of Fine Arts della New York University. Nel 1983 partecipa al concorso per “Curatorial Assistant” al “The Solomon R. Guggenheim Museum” (New York) per la mostra “Kandinsky in Paris”, vincendo il premio “Hilla von Rebay Fellowship“. Durante l’anno accademico 1984-1985 è assistente del prof. Ken Silver, docente di Storia dell’Arte presso la New York University, tenendo corsi regolari agli studenti del primo anno. Comincia da subito a lavorare nei più prestigiosi musei e gallerie di New York, conoscendo artisti e curatori famosi, tutti protagonisti di stagioni irripetibili, da cui acquisisce le conoscenze necessarie a gestire una galleria d’arte contemporanea. Nel 1985 lavora nel “Department of Community Education” del Metropolitan Museum of Art, New York, dove tiene anche diverse conferenze. Dal 1984 al 1989 collabora con la rivista “Segno“. Presenta alcune mostre per i cataloghi delle seguenti gallerie: L’Attico, Roma; Annina Nosei, New York; Runkel-Hue-Williams, Londra. Pubblica nel 1988 un saggio importante “The Painter’s Guide in the Cities of Venice and Padua” con la Cambridge University Press.

 E’ grazie al suo entusiasmo, al coraggio e alla costanza con cui ha sempre proposto mostre di altissimo livello che artisti sia affermati sia emergenti sono approdati nella Città Eterna da tutto il mondo. Il 3 ottobre 1990 Valentina Moncada inaugura la sua galleria romana in Via Margutta 54: da quel momento fino al 2012 ha presentato più di 80 mostre di artisti italiani ed internazionali. Tra queste molte sono state delle anteprime assolute in Italia e molti degli artisti esposti hanno raggiunto oggi notevole fama internazional


LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ

 

CONFERENZA DI AQUILINO DUQUE

14 MARZO ORE 19. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Nella cornice del Salone dei Ritratti dell’Accademia:

LA SPAGNA E L’ITALIA DI VELAZQUEZ

Il poeta Luis Rosales, una volta mi disse,  parlandomi  del Magnum opus che stava elaborando su Cervantes, che se gli spagnoli dovessero essere figli di qualcuno sarebbero  grazie a Cervantes e a Velazquez. Questa lezione mi ha segnato per sempre, e fu in occasione del centenario di Velazquez quando ebbi  l’opportunità di svilupparla, mentre,  intanto cercavo di pagare  il debito che avevo con  l’Italia, dove ho avuto  la fortuna di trascorrere come loro degli anni indimenticabili, avventurosi  e proficui. Vivevo ancora  nella capitale quando mi pronunciai in versi di Don Miguel Cervantes e il quadro non sarebbe completo se adesso non lo facessi in prosa di Don Diego Velazquez.

Aquilino Duque

invito_VELAZQUEZ LOW

 

AQUILINO DUQUE.

Nasce a Siviglia nel 1931. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Siviglia, completa i suoi studi

Presso l’Università di Cambridge e la Southern Methodist University a Dallas nel Texas. Romanziere, poeta e autore di saggi, Aquilino Duque è autore di Libri tali : De palabra en palabra (Premio Leopoldo Panero del Istituto di Cultura Ispanica e Fastenrath, della Reale Accademia Spagnola della lingua); el Mono azul (finalista del Premio Nadal 1973 e Premio Nazionale di Letteratura 1974)

Si trasferisce a Roma negli inizi degli anni 70, dove collabora con la pubblicazione Destino, in questo periodo  frequenta Rafael Alberti. Ha organizzato e diretto corsi di Letteratura spagnola a Cambridge, Siviglia e Chapel Hill. È stato relatore in conferenze in tutto il mondo: Università  di Cambridge, Siviglia, Swarthmore, Delaware, Chicago, Roma, Pennsylvania, Georgetown, La Rabida, Malaga, Mar Menor, Oviedo, Guadalajara (Messico),Museo di Belle Arti di  Siviglia, Palazzo delle nazione unite a  Ginevra, Istituto Britannico di Siviglia, e presso gli Istituti Cervantes di Buenos Aires, Londra, Nuova York, Vienna, Monaco e Utrecht

 

 


IV CONFERENZA MARQUÉS DE BRADOMÍN. EL MAR DE LA LITERATURA.

IV CONFERENZA MARQUÉS DE BRADOMÍN.

El Mar de la literatura. con JAVIER REVERTE e STEFANO MALATESTA.

13 novembre ore 18.30. Sala Conferenze. Ingresso Libero fino esaurimento posti.

In collaborazione con Il Festival della Letteratura di Viaggio, promosso da Società Geografica Italiana e Federculture.  bCon la collaborazione dell’Istituto Cervantes di Roma e Libreria Spagnola

Nel 2012 si raggiunge la IV edizione delle Conferenze Marqués de Bradomín, titolo conferito all’onorevole direttore dell’Accademia Reale di Spagna Ramon del Valle-Inclan tra gli anni 1933 e 1936. Conferenze di uno straordinario carattere letterario che avvicinano il pubblico ad una partecipazione attiva con l’arte scritto con invitati di primo ordine.

Gli Scrittori Javier Reverte e Stefano Malatesta  ci racconteranno come il  Mediterraneo è diventato una grande metta letteraria, mare comune a numerosi popoli e culture, che vanta, un grande passato storico e un’interessante futuro. Mare di filosofi, avventurieri, pirati, studiosi ed artisti. Fonte di ispirazione letteraria e confine invisibile che unisce e talvolta allontana tutte le nazioni che si danno appuntamento tra le sue acque.

