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GRAN KAN* RACCONTI D’ARTISTA PER VIAGGIATORI

Mostra dal 15 al 23 maggio

INAUGURAZIONE 15 MAGGIO ORE 21.

IN SEGUITO DRINK + MUSICA

invito_GK_8 aprile

A cura di Federica Forti – in collaborazione con qwatz (residenza per artisti a Roma), con il sostegno della Embajada de España en Italia e dell’associazione culturale Ars Gratia Artis – il progetto propone un dialogo tra le sale ottocentesche della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e tre artisti contemporanei messi a confronto sul tema del viaggio.

Ispirato al dialogo tra Marco Polo e Kublai Kan*, che intramezza i racconti de Le città invisibili di Italo Calvino, il fulcro del progetto fa perno sulle città di Roma, Venezia e Firenze, principali mete del Grand Tour, colte nelle soggettive visioni di tre artisti contemporanei. Nati da un progetto di residenza svolta proprio in questi tre luoghi, i tre video di Chapela, Sala e Varela dialogano con i temi e le scelte stilistiche dei tre quadri di Cremona, Induno e Fragiacomo esposti nella collezione permanente del museo, realizzando una riflessione puntuale sul senso del viaggio culturale contemporaneo.

La tela di Tranquillo Cremona, Marco Polo davanti al Gran Khan dei Tartari del 1863 (sala 6), dialoga con l’opera Fake! di Pelayo Varela in cui l’artista spagnolo riflette sulla comunità cinese che risiede nella periferia di Firenze. Pietro Fragiacomo con Squeri a san Baseggio del 1886 (sala 4) è associato a Venezia di Emilio Chapela, un lavoro dell’artista messicano sull’immagine di Venezia consumata in modo bulimico dal turismo di massa. Infine La Trasteverina uccisa da una bomba del 1850 di Gerolamo Induno (sala 5) viene associata al video Poetica de la fuga dello spagnolo Avelino Sala, una riflessione sulla guerra vista ora in chiave risorgimentale ora in chiave antifascista attraverso la città di Roma.

 Dal 15 al 23 maggio la Real Academia de España en Roma, dove Avelino Sala nel 2010 e Pelayo Varela nel 2011 sono stati borsisti, ospita altri lavori complementari dei tre artisti contemporanei in mostra alla GNAM.
INFO
Gran Kan*
a cura di Federica Forti in collaborazione con qwatz

Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
15 maggio | 23 giugno 2013
Opening mercoledì 15 maggio ore 17.00

Real Academia de España en Roma
15 | 23 maggio 2013
Opening mercoledì 15 maggio ore 21.00

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
coordinamento interno Linda Sorrenti
sede
viale delle Belle Arti,131
ingresso per diversamente abili: via Gramsci, 73
orari di apertura:
martedì – domenica 8.30 -19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45)
biglietteria:
+ 39 0632298221
www.gnam.beniculturali.it
Ufficio Stampa Gnam
+39 0632298328
s-gnam.uffstampa@beniculturali.it
Real Academia de España en Roma
Sala Mostre
Accademia Reale di Spagna a Roma.
Piazza San Pietro in Montorio 3. 00153 Roma
Ingresso Libero.
Orario: tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 19
tel.
(0039) 06 58332721 /22
Fax
(0039) 06 5818049

GLI ARTISTI IN MOSTRA:

