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MOSTRA FINALE BORSISTI 2011_2012

DAL 15 GIUGNO FINO AL 27 LUGLIO.

MOSTRA FINALE DEI BORSISTI DELL’ACCADEMIA REALE DI SPAGNA A ROMA. a cura di Rosa Olivares.

INGRESSO LIBERO.

Anche quest’anno la Reale Accademia di Spagna a Roma fondata nel 1873 e diretta da EnricPanés è lieta di presentare la mostra finale dei borsisti ospitati nell’istituto culturale dell’ex convento di San Pietro in Montorio al Gianicolo.

L’esposizione curata da Rosa Olivares sarà inaugurata il 15 giugno alle ore 19.

La mostra di quest’anno sarà curata  da Rosa Olivares (Madrid, 1955)  scrittrice,  giornalista, direttrice di EXIT Imagen & Cultura (in seguito di EXIT Book e EXIT Express) e critica d’arte che dal 1975 collabora con diversi media tra cui   “RNE”, “Comunicación XXI”, “Cuadernos para el Diálogo”, “La Calle”, “El Sol”, “La Vanguardia”, “El Independiente”, “Diario 16″, “Epoca”, “Arts Magazine”, “Paris Photo”, “Aena Arte”, “La Razón”, “ABC Cultural”, “El Cultural de El Mundo”. Ha pubblicato testi per moltissimi libri e cataloghi d’arte in tutto il mondo.  Nel 2001 vinse il concorso pubblico Proyecto de creación de un Museo de Arte Actual en la ciudad de Alcobendas (Madrid). Nel 2007  fu commissario dell’esposizione collettiva “Cazadores de sombras”, al MAMBO (Museo di Arte Moderna di Bogota) e negli anni successivi in molti paesi dell’America Latina.Nel 20120 invece fu commissario dell’Esposizione   “Diversidad. La diferencia como definición” nel  Centro Cultural de España a Santo Domingo  e nel 2011 di “Botánica. After Humboldt” prima nel Centro de Arte y Naturaleza (CDAN) a Huesca, alla Real Academia de Bellas Artes di San Fernando a Madrid e proprio all’Accademia Reale di Spagna a Roma.

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IN MOSTRA

 Paula Anta. Fotografia

Madrid 1977. Laureata in Belle Arti presso l’Universidad Complutense di Madrid. Il suo lavoro è stato esposto a livello nazionale tra cui a Photoespaña, Palma Photo, CCCB, Matadero, Círculo de Bellas Artes, Centro de Arte Moderno Hospital del Rey, Auditorio Nacional de Música di Madrid, Canal de Isabel II, Palacio Revillagigedo di Gijón, Centro Cultural de la Diputación di Ourense. Ha partecipato a numerose  Fiere nazionali ed internazionali come  Arco, Estampa, Loop, Foro sur, Arteba o Diva a New York. Ha vinto diversi Premi e Borse di studio di Aena, Comunidad de Madrid, Iniciarte, Purificación García e Injuve. Ha vissuto per diversi periodi in alcune città tedesche e negli ultimi quattro anni ha avuto il proprio studio nel AtelierFrankfurt grazie a una borsa di studio di  Linklaters. Prima di arrivare a Roma insegnava Fotografia presso la facoltà di Belle Arti di Cuenca nella  UCLM.

  

Il Viaggio, la Natura e l’Artificialità unite alle strutture create dall’uomo, la Storia, il Paesaggio, sono temi che configurano il cambiamento delle mie opere. Giardini Botanici, (bolle immaginarie della borghesia positivista del XIX sec), botteghe di vegetazioni in  plastica in Corea, timide piante nel centro di un ufficio a Francoforte, farfalle (unità di incertezze) riprodotte in maniera controllata nei lastrici solari dei quartieri marginali di Lima, antiche rotte orientali (cartografie dimenticate) che uniscono punti geografici tra oriente e occidente, circondano un vuoto o un cammino, nel quale io viaggio.

 

Laura Bisotti. Giovani Artisti Italiani – Incisione

Piacenza, Italia, 1985. Nel 2010 ottiene il Diploma di Secondo Livello Specialistico in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nell’anno 2008-2009 studia presso l’Università di Belle Arti del País Vasco grazie alla borsa di studio Erasmus. Nel 2010 realizza una residenza artistica di 10 mesi presso la Fondazione BilbaoArte a Bilbao (Spagna), dove, in settembre 2011, realizza la sua prima esposizione.

