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Incontro di Teatro. LO TUYO ES PURO TEATRO (puro teatro)

LO TUYO ES PURO TEATRO (puro teatro) a cura di Carles Alfaro e Vicenta Ndongo.

24 Gennaio ore 18.30. INGRESSO LIBERO FINO ESAURIMENTO POSTI

Sala Conferenze Accademia Reale di Spagna.

Scarica il CS: CS lo tuyo es puro teatro (puro teatro)

Nel teatro il prodotto di ognuna delle discipline di cui è formato, si devono leggere,non in maniera isolata, bensì come parte di un tutto che la messa in scena. La scenografia, il vestiario, l’illuminazione, i testi convergono in un’unica produzione.
Carles Alfaro e Vicenta Ndongo ci parleranno di questo insieme de discipline, di questa somma di discipline, di quet’insieme di sensibilità al servizio della rappresentazione teatrale.

 

ARTE PLASTICA IN SCENA a cura di Carles Alfaro

L’arte (plastica o non) applicata all’arte scenica. Lo svolgimento della  produzione di uno spettacolo, a parte il  compito dell’attore. Tutto questo è lo svolgimento della produzione di un ”ecosistema” dal quale si svilupperà l’emozione dell’opera e dei suoi protagonisti. Le diverse sensorialità complementari che dovranno confluire in un tutto, in un’unica  produzione. Incoraggiando la somma delle sensibilità (dello  scenografo, del  produttore dello spazio sonoro, dell’ illuminazione, delle immagini, della musica, del coreografo, ecc.) ma evitando  la somma delle produzioni, dei disegni. Tutte queste emotività provenienti da una sola origine, da una sola fonte d’ispirazione: il testo, la parola. Uno studio drammaturgico condiviso che  sviscera  la parola chiave, le  metafore, le  immagini.

Questa drammaturgia scenica può essere costruita a partire da tre sistemi:

  • intellettuale:  suono – parola – idea
  • eterea: luce – ombra – trasparenza/oscurità – densità
  • materica: volume – testura – rilievo

Tutto ciò ci conduce verso una organicità immaginaria, ad una equazione poetica. Ad uno spazio scenico che sarà controllato da  bisogni tecnici (misure del palcoscenico, ecc.) e dalle  necessità poetiche.

Inseguendo una astrazione mutante prima di una decorazione immutabile, uno spazio più metaforico che illustrativo, ci porterà ad un risultato più vivo che statico, morto. Esemplifichiamo tutto questo in quattro proposte radicalmente differenti realizzate a partire dai testi, dai temi e dagli autori molto diversi:

 LA CAÍDA di ALBERT CAMUS . Teatro Nacional de Catalunya

TRAICIÓN di HAROLD PINTER .  Teatre Lliure de Barcelona

MACBETH di W.SHAKESPEARE .  Matadero del T.Español de Madrid

JOSÉ K, TORTURADO di JAVIER ORTIZ . Fest.Temporada Alta de Girona

 

ABITARE L’ARTE  a cura di Vicenta Ndongo

La visione di una attrice che abita gli spazi e gli ambienti nati dall’illuminazione e dalla scenografia  rispettivamente.

L’esperienza si riduce a una certa sottomissione di fronte alla tirannia tecnologica od  estetica?

Oppure, si trasforma o diventa come una  pelle che ti accoglie, che ti accompagna e dà senso al respiro del tuo “viaggio” drammaturgico in scena?

E’ similare l’esperienza di una attrice  in un ambiente teatrale e in quello audiovisivo? Come percepisce la relazione creativa come attrice in uno piuttosto che in un altro? E soprattutto la relazione con i due elementi tecnici?

 Si mostrerà, contemporaneamente, l’esperienza personale di aver partecipato nel ruolo di produttrice, sceneggiatrice e attrice del montaggio teatrale V.O.S. spettacolo diretto da Carol López e il cui debutto presso il Teatre Lliure di Barcellona,  e dopo il grande successo ottenuto, è stato adattato al cinema con il lungometraggio VOS,  con la regia di Cesc Gay, e con lo stesso cast.

 Come venne realizzato il passaggio dal palcoscenico al set?

 Si parlerà dell’esperienza di produrre il materiale drammaturgico tutti insieme, partendo dall’improvvisazione,  sia con il regista che con gli attori, è il costo oppure no, di spostare la storia al linguaggio…

BIO DEGLI ARTISTI:

Carles Alfaro ha alle sue spalle un solido percorso come direttore, scenografo e tecnico della luce, avendo collaborato con il Centro Dramático Nacional, Teatre Naciona de Catalunya, Teatre Lliure, il teatro della Zarzuela e il Teatro de La Abadía, fra gli altri. Attualmente ha in locandina “José K. Torturado” presso il  Teatro Español di Madrid.

Vicenta Ndongo è un attrice di formazione  soprattutto teatrale alla quale attualmente alterna con il cinema e la televisione.Fra i suoi lavori più conosciuti possiamo citare i films come “VOS”, “En la ciudad” o “Airbag”, series como “Siete vidas”, “Aquí no hay quien viva” e “Hermanas”  e messe in scena come “La traición”, “Macbeth” o “La sospecha”.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Conferenze. 24 gennaio ore 18.30

Ingresso libero fino esaurimento posti

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


Conferenza Restauro. I libri Parlano, La Bibbia DeRicci ms 5, The New York Public library. Un’ ipotesi di restauro

CONFERENZA a cura della Prof.ssa Eulalia Ramos Rubert, Università CEU San Pablo di Madrid.

15 dicembre ore 18.30.

Sala Conferenze. Ingresso libero fino esaurimento posti.

A partire da una ricerca focalizzata sullo studio di una serie di manoscritti europei dell’ Archives and Manuscripts Division de The New York Public Library. utilizzati per la liturgia della chiesa cattolica tra l’Alto e il basso MedioEvo ( tra il X e il XV sec), provenienti dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania, dai Paesi bassi e dal Regno Unito, la professoressa Eulalia Ramos Rubert propone un’ipotesi sulla conservazione di uno dei questi pregiati miniati, la Bibbia DeRicci ms 5.

L’intento è quello di stabilire e condividere le premesse generali per la conservazione della Collezione e facilitare una più ampia informazione per i ricercatori di biblioteche ed archivi.

Scarica il programma: DOCUMENTO SALA LOS LIBROS HABLAN

Scarica il Comunicato Stampa: Cs i libri parlano


Il silenzio. Ciclo de conferenze e performances. 13-15 Aprile.

Conferenze e Performance. 13-15 aprile. dalle ore 18.30. Sala conferenze.

Il Silenzio. Tres.

Quale rapporto intercorre tra il silenzio e l’arte? Esiste un’arte del silenzio? Per rispondere a queste domande il 13 e il 15 aprile a partire dalle 18.30 l’Accademia Reale di Spagna a Roma ospita due giorni di incontri e performance a cura di Tres, artista multidisciplinare di Barcellona che lavora, investiga e sperimenta forme d’arte legate al silenzio e attualmente sta curando il ciclo di esposizioni “Sonido Implicito” per l’Espai 13 della Fondazione Joan Miró.

L’appuntamento è diviso in due sessioni. La prima, che si svolgerà il 13 aprile a partire dalle 18.30, prende il nome di “Arte e silenzio”. Si tratta di un incontro animato da proiezioni per ripercorrere come in un viaggio la presenza del silenzio nelle arti visive del XX secolo e i suoi precedenti storici, dal simbolismo ai giorni nostri. A seguire, sempre il 13 aprile, un incontro intitolato “Vuoti” legato alla retrospettiva ospitata al Centre Pompidou di Parigi nel 2009.

La seconda sessione, che andrà invece in scena il 15 aprile, sempre a partire dalle 18.30, si intitola “Basta silenzio”. Il silenzio può infatti rappresentare al tempo stesso la cosa più desiderabile, come la più esecrabile. Perché se da una parte è un bene raro da trovare nella nostra società, dall’altra parte esiste anche il silenzio dell’informazione che ha il volto della censura e che nasconde o perfino permette impunità e ingiustizie.

Infine, al termine della terza ci sarà una performance dal titolo “Azione per tagliare il silenzio”. L’artista cercherà di creare un silenzio spaziale che prenda metaforicamente la forma di un oggetto in modo da poterlo tagliare o frazionare per ottenere segmenti, metri o centimetri di silenzio.

L’artista

Tres, Barcelona 1956.