BIO DEI RELATORI.

Javier Reverte. Nato a Madrid. Laureato in giornalismo e Filosofia. E’ stato corrispondente stampa a Londra, Parigi e Lisbona. Ha pure viaggiato nei cinque continenti come inviato speciale per fornire informazione politica sui conflitti belici. Ha scritto sui principali giornali spagnoli (El país, El Mundo, ecc) ha lavorato come reporteR per la televisione ed ha elaborato copioni di documentari televisivi e radiofonici. Dal 1996 si dedica a tempo pieno alla letteratura. Il successo come scrittore è divenuto nel 1998 con la pubblicazione di El sueño de África, un libro di viaggi nel continente nero che è diventato un best-seller. África è stata anche il destino delle opere successive su temi di viaggio: Vagabondo in Africa (2000), pubblicato in italiano della Mondadori), Los Caminos perdidos de África (2002) (trilogia dell’Africa).

Stefano Malatesta. Nato a Roma dove si è laureato in Scienze Politiche. Ha cominciato a viaggiare molto presto e da allora non ha mai smesso. È stato viceamministratore di una piantagione di tè alle Seychelles quando queste isole erano una colonia inglese, documentarista di animali, cronista di nera, inviato di guerra. Per la Repubblica scrive da oltre venticinque anni critiche d’arte, recensioni di libri e commenti e soprattutto racconti di viaggio sempre sulle tracce di qualcosa o di qualcuno, riprendendo una certa tradizione del recit de voyage quasi scomparsa nei giornali italiani e oggi fin troppo praticata. Oltre alle  prime guide alla natura in Italia, ha scritto L’armata Caltagirone, Il cammello battriano, Il cane che andava per mare e altri eccentrici siciliani, Il grande mare di sabbia, Il napoletano che domò gli afghani. Dirige la collana di letteratura di viaggio «Il cammello battriano» per la casa editrice Neri Pozza. Il suo prossimo libro, che sarà pubblicato in giugno nelle edizioni Neri Pozza, si intitola La vanità della cavalleria e altre storie di guerra. Ha vinto il Premio Albatros Palestrina, L’Este-Ferrara, il Comisso, il Settembrini regione veneta, il Premio Barzini per il miglior inviato speciale dell’anno e il Chatwin.


TAVOLA ROTONDA OMAR CALABRESE IN MEMORIAM. Con Umberto Eco, Paolo Fabbri, Isabella Pezzini, Jorge Lozano e Tarcisio Lancioni.

TAVOLA ROTONDA: OMAR CALABRESE IN MEMORIAM.

SALA CONFERENZE.

21 MAGGIO ORE 18.30. INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI.

Avremo l’onore di contare con la partecipazione di: Umberto Eco,  Paolo Fabbri, Isabella Pezzini, Jorge Lozano e Tarcisio Lancioni.

A poche settimane dalla sua scomparsa, la Real Academia de España di Roma vuole rendere omaggio all’illustre semiologo Omar Calabrese, professore per più di 20 anni al DAMS di Bologna, condividendo le aule con Umberto Eco, Paolo Fabbri e successivamente con Isabella Pezzini e Jorge Lozano. Nella sua permanenza a Siena si trovano gli origini di un gruppo di notevoli professori che saranno rappresentati nella tavola rotonda da Tarcisio Lancioni.

La maggior parte della sua attività fu caratterizzata dalla riflessione sull’immagine e le arti visive, prestando particolare attenzione all’arte spagnola, come testimoniano le importanti monografie che ci ha lasciato sulla Verónica di Zurbarán del Museo di Bilbao, o sulle Meninas di Picasso. Questo legame con l’arte spagnola è evidente anche nel suo lavoro come docente per le Università di Barcellona, della Complutense di Madrid, di Granada e di Bilbao.

Appoggiò con entusiasmo e dedizione le attività promosse dalla Academia de España quali il Festival Internazionale del Barocco, conferenze ecc.

Omar Calabrese (Florencia, 1949 – Monteriggioni, 2012)
Semiologo ed docente all’università di Siena.
Laureato in Storia della lingua, la sua disciplina d’insegnamento è Teoria della comunicazione, materia di cui era uno dei massimi esperti al mondo. Aveva tenuto lezioni nelle università di Parigi, Bilbao, Barcellona, Madrid, Aarhus, Yale, Harvard, Berlino, Bogotà, Buenos Aires, Zurigo, Salonicco, Mannheim, Lisbona, Bucarest. È stato anche, assessore alla cultura del Comune di Siena, consigliere della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’editoria e la comunicazione, presidente dell’Associazione italiana di studi semiotici e della Fondazione mediateca regionale toscana. 

BIO DEI PARTECIPANTI:

Umberto Eco . Alessandria, 1932.
È un semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale. Nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino. Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna.
Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Nel 2000 ha ricevuto una candidatura al premio nobel per la letteratura, a distanza di tre anni dalla vittoria di Dario Fo, per i suoi studi sulla semiotica.
Dal 12 novembre 2010 Umberto Eco è socio dell’Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Paolo Fabbri
Docente di Semiotica presso la Facoltà di Scienze Politiche, LUISS  di Roma. Docente di Semiotica della Marca presso l’Istituto di Comunicazione dello Istituto Universitario di Lingue Moderne di Milano. Direttore del Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia. Coordinatore scientifico del Centro di Semiotica e Linguistica dell’Università di Urbino. Membro del dottorato d’eccellenza Studi sulla rappresentazione visiva, Università di Siena. Membro del Scientific Advisory Board del Centre for Media and Communication Studies LUISS, Roma.
Ha insegnato a Firenze, Urbino, Palermo, Bologna, Roma Due, Venezia, a Parigi, in USA, Canada e altrove.
Ha scritto libri, articoli, edito e tradotto libri sui problemi del linguaggio e della comunicazione, in più lingue (francese, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, lituano).
Ha fondato il Centro di Semiotica di Urbino, ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Direttore dal 1997 al 1998 del Mystfest (Festival di Cinema del Giallo e del Mistero) di Cattolica. Consigliere Scientifico del Prix Italia (RAI -TV) dal 1999 al 2001. Presidente del Festival dei Popoli di Firenze dal 2001 al 2004. Presidente de l’Institut de la Pensée Contemporaine, Université de Paris VII “D. Diderot” (Parigi), dal 2004 al 2006. Direttore della Fondazione F. Fellini, Rimini, 2011-12.