Emilio Chapela

Città del Messico (1978. Vive a lavora tra Berlino, Città del Messico e New York

http://www.emiliochapela.com

Artista dalla formazione legata alle scienze matematiche e alle scienze della comunicazione, Chapela lega la sua ricerca artistica allo studio dei sistemi di comunicazione contemporanei, dai criteri legati al mondo della pubblicità al mezzo Internet relativo ai sistemi ed ai meccanismi di fruizione dello stesso. Da queste premesse trae risultati di studio che archivia in video, libri o quadri. Tra le mostre recenti dell’artista si segnalano le personali nel 2012 “Ein Ungerhueurliches Beispiel von Sozialismus” a Berlino presso V.F.K.U. Rosa-Luxemburg-Platz, “No me dispares, dispara al mensajero” presso Zacatecas in México e “La Guerra de las Termitas” alla galleria 11×7 di Buenos Aires in Argentina. Del 2011 la mostra “A measure for some things” presso Henrique Faria Fine Arts di new York e “Ask Google” presso la Saw Gallery di Ottawa, in Canada. Del 2010 “Made in Italy” la mostra prima mostra personale italiana presso la galleria Galica di Milano. Del 2008 il progetto “According to Google” esposto presso la galleria EDS GALERIA a Città del Mexico. Nel 2010 l’artista ha viaggiato tra Berlino e Venezia per motivi di studio e ricerca e da quella residenza è nato il progetto “Badauds vénitiens” che è stato ultimato nel 2013. Tra le residenze dell’artista si segnala la sua presenza presso l’ISCP International Student Curatorial Program di New York nel 2007.

Emilio Chapela è un artista che lavora sulla natura dei media e l’effetto di questi sulla società. Una formazione in scienze matematiche ed in comunicazione influenzano la sua ricerca artistica incentrata sul mezzo Internet monitorato dall’artista come universo da cui trarre enciclopedie inconsapevoli del fruitore date dalla somma dei criteri di ricerca del singolo utente che diventa summa di criteri comuni di ricerca. Il lavoro del 2008 According to Google è composto da quaranta volumi enciclopedici con immagini estratte da Internet attraverso il motore di ricerca Google. Ogni volume afferisce ad un concetto come “bellezza”, “capitalismo” o “arte” e sfogliandolo è possibile ripercorrere le immagini più ricorrenti date dalla quantità di visualizzazione effettuate dai fruitori. Seguendo lo stesso criterio Chapela ha realizzato il video Badauds vénitiens realizzato a seguito di un soggiorno in città, ma utilizzando esclusivamente immagini estratte da Google-immagini che ci restituiscono un’idea tangibile della città come meta di un turismo bulimico e cieco rispetto alla ricerca dei dettagli che ancora conservano l’identità della città lagunare. Venezia città cartolina per eccellenza, città unica al mondo in cui turisti da tutte le parti confluiscono per trovare ciò che già conoscevano prima di mettersi in viaggio: la laguna, piazza San Marco, il Ponte di Rialto e le altre icone storico artistiche della città.

Avelino Sala

Gijon (1972). Vive e lavora tra Barcellona e New York

http://www.avelinosala.es

Attivo anche come curatore e critico d’arte impegnato nello studio della realtà contemporanea colta tra memorie del passato e contingenze politiche ed economiche del presente, Avelino Sala si forma come storico dell’arte e parallelamente sviluppa la sua ricerca artistica avvalendosi principalmente del linguaggio legato al video e al disegno. Il lavoro di Avelino Sala è stato recentemente presentato in mostre come “Funeral Pyre” nel 2012 presso il museo Matadero di Madrid e “Distopia: RIGHT NOW!” presso il Museo del Marmo di Carrara, “Cacotopia” nel 2011 presso il Centre Dart Le Lait Grahulet in Francia, “Block House” alla Galeria Raquel Ponce di Madrid (2011), “Patria o muerte!” presso la Real Academia de España en Roma (2010). Ha partecipato alla X Bienal de la Habana e alla Bienal de Praga nel 2008. Attualmente prepara la mostra GRAN KAN presso la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma e l’Accademia di Spagna a Roma; inoltre l’artista è stato recentemente invitato alla Trienal de Alentejo in Portogallo e alla XI Bienal del la Habana. Tra le sue prossime mostre si segnalano i progetti presso le gallerie Ethan Cohen e White Box di New York, il National Center for Contemporary Arts de Moscú NCCA (2013), incentrato sulla sua produzione video e quella presso il Museo de Pumapungo de Cuenca, in Ecuador. Tra le residenze si segnalano nel 2010 il soggiorno di studio presso l’Accademia di Spagna a Roma dove ha realizzato anche il progetto “Poetica de la fuga” e nel 2011 presso il La Lait space di Toulouse in Francia. La prossima residenza di Avelino Sala si terrà presso l’istituzione I.S.C.P, International Student Curatorial Program di New York.