La proposta che sto sviluppando nasce da uno stato di osservazione attiva in cui il mio sguardo sulla città  di Roma si unisce all’azione quotidiana di salire sulla torre dell’Accademia in cui risiedo e scattare una fotografia. Osservazione oggettiva e memoria di un gesto ripetuto e silenzioso sono lo spunto da cui prenderà forma un’installazione, a parete, di piccole carte: stampe  realizzate con le tecniche tradizionali dell’incisione  su zinco.

 

Fefa Noia. Arti Sceniche

Laureata in  Filologia Tedesca – Università di Santiago de Compostela. Dottoranda in Scienze teatrali presso la Ludwig-Maximilian-Universität (Munich). Borsista della Fundación Barrié de La Maza. Formata come interprete presso la Scuola  Cristina Rota  e presso l’Università di Santiago (Postgrado in Arte Drammatica). Lavora come attrice, autrice, regista, drammaturga e traduttrice nel  Residenztheater de Munich, CDG, CDN e nel  Teatro de La Abadía. Nel 2011 crea la propria compagnia “Los Lunes” assieme all’attore David Luque.

Come Direttrice ha firmato le seguenti opere El Caballero, El coloquio de los perros, El amor enamorado, El libro infinito o Wild Wild Wilde.

 Tutte le strade portano a Roma, analisi del fenomeno della violenza subita, le sue manifestazioni e conseguenze nel presente. Ambito di ricerca scenica, in riferimento alla forma di teatro documentale e della Psicogeografia.

Prende come punto di partenza il concetto di violenza, disegna la mappa di Roma mediante una drammaturgia di quegli episodi, dei confronti che si sono delineati nella città dalla sua origine fino al presente.

Successivamente restituisce una forma scenica a questo materiale, rapportandolo con i luoghi della città dove sono avvenuti i fatti così che spazi e accadimenti si retro-alimentino.

In fine, si cerca un criterio per ognuno di questi interventi che permetta di percepire questo lavoro da una prospettiva differente da quella immediata.

 

Diana García Roy. Scultura

Laureata in Belle Arti – Università Complutense da Madrid in 1999. Di grande rilievo il lavoro svolto e apprendistato presso lo studio dello scultore Venancio Blanco nel 2010. Monumento alle vittive del terrorismo, scultura persso l’Università Rey Juan Carlos, Madrid, 2006. Monumento Omaggio  a Miguel Ángel Blanco, Comune di Ermua, Bilbao, 2010.  Monumento Paternidad ad Arrúbal, La Rioja, 2011.  Per saperne di più: www.deroyescultura.com

L’opera della scultrice nasce dalle diverse percezioni  dello spazio, lungo il percorso interiore di un’architettura.  Si formadalla ricerca di circuiti nascosti, di vuoti in movimento, da connessioni segrete. Spazi di mistero che traduce in sculture in bronzo.  Giochi di emozione per lo spettatore che li contempla. Il lavoro che sta realizzando a Roma parte da Villa Adriana. Le sculture saranno realizzate in cera, come processo preliminare prima di essere fuse in bronzo.

 

Irma Laviada. Arti plastiche

Gijón, 1978. Laureata in Belle Arti presso l’Università di Vigo nel 2001. Attualmente porta avanti il proprio lavoro di artista plastica insieme alla stesura della tesi dottorale El vacío como despliegue autorreflexivo de la propia obra, diretta da Juan Carlos Meana.

Partecipa a diverse fiere di  Arte Contemporanea come ARCO, Photo Miami, Madrid foto o CIRCA. Nel 2006 viene selezionata per  far  parte nella mostra “Muestra de arte INJUVE”, Círculo di BB.AA di Madrid e Interzonas. II Encuentros Europeos con el arte joven” a Zaragoza e per diversi anni partecipa alla mostra “UNIÓN FENOSA”. Finalista del “XXIX Premio Fundación Bancaixa”, del “I Premio de Arte Auditorio  de Galicia” o del “Certamen nacional de arte gráfico para jóvenes creadores”, fra gli altri. Ha ottenuto diverse borse di studio come Obra social y cultural de Cajastur para artistas, presso la Residencia de Estudiantes de Madrid e presso il Colegio de España a Parigi, città dove è stata premiata con una borsa di studio della Citè des Arts.