Artista multidisciplinar centrado en la investigación y experimentación con el silencio. Los cócteles silenciosos, los Blackout o apagamientos integrales de edificios, las acciones clandestinas, los vídeos, las exposiciones, instalaciones y ceremonias del más variado tipo, son algunas de las muchas maneras en que Tres ha traducido el silencio desde 1998. A partir de 2009, Tres orienta su trabajo hacia la búsqueda de una forma más conceptual y menos experiencial de acercarse al silencio. Este cambio de dirección obedece principalmente al interés por considerar  ciertos aspectos negativos de este fenómeno que habían quedado inexplorados, especialmente aquéllos del ámbito de la política y la comunicación. Actualmente está comisariando el ciclo de exposiciones Sonido Implícito para el Espai 13 de la Fundació Joan Miró de Barcelona.

Ultimi iterventi:

2010- Hommage (para Fillou). Una acción extrema. Festival Nits d’Hielo i Art en l’exili +

          Robert Fillou Fluxus y creación permanente en Valencia.   29.01.10. Instituto

          Francés.  

         -No más silencio (una acción extrema). Auditorio del MACBA. Barcelona. 07.04.10.

         -Maldito silencio / Hiroshima mon amour. Inauguración de L’été photographique de

          Lectoure (Francia) 17.07.10.

         -Concierto para Apagar # 26. Apagar el CA2M. El concierto es grabado para   

          Doroapedia # 10 “Silencio” – 13.11.10 Móstoles. Madrid.

         -Shoot- Instalación de vídeo silenciosa en ASM. Festival FLUX 10.

        -2010-2011- Comisariado del ciclo SONIDO IMPLÍCITO en el ESPACIO 13 de la  

         Fundació Joan MIró de Barcelona. Instalaciones de Marcus Coates, Esther Mañas/

         Arash Moori, Michael Sailstorfer, SU-Mei Tse y João Onofre.

 per saperne di più: www.elsilencio.com

 

 


PRESENTAZIONE LIBRO. TODO VALLE-INCLÁN EN ROMA (1933-1936)

TODO VALLE-INCLÁN EN ROMA (1933-1936)

Edición, anotación, índices y facsímiles

Sala Conferenze. Lunedi 4 aprile ore 18.30

Presentazione a Roma del libro sulla tappa di Valle-Inclán nella capitale. A cura del gruppo d’investigazione Valle-Inclán presso L’Università di Santiago de Compostela, condotto dalla Prof.ssa Margarita Santos Zas e composto da: Francisca Martínez, Carmen Vilchez Ruíz, Catalina Míguez Vilas, Cristina Villarmea, Sandra Domínguez y Rosario Mascato.

Tutto l’evento si svolgerà in lingua spagnola e sarà seguito dalla lettura di testi del Valle-Inclán come “Rosa de Zoroastro” tra altre poesie a cura di Pedro Villora.

 Un equipo de siete autoras del Grupo de Investigación Valle-Inclán de la USC, dirigido por la profª Santos Zas, recupera alrededor de 300 documentos, procedentes del archivo del Ministerio de Asuntos Exteriores y de la Academia de Bellas Artes de España en Roma, que corresponden a la etapa de Valle-Inclán como Director de la misma (1933-1936).

El libro consta de dos volúmenes, el primero –soporte papel- contiene la transcripción y anotación meticulosa de los textos originales, muchos de puño y letra de Valle-Inclán, sobre los asuntos concernientes a dicha Institución. Los casi 300 documentos aquí reunidos son testimonio del itinerario de los últimos años del autor gallego: desde su polémica elección como Director hasta los varios intentos de cesarlo por parte del Ministerio; desde su vida cotidiana en Roma con sus hijos hasta la evolución de su quebrantada salud; desde su inicial entusiasmo hasta el desencanto final… Las páginas de este libro permiten recorrer la ingente tarea, poco reconocida, llevada a cabo por el escritor al frente de la Academia romana, sus proyectos reformistas, que chocaron con una maquinaria admistrativa lenta y reacia a los cambios o sus conflictos con los pensionados, que trascendieron a la prensa de su tiempo, también recogida en este volumen: un centenar de entrevistas, artículos, noticias…, que permiten seguir los ecos del periplo romano de Valle-Inclán en los periódicos. Cada documento remite, en un sostenido diálogo intertextual, a todos aquellos que tratan un mismo asunto, mediante un sistema transversal de referencias internas. No son, pues, páginas impersonales sino llenas de vida, una etapa de la biografía del escritor que se recorta sobre el telón de fondo de la II República. La obra se completa con dos índices: uno, onomástico, que incluye las biografias de todos los nombres en él consignados; otro, de organismos e instituciones con las oportunas explicaciones históricas y artísticas. Se añaden dos apéndices: la recepción crítica del estreno de Los cuernos de Don Frilolera en Roma (1934) y 12 nuevas cartas, respectivamente. Un CD –volumen 2- contiene una selección de 144 imágenes digitales de los documentos transcritos o citados: cartas, memorias, oficios, informes autógrafos, y asimismo facturas, presupuestos o fotografías de la Academia… Fascinante documento gráfico de aquellos tres años que Valle-Inclán, Director da Academia de Roma, intentó devolver a aquel Centro “el prestigio perdido”. Todo Valle-Inclán en Roma (1933-1936) ha merecido el «Premio Valle-Inclán» 2008, de la Deputación de Pontevedra y el Concello de Vilanova de Arousa.

Curriculum de las autoras.

 Las autoras de esta monografía, Margarita Santos Zas, Francisca Martínez, Carmen Vilchez Ruíz, Catalina Míguez Vilas, Cristina Villarmea, Sandra Domínguez y Rosario Mascato, forman parte del Grupo de Investigación Valle-Inclán de la USC, dirigido por Margarita Santos Zas. En su haber figuran las ediciones facsímiles de las revistas compostelanas Café con Gotas (Premio Nacional de Ediciones Universitarias 1999) y La Joven Galicia (2002), la sistemática colaboración desde 2001 en el Anuario Valle-Inclán / ALEC (Premio de la ADE 2006), en el que todas han publicado artículos y reseñas, además del estudio monográfico, firmado por Santos Zas, Dominguez Carreiro y Mascato Rey, Valle-Inclán, Director de la Academia de Roma (2005), origen del libro Todo Valle-Inclán en Roma. Como integrantes del Grupo han organizado o participado en congresos internacionales, ciclos de conferencias, seminarios y exposiciones dedicados a Valle-Inclán. El proyecto más ambicioso del Grupo de Investigación es la publicación en ediciones facsimilares del «Legado manuscrito» del escritor, actualmente depositado en USC.

Licenciadas en Filología Hispanica, todas combinan la docencia de la literatura española en diversos centros de enseñanza, y la investigación, con atención preferente a Valle-Inclán. Francisca Martínez es Secretaria técnica de la Cátedra Valle-Inclán de la USC y responsable del Departamento de Gestión Cultural de la Fundación Gonzalo Torrente Ballester; su investigación se orienta hacia la crítica textual, y su tesis doctoral se ocupa del manuscrito de La Cabeza del Bautista; ha comisariado la exposición “Valle-Inclán, obra ilustrada”. Carmen Vílchez Ruiz es Investigadora en Formación de la USC y realizó estancias de investigación en Temple University y Saint Andrews-Escocia (2009), es autora de diversos artículos sobre La Lámpara Maravillosa, cuya edición crítica es objeto de su tesis doctoral. Catalina Míguez Vilas, profesora titular de IES, se doctoró Cum Laude en Filología Hispánica con una tesis sobre Las acotaciones escénicas en la obra dramática en prosa de Valle-Inclán (2001) y es autora, asimismo de la monografía Valle-Inclán y la novela popular: La cara de Dios (1998). Cristina Villarmea, profesora titular de IES y de español en el Athenée Royal de Mons-Bélgica (2007), ha publicado una biografía sobre Valle-Inclán. Poeta, narrador e dramaturgo (2001), y estudia las relaciones entre el escritor y el mundo editorial, objeto de su tesis doctoral. Sandra Domínguez Carreiro, profesora titular de IES, lo fue también de español en la Universidad de Boulder-Colorado, su investigación se orienta hacia la prensa de los siglos XIX y XX, sobre la que ha publicado el libro, La Joven Galicia (1860). Una revista compostelana (2008); su tesis doctoral –de próxima lectura- versa sobre la revista satírico-ilustrada El Gran Bufón. Rosario Mascato Rey, Investigadora contratada de la USC, de la que también ha sido profesora, al igual que de Cursos Internacionales de la USC y lectora en Saint Andrews (Escocia), ha publicado diversos artículos sobre la poesía de Valle-Inclán, a la que dedica su tesis doctoral.