Jorge Lozano
Cattedratico di giornalismo presso la facoltà di Scienze dell’informazione dell’Università Complutense di Madrid. Fu direttore dell’Accademia Reale di Spagna a Roma tra il 1990 e 1996. Nel 1996 li è stata concessa la Cruz de Isabel la Católica da S.M Re Juan Carlos I.
E’ stato finalista del premio nazionale di saggi nel 1987 con El Discurso Histórico.

Tarcisio Lancioni
Dottore di ricerca in Semiotica presso l’Università degli Studi di Bologna, con una tesi dal titolo “Semiotica e teoria dell’arte. Il problema della forma nelle arti visive”. Attualmente è ricercatore presso l’Università degli Studi di Siena, dove insegna Semiotica del testo.
Presidente del Comitato per la Didattica del Corso di Laurea Magistrale in Radiofonia e linguaggi del multimediale e dello spettacolo, della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Siena.
Direttore della rivista Carte Semiotiche.
Ha lavorato come ricercatore iconografico e documentario per la casa editrice Electa.
Dal 1990 ha collaborato come ricercatore e come consulente con C.R.A. Ricerche di mercato, occupandosi di ricerche semiotiche sulla comunicazione e sugli schemi di comportamento, e ha condotto indagini qualitative su forme e valori delle telecomunicazioni in vari paesi, che lo hanno portato ad effettuare ricerche sulle TLC in Norvegia, Finlandia, Spagna, Turchia, Brasile, Arabia Saudita, Perù e Uruguay.

Isabella Pezzini
Professoressa ordinaria di Filosofia-Teoria dei linguaggi e insegnante di Semiotica presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma. È stata formata a Bologna (con Umberto Eco, Paolo Fabbri) e Parigi (con Algirdas Julien Greimas), ha insegnato a Bologna, Zurigo, Ferrara, Siena, San Paolo. Nella sua ricerca sviluppa lo studio della narratività e l’analisi del discorso (forme di enunciazione e di soggettività, espressione degli affetti e delle passioni, tipologie e generi testuali e discorsivi, multimodalità, efficacia comunicativa) e di estenderne la portata agli ambiti della sociosemiotica e della semiotica della cultura.


CONFERENZA. ORIGINE E PRESENZA DELLA COLLEZIONE DI ARTE SPAGNOLA NELLA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA DI ROMA

CONFERENZA. Origine e presenza della collezione di arte spagnola nella Galleria Nazionale d´Arte Moderna di Roma

19 APRILE ORE 19.  SALA CONFERENZE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA

 INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI

Questa conferenza ha come obiettivo quello di dare una visione completa dei fondi degli artisti spagnoli nella collezione della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, mettendo un accento speciale sulla loro origine e sul perché della loro presenza nella collezione. Questo museo di riconosciuto prestigio è fondamentalmente associato all’arte italiana dei secoli XIX e XX poiché il pubblico che lo visita ignora l’importante mole di fondi di artista spagnoli, soprattutto perché gran parte delle opere non sono sempre esposte ma ruotano in funzione delle differenti riorganizzazioni della collezione e delle sue necessità scientifiche e museologiche. Per quest è importante avvicinare il pubblico all’esistenza diquesti fondi e in questo senso il luogo idoneo per la sua presentazione è l’Accademia di Spagna, per ovvi motivi.

Schema della Conferenza:

1.- la Galleria Nazionale d´Arte Moderna
      . Contesto storico
      . Sedi
      . Obiettivi
      .L’insieme di arte spagnola

2.- Origine e formazione dell’inseme di arte spagnola
     . Eventi signifiativi che hanno permesso l’ingresso di questi fondi
     . Collezionismo privato
     . Donazioni
     . Legado Palma bucarelli
     . Acquisizioni
     . Relazione speciale degli artisti spagnoli con l’Italia

3.- Gli artisti e le loro opere (31 artisti/57 opere)
   

ELVIRA CÁMARA LÓPEZ

Laureata in Diritto e Storia dell’Arte presso l’Università Autónoma di Madrid. Prima di entrare nel mondo dell’arte, della conservazione, della diffusione del patrimonio artistico e museale, ha infatti esercitato la Professione di Procuratore avendo esercitato la professione di Procuratore.

Appartiene al Cuerpo Facultativo de Conservadores de Museos dal 2005 e ancor prima è stata membro del Cuerpo de Ayudantes de Museos dal 2001. La sua traiettoria professionale si è sviluppata poi nella Subdirección de Protección del Patrimonio, nel dipartimento di Disegni e Stampe del Museo Nacional del Prado, mentre attualmente è la Conservatrice del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía.