Ruth Morán Méndez. Arti plastiche

 Badajoz, 1976.Il lavoro di Ruth Morán è un invito ad entrare in uno spazio senza limite interiore. Concepisce l’espressione pittorica come un viaggio, una riflessione sul nostro posto nel mondo sull’l’esistenza. Il quadro `un gioco cumulativo un palinsesto, un labirinto di strade, una geografia sconosciuta, onde e profondi echi, trame, maglie nebulose, che disegnano i tratti delle cosa che abita. Il disegno acquista una maggiore importanza nelle sue opere con il carattere organico e di trasmissione dell’inconscio. Con il disegno scopre e ricerca nelle forme, presenze grafiche, accumulazioni di energie interdipendenti, suoni ed espansioni.

 

Sonia Navarro. Arti plastiche

 L’idea dei modelli è sempre stata presente come punto di partenza, unendo le mie opere all’universo femminile e acquisendo mille forme all’interno di un linguaggio pittorico che si serve della tessitura come elemento principale di espressione. Questo discorso non è estraneo alla dialettica di genere e all’uso che queste hanno intessuto come utensile formale legato a un passato di sottomissione domestica. Per saperne di più: www.sonianavarro.com

 

Jorge Yeregui. Fotografia

 Architetto laureato presso L’Università di Siviglia  (2003), dove ottiene  la Laurea di Estudios Avanzados (2010). Attualmente lavora contemporaneamente nella produzione artistica e nell’attività comedocente presso la scuola d’Architettura di malaga e partecipa in vari progetti di ricerca sull’urbanesimo. Le sue proposte sono state esposte in Spagna e all’estero, è da sottolineare la sua recente partecipazione alla VII biennale Iberoamericana de Arquitectura e Urbanismo tenutosi a Medellin (Colombia). La Sua opera fa parte d’importanti collezioni pubbliche e private.

Per saperne di più: www.jorgeyeregui.com

 

Belén Rodríguez González. Arti plastiche

 Il lavoro di Belén Rodríguez González si occupa il modo nel quale cerchiamo di imporre ordine nel mondo. Evidenziando la nostra tendenza a classificare e categorizzare lo spazio intorno a noi, riflettendo su aspetti come il tempo e la  misura.

 Per saperne di più: www.blnrg.com 

    

 Plastica, rappresenta il recente interesse dell’artista verso il disordine, all’inaspettato, il caso. Ispirata dall’idealismo del movimento della Bauhaus – la fusione dell’arte, l’artigianato, giocattoli e funzionalità, l’artista Rodríguez  reagisce  verso alcuni piccoli pezzi di plastica, trovati sulla spiaggia, rendendo un’espressione artistica all’estetica casuale delle conseguenze osservate in fenomeni naturali.

Ana María Jiménez Jiménez. Architettura

 Architetto (ETSAS 2004) nata a Cordoba (Spagna) nel 1978. Master in Architettura e Patrimonio storico (ETSAS IAPH 2009) Master “Progettazione Architettonica per il Recupero dell´Edilizia e degli Spazi Pubblici” (La Sapienza Roma 2010). Attualmente realizza il dottorato internazionale.

Conventi francescani dell’Italia centrale. Tipologie. Ricerca sullo studio dell’architettura dei conventi francescani nell’Italia centrale. Valutazione critica dei conventi in chiave architettonica e urbana, sviluppo di diverse analisi o approssimazioni architettoniche ad ognuno dei modelli studiati e raccolta di adeguata documentazione, soprattutto grafica. Questo lavoro potrebbe permettere l individuazione delle invarianti architettoniche, tipologiche, ecc contemporaneamente apporterà una maggiore conoscenza per una migliore diagnosi per la conservazione, consolidamento, riabilitazioni o possibili interventi futuri.

Efraín Rodríguez Santana. Letteratura

Scrittore cubano, autore dei romanzi La cinta métrica, La mujer sentada, e di libri di poesia, fra cui El hacha de miel, Otro día va a comenzar, Un país de agua, Arqueros, Máquina final.