Margarita Santos Zas, Directora del Grupo, se doctoró en 1989 con Premio Extraordinario con una tesis, publicada en 1993, bajo el título Tradicionalismo y literatura en Valle-Inclán  (1889-1910). Es Profª Titular de Literatura Española en la USC. Directora desde 1994 de Proyectos de Investigación subvencionados, dedicados al estudio de la obra valleinclaniana; responsable de la Cátedra Valle-Inclán; y editora de la revista Anuario Valle-Inclán / ALEC (Society of Spanish and Spanish-American Studies). Ha publicado monografías, ediciones, prólogos y cerca de un centenar de artículos en revistas especializadas y ha coordinado varios monográficos, el último (2011) dedicado a la recepción del teatro de Valle-Inclán fuera de España. Ha organizado y dirigido congresos internacionales, ciclos de conferencias, seminarios y exposiciones dedicados a Valle-Inclán. Y, como profesora invitada, ha impartido cursos, seminarios y conferencias en universidades europeas y americanas. Seleccionada como una de las 8 investigadoras más destacadas de la USC, en Humanidades, figura asimismo entre las investigadoras más cualificadas de las tres universidades gallegas.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. 4 Aprile, ore 18.30

Ufficio Stampa 339 1834504 / 339 1290387          

Ingresso libero fino esaurimento posti


L’arte dell’ospitalità II. Il Simbolo. Anna Scalfi, Avelino Sala e Teresa Margolles

CICLO DI PERFORMANCES L’ARTE  DELL’OSPITALITA’

(II) Il Simbolo

25 Marzo dalle 18.30.  Tempietto del Bramante e Accademia Reale di Spagna.

Se nel primo appuntamento de L’arte dell’ospitalità dedicato alla pratica video il protagonista era il Dono, in questo secondo appuntamento sarà il Simbolo. Già nell’antica Grecia quando lo straniero, lo sconosciuto era ricevuto in una casa e guadagnava la fiducia della famiglia, gli veniva consegnata la metà di una moneta che al suo ritorno avrebbe perfettamente combaciato con la metà conservata dai suoi anfitrioni. Questa moneta era chiamata simbolo. E’ importante ricordare che sia l’ospitalità che l’ostilità hanno la stessa radice etimologica.

La stessa arte che spesso ci conduce in luoghi ostili, è in grado di convertirci in ospiti. La costituzione di straniero e di sconosciuto, qualcuno di cui non sappiamo nulla sino a quando non parla, indica che il mondo dell’arte ci riceve in un modo simile ad un addio, una festa che ha una data di scadenza. Nella ‘ricetta’ di un’opera d’arte, l’ospitalità non consiste semplicemente nelle attività di dormire e riposare: trasformati in ospiti, siamo coscienti di questa dualità, dove l’ospitalità è anche un conflitto. Se colui che riceve (ospes) è riconosciuto anche come ostile (hostis), l’ospitalità diventa solo un rifugio.

Tuttavia continuiamo ad aspettare e a vigilare, con ostilità e con l’ansia di riconoscerci in noi stessi e negli altri e scoprirci al tempo stesso diversi, imparando a guardare e a essere osservati, esponendoci, in questo gioco che è la vita e forse trovare quello che Fredric Jameson chiama “il momento utopico”, la ricerca che ci sostiene, senza mai metterci in crisi, perchè il futuro o sarà il nostro o non sarà tale. E quello che conta non sono i risultati ma il percorso, il fare, la ricerca, il vivere, la condivisione.

Le tre performance presentate in diversi luoghi della Reale Accademia di Spagna a Roma saranno Liturgia breve, dell’artista italiana Anna Scalfi Eghenter, un’installazione che ripercorre il perimetro dello spazio progettato dal Bramante
attraverso il gesto di un ginnasta;Cuarenta Cuerpos dell’artista messicana Teresa Margolles che ricorda i decessi / caduti e le vittime durante la difesa del Gianicolo del 1849 quando la Reale Accademia di Spagna di Roma diventò un ospedale e infine il lavoro Larvatus Prodeo di Avelino Sala, un tributo alla resistenza mascherata, un territorio che ospita l’abito inteso come ultimo strato.

Insieme, le tre opere propongono un esercizio di strana connessione, dove ospitalità e distacco non permetteranno di sapere in anticipo cosa accadrà. Bisognerá, quindi, stare attenti e comportarsi come invitati cortesi.

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GLI ARTISTI

Anna Scalfi. Anna Scalfi Eghenter (1965) concepisce l’arte come frame sovversivo dei confini dell’agire concesso. L’intero processo organizzativo dei suoi progetti rientra in una prospettiva analitica dei meccanismi di negoziazione tra arte e società civile. Artista indipendente, interviene con progetti site-specific in grado di innescare dinamiche partecipative oltre l’ambito strettamente artistico. Attualmente porta avanti il progetto “From inside (I like the system)”, un programma di PhD al the Essex Business School. La sua ricerca riflette una formazione interdisciplinare all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), l’Accademia d’Arte Drammatica S. D’Amico (Roma), la Facoltà di Sociologia a Trento. Suoi lavori sono stati presentati alla Fondazione Pistoletto a Biella (2010), Fondazione Galleria Civica di Trento (2009), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino (2008), MART-Museum of Modern and Contemporary Art a Rovereto (2007), così come a Manifesta7-Parallel Events (2008).
Per saperne di più: www.annascalfi.com

Avelino Sala. E’ artista, direttore della pubblicazione Sublime arte + cultura contemporanea e co-direttore del gruppo curatoriale Commission. Il suo lavoro l’ha portato a essere uno degli artisti più importanti del panorama odierno, interrogando la realtà culturale e sociale da una prospettiva tardo romantica. La propria opera è stata presentata in varie esposizioni collettive nazionali e internazionali, tra le quali spiccano: Virgil de Voldere gallery, New York (Hostil 2009), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (Reencontres Internacionales, 2009), X Biennale dell’Avana, (Comunicacionismos, 2009), A Foundation, Londra (Off the Street, 2009), Insert Coin, Spanish young Art, October Contemporary, (Hong Kong 2009) o Tina B, Biennale di Praga, (Small Reevolutions 2008) o The promised Land (Chelsea Art Museum, 2008). E ‘stato borsista della Real Academia di Spagna in Roma.

Per saperne di più: http://www.avelinosala.es/  oppure  http://avelinosala.wordpress.com/

Teresa Margolles. Nata a Culiacán/Sinaloa nel 1963, dove ha studiato arte alla Dirección de Fomento a la Cultura Regional del Estado de Sinaloa (DIFOCUR) e scienze della comunicazione alla Universidad Nacional Autónoma de México, ed è stata insignita al Servicio Médico Forense della laurea in medicina forenseNel 1990 ha fondato insieme a Arturo Ángulo Gallardo, Juan Luis García Zavaleta e Carlos López Orozco il gruppo SEMEFO – ´Servicio Médico Forense´, relativo al servizio medico forense. All’inizio il gruppo era attivo come Gruppo musicale di Death Metal Rock e di performance underground, successivamente si è spostato nella scena artistica con la prima mostra nel 1993. Il numero dei partecipanti è fluttuante. L’artista ha ricevuto molti premi, incluso il primo premio al Salón de Plástica Sinaloense nel 1996); nel 2000 un premio con acquisizione alla competizione Cuerpo y Fruta all’Ambasciata francese di Città del Messico, nel 2001 una menzione d’onore alla Northwest Biennale di Culiacán e un premio alla 7 Biennale di Cuenca in Ecuador. Con il gruppo SEMEFO ha vinto un premio alla Biennale di Monterrey nel 1999, l’anno in cui ha preso parte al programma di scambi di residenza tra il Messico e la Colombia. Teresa Margolles, solo membro del gruppo a lavorare e a mostrare il suo lavoro in maniera autonoma, vive a Città del Messico.


Reading-Lectura poetica. Poetas en torno a Antonio Gamoneda.Homenaje a lo visionario.

READING-LECTURA POETICA. 24 FEBRERO/ 24 FEBBRAIO. SALA CONFERENZE DALLE 18.30.

Ingresso Libero fino esaurimento posti.

POETAS EN TORNO A ANTONIO GAMONEDA. HOMENAJE A LO VISIONARIO.

POETI IN TORNO AD ANTONIO GAMONEDA. OMAGGIO ALLO VISIONARIO.

La Real Academia de España en Roma, presenta esta importante cita con la poesía contemporánea española, que traerá a Roma una importante representación de lo mejor de la poesía actual en letras hispánicas. Los autores: Antonio Gamoneda (Premio Cervantes 2006 *), Juan Carlos Mestre (Premio Nacional de Poesía 2009), Miguel Ángel Curiel, Guadalupe Grande, Víctor Gómez Ferrer, Rafael Saravia, Cecilia Quílez y José Ángel García; participarán y leerán ellos mismos fragmentos de sus obras. Una cita para conocer la poesía española con mayúsculas.