Ha ottenuto diverse borse di studio e collaborazione con musei stranieri, tra questi la Galleria Nazionale di Arte Moderna nel 2009 tramite il programma Bellevue della Fondazione Bosch.

La sua attività di ricerca si è incentrata, tra le altre cose, su temi relativi al patrimonio ealle modalità di ingresso dei fondi museali così come sul come potenziare la visibilità della produzione delle artiste donne. E’ ora direttrice della Fundación Pilar y Joan Miró de Palma de Mallorca.


IL RESTAURO DELLA GIOCONDA DEL PRADO

CONFERENZA A CURA DI ALMUDENA SANCHEZ (RESTAURATRICE DEL MUSEO DEL PRADO DI MADRID) .

12 APRILE ORE 18.30 Sala Conferenze.

Ingresso libero fino esaurimento posti.

La restauratrice del Museo del Prado di Madrid, Almudena Sanchez. Spiega la procedura del lavoro di restauro del quadro nominato come La Gioconda del Prado, che ha messo in evidenza che si tratta d’un opera realizzata in parallelo alla sua corrispondente del Museo del Louvre presso la bottega di Leonardo. Questo restauro diventa un caso eccezionale poiché ha svelato i metodi e le tecniche usati da Leonardo da Vinci.

La Gioconda del Museo del Prado è stata sottoposta ad un accurato studio tecnico e di successivo restauro in occasione della richiesta fatta dal Louvre circa due anni fa per la partecipazione alla mostra “Santa Anna, l’ultima opera di Leonardo da Vinci”, ora in mostra presso detto museo. Il risultato è stato l’ affascinante scoperta  della vera immagine dell’opera dovuta al  rinvenimento  del paesaggio originale nel  fondo nero e provare che non era una copia in più della Gioconda di Parigi, bensì che era stata realizzata nella bottega di Leonardo da Vinci  da uno dei suoi collaboratori mentre il maestro dipingeva l’originale. Tutto ciò ha fatto si  che il dipinto del Prado sia diventato la versione  più importante che si conosca della emblematica  Gioconda di Leonardo. Il suo restauro inizia con l’eliminazione di vernici ossidate e prosegue con l’asportazione della colore nero, mostrando la vera identità originale dell’opera così come i valori artistici ed estetici che erano rimasti occulti durante più di due secoli.

ALMUDENA SANCHEZ MARTIN

Titulada presso la  Escuela Superior de Restauración y Conservación de Madrid,  è restauratrice del  Museo del Prado dal 1982,  dove ha realizzato interventi in numerosi dipinti e in diverse collezioni in autori come Tintoretto, Poussin, Gentileschi, Murillo, Zurbarán, Ribera, Velázquez, El Greco, evidenziando la sua speciale dedizione all’opera di Goya, ampiamente rappresentata nel Museo e delle quali ha restaurato più di venti dipinti, fra gli altri “ l’Autoritratto” o “La famglia dei Duca di Osuna ”.


Conferenza Restauro. I libri Parlano, La Bibbia DeRicci ms 5, The New York Public library. Un’ ipotesi di restauro

CONFERENZA a cura della Prof.ssa Eulalia Ramos Rubert, Università CEU San Pablo di Madrid.

15 dicembre ore 18.30.

Sala Conferenze. Ingresso libero fino esaurimento posti.

A partire da una ricerca focalizzata sullo studio di una serie di manoscritti europei dell’ Archives and Manuscripts Division de The New York Public Library. utilizzati per la liturgia della chiesa cattolica tra l’Alto e il basso MedioEvo ( tra il X e il XV sec), provenienti dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania, dai Paesi bassi e dal Regno Unito, la professoressa Eulalia Ramos Rubert propone un’ipotesi sulla conservazione di uno dei questi pregiati miniati, la Bibbia DeRicci ms 5.

L’intento è quello di stabilire e condividere le premesse generali per la conservazione della Collezione e facilitare una più ampia informazione per i ricercatori di biblioteche ed archivi.

Scarica il programma: DOCUMENTO SALA LOS LIBROS HABLAN

Scarica il Comunicato Stampa: Cs i libri parlano


Cinema. CONFERENZA IL CORTOMETRAGGIO IN SPAGNA

CINEMA.

SALA CONFERENZE. 12 DICEMBRE 2011. ORE 18.30

INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI.

TUTTI I FILM PROIETTATI SONO IN VERSIONE ORIGINALE SPAGNOLA  SENZA SOTTOTITOLI

CONFERENZA “IL CORTOMETRAGGIO IN SPAGNA” a Cura di Luis Deltell. Professore di Comunicazione Audiovisiva presso l’Università Complutense di Madrid, che ci offre una descrizione del panorama attuale del cortometraggio in Spagna. Durante la conferenza saranno proiettati alcuni dei titoli paradigmatici del cortometraggio  in Versione Originale spagnola.

El Cumpleaños de Carlos (2001) regia di  José Javier Rodríguez Melcon

Di algo (2004) regia di  Luis Deltell Escolar

Recursos Humanos (2004) regia di José Javier Rodríguez Melcon

Viaje a Bangkok (2008) regia di Dionisio Pérez

SCHEDA TECNICA DEI FILM.

El Cumpleaños de Carlos (2001) 25 min.

Regia e sceneggiatura a cura di José Javier Rodríguez Melcon. 

Cast:  Bentor Bello, Lot López,  Alberto J. Pérez,  Jonay Rodríguez,  José Luis Rubio,  Mahy Soler.  

Produzione di  Rafael Álvarez. 

Musiche originali di Javier Cámara.   

Fotografia di Jorge Arce.   

Direzione  Artistica di Germán Colom .  

