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L’arte dell’ospitalità II. Il Simbolo. Anna Scalfi, Avelino Sala e Teresa Margolles

CICLO DI PERFORMANCES L’ARTE  DELL’OSPITALITA’

(II) Il Simbolo

25 Marzo dalle 18.30.  Tempietto del Bramante e Accademia Reale di Spagna.

Se nel primo appuntamento de L’arte dell’ospitalità dedicato alla pratica video il protagonista era il Dono, in questo secondo appuntamento sarà il Simbolo. Già nell’antica Grecia quando lo straniero, lo sconosciuto era ricevuto in una casa e guadagnava la fiducia della famiglia, gli veniva consegnata la metà di una moneta che al suo ritorno avrebbe perfettamente combaciato con la metà conservata dai suoi anfitrioni. Questa moneta era chiamata simbolo. E’ importante ricordare che sia l’ospitalità che l’ostilità hanno la stessa radice etimologica.

La stessa arte che spesso ci conduce in luoghi ostili, è in grado di convertirci in ospiti. La costituzione di straniero e di sconosciuto, qualcuno di cui non sappiamo nulla sino a quando non parla, indica che il mondo dell’arte ci riceve in un modo simile ad un addio, una festa che ha una data di scadenza. Nella ‘ricetta’ di un’opera d’arte, l’ospitalità non consiste semplicemente nelle attività di dormire e riposare: trasformati in ospiti, siamo coscienti di questa dualità, dove l’ospitalità è anche un conflitto. Se colui che riceve (ospes) è riconosciuto anche come ostile (hostis), l’ospitalità diventa solo un rifugio.

Tuttavia continuiamo ad aspettare e a vigilare, con ostilità e con l’ansia di riconoscerci in noi stessi e negli altri e scoprirci al tempo stesso diversi, imparando a guardare e a essere osservati, esponendoci, in questo gioco che è la vita e forse trovare quello che Fredric Jameson chiama “il momento utopico”, la ricerca che ci sostiene, senza mai metterci in crisi, perchè il futuro o sarà il nostro o non sarà tale. E quello che conta non sono i risultati ma il percorso, il fare, la ricerca, il vivere, la condivisione.

Le tre performance presentate in diversi luoghi della Reale Accademia di Spagna a Roma saranno Liturgia breve, dell’artista italiana Anna Scalfi Eghenter, un’installazione che ripercorre il perimetro dello spazio progettato dal Bramante
attraverso il gesto di un ginnasta;Cuarenta Cuerpos dell’artista messicana Teresa Margolles che ricorda i decessi / caduti e le vittime durante la difesa del Gianicolo del 1849 quando la Reale Accademia di Spagna di Roma diventò un ospedale e infine il lavoro Larvatus Prodeo di Avelino Sala, un tributo alla resistenza mascherata, un territorio che ospita l’abito inteso come ultimo strato.

Insieme, le tre opere propongono un esercizio di strana connessione, dove ospitalità e distacco non permetteranno di sapere in anticipo cosa accadrà. Bisognerá, quindi, stare attenti e comportarsi come invitati cortesi.

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GLI ARTISTI

Anna Scalfi. Anna Scalfi Eghenter (1965) concepisce l’arte come frame sovversivo dei confini dell’agire concesso. L’intero processo organizzativo dei suoi progetti rientra in una prospettiva analitica dei meccanismi di negoziazione tra arte e società civile. Artista indipendente, interviene con progetti site-specific in grado di innescare dinamiche partecipative oltre l’ambito strettamente artistico. Attualmente porta avanti il progetto “From inside (I like the system)”, un programma di PhD al the Essex Business School. La sua ricerca riflette una formazione interdisciplinare all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano), l’Accademia d’Arte Drammatica S. D’Amico (Roma), la Facoltà di Sociologia a Trento. Suoi lavori sono stati presentati alla Fondazione Pistoletto a Biella (2010), Fondazione Galleria Civica di Trento (2009), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino (2008), MART-Museum of Modern and Contemporary Art a Rovereto (2007), così come a Manifesta7-Parallel Events (2008).
Per saperne di più: www.annascalfi.com

Avelino Sala. E’ artista, direttore della pubblicazione Sublime arte + cultura contemporanea e co-direttore del gruppo curatoriale Commission. Il suo lavoro l’ha portato a essere uno degli artisti più importanti del panorama odierno, interrogando la realtà culturale e sociale da una prospettiva tardo romantica. La propria opera è stata presentata in varie esposizioni collettive nazionali e internazionali, tra le quali spiccano: Virgil de Voldere gallery, New York (Hostil 2009), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (Reencontres Internacionales, 2009), X Biennale dell’Avana, (Comunicacionismos, 2009), A Foundation, Londra (Off the Street, 2009), Insert Coin, Spanish young Art, October Contemporary, (Hong Kong 2009) o Tina B, Biennale di Praga, (Small Reevolutions 2008) o The promised Land (Chelsea Art Museum, 2008). E ‘stato borsista della Real Academia di Spagna in Roma.

Per saperne di più: http://www.avelinosala.es/  oppure  http://avelinosala.wordpress.com/

Teresa Margolles. Nata a Culiacán/Sinaloa nel 1963, dove ha studiato arte alla Dirección de Fomento a la Cultura Regional del Estado de Sinaloa (DIFOCUR) e scienze della comunicazione alla Universidad Nacional Autónoma de México, ed è stata insignita al Servicio Médico Forense della laurea in medicina forenseNel 1990 ha fondato insieme a Arturo Ángulo Gallardo, Juan Luis García Zavaleta e Carlos López Orozco il gruppo SEMEFO – ´Servicio Médico Forense´, relativo al servizio medico forense. All’inizio il gruppo era attivo come Gruppo musicale di Death Metal Rock e di performance underground, successivamente si è spostato nella scena artistica con la prima mostra nel 1993. Il numero dei partecipanti è fluttuante. L’artista ha ricevuto molti premi, incluso il primo premio al Salón de Plástica Sinaloense nel 1996); nel 2000 un premio con acquisizione alla competizione Cuerpo y Fruta all’Ambasciata francese di Città del Messico, nel 2001 una menzione d’onore alla Northwest Biennale di Culiacán e un premio alla 7 Biennale di Cuenca in Ecuador. Con il gruppo SEMEFO ha vinto un premio alla Biennale di Monterrey nel 1999, l’anno in cui ha preso parte al programma di scambi di residenza tra il Messico e la Colombia. Teresa Margolles, solo membro del gruppo a lavorare e a mostrare il suo lavoro in maniera autonoma, vive a Città del Messico.


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