Il lavoro di Avelino Sala (1972, Gijon, vive e lavora tra New York e Barcellona) è ambientato nel comune di Fara Sabina, nella provincia di Rieti, a nord di Roma. Prodotto site specific nel 2010 per la rassegna Venti Eventi durante la residenza dell’artista come borsista presso la Real Academia de España en Roma. Questa zona, toccata nel 1867 dalla Campagna garibaldina dell’Agro Romano per la liberazione di Roma, fu anche lo stesso luogo da cui passarono le truppe fasciste in ritirata verso nord dopo l’arrivo degli Alleati ed il poeta Ezra Pound in fuga dalla capitale. E’ all’episodio fascista che si riferisce il lavoro di Avelino Sala. Uno degli inni suonati durante la marcia su Roma è stato riscritto per essere suonato dalla fine all’inizio – al contrario- e sottolinea l’inutilità della guerra colta nel momento della fuga. La composizione classica di questa inquadratura fissa acquista un valore sospeso nel tempo, assoluto e l’immagine bucolica della ragazza che suona seduta tra gli ulivi, elegante e innocente, ricorda alcune figure allegoriche di sapore iconografico rinascimentale.

Pelayo Varela

Oviedo (1969. Vive e lavora tra Madrid e Xàbia).

http://www.pelayovarela.es

Attivo come artista dal 1985, Pelayo Varela crea nel 1995 il Centro d’Arte “Ego”, un progetto che trasforma un mobile ad ante in un luogo deputato all’esposizione itinerante di opere d’arte contemporanea di vari artisti. “Ego” è stato presentato in spazi come il Blue Art Space di San Antonio (USA), il Museo de Bellas Artes di Oviedo e Cruce a Madrid. Il lavoro di Varela è stato presentato in diverse esposizioni internazionali in Spagna, Francia, Portogallo, Regno Unito, Italia, Messico, Ecuador e Australia. Nel 2003 ha ricevuto il “Premio Caja Madrid Generación 2003″. Durante il 2010 l’artista ha soggiornato a Firenze dove ha avuto origine il progetto “Fake!. Tra le residenze nelle quali è stato invitato si segnalano MediaLab a Madrid e la Real Academia de España en Roma. Attualmente sta preparando alcune mostre tra cui si segnalano GRAN KAN presso la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma e l’Accademia di Spagna a Roma, oltre alle mostre presso la Fundación Tàpies di Barcellona ed il White Box di NY.

Il primo nucleo del video di Pelayo Varela (Oviedo 1969, vive e lavora a Madrid) è nato nel 2010 a Firenze, in piazza Duomo, dove tra i venditori ambulanti, ve ne sono alcuni, cinesi che realizzano scritte per i turisti mutuate dalla grafica degli ideogrammi rivisitata in forme figurative di tipo zoomorfo e vegetale. Si tratta di uno dei casi in cui un’antica tradizione, come quella della grafia per la cultura cinese, viene piegata a necessità commerciali. Ciò contro cui si è battuto l’artista cinese Ai Weiwei, l’impoverimento della cultura cinese, in quest’opera evidenzia la contraddizione tra l’iperbolico mito dell’artista contemporaneo come icona indiscussa e universalmente condivisa da leggi di mercato che conciliano le differenze culturali tra Oriente e Occidente. L’artista ha chiesto a uno di questi venditori di scrivere per lui i nomi di alcuni dei più influenti artisti occidentali secondo la statistica di Artfact: Beuys, Bourgeois, Nauman, Lewitt, Picasso, Ruscha, Sherman, Warhol. Fake! È una riflessione sul mercato dell’arte contemporanea, ma anche l’incontro tra arte e artigianato alla luce di un mondo globalizzato.