Le sue opere sono state pubblicate a: Cuba, Spagna, Colombia, Brasile, Francia e in Germania. Critico letterario. Ha scritto saggi sulla poesia cubana contemporanea.

Fernando Buide del Real. Musica

 Santiago de Compostela, 1980. Formatosi nei conservatori di Santiago de Compostela, Oviedo e nell’Università Carnegie Mellon. È dottorando presso l’Università di Yale dove ha lavorato come professore. È stato professore nel conservatori superiori di A Coruña e Vigo. Le sua composizioni sono state interpretate da orchestre come quella Sinfonica di Pittsburgh, Minnesota, Yale o l’orchestra sinfonica di Galizia.

 Lo studio dell’opera vocale di diversi compositori italiani, soprattutto di Giacinto Scelsi,  la cui fondazione si trova a Roma, serve da  impulso per il lavoro compositivo finale del progetto. Questa composizione tratta di un monodramma per soprano e piccolo gruppo strumentale basato nel testo dello scrittore Efraín Rodríguez (borsista di letteratura) sul mito di Elettra.

 

Manuel Alejandro Contreras Vázquez. Musica

 Cile, 1977. Studia architettura presso la Pontificia Universidad Católica de Chile, successivamente studia Musica presso la stessa Università, completando gli studi in composizione musicali presso il Conservatorio di Milano e l’Accademia Santa Cecilia a Roma. Le sue composizioni sono state presentate in diversi festival e concerti in Cile, Italia, Francia e Germania. Professore di materie musicali nelle Università cilene. Ha approfondito attraverso diverse composizioni  i rapporti tra spazio acustico e spazio fisico.

Il progetto Ha Lugar evidenzia il rapporto tra composizione musicale e “luogo”. Basato nell’osservazione di un luogo caratteristico della città dove è situato il progetto: il Pantheon di Roma, opera essenziale dell’architettura antica. Questa osservazione permetterà costruire alcune domande e decisioni che potrebbero risiedere nella genesi del lavoro architettonico. La conversione di queste decisioni, domande e risposte dall’ambito architettonico a quello compositivo andrà a costruire una connessione non figurativa e dalla profonda astrazione. Le composizioni così ottenute metteranno in gioco dette conclusioni attraverso diverse configurazioni strumentali: un trio (clarinetto, violino, pianoforte), un opera orchestrale e un brano per flauto solista. Il progetto si costituirà in una specie di metodologia di analisi e interazione tra differenti discipline e modalità di stimolo sensoriale.

Arild Suárez Stenberg. Musica

 Nato a Las Palmas di Gran Canaria nel 1966 dove inizia il suo percorso musicale come percussionista. Successivamente studia presso il Real Conservatorio Superiore di Madrid e nel Conservatorio di Amsterdam, dove si diploma in composizione e arrangiamenti. Realizza gli studi di post-grado presso l’Università di Cambridge, dove ritorna per realizzare una ricerca dottorale sulle tecniche di notazione musicale e la cognizione da parte degli interpreti.

La sua attività principale è quella di compositore, le sue opere sono state eseguite in diverse sale di capitali europee. La sua musica è stata integrata anche con produzioni di danza.

Contemporaneamente, mantiene una intensa attività docente, ed è Direttore Artistico dell’Ensemble di Madrid, gruppo dedicato alla musica contemporanea  e realizzando diversi concerti nazionali ed internazionali.

Raúl del Valle. Architettura

Raúl del Valle è Dottore Architetto e professore di Progetti Architettonici presso  Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Madrid, ETSAM. Per saperne di più: www.rauldelvalle.es

Raccolta di disegni realizzati a Roma durante il periodo di soggiorno. Con questi disegni si cerca di riflettere le impressioni che, in relazione con la luce e la costruzione dello spazio architettonico, scaturiscono dai diversi luoghi visitati. La ricerca si  basa sull’opera di  Borromini, con lo scopo di scoprire i collegamenti che senz’altro esistono tra questo architetto del XVII sec. e l’architettura contemporanea, anche se estesa a qualsiasi spazio romano o barocco che rappresenti queste connessioni, in un analisi che comprende, dal rapporto dell’edificio con la città fino al rapporto della luce con la materia nei spazi, e più precisamente, nell’analisi dei meccanismi spaziali utilizzati per consegnare  una omogeneità ad un insieme di elementi indipendenti, trasformare l’ordine della struttura e per tanto, le qualità dello spazio architettonico.