L’Accademia Reale di Spagna a Roma è lieta di presentare questo importante appuntamento con la poesia contemporanea spagnola. Gli autori: Antonio Gamoneda (Premio Cervantes 2006 *), Juan Carlos Mestre (Premio Nazionale di Poesia 2009), Miguel Ángel Curiel, Guadalupe Grande, Victor Gómez Ferrer, Rafael Saravia, Cecilia Quílez y José Ángel García, parteciperano e leggerano loro stessi sue opere. Un puntata imprescindibile per conoscere la poesia spagnola più importante nell’attualità.

*Premio Cervantes: Il Premio Cervantes è il premio letterario più importante della lingua spagnola nel mondo. E’ stato istituito nel 1974 ed è attribuito ogni anno dal Ministero di Cultura spagnolo per onorare un autore di opere letterarie in lingua spagnola  il cui contributo sia stato particolarmente rilevante per la cultura ispanica. Alcuni vincitori di questo premio sono: Octavio Paz, Jorge Luis Borges, Miguel Delibes, Camilo José Cela, Antonio Gamoneda, Mario Vargas Llosa e tanti altri.

CURRICULUM DEGLI AUTORI PARTECIPANTI/ CURRICULUM DE LOS PARTICIPANTES

 

 

 Antonio Gamoneda. Poeta  español nacido en Oviedo en 1931. Desde muy temprana edad reside en la ciudad de León, donde se crió y vive. Es una figura emblemática de la literatura europea. Su obra, de una fuerza excepcional, ha sido reconocida  tardíamente como una de las grandes voces de la poesía española actual. 
Aunque cronológicamente podría pertenecer a la generación de los cincuenta, su obra ha permanecido aislada  de cualquier  tendencia poética.
Doctor Honoris Causa
por la Universidad de León, ha recibido entre otros, el Premio Castilla y León de las Letras en 1985, el Premio Nacional de Poesía en 1988  por «Edad», el Premio Leteo en el 2001, el premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana XV Edición por el conjunto de su obra, y el Premio Cervantes en 2006. Además fue nominado al Premio Europa 1993 por su «Libro del frío».
Parte de su obra está contenida en los siguientes volúmenes: «Sublevación inmóvil» 1960, «Descripción de la mentira» en 1977  y 1986, «León de las miradas» 1979 y 1990, «Blues castellano» 1982, «Lápidas» 1986, «Edad» 1988, «Libro del frío» 1992, «Libro de los venenos» 1995, «¿Tú?» 1998, «Sólo luz» 2000, «Cecilia» 2004, «Extravío en la luz» 2009 o «Un armario lleno de sombra» 2009. Actualmente trabaja en su poemario «Canción errónea», inédito aún.

Antonio Gamoneda. Nato ad Oviedo nel 1931. Sin da giovane risiede nella cittadina di León, dove vive. E’ una figura rilevante della letteratura europea. Le sue opere, dotate di una forza eccezionale,  sono state riconosciute molto tardivamente come una delle grandi voci della poesia spagnola attuale. 
Sebbene cronologicamente possa appartenere alla generazione dei cinquanta, la sua opera è rimasta al di fuori di qualsiasi tendenza poetica.
Doctor Honoris Causa  Università di León, ha ricevuto numerosi premi, come il Premio Castilla y León de las Letras en 1985, il Premio Nacional de Poesía nel 1988 , il Premio Leteo nel 2001, il premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana XV Edición e il Premio Cervantes nel 2006. Inoltre è stato nominato Premio Europa 1993 per il suo libro «Libro del frío».
Parte  della sua opera è contenuta nei seguenti volumi: «Sublevación inmóvil» 1960, «Descripción de la mentira» nel 1977  e nel 1986, «León de las miradas» 1979 e 1990, «Blues castellano» 1982, «Lápidas» 1986, «Edad» 1988, «Libro del frío» 1992, «Libro de los venenos» 1995, «¿Tú?» 1998, «Sólo luz» 2000, «Cecilia» 2004, «Extravío en la luz» 2009 o «Un armario lleno de sombra» 2009. Adesso  sta lavorando sul poemario «Canción errónea», ancora inèdito.

 

Juan Carlos Mestre. (Villafranca del Bierzo, León, 1957), poeta y artista visual, es autor de los poemarios Siete poemas escritos junto a la lluvia (1982), La visita de Safo (1983), Antífona del Otoño en el Valle del Bierzo (Premio Adonais, 1985), Las páginas del fuego (1987), La poesía ha caído en desgracia (Premio Jaime Gil de Biedma, 1992) y La tumba de Keats (Premio Jaén de Poesía, 1999), libro este último escrito durante su estancia como becario de la Academia de España en Roma. Su obra poética entre 1982 y 2007 ha sido recogida en la antología Las estrellas para quien las trabaja (2007). En el 2008 publica La casa Roja, libro con el caul le conceden el Premio Nacional de Poesía 2009. Ha realizado las antologías sobre la obra poética de Rafael Pérez Estrada, La palabra destino (2001), y La visión comunicable (2001) de Rosamel del Valle, además de la edición comentada de la novela de Enrique Gil y Carrasco, El señor de Bembibre (2004); asimismo, es autor de El universo está en la noche (2006), libro de versiones sobre mitos y leyendas mesoamericanas. En el ámbito de las artes plásticas ha expuesto su obra gráfica y pictórica en galerías de España, EE.UU., Europa y Latinoamérica. También ha editado numerosos libros de artista, como el Cuaderno de Roma (2005), versión gráfica de La tumba de Keats, y acompañado con sus grabados  poemas de Antonio Gamoneda, Diego Valverde, Miguel Ángel Muñoz Sanjuán, Gonzalo Rojas, Jorge Riechmann. Su colaboración con otros creadores y músicos como Amancio Prada, Luis Delgado o José Zárate, ha sido recogida en varias grabaciones discográficas. 

Juan Carlos Mestre. Nato a Villafranca del Bierzo, León, 1957, poeta e artista visivo, autore di:  Siete poemas escritos junto a la lluvia (1982), La visita de Safo (1983), Antífona del Otoño en el Valle del Bierzo (Premio Adonais, 1985), Las páginas del fuego (1987), La poesía ha caído en desgracia (Premio Jaime Gil di Biedma, 1992) e La tumba de Keats (Premio Jaén di Poesia, 1999), libro, quest’ultimo, scritto durante il suo soggiorno come borsista in questa Real Academia de España.  Le sue opere del periodo tra il 1982 e il 2007, sono state raccolte nell’antologia Las estrellas para quien las trabaja (2007). Nel 2008 pubblica La casa Roja, libro con il quale ottiene il  Premio Nazionale di Poesia 2009. Realizza le antologie sull’opera poetica di Rafael Pérez Estrada, La palabra destino (2001), e La visión comunicable (2001) di Rosamel del Valle, come anche l’edizione commentata del racconto di Enrique Gil y Carrasco, El señor de Bembibre (2004); inoltre, è autore di El universo está en la noche (2006), libro su versioni dei miti e legende mesoamericane.  Nell’ambito delle arti plastiche ha esposto la  sua opera grafica e pittorica in diverse gallerie in Spagna, Stati Uniti, Europa e America Latina. Ha pubblicato numerosi libri di artista, come el Cuaderno de Roma (2005), versione grafica della Tomba di Keats, accompagnando le sue incisioni con versi di Antonio Gamoneda, Diego Valverde, Miguel Ángel Muñoz Sanjuán, Gonzalo Rojas, Jorge Riechmann. La sua collaborazione con artisti e musicisti come como Amancio Prada, Luis Delgado o José Zárate, è raccolta in diverse incisioni discografiche.  