Direzione di produzione di Ignacio Monge. 

Montaggio sonoro Carlos Schmukler.

 

Di algo (2004) 14 min.

Regia e sceneggiatura a cura di Luis Deltell. 

Cast:  María Ballesteros,  Víctor Clavijo,  Álvaro García,  Blanca Nicolás.

 Produzione di  Ignacio Monge, Xosé Zapata, Rafael Álvarez .

Musiche originali di José Villalobos.

Fotografia di Javier Bilbao.

Direzione  Artistica di David Temprano.    

Aiuto regista di Aina Requena, Carlos Therón.

Dipartimento artistico, sonoro e riprese di Henar Montoya, Emma Temprano,  Luis Valleaguado, Miguel Ángel Galán Pablo Echeita, María Fernández , Xosé Garrido, Andrés Garzas, Marta González.

 

Recursos Humanos (2004) 15 min.

Regia e sceneggiatura a cura di José Javier Rodríguez Melcon. 

Cast:  Nieve de Medina, Andrés Lima, Juli Mira,  Gonzalo de Santiago.

Produzione di  Eugenio López Trigo, Ignacio Monge, Rafael Álvarez.

Montaggio di José Manuel Jiménez.

Fotografia di Álvaro Gutiérrez.

Direzione  Artistica di Javier Chavarría.  

Riparto sonoro Doug Roberts, David Rodríguez.

 

Viaje a Bangkok (2008) 7 min

Regia e sceneggiatura a cura di Dionisio Pérez. 

Cast:  Víctor Clavijo.

Produzione di Ignacio Monge.

Musiche originali di Fernando Pocostales .

Montaggio di Eloy Gonzalez, Goyo Villasevil.   

Fotografia di Álvaro Gutiérrez, Miguel Nieto.   

Riparto sonoro Fernando Pocostales, David Rodríguez.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 12 Dicembre, ore 18.30

http://www.raer.it

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L’INADEGUATO. Conferenza a cura di Dora Garcia

L’INADEGUATO.

Conferenza. venerdì 14 ottobre ore 19. A cura di Dora García, Artista del Padiglione Spagna nella Biennale di Venezia 2011 fa il bilancio dell’esperienza

L’inadeguato

“l’ inadeguato” è un progetto che si svolge presso il padiglione spagnolo nei giardini durante la biennale di Venezia 2011.

“l’ inadeguato”è una performance prolungata nel tempo, fatta di conversazioni, monologhi, teatro, silenzio e dibattiti. I protagonisti di questa performance molteplice e collettiva, provengono da varie generazioni, lavorano principalmente sul panorama culturale italiano come oggetto di ricerca, sono esperti sull’idea dell’inadeguato. I protagonisti di “l’inadeguato” rappresentano atteggiamenti indipendenti, underground, dissidenti, non ufficiale, marginali, esiliate.

Cosa significa “inadeguato”?  per parlare di questo discorso, facciamo riferimento alla citazione di   Erving Goffman dal suo libro Encounters (1961): ‘To be awkward or unkempt, to talk or move wrongly, is to be a dangerous giant, a destroyer of worlds. As every psychotic and comic ought to know, any accurately improper move can poke through the thin sleeve of immediate reality.’

La performance si tiene tutti  i giorni di apertura della biennale di Venezia: dal primo giugno fino alla fine di novembre.

“l’inadeguato”è un progetto iniziato da Dora Garcia però che conta con la partecipazione su molteplici autori e riferimenti. Questa performance utilizza e produce una grande quantità di documentazione e oggetti che vengono presentati al pubblico sotto forma di archivio, che evolve durante i sei mesi di durata del progetto.

Scarica alcune rassegne della stampa sul lavoro del padiglione spagnolo a Venezia: RASSEGNE STAMPA

DORA GARCIA

Nata a Valladolid (Spagna) nel 1965. Studia Belle Arti presso l’Università di Salamanca e presso la Rijksakademie di Amsterdam. Lavora a Barcellona.

Di seguito, alcune delle sue ultime mostre individuali:

2011 Power to the People: Contemporary Conceptualism and the Object in Art. The Australian Center for Contemporary Art

(ACCA), Southbank, Victoria (AU)

The Inadequate, 54th Venice Biennale, Spanish Pavilion. Curator: Katya García-Anton (I)

Real Artists don’t have Teeth (RijksakademieLIVE #1), Rijksakademie, Amsterdam (NL)

2010 For Nothing, Against Everything / Por nada, contra todo. OPA, Guadalajara, Mexico.

I am a judge. Kunsthalle Bern, Bern (CH)

LAST DAYS / derniers jours (curated by Magali Gentet), Parvis de Pau (F)

I am a judge. Index – The Swedish Contemporary Art Foundation, Stockholm (SE)

2009 Men I Love, ProjecteSD gallery, Barcelona (E)

¿Dónde van los personajes cuando la novela se acaba?, CGAC, Santiago de Compostela (E)

A lecture on William Holden by William Holden (performance), El principi d’incertesa, MACBA (E)

William Holden in Frankfurt for Playing the City, Schrin Kunsthalle, Frankfurt (D)

What a Fucking Wonderful Audience, Galerie Michel Rein, Paris (F)

2008 Be an outlaw, be a hero, Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (NL)

The first image is an unconditional close-up of an eyelid, Wilkinson gallery, London (UK)

2007 Zimmer, Gespräche, Galerie fur Zeitgenossische Kunst, Leipzig *(D)

Zimmer, Gespräche, Ellen de Bruijne Projects, Amsterdam (NL)

Contes Choisis, CASM, Barcelona (E)