Sergio Martín Vime. Museologia e Archeologia

Laureato in Storia dell’Arte (2003) e in Storia, Itinerario di Preistoria e Archeologia (2007) presso l’Università Autónoma de Madrid, realizza l’ultimo anno con il programma  ERASMUS presso l’University of Southampton nel Regno Unito.  Partecipa a scavi archeologici in Spagna, Grecia e Italia. Formazione museistica in Spagna e Canada. AECID Borsa di studio – Fundación Rafael del Pino.

Il progetto che Sergio Martín sta sviluppando durante il soggiorno a Roma è inquadrato nella sua tesi dottorale (Universidad Autónoma de Madrid). Lo scopo è quello di raccogliere quanta più informazione possibile sulle tabernae, spazi dedicati al commercio in piccola scala nell’antica Roma. Per portare avanti ciò si rende necessario lo studio di diverse fonti: archeologico, letterario, iconografico… in questo momento sta studiando la documentazione iconografica e cioè rappresentazioni delle tabernae nei rilievi di epoca romana.

Arturo Reboiras.  Arti plastiche

2005-2010 Laureato in Belle Arti – Università di Vigo. 2009-2010 Programma Socrate-Erasmus. Ecole Supérieure des Beaux-Arts d’Angers. Francia. 2008-2009 Programma di scambio Nazionale Sicue-Séneca. Facultat de Belles Arts di Barcellona.

Lungo tutto il suo percorso artistico, vi è sempre stato il riferimento all’architettura e all’urbanismo. Un interesse per  l’architettura e le città sempre presente e visibile nelle mie opere; partendo dalle costruzioni industriali e continuando con l’architettura e con lo spazio urbano come una geometria di frammenti che si sovrappongono, fronteggiando le cose in un campo di interferenze e discontinuità che configurano il mio immaginario. Il mio lavoro è caratterizzato da un attività interdisciplinare, nel quale interviene la fotografia, la scultura, l’intervento nello spazio urbano,… ma il più delle volte, è dalla pittura che nasce il germe dei miei progetti, sperimentando nel mio studio con differenti tecniche e materiali che raccolgo durante i miei viaggi, fotografie, e ritrovamenti occasionali del quotidiano, tutto ciò  mi suggerisce nuove  forme  da includere alle mie composizioni.  E’ un processo  che si evolve continuamente arrivando fino alla scultura, con istallazioni e interventi nello spazio pubblico

 

Veronica Gambula. Giovani Artisti Italiani – Incisione

 Veronica Gambula si laurea in Pittura nel 2007, presso l’Accademia di belle Arti di Sassari. Porta avanti un progetto artistico che nel tempo l’ha vista misurarsi in più discipline. Attualmente vive e lavora in Sardegna, ma il suo percorso è andato maturando negli anni, attraverso residenze artistiche, workshop, seminari e mostre. Nel settembre 2007, partecipa ad un workshop sulla tecnica della pittura d’affresco, presso il  M.A.C.A.M. di Maglione (TO). Partecipa a delle esposizione presso l’Art House Tacheles di Berlino. Nel 2010 Casa Falconieri le assegna una borsa di studio per frequentare il corso di Calcografia del VII MÀSTER SOBRE LA OBRA GRÀFICA, presso la Fundacion CIEC di Betanzos, Spagna. Nel 2011 viene invitata a partecipare ai Workshops 2011 di Casa Falconieri, Serdiana (CA) dove approfondisce la sua ricerca nell’ambito dell’incisione sperimentale. Nello stesso anno, Casa Falconieri la invita ad Estampa Arte Múltiple, Salone internazionale dell’arte grafica di Madrid.

Dal 2004 partecipa a mostre collettive e personali.