 

Rafael Saravia. Poeta, editor y fotógrafo. Nace en Málaga en 1978 pero vive en León desde muy temprana edad. Fundador del Club Cultural Leteo y Ediciones Leteo, en su labor de gestor cultural ha traído a su ciudad a escritores de la talla de Antonio Gamoneda, Gonzalo Rojas, Fernando Arrabal, Martin Amis, Houellebecq, Adonis, Amelie Nothomb, Paul Auster o Vila-Matas además de multitud de jóvenes poetas. En el ámbito literario, ha colaborado con diversas publicaciones nacionales e internacionales (Ágora, Cuadernos Hispanoamericanos, Turia, Nayagua, The Children´s book of american birds, Entrelíneas, Punto de Partida –UNAM-, etc) así como en recitales (España, Portugal, Brasil, Italia, etc) y páginas web. Tiene publicado el libro de poemas “Pequeñas conversaciones” (Leteo, 2001; Amargord, 2009) y “Desprovisto de Esencias” (Renacimiento, 2008) –Finalista del Premio Internacional de Poesía Eugenio de Nora-. Participa en las antologías “Novilunio” (1998), “Petit Comité” (2003), “Antología del beso, poesía última española” (2009) y “A Pablo Guerrero, en este ahora” (Ed. El Páramo, 2010). Suya es la edición y el prólogo del libro “El río de los amigos, escritura y diálogo en torno a Gamoneda” (Calambur, 2009). En el ámbito fotográfico ha desarrollado tres exposiciones individuales “Nos queda la memoria” exposición en torno a los atentados del 11M en Madrid para el Ayto. de León, en el Varsovia “Ramblas” sobre la cultura de calle de Barcelona y “Contrastes” una mirada sobre las clases sociales de la India para la Junta de Castilla y León. También otras cuatro colectivas “No tan mayor”, “Arrabalescos”, “Aleteos del camino” y “Estupor y Temblores” ésta última junto al premio nacional Chema Madoz entre otros. Actualmente trabaja como bibliotecario.

Rafael Saravia. Poeta,  editore e fotografo. Nato a Malaga nel 1978. Sin dalla infanzia abita a Leon. Fondatore del Circolo culturale Leteo e Leteo edizioni. Suo lavoro come gestore culturale ha premesso di portare alla sua città notti scrittori come Antonio Gamoneda, Gonzalo Rojas, Fernando Arrabal, Martin Amis, Houellebecq, Adonis, Amelie Nothomb, Paul Auster o Vila-Matas, cosi come tanti altri. Nel piano della letteratura ha collaborato con varie pubblicazioni nazionali e internazionali (Ágora, Cuadernos Hispanoamericanos, Turia, Nayagua, The Children´s book of american birds, Entrelíneas, Punto de Partida –UNAM-), reading poetici in Brasile, Spagna, Portogallo, Italia, ecc. e pagine web. Ha pubblicato il libro di poesia: “Pequeñas conversaciones” (Leteo, 2001; Amargord, 2009) e “Desprovisto de Esencias” (Renacimiento, 2008) con cui è stato finalista del premio Internazionale Eugenio de Nora. Partecipa nelle antologie: “Novilunio” (1998), “Petit Comité” (2003), “Antología del beso, poesía última española” (2009) e “A Pablo Guerrero, en este ahora” (Ed. El Páramo, 2010). La edizione e il prologo del libro“El río de los amigos, escritura y diálogo en torno a Gamoneda” (Calambur, 2009) e opera sua. Sua carriera come fotografo si può riassumere in torno a tre mostre individuali: “Nos queda la memoria” mostra sugli attentati di Madrid presso il comune di Leon, “Ramblas” sulla cultura di strada di Barcellona presentata in Polonia e “Contrastes” uno sguardo sui classi sociali dell’india organizzata per la regione di Castilla y Leon. Anche ha lavorato in mostre collettive:  “No tan mayor”, “Arrabalescos”, “Aleteos del camino” e “Estupor y Temblores”.

 

Guadalupe Grande. Nació en Madrid en 1965. Es licenciada en Antropología Social. Ha publicado los libros de poesía El libro de Lilit, (Renacimiento, Premio Rafael Alberti 1995), La llave de niebla (2003), Mapas de cera (2006 y 2009),  Hotel para erizos (2010) y Métier de crhysalide (antología en traducción de Drothèe Suarez y Juliette Gheerbrant, 2010).   Como crítico literario, ha colaborado en diversos diarios y revistas culturales, como El Mundo, El Independiente, Cuadernos Hispanoamericanos, El Urogallo, Reseña, etcétera. En el año 2008 obtuvo la Beca Valle Inclán para la creación literaria en la Academia de España en Roma.

Guadalupe Grande. Nata a Madrid nel 1965. Laureata in Antropologia sociale. Ha pubblicato i libri di poesia:  El libro de Lilit, (Renacimiento, Premio Rafael Alberti 1995), La llave de niebla (2003), Mapas de cera (2006 y 2009),  Hotel para erizos (2010) e Métier de crhysalide (antologia con la traduzione di  Drothèe Suarez e Juliette Gheerbrant, 2010). Ha collaborato come critica letteraria in varie riviste e giornali : l Mundo, El Independiente, Cuadernos Hispanoamericanos, El Urogallo, Reseña, ecc. Nel 2008 ha vinto la residenza presso l’Accademia di Spagna a Roma con la Borsa Valle Inclan di letteratura.

 

Cecilia Quílez Lucas. Algeciras (Cádiz). Tiene publicados cuatro libros de poemas: La posada del dragón (Ed. Huerga & Fierro) Un mal ácido (Ed. Torremozas. Mención especial del  Premio Villa de Madrid de Poesía “Francisco de Quevedo”), El cuarto día (Ed. Calambur) y Vísteme de largo (Ed. Calambur) Estos títulos han obtenido críticas favorables en El Cultural, ABC de las Letras, Diarios de Ávila, Navarra, Granada, Cádiz, Málaga y León, Revista Leer, Mercurio y  República de Letras entre otros. Ha colaborado en el programa de radio Onda Sur y coordinado y dirigido exposiciones de pintura y escultura para instituciones de arte y en los catálogos de éstas. Tiene varios relatos y artículos publicados en diversas revistas y publicaciones (Álbum de las Letras, La Cultura de Madrid, Microfisuras, Punto de las Artes, Diario el Mundo, Ágora, Revista de Museología, El invisible anillo, The Children‘s Book of American Birds, O‘Escritor, etc.) e igualmente en webs literarias. También ha participado como ponente en diferentes jornadas sobre literatura y realizado recitales y conferencias nacionales e internacionales, programas de televisión y radio. Ha sido incluida en las antologías “Entre el clavel y la rosa” (Ed. Espasa Calpe), “Madrid Capital” (Ed. Sial), “Madrid: una ciudad muchas voces“ (Ed.Arteidea),“Fuga de la Nada“  (Bohodón Ediciones), “El río de los amigos” (Ed. Calambur), “Poetas a orillas de Machado“ (Abada Editores, 2.010) y “Mujeres en su tinta“ (Ed. Atemporia & UNAM). Muchos de sus poemas han sido traducidos al inglés, italiano,  portugués, árabe y holandés.

Cecilia Quílez Lucas. Algeciras (Cadice). Ha pubblicato quattro libri di poesie: La posada del dragón (Ed. Huerga & Fierro) Un mal ácido (Ed. Torremozas. Menzione speciale Premio Villa de Madrid de Poesía “Francisco de Quevedo”), El cuarto día (Ed. Calambur) y Vísteme de largo (Ed. Calambur). Questi titoli hanno ottenuto critiche favorevole in diversi giornali:  El Cultural, ABC de las Letras,giornali di Ávila, Navarra, Granada, Cádiz, Málaga y León, Revista Leer, Mercurio e República de Letras, tra altri. Ha collaborato in programmi di radio come Onda Sur e ha gestito mostre di pittura e scultura per istituti d’arte e nei cataloghi pubblicati per esse.  Ha pubblicato articoli in varie riviste e pubblicazioni ((Álbum de las Letras, La Cultura de Madrid, Microfisuras, Punto de las Artes, Diario el Mundo, Ágora, Revista de Museología, El invisible anillo, The Children‘s Book of American Birds, O‘Escritor, etc.) cosi come in pagine web. Ha partecipato come relatrice in convegni e giornate di letteratura, in reading poetici e conferenze nazionali e internazionali, ha intervenuto in programmi di televisione e radio. Sua opera è stata inclusa in antologie: “Entre el clavel y la rosa” (Ed. Espasa Calpe), “Madrid Capital” (Ed. Sial), “Madrid: una ciudad muchas voces“ (Ed.Arteidea),“Fuga de la Nada“  (Bohodón Ediciones), “El río de los amigos” (Ed. Calambur), “Poetas a orillas de Machado“ (Abada Editores, 2.010) e “Mujeres en su tinta“ (Ed. Atemporia & UNAM). Molte delle sue poesie sono state tradotte al inglese, italiano, portoghese, arabo e olandese.