2006 Code inconnu, SMAK, Gent (B)*

Rooms, Conversations / Cellule Cité Lénine, Les laboratoires d’Aubervilliers, Paris (F)*

Habitaciones, Conversaciones, Galeria Juana de Aizpuru, Madrid (E)

Múltiples y Colectivos, Museu de l’Empordà, Figueres, Girona (E) *

Instant Narrative, projectrooms, Artissima, Torino (I) with Galerie Michel Rein and Ellen de Bruijne Projects*

2005 Lettres à d’autres planètes, Galerie Michel Rein, Paris

Introduction to a Scientific Aesthetics (with Mathew Buckingham), Fundación Telefónica, Madrid, (E)*

Vibraciones, Musac, León (E)*

Des Messages, des Instructions, des Questions FRAC Bourgogne, Dijon (F)

Dora García: Festival de Performance y Video Espacio 1, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid (E)*

per saperne di più : http://theinadequate.net/

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 14 ottobre ore 19.00

Ingresso libero fino esaurimento posti

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L’arte dell’ospitalità III. Roma Città Aperta

Ciclo di performances L’arte dell’ospitalità III.

Roma Città aperta.

Azione conferenza di Domingo Sánchez Blanco e Fernando Castro Flórez. Giardini dell’Accademia Reale di Spagna alle ore 21.

 Sia il lavoro performativo e artistico di Domingo Sánchez Blanco che il progetto discorsivo di Fernando Castro Flórez seguono le stesse coordinate. Entrambi sono legati infatti ad uno spirito patafisico e generano spazi di disorientamento, la cui base intellettuale è presente in tutte le loro azioni-conferenze che sono, a dir poco, folgoranti. La loro curiosità li ha spinti a sperimentare diversi ambiti: una conferenza con accanto una tigre del Bengala, dei discorsi sussurrati all’orecchio, l’organizzazione di un numero da guinness dei primati di performance in un solo giorno (circa 500), una quantità incredibile di ore (12) per una conferenza e altri lavori.

In occasione del progetto L’arte dell’ospitalità, i due conferenzieri presenteranno un remake del celebre film Roma città aperta del regista Roberto Rossellini, che sarà proiettato nel giardino dell’Accademia, accompagnato da un’esecuzione musicale dal vivo della trombettista Elena Bianchi.

Fernando Castro Flòrez è uno dei più importanti critici d’arte in Spagna. Insegna Estetica e Teoria delle arti all’Università Autonoma di Madrid, così come al Master di Teoria e pratica dell’arte contemporanea all’Università Complutense di Madrid. Ha insegnato in corsi di dottorato, in lezioni e conferenze presso numerose università in tutto il mondo e in musei nazionali e internazionali. È membro del Patrocinio e della Commissione permanente del Centro del Museo Nazionale del Reina Sofia di Madrid. Come curatore Castro ha curato numerose mostre: è stato co-commissario al Padiglione spagnolo nell’Expo di Hannover, curatore della Bienniale del Fuoco nel Museo nazionale di Belle Arti di Caracas e co-curatore del Padiglione di Aragona nell’Expo di Saragozza. È stato insignito del premio spazio della critica d’arte per il migliore progetto curatoriale. Quest’anno è il curatore del Padiglione del Cile alla Biennale d’arte di Venezia.

 Domingo Sanchez Blanco è un artista audace e per certi versi impressionante. Così si è recato a Parigi per chiedere le ceneri del vecchio ma ancora vivo Klossowski. C’è di più: ha portato una tigre del Bengala in visita al museo d’arte contemporanea di Oviedo. Si è bastonato con il boxer Charles Juhashz nel Museo d’arte di Porto Rico. Si è trasformato in attore nel progetto Il (non) guidare o ha fatto la guardia del corpo del direttore del Museo del quartiere di New York. Il suo lavoro è enfatico, provocatore e non lascia mai lo spettatore indifferente.

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA  

Piazza San Pietro in Montorio, 3. 00153 Roma

Tel: (0039) 06 581 28 06

Fax: (0039) 06 581 80 49

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


12 maggio. Incontro di Moda Raccontare la creatività.

12 MAGGIO dalle ore 18.30

SALA CONFERENZE. ACCADEMIA REALE DI SPAGNA.

Con la gentile partecipazione di Asociación de Creadores de Moda de España e Accademia del Costume e della Moda di Roma.

Incontro sulla moda presso la Accademia Reale di Spagna. Si parlerà sulle differenze e le coincidenze del sistema Moda in due potenze sulla materia come sono L’Italia e la Spagna, ringraziando la presenza dei principali protagonisti, gli stilisti: Rossorame, David Delfín, Bragia, Juanjo Oliva, Res Nullius e Juan Duyos. Inoltre ci accompagneranno due dei promotori essenziali della Haute Coture come risorsa culturale: Asociación de Creadores de Moda de España e l’Accademia del Costume e della Moda di Roma.

_PROGRAMA dalle ore 18.30

Explicando la creatividad – Dos visiones de la moda

Raccontare la creativitá– Due visioni della moda

Intervento di:

  LUCIA CORDEIRO Direttrice  LILIANA TUDINI Coordinatore e   Docente Moda Accademia di Costume e di Moda.

Argomenti:

 Moda in Italia, moda in Spagna:  industria, creatività, grandi firme e distribuzione

 Situazione attuale della creatività in Italia e Spagna: la formazione

La creatività nella moda ha futuro nelle grandi produzioni e nel lusso?