La ricerca artistica di Veronica Gambula riflette sulla sensibilità e la fragilità dell’animo umano. La melanconia come costante nelle sue opere. Racconta l’uomo negli sguardi cerchiati di un corpo smagrito, pochi tratti lo caratterizzano. Solo o nella moltitudine, svanisce tra luci ed ombre di un’atmosfera velata e nebulosa

 Il lavoro si sviluppa tra incisione, disegno ed installazione.


BOTANICA, AFTER HUMBOLDT. MOSTRA DI FOTOGRAFIA E INCISIONE

SALA MOSTRE ACCADEMIA REALE DI SPAGNA

BOTANICA, AFTER HUMBOLDT a cura di Rosa Olivares

MOSTRA DI FOTOGRAFIA E INCISIONI dal 20 gennaio al 26 febbraio

Inaugurazione 20 gennaio ore 19. Ingresso Libero.

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Lo studio delle piante e dei fiori, delle famiglie e delle specie vegetali è ciò che si definisce Botanica. Una scienza il cui studio si è sviluppato dalla Grecia classica a oggi, passando per il XVII e XVIII secolo, con le Spedizioni Scientifiche, quando si esplora il mondo cercando, analizzando e catalogando la fauna e la flora di ogni angolo della superficie terrestre.
La nascita della fotografia è stata essenziale per l’evoluzione della scienza botanica. La maniera di approcciarsi alla riproduzione della natura botanica è stata molto eterogenea, ma la si potrebbe dividere in due grandi blocchi: realte e artificiale. Per alcuni fotografi, le piante e i fiori sono quella parte della natura, di un paesaggio visto in primo piano, più vicina e con la quale poter lavorare. Per altri è un territorio aperto alla manipolazione genetica, all’inganno, all’usurpazione, perché tra verità e menzogna c’è pochissima differenza, e quella poca che c’è viene totalmente cancellata dalla fotografia.

La storia contemporanea della rappresentazione botanica della fotografia si basa essenzialmente sullo studio delle piante vere, delle piante finte e delle piante artificiali. Il comportamento di ogni fotografo di fronte a questi tre blocchi è ciò che riempie di sfumature e di soggettività questa piccola storia contemporanea. I sei artisti che fanno parte di questa “spedizione/esposizione” sono un esempio di ognuna di queste modalità di osservazione della natura.

BIO DEI FOTOGRAFI

Manel Armengol

Badalona, 1949.

Con uno sguardo classico e un approccio minuzioso e rispettoso verso la tradizione del ritratto e della natura morta, dando così vita a un misto dei due generi, l’Herbarium di Manel Armengol ci riconcilia con quella natura che continua ad esistere nonostante i mutamenti di percezione sviluppati dalle arti visive. Le sue immagini ci mettono in contatto con quella realtà che ignoriamo. Un impostazione visiva che implica il ritorno alla natura, osservando le piante in primo piano, isolandole dal loro contesto naturale, realizzando una sorta di ritratti di individualità botaniche. Di nuovo il bianco e nero, di nuovo il rispetto per la natura in una fotografia che, di attuale, ha il modo di approcciarsi alla pianta e, di classico, il rispetto per la manipolazione formale e l’impostazione globale.

 Alberto Baraya

Bogotá, 1968.

Fedele alla tradizione colombiana dei ricercatori botanici, questo Herbario de plantas artificiales non solo ricrea il contenuto tradizionale degli erbari classici, ma anche il modo di metterli insieme, di compilarli. I fiori non sono finti, ma neanche veri, esistono davvero ma non appartengono al mondo naturale. Si trovano nelle nostre case, fanno parte del nostro paesaggio immediato: sono artificiali. La natura della plastica industriale ripete le forme della natura vera e il tassonomista ripete il metodo di studio. Baraya torna alla lamina di colore, all’immaginaria incisione, stavolta trasformata in fotografia. Torniamo al passato per balzare nel presente con una teoria, una ricerca, una ri-creazione naturalista di quelle piante e fiori che vivono negli atrii degli edifici, negli aeroporti, negli studi dei medici. Tutte quelle piante che vivono dove le piante vere non possono vivere.

Joan Fontcuberta

Barcelona, 1955.