 

José Ángel García. Nacido en Madrid (1948) pero afincado en Cuenca desde 1974, José Ángel García ha aunado la práctica profesional del periodismo (sobre todo en la información radiofónica – en RNE – pero también en la prensa escrita y en televisión) con una  trayectoria literaria mayoritariamente expresada en el campo de la poesía con títulos como  “Cuatro cosas de mi gato y otras más” (1977), “Cuenca como un largo trago de ansias compartido” (1977), “Cómico en faena en lona de palabras” (1982), “Borrador de tránsitos” (1994), “Ritmos de luz y sombra” (1996), “El día que todas las mujeres del mundo me desearon” (2000), “Poemas para un jardín” (2003) , “Sólo pájaros en vuelo” (2004), “Itinerarios” (2008), Plan de vuelo (2009) o Llámalo viaje (Antología) (2009). En su haber hay también, no obstante, obras de narrativa como “El regreso y otras historias de la Ciudad Encantada” (1999) y publicaciones en que periodismo y literatura se dan la mano, sea en volúmenes de autoría compartida como “Semana Santa de Cuenca” (1977), “Cuenca, cosas y gentes” (1979), “Del alegato a la fiesta” (1979) , “La ciudad de la luz y del aire” (2002) o “José Luis Coll: in memoriam” (2007) o en trabajos en solitario como “Insistiendo en la excelencia” (2006) centrado en la figura del pintor y escultor Gustavo Torner. Habría que recordar asimismo sus incursiones en el terreno de la poesía experimental  con la exposición  POEMAS  (Cuenca, 1978) con Pedro Cerrillo y Francisco Javier Page, su participación en la MUESTRA INTERNACIONAL DE POESÍA EN CASTILLA LA MANCHA (1983) o su instalación DICES TÚ QUE DIGO YO en la Galería Jamete de Cuenca (2008) junto a Silvia Garrote y Arturo García Blanco. Coordinador del suplemento EL DÍA CULTURAL para los periódicos del grupo EL DÍA, su labor como articulista ha tenido especial reflejo en la antología “Cien columnas” (2005) en unión de sus compañeros del grupo “Columna Cinco”. Cabría también hablar de algún trabajo como letrista o de sus incursiones en el campo del guión cinematográfico. Premio Castilla La Mancha de  Periodismo Radiofónico (1987), tiene en su haber galardones poéticos como el “Fray Luis de León” (1982) o el “Eladio Cabañero” (1994) y es Académico de número y actual Director de la Real Academia Conquense de Artes y Letras. 

José Ángel García. Nato a Madrid nel 1948 ha la residenza a Cuenca dal 1974. Jose Angel Garcia ha saputo unire il suo lavoro come giornalista professionale (innanzitutto nel campo radiofonico in Radio Nacional de Espana) con la sua carriera letteraria rivolta specialmente sulla poesia con opere come: “Cuatro cosas de mi gato y otras más” (1977), “Cuenca como un largo trago de ansias compartido” (1977), “Cómico en faena en lona de palabras” (1982), “Borrador de tránsitos” (1994), “Ritmos de luz y sombra” (1996), “El día que todas las mujeres del mundo me desearon” (2000), “Poemas para un jardín” (2003) , “Sólo pájaros en vuelo” (2004), “Itinerarios” (2008), Plan de vuelo (2009) o Llámalo viaje (Antología) (2009). Comunque, e autore pure di romanzi come: “El regreso y otras historias de la Ciudad Encantada” (1999) e pubblicazioni dove mette insieme le sue conoscenze di giornalismo e letteratura sia in lavori coletivi “Semana Santa de Cuenca” (1977), “Cuenca, cosas y gentes” (1979), “Del alegato a la fiesta” (1979) , “La ciudad de la luz y del aire” (2002) o “José Luis Coll: in memoriam” (2007) sia in lavori individuali “Insistiendo en la excelencia” (2006). Bisognerebbe ricordare il suo approccio alla poesia sperimentale con la partecipazione alla mostra “Poemas” (Cuenca, 1978), la partecipazione alla mostra internazionale di poesia in Castilla la Mancha (1983) o l’istallazione “dices tu que yo digo” presso la galleria Jamete di Cuenca (2008) insieme a Silvia Garrote eArturo García Blanco . E’ coordinatore del supplemento culturale “El dia cultural” per i giornali del gruppo El DIA, il suo lavoro come scrittore d’articoli si riassume nell’antologia “cien columnas” (2005) insieme ai suoi colleghi del gruppo “Columna Cinco”. Ha vinto il premio Castilla La Mancha di giornalismo Radiofonico  (1987), il premio di poesia  “Fray Luis de León” (1982) o il premio “Eladio Cabañero” (1994). Fa parte dell’Accademia Spagnola di lettere e nell’attualità è direttore della Accademia reale di arti e lettere di Cuenca. 

 

Víktor Gómez.  Madrid 1967. Reside en Valencia. Ha publicado Los Barrios Invisibles (Biblioteca virtual MLRS), En tiempos de gran orfandad (Ed.Zahorí, 2009),  Incompleto (Ed. 4 de agosto, 2010), Huérfanos aún (Ed. Baile del Sol) y Detrás de la casa en ruinas (Ed. Amargord, 2010). Participa en los libros colectivos Pazlestina (Ed. El viejo topo) y El río de los amigos. Escritura y diálogos en torno a Antonio Gamoneda (Ed. Calambur). Colaboraciones en las revistas Lunas Rojas, The children’s Book of American Birds, La Hamaca de Lona, Adios, MLRS, En sentido figurado y La salamandra ebria. Agitador cultural  y co-fundador de la Asociación Poética Caudal. Colabora con la Fundación Inquietudes en la sección de publicaciones y es voluntario en la ONG El Casal de la Pau.

Víktor Gómez. Nato a Madrid 1967. Risiede a Valenza. Ha pubblicato Los Barrios Invisibles (Biblioteca virtual MLRS), En tiempos de gran orfandad (Ed.Zahorí, 2009),  Incompleto (Ed. 4 del agosto, 2010), Huérfanos aún (Ed. Baile del Sol)  e Detrás de la casa en ruinas (Ed. Amargord, 2010). Partecipa ai libri colletivi  Pazlestina (Ed. El viejo topo) e  El río de los amigos. Scritti e dialoghi intorno a Antonio Gamoneda (Ed. Calambur). Collabora con le riviste Lunas Rojas, The children’s Book of American Birds, La Hamaca de Lona, Adios, MLRS, En sentido figurado e La salamandra ebria. Sempre mosso da grande fermento culturale  e co-fondatore della Associazione Poetica Caudale. Collabora con la Fondazione Inquietudini nella sezione delle publicación ed è voluntario nella  ONG El Casal de la Pau.

 

Miguel Ángel Curiel. Miguel Ángel Curiel nace el 31 de marzo de 1966 en Korbach, Alemania, en el seno de una familia del Norte de Extremadura. A la edad de un año se traslada a Talavera (Toledo) ciudad a la que el poeta quedará vinculado para siempre. En la actualidad vive en la ciudad de Lugo. Miguel Ángel Curiel ha sido becario de la Academia de España en Roma, beca valle Inclán entre los años 2009 y 2010. Es durante ese periodo en el que escribe el libro de fragmentos “Luminarias” y el libro de poemas “La oscuridad”. Como grabador ha realizado exposiciones de linóleos y aguafuertes en la Galeria Arcana de Vilagarcia de Arosa y en la Academia de España en Roma. Es el autor de los libros de poesía

“El verano”, accesit del premio Adonais 2000, colección Rialp Madrid, “Un libro difícil” Premio Esquio de poesía 2004, colección Esquío, Ferrol. “Por efecto de las aguas” Premio San Juan de la Cruz, Ávila, 2007, colección Adonais, Rialp, Madrid. “Diario de la luz” premio de poesía ciudad de Mérida, 2008, DVD, Barcelona.

 Miguel Ángel Curiel. Nato a Korbach in  Germania nel 1966, in seno ad una famiglia del Nord dell’Extremadura, all’età di un anno la famiglia si trasferiste a Talavera (Toledo) città nella quale egli rimarrà molto legato. Attualmente vive nella città di Lugo nel Nord ovest della Spagna. Miguel Ángel Curiel è stato borsista della Real Academia de España in Roma, con la borsa di Studio “Valle Inclán” nell’anno accademico  2009 -2010. Ed è durante questo periodo che scrive il libro  “Luminarias” e  il libro di poemi “La oscuridad”. Come incisore ha realizzato  numerose mostre su linoleum e acqueforti nella Galleria Arcana di Vilagarcia de Arosa e nella  Real Academia de España en Roma.

Autore dei libri di poesia come “El verano”, accesit del premio Adonais 2000, collezione Rialp Madrid, “Un libro difícil” Premio Esquio di poesia 2004, collezione Esquío, Ferrol. “Por efecto de las aguas” Premio San Juan de la Cruz, Ávila, 2007, collezione Adonais, Rialp, Madrid. “Diario de la luz” premio di poesia città di Merida, 2008, DVD, Barcellona.