Federica Forti collabora con le principali testate di settore, come Exibart (dal 2009 al 2011) e Artribune (dal 2011 ad oggi), con recensioni di rassegne e fiere d’arte italiane e internazionali. Dopo la laurea in Museologia presso l’Università di Lettere e Filosofia di Firenze nel 2006, approfondisce i suoi studi sull’arte spagnola e latino-americana presso la Universidad de Arte di Siviglia e nel 2009 consegue la specializzazione in Museologia. Attualmente lavora come curatrice tra Roma e Carrara dove si occupa del programma DATABASE


NOMADISMI. Mostra Finale dei Borsisti dell’Accademia Reale di Spagna 2011

NOMADISMI a cura di Teresa Macri

Dal 22 giugno al 30 luglio.

Sala Mostre. Inaugurazione 22 giugno. Ore 19.

Anche quest’anno la  Accademia Reale di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da Enrique Panés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo. L’esposizione curata da Teresa Macrì sarà inaugurata il 22 giugno alle 19.

 

Il titolo Nomadismi sottolinea lo status di transitorietà che i borsisti vivono per i mesi di residenza a Roma, la loro condizione di erranza come dinamica del soggetto contemporaneo e l’elemento di comunità che si instaura tra i borsisti nella collettivizzazione degli spazi accademici. Come scrive Teresa Macrì: “Siamo tutti esseri nomadici in qualche modo e il nomadismo è, senza dubbio alcuno, una opzione conoscitiva su cui sviluppare e modellare l’identità in una società sempre più fondata sulla pluri-culturalità”. L’esposizione ha un carattere multimediale, dato dalle diverse discipline a cui fanno riferimento i 15 borsisti: film, video, fotografia, pittura, scultura, installazione, architettura del paesaggio, musica, poesia, recitazione, scrittura. Il crossing che ne deriva tende a evidenziare come attraverso le differenti specificità linguistiche sia possibile edificare una relazione tra contesto territoriale e linguaggio artistico.

 In mostra:

Guillermo Mora realizza delle sculture precarie ottenute dopo un lungo procedimento pittorico che assembla e unifica pittura e scultura fino a svilupparne un apparato installativo.

Pelayo Varela indaga sui significati iconografici tra forma e contenuto dell’oggetto artistico.

Angel Masip e Aurelio Edler hanno concepito per la mostra un lavoro congiunto, tra musica e installazione, che, pur fissando i temi e le forme delle singole ricerche, intende andare oltre il concetto dell’autorialità dell’opera, in linea con un’estetica della relazione.

Il fotografo Julio Galeote mette in relazione spazio urbano e linguaggio fotografico  in un intervento murale,  mentre Clara Ortega attraverso una installazione fotografica racconta la variazione luminosa e emotiva degli spazi aperti.

Patricio Cabrera, utilizzando il polistirolo, crea delle forme parietali che assommano linguaggio pittorico a forme scultoree.

L’artista messinese Giacomo Miracola attraversa frammenti di realtà sociale utilizzando l’incisione con una nuova visione e nuove caratteristiche della disciplina stessa.

L’architetto Carlos García Fernández interviene nel chiostro dell’Accademia creando un site-specific, minimale ma calcolato per frazionare ed evidenziare le variazioni della luce solare.

La regista Andrea Jaurrieta Bariain inscena una video-installazione all’interno della quale presenterà i suoi video: “Lovely boredom” e “Crisis?! What Crisis?!”.

Saranno visibili in mostra anche i lavori di Maria Diez Ibargoitia che ha sviluppato la sua tesi di dottorato sugli architetti spagnoli che furono borsisti dell’Accademia tra il 1904 e il 1940, di Laura Jiménez Valverde che ha lavorato sulla valutazione dei rischi nella conservazione del patrimonio archeologico, di José Maria Dominguez Rodriguez che ha redatto una monografia sulla musica e il mecenatismo artistico all’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede alla fine del 1600, di Maruchi León che si occupa di pedagogia dell’arte drammatica applicata al canto, e di Pedro Manuel Villora che ha scritto l’opera Medea Mikaela sull’incontro a Roma dello scrittore spagnolo Terenci Moix con Rafael Alberti e Pier Paolo Pasolini.

scarica il catalogo della mostra in pdf: nomadismi 

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Sala Mostre

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

http://www.raer.it

Ingresso libero fino esaurimento posti


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