La serie Herbarium di Joan Fontcuberta segna uno spartiacque nella rappresentazione di un mondo vegetale che sorge dalla mente dell’uomo, dall’imitazione ironica, quasi cinica, di una natura impossibile da conoscere e da classificare. Un mondo vegetale ricreato a immagine e somiglianza di se stesso, piccoli personaggi inesistenti che imitano sia nella forma che nel nome una natura vera, per quanto comunque ignorata da tutti noi. L’atteggiamento postmoderno, definitivo negli anni ’80, dà vita a un lavoro che si trasforma in un riferimento obbligato nella storia della fotografia contemporanea: uno sguardo inizialmente birichino e perverso che in seguito si fa specchio impossibile nel quale si riflette il mondo naturale e quella percezione iconica che trasforma il reale in finzione e la finzione in norma.

 Juan Carlos Martínez

Campanario, Badajoz, 1978.

La serie Expedición Spermopsida espone il ruolo testimoniale delle piante, ricorrendo allo storico immaginario della spedizione per cercare, trovare e analizzare le piante caratteristiche di luoghi concreti. Tra i confini della realtà e dell’ironia, del serio e del faceto, si pone speciale attenzione all’identificazione e allo studio delle specie vegetali esistenti nei parchi e nei giardini cui le coppiette riparano per i loro furtivi incontri sessuali. Le caratteristiche e la salute di queste specie variano a seconda del posto e degli effetti del passaggio dell’uomo nel loro habitat. Incontri in mezzo alla natura, inevitabilmente brevi, ma che potenziano le fantasie e il ritorno a un constesto bucolico che fomenta l’edonismo dei corpi. Per l’artista, l’approccio attraverso lo studio della botanica è una scusa perfetta per andare oltre ciò che vediamo ed esplorare indagando un tema che porta con sé aspetti etici e morali. Un processo diverso, anche se permane l’idea delle piante come testimoni delle nostre spericolate vite.

Rafael Navarro

Zaragoza, 1940.

Viviamo circondati da piante, naturali o artificiali, di plastica, di tela, con linfa o secche. Sono testimoni della nostra solitudine, delle nostre esperienze. Restano in disparte, come semplici oggetti, come elementi decorativi. Riempiono le nostre case, mute, aliene a qualsiasi sentimento. Semplicemente, stanno là. Questo è il modo in cui Rafael Navarro circoscrive la propria esistenza nella serie Testigos. Il bianco e nero, il colore del silenzio, delinea alcune immagini frammentate, parziali, che a volte rasentano l’astrazione, che non offrono la pianta nella sua totalità ma in alcuni primi piani che non possono racchiudere più di qualche foglia, facendone risaltare le nervature, il tessuto della loro pelle. Si tratta di un approccio dei sensi, lirico. Navarro non ci parla di catalogazioni né di metodologie, ma di sentimenti, di corpi, di sensazioni. Non si discute della realtà o dell’artificialità della pianta; quest’ultima è assurta a soggetto individualizzato: qualcuno o qualcosa che fa parte, più che del nostro paesaggio, delle nostre vite.

Juan Urrios

Barcelona, 1962.

La serie Verdes va direttamente all’essenziale, alla definizione della pianta attraverso un vocabolario alieno alla botanica. Sintetizza l’essenza delle piante in una sola parola che ci rimanda alla sua frescura, all’aspetto, all’interiorità, al succo che scorre nei loro corpi: verde. In questo caso, si tratta di fotografie con una luce tale che il verde risulti ancora più intenso, centrale, protagonista. All’immaginario verde non corrispondono solo le piante, ma Urrios gioca con la definizione, col cliché e, di nuovo, con l’ironia di ciò che è e di ciò che sembra essere. Tessuti differenti, come in un museo della scienza, per riunificare il vegetale con l’artificiale, il reale col falso, ma in questo caso non lo fa con tutto il corpo della pianta, con la sua definizione o identità, ma con un approccio a un ADN impossibile e visivo. Ciò che senza essere esclusivo delle piante e dei fiori è davvero permanente in tutte loro, un colore caratteristico e definitivo.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA: CS Botanica.After Humboldt

Real Academia de España en Roma.

Piazza San Pietro in Montorio 3.

Inaugurazione Sala Mostre. 20 gennaio, ore 19.00

Orario (Martedi-Domenica): 10-13/ 16-19

http://www.raer.it

http://accademiaspagnaroma.wordpress.com


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