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. 24 Febbraio, ore 18.30

Ufficio Stampa 339 1834504 / 339 1290387

Ingresso libero fino esaurimento posti

 


PROIEZIONE FILM. Lo Sguardo di Ouka Leele- La Mirada de Ouka Leele

LO SGUARDO DI OUKA LEELE. Venerdi 11 Febbraio. Ore 19.

SALA CONFERENZE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. Dopo la proiezione del film ci sarà l’incontro con Il regista (Rafael Gordon), l’artista (Ouka Leele) e il promotore (Manuel Romero). – V.O. sensa sottotitoli.-

Lo sguardo di OUKA LEELE

 Sinossi

 Le riprese sono durate cinque anni. Un documento unico del lavoro creativo dell’artista più rappresentativa della propria generazione. Pittrice (nel film realizza un murales di 240 m) e fotografa di icone, che riflettono quanto di umano è racchiuso nello spirito.

Vita e pensiero di un artista essenziale, creatrice nel corso di tre decadi di un’opera riconosciuta a livello internazionale e meritevole del Premio Nacional de Fotografía.

Lo Sguardo di Ouka Leele è la storia di come si sviluppa la creatività di un genio, la propria passione e la propria lotta nel pensiero, nella pittura e nella fotografia.

L’arte e l’esistenza, uniti dallo sforzo, dal talento e dalla bellezza di un’autrice in eterna lotta.

SCHEDA ARTISTICA

OUKA LEELE

SCHEDA TECNICA

 SOGGETTO E REGIA RAFAEL GORDON

 PRODUZIONE RAFAEL GORDON

 FOTOGRAFIA E RIPRESE JULIO MADURGA

 MUSICHE JORGE MAGAZ

 EVA GANCEDO

 TESTO CANZONE RICARDO FRANCO

 “UN’ISOLA DESERTA”

 INTERPRETE INMA SERRANO

 MONTAGGIO IÑIGO MADURGA

 SUONO JOSÉ LUIS VAZQUEZ

 PRODUTTORE ESECUTIVO SERGIO GARCÍA DE LEANIZ

PEDRO SASTRE

 NEGATIVO EASTMANCOLOR

SISTEMA SONORO DTS STEREO

 DURATA 117 MINUTI

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Lo sguardo di OUKA LEELE

 Da bambino (avrò avuto quattordici anni) vidi alla cineteca itinerante, probabilmente in quella che oggi è la discoteca Pachá, un ciclo di film documentari girati da Robert J. Flaherty. Rimasi scioccato vedendo “Nanuk l’Eschimese” e “Gli uomini di Aran”: fu come se avessi visto per la prima volta un film. Nanuk, dall’inizio alla fine, costruiva un igloo con costanza, fermezza, determinazione (la stessa costanza e determinazione con la quale Ouka Leele realizza il murales di 240 m2 ne “Lo sguardo di Ouka Leele”). Quello che voglio dire è che il cinema non è un artificioso tentativo di fare arte. Il cinema è vita in movimento. Se la vita che mostra il movimento emana spirito e sentire doloroso, avremo un’opera d’arte di per se stessa, senza trucchi preconcepiti.

Il cineasta deve essere neutrale di fronte alla realtà osservata.

Siamo debitori di Dreyer, Chaplin, De Sica, Ford,  Buñuel, Vigo e di altre due dozzine di registi, Saura, Melville,  Aki Kaurismáki y Jim Jarmusch compresi. In tutti loro, l’umano e l’esistenza fluiscono e convivono in una gloriosa umanità e grandezza.

Parallelamente a questi grandi creatori di immagini, l’opera di Ouka Leele ricerca l’inafferrabile dell’essenzialità, gli dà forma e lo umanizza. Penso che la sua opera grafica sia l’essenza stessa del cinema. Le sue immagini sintetizzano in un solo fotogramma tutta una possibilità cinematografica. Foto come “Il Bacio” sono icone del loro tempo.

Fu nel 1987 che pensai per la prima volta di realizzare un lungometraggio su Bárbara Allende Gil de Biedma. Quando vidi la memorabile mostra antologica che realizzò nel Museo Spagnolo di Arte Contemporanea, l’artista aveva solamente trent’anni. Giudicai, visionandone l’opera, che ci trovavamo di fronte a un genio e ho potuto comprovarlo nel corso delle ultime due decadi.

Col passare degli anni do sempre più valore alla persistenza del tempo, congelato nei fotogrammi che formano un film. Nel film, tutto il pensiero di Ouka Leele ruota, immutabile, attorno al tempo. Passato, presente e futuro in un solo istante. Sono un testimone vivente di oltre cinquant’anni di cinema. Ho compiuto più anni io di quanti ne abbiano compiuti, da vivi, Humphrey Bogart o Gary Cooper, eppure eccoli là, eternamente poderosi e autentici nei film dove recitarono. Dico ciò per il semplice fatto che ho realizzato “Lo Sguardo di Ouka Leele” pensando non solo nel presente, ma anche nel futuro. Volevo che Ouka Leele si mostrasse così com’è: giovane, creativa, addolorata dal sentire della vita, ma anche solitaria e, soprattutto, lavoratrice incessante e infaticabile. Mi piacerebbe che il futuro raccogliesse intatto il profilo di un artista del suo tempo, che è riuscita con tenacia e individualismo a vincere non solo la malattia, ma il segno del proprio tempo, il conformismo artistico.

Nel giro di alcune decadi, dovunque mi trovi, quando vedremo Ouka Leele presentare il film di fronte a persone che ancora devono nascere, sarò felice al pensiero che, vedendola nelle immagini di “Lo Sguardo di Ouka Leele”, tutto avrà senso: la sua vita, il mio lavoro di realizzazione del film e la ragione ultima del cinema: essere documento e testimone vivo ed eterno della nostra evanescente esistenza.

Rafael Gordon

 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Conferenze. Venerdi 11 febbraio. Ore 19

Ufficio Stampa 339 1834504 / 339 1290387

 Ingresso libero fino esaurimento posti.


Tavola Rotonda: Il Nuovo Romanzo Storico: Una visione Hollywoodiana?

SALA CONFERENZE ACCADEMIA REALE  DI SPAGNA.

VENERDI 21 GENNAIO. ORE 18.30

Sotto questo interessante titolo José María Ridao e Giuseppe Leonelli dibatteranno sul romanzo storico.

José Maria Ridao (Madrid, 1961), laureato in Studi Arabi e Giurisprudenza. Diplomatico, Ambasciatore di Spagna presso l’UNESCO (2004-2006). Membro del comitato editoriale del quotidiano El País, sul quale pubblica i suoi articoli di opinione. Come scrittore e saggista ha pubblicato, tra altri titoli, Mar Muerto (2010) , Elogio de la imperfección (2006), Dos visiones de España (ed.) (2005), Weimar entre nosotros (2004), La paz sin excusa (2004), El pasajero de Montauban (2003), La elección de la barbarie (2002), Contra la Historia (2000, ampliato e ristampato nel 2009), Excusas para el Doctor Huarte (1999), Agosto en el paraíso (1998). “La pace senza scusa” (2010).

 Giuseppe Leonelli Professore ordinario di Letteratura italiana presso l’Università di Roma Tre e critico letterario del quotidiano “La Repubblica”. Fa parte del Comitato direttivo della rivista “Paragone”, sezione letteraria, ed è membro della giuria dei premi letterari Viareggio e Strega. Fra le sue pubblicazioni, una Storia della critica letteraria in Italia. 1945-1994 (Garzanti 1994), la monografia Giorgio Caproni. Storia di una poesia tra musica e retorica (Garzanti 1997), la curatela in collaborazione con Cesare Garboli e Anthony Oldcorn di Giovanni Pascoli Poesie e prose scelte (Mondadori 2001), i volumi di saggi Il lettore di se stesso. Da Voltaire a Pasolini (Aragno 2005) e La vocazione di Iago (Gaffi 2007), il Dizionario della critica militare. Letteratura e mondo contemporaneo. (Bompiani 2007). Ha in preparazione per l’editore Garzanti un’edizione commentata delle poesie di Sandro Penna.


Ciclo L’Arte dell’Ospitalità. Il Dono (I)

INCONTRI-PERFORMANCES.

