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Articoli con tag “idoia argilla

6 Maggio.Seminario di storia. L’Infinito viaggiare e la vera vita.

L’INFINITO VIAGGIARE E LA VERA VITA.

Sala Conferenze. 6 maggio dalle ore 10.

Ingresso libero fino esaurimento posti.

Questo titolo è un chiaro omaggio a una delle menti più brillanti della letteratura italiana contemporanea: Claudio Magris. Nel suo libro “L’infinito Viaggiare”, una raccolta di quaranta cronache di viaggi pubblicate sul Corriere della Sera, afferma che vivere, viaggiare e scrivere sono facce di una sola esperienza. Se vivere vuol dire viaggiare, viaggiare vuol dire scrivere. Magris mette in contrapposizione due forme di intendere il viaggio nella cultura occidentale: la concezione classica del viaggio circolare, che implica il ritorno finale in patria o al focolare, e quella moderna nella quale il viaggio è rettilineo e ci trasforma man mano che ci allontaniamo.

In questo seminario parleremo di viaggiatori, archeologi, artisti e pellegrini, seguendo in un filo conduttore le diverse motivazioni che spingono a intraprendere un viaggio: religiose, politiche, filosofiche, artistiche, l’incontro con l’Antichità, l’assistere a prime operistiche, teatrali e concertistiche, problemi di salute, ecc. Ogni viaggio non solo ha una motivazione ma fa parte di un’esperienza individuale unica; da ciò nasce la varietà di ambiti e tematiche che saranno trattati durante questo seminario attraverso il quale cercheremo di riscattare il viaggio dalla sua attuale concezione legata al consumismo turistico.

SINOSSI

 JAVIER VILLALBA RUÍZ DE TOLEDO La visione dell’Oriente di Niccolò dei Conti nell’opera di Pedro Tafur (XV secolo)

Cattedratico di Storia Medievale. Università Autonoma di Madrid

Nel corso della conferenza analizzeremo il modo in cui un personaggio della bassa nobiltà castigliana descrive nelle sue “Peripezie e viaggi” il mondo, metà reale e metà immaginario, col quale il mercante italiano Niccolò dei Conti ammaliò l’Europa negli ultimi anni del Medioevo. Si tratta in realtà di un tentativo di adattare l’immagine dell’Oriente ai gusti e ai desideri della società castigliana, specialmente dopo l’impatto prodotto in tutto l’Occidente dalla caduta di Costantinopoli, momento nel quale Tafur redige la sua opera.

 

JOAQUÍN CÓRDOBA ZOILO. Avventura e fortuna in Iran dei due viaggiatori europei del XVII secolo: García de Silva y Pietro della Valle.

Cattedratico di Storia Antica. Università Autonoma di Madrid

L’idea è quella di narrare il viaggio di entrambi, il loro incontro in Iran e i contributi dell’uno e dell’altro alla riscoperta dell’Antichità e alle descrizioni dell’Iran safavì. E, ovviamente, la conseguente fortuna delle loro opere.

 

MANUEL ARIAS MARTÍNEZ Alonso Berruguete in Italia e il sogno di un quaderno di viaggio.

Vicedirettore del Museo Nazionale Collegio di San Gregorio. Valladolid

L’opportunità di studiare gli artisti da molteplici punti di vista che arricchiscano lo sguardo e forniscano nuove sfumature alla loro lettura passa, obbligatoriamente, attraverso l’analisi di quelli che furono i viaggi formativi. Nel XVI secolo l’Italia era un punto di riferimento imprescindibile non solo per la tangibile presenza dell’Antichità, che veniva ora riscoperta, ma anche per l’avanguardia creativa dei maestri che ivi si concentravano. Alonso Berruguete entrò in contatto con quella realtà risiedendo a Roma e a Firenze per un lungo e decisivo periodo, fino al suo ritorno in Spagna nel 1519. Durante la sua permanenza in Italia assimilò tutta una serie di influenze che avrebbe reinterpretato con personalità propria, come si può notare nella sua opera. Un’analisi della stessa, messa in relazione con le fonti, permette di scoprire i fili conduttori che componevano un quaderno di viaggio che presumibilmente lo accompagnò durante tutto il proprio percorso, e che serve a comprendere meglio il suo modo di lavorare.

 

FELICIANO NOVOA PORTELA Domenico Laffi, il suo viaggio verso la fine della terra

Responsabile del Servizio di Cooperazione Internazionale Multilaterale del Ministero dei Beni Culturali.

Dottore in Storia Medievale

Il chierico bolognese Domenico Laffi fu un appassionato del Cammino di Santiago. Giunse in questa città nel 1666, nel 1670 e nel 1673. Dalla sua esperienza pubblicò un libro dal titolo “Viaggio in Ponente a S. Giacomo di Galitia e Finisterrae per Francia e Spagna”. Di grande interesse per la storia del Cammino è, senza dubbio, il pellegrino italiano più conosciuto del Cammino. La conferenza verterà su di lui e su altri pellegrini italiani.

 

IDOIA ARGILLA Il libro di ‘Viaggio a Italia’ in Spagna: le Cartas familiares di Juan Andrés.

Dottoressa in Teoria della letteratura e letteratura comparata.

Il presente studio offre un’approssimazione alla tradizione letteraria del viaggio in Italia, viaggio culturale per eccellenza, e in particolare al genere letterario risultante dalla suddetta tradizione e alle sue ripercussioni in Spagna. Parimenti, si offre una dettagliata analisi del miglior esemplare spagnolo di tale genere, nonché uno dei più importanti di tutto l’Occidente: le cartas familiares di Juan Andrés.

 

ANDRÉS ÚBEDA DE LOS COBOS Commercio di dipinti di Luca Giordano tra Napoli e Madrid. Cripto-giudei, strategie commerciali e mercato dell’arte nel XVII secolo.

Conservatore di pittura italiana e francese. Museo Nazionale del Prado.

La ditta Cortizos, formata da cripto-giudei di origini portoghesi, era situata in Brasile, nelle Fiandre, a Madrid, a Napoli e a Venezia. Tra le sue molte attività commerciali troviamo il commercio di dipinti, soprattutto del pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705), del quale ne esportarono importanti quantità in Spagna e, forse, anche nel Nord Europa. Non è da escludersi che dei così magnifici clienti abbiano condizionato in qualche modo la produzione artistica del Giordano.

 

ANA SUÁREZ HUERTA L’equipaggiamento di alcuni viaggiatori con lo sguardo di Ulisse

Dottoressa in Storia dell’Arte

La Spagna, che è stata sempre esclusa dalla storiografia del viaggio attraverso l’Europa, non essendo una meta raccomandata, grazie alla scoperta di una collezione di oggetti artistici e di antichità che giunse in Spagna per volere del destino, entra nello studio del fenomeno del Grand Tour britannico in un modo unico e peculiare.

 

NIEVES SORIANO Le idee del viaggio in Oriente nel Romanticismo

Dottoressa in Filosofia. Professoressa di Storia allo IES

L’Italia perde il protagonismo come Mecca dei viaggi e l’attenzione, la curiosità e i luoghi comuni si spostano verso luoghi più esotici.


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