 Intervento degli stilisti: 

DAVID DELFÍN

ROSSORAME

JUANJO OLIVA

RES NULLIUS

JUAN DUYOS

BRAGIA

Moderatore:

CLARA TOSI PAMPHILI Consigliere ALTAROMA e Docente Accademia di Costume e di Moda


Il silenzio. Ciclo de conferenze e performances. 13-15 Aprile.

Conferenze e Performance. 13-15 aprile. dalle ore 18.30. Sala conferenze.

Il Silenzio. Tres.

Quale rapporto intercorre tra il silenzio e l’arte? Esiste un’arte del silenzio? Per rispondere a queste domande il 13 e il 15 aprile a partire dalle 18.30 l’Accademia Reale di Spagna a Roma ospita due giorni di incontri e performance a cura di Tres, artista multidisciplinare di Barcellona che lavora, investiga e sperimenta forme d’arte legate al silenzio e attualmente sta curando il ciclo di esposizioni “Sonido Implicito” per l’Espai 13 della Fondazione Joan Miró.

L’appuntamento è diviso in due sessioni. La prima, che si svolgerà il 13 aprile a partire dalle 18.30, prende il nome di “Arte e silenzio”. Si tratta di un incontro animato da proiezioni per ripercorrere come in un viaggio la presenza del silenzio nelle arti visive del XX secolo e i suoi precedenti storici, dal simbolismo ai giorni nostri. A seguire, sempre il 13 aprile, un incontro intitolato “Vuoti” legato alla retrospettiva ospitata al Centre Pompidou di Parigi nel 2009.

La seconda sessione, che andrà invece in scena il 15 aprile, sempre a partire dalle 18.30, si intitola “Basta silenzio”. Il silenzio può infatti rappresentare al tempo stesso la cosa più desiderabile, come la più esecrabile. Perché se da una parte è un bene raro da trovare nella nostra società, dall’altra parte esiste anche il silenzio dell’informazione che ha il volto della censura e che nasconde o perfino permette impunità e ingiustizie.

Infine, al termine della terza ci sarà una performance dal titolo “Azione per tagliare il silenzio”. L’artista cercherà di creare un silenzio spaziale che prenda metaforicamente la forma di un oggetto in modo da poterlo tagliare o frazionare per ottenere segmenti, metri o centimetri di silenzio.

L’artista

Tres, Barcelona 1956.

Artista multidisciplinar centrado en la investigación y experimentación con el silencio. Los cócteles silenciosos, los Blackout o apagamientos integrales de edificios, las acciones clandestinas, los vídeos, las exposiciones, instalaciones y ceremonias del más variado tipo, son algunas de las muchas maneras en que Tres ha traducido el silencio desde 1998. A partir de 2009, Tres orienta su trabajo hacia la búsqueda de una forma más conceptual y menos experiencial de acercarse al silencio. Este cambio de dirección obedece principalmente al interés por considerar  ciertos aspectos negativos de este fenómeno que habían quedado inexplorados, especialmente aquéllos del ámbito de la política y la comunicación. Actualmente está comisariando el ciclo de exposiciones Sonido Implícito para el Espai 13 de la Fundació Joan Miró de Barcelona.

Ultimi iterventi:

2010- Hommage (para Fillou). Una acción extrema. Festival Nits d’Hielo i Art en l’exili +

          Robert Fillou Fluxus y creación permanente en Valencia.   29.01.10. Instituto

          Francés.  

         -No más silencio (una acción extrema). Auditorio del MACBA. Barcelona. 07.04.10.

         -Maldito silencio / Hiroshima mon amour. Inauguración de L’été photographique de

          Lectoure (Francia) 17.07.10.

         -Concierto para Apagar # 26. Apagar el CA2M. El concierto es grabado para   

          Doroapedia # 10 “Silencio” – 13.11.10 Móstoles. Madrid.

         -Shoot- Instalación de vídeo silenciosa en ASM. Festival FLUX 10.

        -2010-2011- Comisariado del ciclo SONIDO IMPLÍCITO en el ESPACIO 13 de la  

         Fundació Joan MIró de Barcelona. Instalaciones de Marcus Coates, Esther Mañas/

         Arash Moori, Michael Sailstorfer, SU-Mei Tse y João Onofre.

 per saperne di più: www.elsilencio.com

 

 


PROIEZIONE FILM. Lo Sguardo di Ouka Leele- La Mirada de Ouka Leele

LO SGUARDO DI OUKA LEELE. Venerdi 11 Febbraio. Ore 19.

SALA CONFERENZE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. Dopo la proiezione del film ci sarà l’incontro con Il regista (Rafael Gordon), l’artista (Ouka Leele) e il promotore (Manuel Romero). – V.O. sensa sottotitoli.-

Lo sguardo di OUKA LEELE

 Sinossi

 Le riprese sono durate cinque anni. Un documento unico del lavoro creativo dell’artista più rappresentativa della propria generazione. Pittrice (nel film realizza un murales di 240 m) e fotografa di icone, che riflettono quanto di umano è racchiuso nello spirito.

Vita e pensiero di un artista essenziale, creatrice nel corso di tre decadi di un’opera riconosciuta a livello internazionale e meritevole del Premio Nacional de Fotografía.

Lo Sguardo di Ouka Leele è la storia di come si sviluppa la creatività di un genio, la propria passione e la propria lotta nel pensiero, nella pittura e nella fotografia.

L’arte e l’esistenza, uniti dallo sforzo, dal talento e dalla bellezza di un’autrice in eterna lotta.