Un progetto curatoriale di Maria Rosa Sossai e Avelino Sala

BIBLIOTECA ACCADEMIA REALE DI SPAGNA . 19 gennaio 2011 alle ore 19

L’arte dell’ospitalità, in programma nel 2011 all’Accademia Reale di Spagna a Roma, si articolerà in quattro appuntamenti – un incontro, un ciclo di performance, una conferenza, un progetto espositivo – secondo delle forme espressive che diventeranno occasioni per esercitare l’arte dell’ospitalità, scambiare visioni di realtà, stabilire punti di incontro, evidenziare similitudini e distanze, abitare insieme alcuni spazi dell’Accademia normalmente inaccessibili al pubblico esterno – la biblioteca, il tempietto del Bramante, il Salone dei ritratti, il giardino romantico.

Nel suo testo sull’ospitalità, Jacques Derrida considera l’accoglienza un dono offerto senza alcuna controparte o principio di reciprocità, mentre lo status di ospite nella doppia accezione di chi ospita e di chi è ospitato, ricorda il filosofo francese, pone tutti nella condizione di sperimentare l’alterità.

Sebbene la responsabilità verso l’Altro rimanga uno dei temi etici che maggiormente influenzano il pensiero attuale, i suoi principi sono ridotti ad una serie di norme e obblighi politico-strategici, dalle leggi sull’immigrazione a salvaguardia della sicurezza, ai sistemi di controllo delle telecamere di sorveglianza.

PRIMO APPUNTAMENTO: IL DONO

L’incontro sarà condotto da Maria Rosa Sossai, Berta Sichel e Luciana Rebecca Russo le quali, a partire dalle loro specifiche esperienze professionali, offriranno al pubblico e condivideranno con lui la visione e l’analisi di tre video, intesi come esercizi di un’offerta senza controparte, nel loro doppio valore concreto e simbolico di ospitalità. I tre video scelti indicheranno atteggiamenti di accoglienza e percorsi di consapevolezza, nell’idea che l’arte possa contribuire ad una costruttiva relazione con la realtà intorno a noi. L’idea di fondo comune a diversi approcci – psicoterapeutico, critico, artistico – è che solo indagando insieme le qualità estetiche, filosofiche e umane di un’opera, è possibile sperimentare in profondità la dimensione dell’accoglienza.  

I video presentati saranno:

o   Breaker e Lissencephaly, 2009, Helen Dowling, (Maria Rosa Sossai)

o   ¡Quien Eres?, 2009, Nuria Carrasco (Berta Sichel)

o   Restless, 2003, Vlatka Horvat, (Rebecca Luciana Russo)

Secondo lo scrittore Lewis Hyde, la sola sopravvivenza universale del dono nella sua accezione arcaica e originale è oggi nell’opera d’arte che, per essere tale, deve osservare lo spirito originario del dono, ovvero essere il risultato di un’illuminazione che circola liberamente e diventa patrimonio comune, soprattutto nella comunità globale nella quale viviamo.
L’opera d’arte infatti è una delle poche esperienze che permette sia a chi la riceve che a chi la crea, di condividere “un dono ricevuto da qualcosa che è altro-da-sè (astorico), il suo prodotto, ovvero l’opera d’arte, che viene così restituito in dono a quell’altro-da-sè (storico) che è l’umanità nel suo insieme”.

Berta Sichel è direttrice del Dipartimento Audiovisivi del Museo Nazionale Centro d’Arte Reina Sofia – MNCARS –dal marzo 2000. Sichel è un punto di riferimento nella scena artistica internazionale per la sua approfondita conoscenza nel campo del video, del film sperimentale, della fotografia e dei nuovi media. E’ curatrice internazionale di mostre d’arte contemporanea, ricercatrice, critica e storica dell’arte, docente universitaria, collabora con riviste d’arte in Europa e America Latina, è consulente di fondazioni, di istituzioni culturali e collezioni.

Maria Rosa Sossai è critica d’arte e curatrice. Ha fondato l’associazione esterno22 con cui realizza progetti che mettono l’artista al centro del processo formativo. Tiene regolarmente conferenze e seminari in istituzioni pubbliche e private. Nel 2009 ha cocurato la mostra internazionale Sounds & Visions Artists’ Films and Videos from Europe The Last Decade al Tel Aviv Museum. Per la Silvana Editoriale, ha pubblicato i libri ‘Artevideo, storie e culture del video d’artista in Italia’, (2002) e ‘Film d’artista, percorsi e confronti tra arte e cinema’ (2008).

Luciana Rebecca Russo è psicoterapeuta, appassionata d’arte contemporanea e collezionista. Ha elaborato il metodo Videoinsight®, che consiste in un mutuo scambio tra psicologia e arte, i cui risultati sono: una collezione di opere fotografiche e video d’artista con elevata potenzialità clinica; la sperimentazione della loro visione in psicodiagnosi e in psicoterapia; la creazione di un luogo a Torino dove il pubblico interagisce con l’opera d’arte durante una fruizione condivisa e creativa. Ha pubblicato il testo Videoinsight®, Curare con l’arte contemporanea, Silvana Editoriale 2010.

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LA TEORIA DEL ERROR. INCONTRO DI POESIA

VENERDI, 10 DICEMBRE. ORE 18.30

SALA RITRATTI

Paul Feyerabend credeva che gli scienziati avessero bisogno di una teoria dell’errore, di qualche sistema che gli permettesse di comprendere che la verità non si raggiunge mai, che siamo condannati all’incertezza. I poeti hanno bisogno di una teoria dell’errore pure loro, forse perchè in poesia l’errore è abituale: riuscire a non sbagliare è veramente miracoloso.

Inoltre, lo scopo della poesia tende ad allontanarsi dei grandi scenari e avvicinarsi a qualunque realtà.  Basta intravedere il volto d’uno sconosciuto, una parola ascoltata per caso, una sedia che ci aspetta in silenzio, una teoria sbagliata: quello che la realtà dimentica o disprezza è sempre preservato nella letteratura.

     Javier Almuzara, Xuan Bello y José Luis García Martín sono tre poeti che di solito sbagliano con talento, che hanno saputo tradurre la miseria e lo stupore di essere vivi.

 Presentazione dell’incontro, a cura dello scrittore Bruno Mesa. (Borsista di Letteratura  dell’Accademia Reale di Spagna 2010-2011)

BIBLIOGRAFIA DEGLI AUTORI

José Luis García Martín (Aldeanueva, Cáceres, 1950). Professore di letteratura spagnola presso l’Università di Oviedo, poeta e critico letterario. Direttore delle riviste Clarin. Revista de Nueva Literatura e collaboratore del magazine culturale del quotidiano ABC, e della pubblicazione Nueva España. Il suo lavoro poetico c’è stato raccolto nel volume Mudanza (2004), al cui c’è stato aggiunto la raccolta dei versi Légamo (2008). Autore di diversi opere critiche sulla poesia spagnola contemporanea – come ad esempio: le antologie Treinta años de poesía española, La generación del 99 oppure Poetas del novecientos– cosi come un dietario, da cui sono state pubblicate dodici lavori, essendo Hotel Universo (2009) quella più recente. Tra le sue ultime pubblicazioni possiamo contare libri su critica letteraria La gruta del tesoro (2006) e Gabinete de lectura (2007), il libro su Venezia Arco del Paraíso (2007) e l’antologia Por partida doble (2009). A cura di Jose Luis Garcia Martin sono inoltre, edizioni di  Campoamor (Poética), Valera (Cartas a Estébanez Calderón), Gómez Carrillo (En plena bohemia, La miseria de Madrid), Clarín (Siglo pasado) , Fernando Fortún (Obra completa)…

 

Xuan Bello (Paniceiros, Asturias, 1965) Il suo primo libro di poesie vede la luce nel 1982. Considerato uno dei più prestigiosi scrittori in lingua asturiana. La vida perdida (1999) e Ambos mundos (2010) di recente pubblicazione, raccolgono i lavori fondamentali della sua opera in edizione bilingue. Assieme al suo percorso poetico, ha svolto un importante lavoro in prosa mettendo insieme fiction e saggi, immaginazione e memoria… un campione di questo percorso, Historia universal de Paniceiros (2002) oppure Los cuarteles de la memoria (2004).Tra i suoi ultimi titoli, si trovano il romanzo La confesión xeneral e la raccolta di traduzione poetiche intitolata Colección d’identidaes. Ha vinto la borsa come scrittore residente presso L’Accademia Reale di Spagna.

Javier Almuzara (Oviedo, 1969) ha pubblicato i libri di poesie El sueño de una sombra (Oliver, 1990), Por la secreta estela (Renacimiento, 1994) e Constantes vitales (Visor, 2004), vincendo il II premio Emilio Alarcos. Inoltre autore del dietario Letra y música (Llibros del Pexe, 2001), e della prosa intitolata Títere con cabeza (AMG, 2005), vincendo il XII premio Café Bretón

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