SCHEDA ARTISTICA

OUKA LEELE

SCHEDA TECNICA

 SOGGETTO E REGIA RAFAEL GORDON

 PRODUZIONE RAFAEL GORDON

 FOTOGRAFIA E RIPRESE JULIO MADURGA

 MUSICHE JORGE MAGAZ

 EVA GANCEDO

 TESTO CANZONE RICARDO FRANCO

 “UN’ISOLA DESERTA”

 INTERPRETE INMA SERRANO

 MONTAGGIO IÑIGO MADURGA

 SUONO JOSÉ LUIS VAZQUEZ

 PRODUTTORE ESECUTIVO SERGIO GARCÍA DE LEANIZ

PEDRO SASTRE

 NEGATIVO EASTMANCOLOR

SISTEMA SONORO DTS STEREO

 DURATA 117 MINUTI

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Lo sguardo di OUKA LEELE

 Da bambino (avrò avuto quattordici anni) vidi alla cineteca itinerante, probabilmente in quella che oggi è la discoteca Pachá, un ciclo di film documentari girati da Robert J. Flaherty. Rimasi scioccato vedendo “Nanuk l’Eschimese” e “Gli uomini di Aran”: fu come se avessi visto per la prima volta un film. Nanuk, dall’inizio alla fine, costruiva un igloo con costanza, fermezza, determinazione (la stessa costanza e determinazione con la quale Ouka Leele realizza il murales di 240 m2 ne “Lo sguardo di Ouka Leele”). Quello che voglio dire è che il cinema non è un artificioso tentativo di fare arte. Il cinema è vita in movimento. Se la vita che mostra il movimento emana spirito e sentire doloroso, avremo un’opera d’arte di per se stessa, senza trucchi preconcepiti.

Il cineasta deve essere neutrale di fronte alla realtà osservata.

Siamo debitori di Dreyer, Chaplin, De Sica, Ford,  Buñuel, Vigo e di altre due dozzine di registi, Saura, Melville,  Aki Kaurismáki y Jim Jarmusch compresi. In tutti loro, l’umano e l’esistenza fluiscono e convivono in una gloriosa umanità e grandezza.

Parallelamente a questi grandi creatori di immagini, l’opera di Ouka Leele ricerca l’inafferrabile dell’essenzialità, gli dà forma e lo umanizza. Penso che la sua opera grafica sia l’essenza stessa del cinema. Le sue immagini sintetizzano in un solo fotogramma tutta una possibilità cinematografica. Foto come “Il Bacio” sono icone del loro tempo.

Fu nel 1987 che pensai per la prima volta di realizzare un lungometraggio su Bárbara Allende Gil de Biedma. Quando vidi la memorabile mostra antologica che realizzò nel Museo Spagnolo di Arte Contemporanea, l’artista aveva solamente trent’anni. Giudicai, visionandone l’opera, che ci trovavamo di fronte a un genio e ho potuto comprovarlo nel corso delle ultime due decadi.

Col passare degli anni do sempre più valore alla persistenza del tempo, congelato nei fotogrammi che formano un film. Nel film, tutto il pensiero di Ouka Leele ruota, immutabile, attorno al tempo. Passato, presente e futuro in un solo istante. Sono un testimone vivente di oltre cinquant’anni di cinema. Ho compiuto più anni io di quanti ne abbiano compiuti, da vivi, Humphrey Bogart o Gary Cooper, eppure eccoli là, eternamente poderosi e autentici nei film dove recitarono. Dico ciò per il semplice fatto che ho realizzato “Lo Sguardo di Ouka Leele” pensando non solo nel presente, ma anche nel futuro. Volevo che Ouka Leele si mostrasse così com’è: giovane, creativa, addolorata dal sentire della vita, ma anche solitaria e, soprattutto, lavoratrice incessante e infaticabile. Mi piacerebbe che il futuro raccogliesse intatto il profilo di un artista del suo tempo, che è riuscita con tenacia e individualismo a vincere non solo la malattia, ma il segno del proprio tempo, il conformismo artistico.

Nel giro di alcune decadi, dovunque mi trovi, quando vedremo Ouka Leele presentare il film di fronte a persone che ancora devono nascere, sarò felice al pensiero che, vedendola nelle immagini di “Lo Sguardo di Ouka Leele”, tutto avrà senso: la sua vita, il mio lavoro di realizzazione del film e la ragione ultima del cinema: essere documento e testimone vivo ed eterno della nostra evanescente esistenza.

Rafael Gordon

 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. Venerdi 11 febbraio. Ore 19

Ufficio Stampa 339 1834504 / 339 1290387

 Ingresso libero fino esaurimento posti.


CONFERENZE MARQUES DE BRADOMIN. AUTORI SPAGNOLI DI LIBRI SU ROMA

4 NOVEMBRE. ORE 18.30. SALA CONFERENZE

Incontro: Autori Spagnoli di libri su Roma.

Paloma Gómez Borrero, Valentí Gómez i Oliver, e Rossend Domènech. Autori spagnoli, molto legati a Roma, dopo molti anni di residenza a Roma e un’accurata osservazione dei suoi aspetti più nascosti, offriranno un dibattito molto interessante partendo dei libri che hanno scritto sulla città:

  • Paloma Gómez Borrero. Los fantasmas de Roma
  • Valentí Gómez i Oliver. Roma, paseos por la eternidad. Historia(s) en singular
  • Rossend Domènech. Roma: passejar i civilitzar-se

  

 

 

 

 

 

 

REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA  

Piazza San Pietro in Montorio, 3. 

Tel: (0039) 06 581 28 06

Fax: (0039) 06 581 80 49

Uff.Stampa: 339 1834504 / 339 1290387

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com

 


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